Cosa vedere a Trento: castello, musei e piazze


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per: viaggiatori culturali e famiglie
  • Punti forti: Castello del Buonconsiglio, MUSE, centro storico pedonale
  • Da non perdere: l'Orrido di Ponte Alto per un tuffo nella natura
  • Periodo migliore: primavera e autunno per clima mite
  • Consiglio: assaggiate i prodotti tipici trentini

Eventi nei dintorni


Trento è una città che sorprende. Cosa vedere a Trento? Il Castello del Buonconsiglio è il punto di partenza ideale: un complesso medievale ricco di affreschi, tra cui il celebre Ciclo dei Mesi. Poco distante, la Cattedrale di San Vigilio domina Piazza del Duomo con la sua facciata gotica. Per gli amanti della scienza, il MUSE è un museo interattivo che piace a grandi e piccini. Non perdete la Fontana del Nettuno e la Torre Civica per una vista panoramica. Se cercate la natura, l'Orrido di Ponte Alto è una gola spettacolare a due passi dal centro. Concludete la visita con un giro tra i palazzi rinascimentali come Palazzo Pretorio e Palazzo Geremia. Trento si visita comodamente a piedi, ideale per un weekend fuori porta.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Castello del Buonconsiglio

Castello del BuonconsiglioEntrare al Castello del Buonconsiglio è come sfogliare un libro di storia lungo sette secoli. Questo imponente complesso, arroccato su un piccolo promontorio nel cuore di Trento, è stato per secoli la residenza dei principi vescovi. Non te lo aspetti così grande: appena varchi l’ingresso, ti trovi di fronte a tre anime diverse in un unico spazio. Da una parte il Castelvecchio, il nucleo medievale con la sua possente torre cilindrica (Torre d’Augusto), dall’altra il Magno Palazzo, un gioiello rinascimentale voluto dal cardinale Bernardo Cles, con affreschi di Dosso Dossi e Romanino. E poi c’è la Giunta Albertiana, aggiunta barocca del Seicento. Ma il vero capolavoro, quello che ti lascia a bocca aperta, è la Torre Aquila. Qui si nasconde il Ciclo dei Mesi, un affresco del primo Quattrocento di un maestro boemo, Venceslao. Undici scene che raccontano la vita nobiliare e i lavori agricoli mese per mese: un raro esempio di gotico internazionale così vivo che sembra di sentire i canti dei contadini e il rumore dei cavalli. Passeggiare nei giardini cinquecenteschi, tra siepi geometriche e alberi di Lagerstroemia, è una pausa rilassante. E se ami l’arte, non perdere le mostre temporanee: il castello è un vivace centro culturale. Info pratiche: il castello è in via Bernardo Clesio 5. Aperto da martedì a domenica (chiuso lunedì), orario 10-18 (invernale 9:30-17). Biglietto intero 10 €, ridotto giovani (15-26) 6 €, supplemento Torre Aquila 2,50 €. Con la Trentino Guest Card hai il 30% di sconto. Attenzione: ci sono barriere architettoniche, ma il museo fa il possibile per l’accessibilità.

Castello del Buonconsiglio

Cattedrale di San Vigilio: storia e arte nel cuore di Trento

Cattedrale di San VigilioLa Cattedrale di San Vigilio (Duomo di Trento) domina piazza del Duomo con la sua mole imponente. Costruita a partire dal 1212 per volere del vescovo Federico Vanga e completata nel 1321, è un capolavoro che mescola romanico, gotico e barocco. La facciata asimmetrica – un campanile è rimasto incompiuto – regala uno spettacolo unico: ammirate il grande rosone con Cristo giudicante e il protiro settentrionale sorretto da leoni stilofori, opera delle maestranze comacine. All'interno, le tre navate colpiscono per la luce che filtra dai rosoni; da non perdere il Rosone della Fortuna sul transetto nord, simbolo della mutevole sorte umana, e la Cappella del Crocifisso con il crocifisso ligneo di Sixtus Frei, detto “del Concilio”. Proprio qui, tra il 1545 e il 1563, si tennero le sessioni del Concilio di Trento, che segnarono la storia della Chiesa – una targa sull’altare maggiore ricorda i 217 padri che firmarono i decreti. Scendendo nella basilica sotterranea (visitabile con biglietto dal Museo Diocesano), si scoprono i resti della chiesa paleocristiana del IV secolo e le tombe di San Vigilio e dei martiri anauniensi. La cattedrale è aperta tutti i giorni dalle 9.45 alle 18.00, ingresso gratuito. Per approfondire, il vicino Museo Diocesano Tridentino custodisce il tesoro della cattedrale, tra cui l’urna processionale di San Vigilio e le testimonianze iconografiche del Concilio. Un luogo che racconta secoli di fede, arte e potere, perfetto per capire l’anima di Trento.

Cattedrale di San Vigilio

MUSE: un viaggio interattivo tra scienza e natura

MUSESe pensate che un museo scientifico sia noioso, non avete mai messo piede al MUSE di Trento. Progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013, questo edificio che richiama le montagne trentine è un concentrato di esperienze. Il percorso si snoda su sette piani, dall’alto verso il basso: si parte dalla terrazza con vista sulla valle dell’Adige e si scende fino alle origini della Terra. Ogni piano ha un tema: al quarto, un tunnel glaciale dove toccare una lingua di ghiaccio; al terzo, un bosco interattivo per bambini; al secondo, la geologia delle Dolomiti con un simulatore di terremoti; al primo, la storia dell’uomo e il fablab; al piano terra, la palestra della scienza con esperimenti su fisica e matematica; al piano interrato, fossili e dinosauri. La serra tropicale è il fiore all’occhiello: 600 metri quadrati che ricreano la foresta pluviale dei Monti Udzungwa in Tanzania, con cascate e animali tropicali. Per i più piccoli c’è il Maxi Ooh!, spazio sensoriale per bimbi 0-5 anni. Il MUSE non è solo da guardare, ma da vivere: si può provare il letto del fachiro, disegnare con la voce e persino dormire al museo con la ‘Nanna al Muse’. La sostenibilità è di casa: certificazione LEED GOLD, tanto vetro e luce naturale. I biglietti costano 11 euro (ridotto 9), e la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito. Insomma, un luogo che unisce scienza, divertimento e natura, perfetto per grandi e piccoli.

MUSE

Piazza del Duomo: il cuore pulsante di Trento

Piazza del DuomoEntrare in Piazza del Duomo è un po' come fare un tuffo nel Medioevo, ma con un'energia vibrante che ti sorprende. La piazza è il salotto buono di Trento, un quadrilatero di porfido contornato da palazzi affrescati, portici eleganti e, naturalmente, la maestosa Cattedrale di San Vigilio. Al centro troneggia la fontana del Nettuno, settecentesca, con il suo dio marino che brandisce il tridente: una copia in bronzo dell'originale custodito altrove. Accanto, la più piccola fontana dell'Aquila, simbolo cittadino. Sul lato orientale, il Palazzo Pretorio con la Torre Civica – antica residenza vescovile e oggi Museo Diocesano – ti racconta secoli di potere religioso e politico. E poi le famose Case Cazuffi-Rella, con affreschi rinascimentali di figure pagane e leggendarie, un contrasto rispetto ai soliti temi religiosi. Sotto la Torre Civica, un tiglio racconta una storia curiosa: piantato in epoca napoleonica come albero della libertà, oggi è il nipote di quell'originale. La piazza è stata a lungo luogo di mercato e adunanze, e ancora oggi è il centro nevralgico per eventi, mercatini di Natale e semplicemente per un caffè all'aperto. Non preoccuparti se arrivi in auto: ci sono parcheggi per disabili e il centro è ben collegato con autobus. Consiglio di visitarla al mattino presto per goderti la luce che accarezza gli affreschi, o al tramonto quando tutto si tinge d'oro.

Piazza del Duomo

Fontana del Nettuno: il cuore barocco di Piazza Duomo

Fontana del NettunoNel bel mezzo di Piazza Duomo, la Fontana del Nettuno è il punto di riferimento che non passa inosservato. Alta 12 metri, questa fontana barocca fu costruita tra il 1767 e il 1769 su progetto di Francesco Antonio Giongo, con le statue originali dello scultore comasco Stefano Salterio. Oggi, però, il Nettuno che vedete non è quello originale: la statua in pietra arenaria, danneggiata dal tempo, fu rimossa nel 1939 e sostituita nel 1945 da una copia in bronzo realizzata da Davide Rigatti. Anche i gruppi scultorei di tritoni e cavalli marini furono rifatti nell'Ottocento da Andrea Malfatti.

Giongo progettò un ingegnoso sistema per far scorrere l'acqua senza interruzioni, creando un gioco di zampilli che cambia continuamente. I tritoni sembrano soffiare getti d'acqua dalla bocca, mentre i delfini spruzzano dalle narici. L'effetto è rilassante e vivace allo stesso tempo. Sui lati del fusto si leggono iscrizioni latine, tra cui la data MDCCLXVIII (1768) e la sigla SPQT (Senatus Populusque Tridenti).

La fontana è circondata da tre gradini dove i trentini amano sedersi, magari con un gelato. Attenzione: nel 2021, durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Italia agli Europei, fu danneggiata (le staffe dell'illuminazione furono piegate), ma il comune intervenne subito. Curiosità: ne esiste una copia a Wuppertal, in Germania, realizzata nel 1895. Insomma, un must assoluto per chi visita Trento.

Fontana del Nettuno

Torre Civica: storia, campane e vista mozzafiato su Trento

Torre CivicaLa Torre Civica è il simbolo di Trento, svetta in piazza Duomo accanto al Duomo e al Museo Diocesano. Alta quasi 46 metri, fu costruita a metà del XII secolo sopra l'antica Porta Veronensis romana. Per secoli è stata residenza vescovile, poi carcere (fino all'Ottocento) e torre civica con orologio e campane. Due campane scandivano la vita: la Renga (per annunci e condanne) e la Rason (per incendi e funzioni giudiziarie). Nel 2015 un incendio distrusse la Renga originale del 1789; una nuova campana, fusa dalla Grassmayr di Innsbruck, è stata posta nel 2018. Oggi si visita solo con guida, salendo 156 gradini di scala in acciaio su 8 livelli (su 12). La fatica è ripagata: dalla cima si ammira una vista incredibile su piazza Duomo, la Fontana del Nettuno e i tetti di Trento. Il biglietto (12€) include anche l’ingresso al Museo Diocesano e alla Basilica Paleocristiana. Occhio agli orari: la torre è chiusa il martedì e l’accesso è vietato a bambini sotto 120 cm, persone con vertigini o problemi motori. Insomma, un tuffo nel passato medievale che regala un panorama unico.

Torre Civica

Chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento

Chiesa di Santa Maria MaggioreEntrare in Santa Maria Maggiore significa immergersi nella storia del Concilio di Trento. Tra il 1562 e il 1563, qui si tennero le congregazioni generali della terza fase, un evento che segnò la Controriforma. La chiesa fu voluta dal principe vescovo Bernardo Clesio e costruita tra il 1520 e il 1524 su progetto di Antonio Medaglia, ispirandosi alla basilica di Sant'Andrea a Mantova. La facciata, rimaneggiata in stile neorinascimentale tra 1899 e 1901, è in pietra bianca e rossa, con un portale del 1539 e un rosone. All'interno, a navata unica, spiccano le sei cappelle laterali con altari barocchi in marmo, opere di artisti come Oradini e Sartori. La cantoria, realizzata da Vincenzo e Giovan Girolamo Grandi tra il 1534 e il 1542, è un capolavoro di scultura lignea, e sopra si trova l'organo a canne Mascioni del 1928, che riutilizza la cassa del 1536. Gli affreschi sulla volta, dipinti da Sigismondo Nardi nel 1902, raffigurano scene del Concilio e protagonisti della Controriforma. Non perdetevi il sarcofago barocco con le reliquie di San Clemente e la pala di Giovan Battista Moroni. All'esterno, il campanile alto 53 metri è il più alto di Trento, con un concerto di 7 campane. La chiesa, elevata a basilica minore nel 1973, è stata riaperta nell'aprile 2012 dopo importanti restauri. L'ingresso è gratuito, aperto tutti i giorni 8:00-12:00 e 14:30-18:00. Una tappa imperdibile per chi vuole capire la storia della città e ammirare un gioiello rinascimentale.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Palazzo Pretorio: un tuffo nella storia tra vescovi e tribunali

Palazzo PretorioSe c'è un luogo che racconta la storia di Trento in poche centinaia di metri quadrati, è Palazzo Pretorio. Affacciato su Piazza Duomo, con la sua facciata merlata e le finestre bifore e trifore, sembra uscito da un libro di storia. E un po' lo è: qui hanno vissuto i vescovi dal IX al XIII secolo, poi è diventato sede del tribunale (da cui il nome "Pretorio"). Oggi ospita il Museo Diocesano Tridentino, un vero scrigno. Entra e trovi arazzi fiamminghi, sculture lignee, e una sala intera dedicata al Concilio di Trento. Roba da restare a bocca aperta. Ma non finisce qui: accanto sorge la Torre Civica, alta 41 metri, costruita intorno al 1150 sui resti della Porta Veronensis romana. Un tempo carcere, oggi visitabile con una guida (156 gradini, ma ne vale la pena: dalla cima la vista sulla piazza è spettacolare). Sotto la torre, i resti della strada romana. E poi il Castelletto, un'alta struttura difensiva addossata al duomo. Insomma, in un angolo di piazza hai dieci secoli di storia. La cosa che mi ha colpito? Le scritte dei carcerati ancora visibili sulle pareti della torre, fatte con chiodi arrugginiti. Piccoli segni che rendono vivo il passato.

Palazzo Pretorio

Museo Diocesano Tridentino: un tuffo nell'arte sacra tra arazzi e tesori

Museo Diocesano TridentinoSe ti trovi in Piazza Duomo a Trento, non puoi perderti il Museo Diocesano Tridentino, ospitato nell'antico Palazzo Pretorio, prima residenza dei principi vescovi. Fondato nel 1903, è uno dei primi musei diocesani d'Italia e racconta dieci secoli di arte sacra (dall'XI al XIX secolo). Entra e ti colpisce subito l'atmosfera raccolta: dipinti, sculture lignee, paramenti e codici miniati ti accompagnano in un viaggio nella storia della Chiesa trentina. Il pezzo forte? Gli arazzi fiamminghi del secondo piano: sette enormi pannelli tessuti a Bruxelles tra il 1511 e il 1520, acquistati dal principe vescovo Bernardo Cles, che durante il Concilio di Trento (1545-1563) decoravano la cattedrale. Ammirali da vicino: i dettagli delle Storie della Passione sono pazzeschi. Ma non è tutto: il museo custodisce anche il tesoro della Cattedrale, con l'urna processionale di San Vigilio, e la Basilica paleocristiana di San Vigilio sotto il duomo, con mosaici e reperti del VI secolo. Tra le chicche, una sezione dedicata al Concilio di Trento con dipinti e documenti che ti fanno sentire parte di quel momento storico. Prezzi onesti: 7€ per il museo+basilica, o 12€ se vuoi salire sulla Torre Civica (45 metri di vista mozzafiato). Aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Museo Diocesano Tridentino

L'Orrido di Ponte Alto: il canyon segreto di Trento

Orrido di Ponte AltoSe pensate che Trento sia solo piazze e castelli, vi sbagliate. A pochi chilometri dal centro, lungo il torrente Fersina, si nasconde l'Orrido di Ponte Alto, un canyon profondo un centinaio di metri scavato nella roccia calcarea. La particolarità? Qui l'uomo ha costruito delle imponenti opere idrauliche già nel Cinquecento per domare le piene del fiume. Oggi potete visitarlo solo con una guida (obbligatoria, ma ne vale la pena). Il percorso dura circa 45 minuti e vi porta su passerelle sospese, scalinate e persino dietro la cascata grazie a una scala a chiocciola scavata nella pietra rossa. L'effetto è spettacolare, soprattutto in primavera quando lo scioglimento delle nevi rende la cascata più potente. Attenzione: non è adatto a chi ha problemi di deambulazione (ci sono molti gradini) e l'ambiente è umido, quindi portatevi un k-way e scarpe antiscivolo. Il biglietto costa 6€ (4€ con Trentino Guest Card) e si può abbinare al Giardino dei Ciucioi di Lavis per 10€. Aperto sabato e domenica dalle 10 alle 18 (in agosto tutti i giorni). Per arrivare, prendete il bus 9 o 10 fino a Cognola e poi dieci minuti a piedi. Io consiglio di arrivare con un po' di anticipo per scattare foto ai dintorni. Un luogo che unisce natura e ingegneria in modo unico.

Orrido di Ponte Alto

Forte di San Rocco a Trento

Forte di San RoccoSe ti trovi a Trento e vuoi scoprire un angolo di storia asburgica, il Forte di San Rocco è una tappa che non ti aspetti. Situato sul Dosso di San Rocco, a sud della città, questo forte austroungarico fu costruito tra il 1880 e il 1882 (alcune fonti dicono 1881-1883) per proteggere l'accesso alla valle dell'Adige e alla Valsorda. Faceva parte della Fortezza di Trento, un sistema difensivo imponente. Oggi, però, il forte è in stato di abbandono: è di proprietà privata, recintato e invaso dalla vegetazione. Non è visitabile all'interno, ma vale la pena arrivare fin qui per il contesto naturalistico. Il Dosso si trova all'interno del parco Bosco della Città, un'area verde con percorsi segnalati e punti panoramici mozzafiato sulla Val d'Adige. Qui c'è anche il Centro Recupero Avifauna Selvatica della LIPU, un plus per gli amanti della natura. L'escursione è breve e adatta a tutti: dal parcheggio in località San Rocco si segue la vecchia strada militare sterrata, con un dislivello di circa 100 metri e una durata di un'ora e mezza circa. In cima, un prato con panchine regala una vista spettacolare verso nord. Peccato che il forte sia così degradato: sarebbe un pezzo di storia da recuperare. La struttura, a pianta esagonale in pietra calcarea e calcestruzzo, era composta da un'opera alta con una cupola corazzata girevole per due cannoni da 12 cm e un'opera bassa con postazioni in barbetta. La guarnigione contava fino a 134 uomini. Oggi, quello che resta è un fantasma di ferro e cemento nascosto tra gli alberi, ma il luogo merita una visita per immergersi in un passato lontano, tra natura e storia.

Forte di San Rocco

Giardino Botanico Alpino Viote

Giardino Botanico AlpinoSe pensi che Trento sia solo piazze e castelli, ti sbagli. Salendo sul Monte Bondone, a pochi minuti di macchina, trovi il Giardino Botanico Alpino Viote, un angolo di natura che sembra sospeso tra cielo e terra. Inaugurato nel 1930 – tra i primi giardini alpini delle Alpi – si estende su 10 ettari nella conca delle Viote, a circa 1.500 metri di quota. Qui l’acqua è protagonista: laghetti, torbiere e ruscelli creano un microclima perfetto per oltre 2.000 specie di piante d’alta quota, molte delle quali rare o a rischio d’estinzione. Il bello è che le aiuole sono organizzate per provenienza geografica: ti sembrerà di fare il giro del mondo in un pomeriggio. Passeggiando tra prati fioriti, macchie di pino mugo e roccere, potrai osservare genziane, stelle alpine e persino l’aconito, pianta tossica ma affascinante. Il giardino fa parte del MUSE – Museo delle Scienze, e durante l’estate offre laboratori, visite guidate e attività per bambini (tipo costruire cassette nido o bug hotel). I prezzi sono popolari: biglietto intero 3,50 €, ridotto 2,50 €, famiglia 7 €. Aperto da giugno a settembre: in giugno, luglio e agosto dalle 9 alle 18, a settembre fino alle 17. Il 2 giugno l’ingresso è gratuito con tante attività. Porta scarpe comode e una giacca: anche d’estate l’aria è fresca. Un consiglio? Prova la visita guidata “A occhi chiusi” per annusare e toccare le piante – un’esperienza che ti riconnette con la natura in modo nuovo.

Giardino Botanico Alpino

Palazzo delle Albere: Arte, storia e scienza in una villa-fortezza

Palazzo delle AlbereSe passate da Trento, non perdetevi il Palazzo delle Albere, un luogo che sembra uscito da una fiaba. Costruito tra il 1530 e il 1550 per la famiglia Madruzzo, principi vescovi, è una villa-fortezza a pianta quadrata con quattro torri angolari (una quinta torre centrale fu demolita nell’800). Il nome? Viene dai pioppi ("albere" in dialetto) che un tempo fiancheggiavano l’ingresso. Durante il Concilio di Trento ospitò personaggi come Filippo II di Spagna e Andrea Palladio. Poi un lungo declino: incendio nel 1796, abbandono, stalla e fienile. Oggi, dopo restauri, è rinato come centro culturale gestito dal MUSE e dal Mart. Al piano terra e nelle torri, il MUSE propone mostre che esplorano il rapporto tra scienza e società – come "Il potere delle macchine" (fino al 31 maggio 2026), con congegni del Cinquecento. Al primo e secondo piano, il Mart allestisce esposizioni d’arte contemporanea: oltre a "Riccardo Schweizer" (fino al 1° marzo 2026), da aprile 2026 arriva "Anacronismi e discronie", con 70 opere di artisti come Sandro Chia e Francesco Clemente. Gli spazi sono affascinanti: gli affreschi originali dei fratelli Dossi e del Romanino sopravvivono in parte, anche se molti sono perduti. Io l’ho visitato in una domenica pomeriggio: l’atmosfera è intima, lontana dal caos. L’ingresso si raggiunge da un ponticello sul fossato. Orari: martedì-venerdì 10-18, sabato-domenica 10-19, lunedì chiuso. Biglietto intero 7€, gratuito under 14.

Palazzo delle Albere

Torre Vanga: un tuffo nella storia medievale di Trento

Torre VangaSe vi trovate a Trento, fate un salto a Torre Vanga, uno dei monumenti medievali più affascinanti della città. Costruita intorno al 1210 per volere del principe vescovo Federico Vanga (da cui prende il nome), era il baluardo occidentale delle mura, proprio lì dove l'Adige lambiva la città. Oggi, con i suoi 34 metri d'altezza e la pianta irregolare (i lati vanno da 9,7 a 11,5 metri), è impossibile non notarla.

La torre ha vissuto tante vite: fu carcere già nel 1409, quando vi rinchiusero il vescovo Giorgio di Liechtenstein durante una rivolta. Poi, nell'Ottocento, l'amministrazione napoleonica la trasformò in prigione, e ancora oggi si vedono i graffiti lasciati dai detenuti sulle pareti. Negli anni Trenta del Novecento divenne sede dei carabinieri, e più recentemente ha ospitato mostre e laboratori di restauro.

Dal 2020, al suo interno ha trovato casa il Museo della storia alpina della sezione ANA di Trento, che racconta con immagini e racconti cent'anni di impegno degli alpini trentini. L'ingresso è libero, e si possono visitare i primi tre piani. Se avete fortuna, in occasioni speciali si sale anche più su, dove le finestre quadrate con inferriate ricordano il passato di prigione. E se siete appassionati d'arte, sappiate che la torre è stata immortalata da Albrecht Dürer in un acquerello del 1495: allora l'Adige le scorreva ai piedi, oggi la città le è cresciuta intorno.

Insomma, Torre Vanga è un concentrato di storia trentina. Non lasciatevela scappare.

Torre Vanga

Palazzo Geremia: perla rinascimentale nel cuore di Trento

Palazzo GeremiaSe passeggi per via Belenzani, non puoi non notare Palazzo Geremia, con la facciata riccamente affrescata. Costruito tra fine Quattro e inizio Cinquecento per il mercante veronese Giovanni Antonio Pona detto Geremia, è uno dei primi esempi di architettura rinascimentale trentina. La facciata è un libro aperto: vi trovi l'incontro di Massimiliano I d'Asburgo con la cittadinanza, la Ruota della Fortuna e scene eroiche romane come Marco Curzio e Muzio Scevola. Curioso dettaglio: ci sono anche sette tappeti dipinti di ispirazione anatolica, raro esempio di decorazione orientaleggiante. Oggi il palazzo è la sede di rappresentanza del Comune di Trento e non è visitabile liberamente: serve un appuntamento con gli uffici comunali. Per fortuna, il Comune ha realizzato un tour video accessibile con LIS, audioguida e sottotitoli in italiano, inglese e tedesco. L'interno è composto da tre corpi edilizi con cortili e un giardino; la Sala Falconetto e il Salone di rappresentanza sono meravigliosi. Attenzione all'accessibilità: la Sala Espositiva al piano rialzato ha 5 gradini, ma il resto è raggiungibile con ascensore. Nel 2024 un atto vandalico ha danneggiato gli affreschi, ma il restauro è già in corso. Un motivo in più per ammirare questo gioiello prima che sia troppo tardi.

Palazzo Geremia