🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per escursioni in famiglia e avventurieri outdoor
- Punti forti: paesaggi lago-montagna, castelli ben conservati, sentieri ben segnati
- Periodo migliore: primavera e autunno per clima mite e meno folla
- Come muoversi: auto consigliata per raggiungere i borghi e i parcheggi dei sentieri
- Da non perdere: l'Orrido di Bellano e il Castello di Vezio al tramonto
Eventi nei dintorni
La Provincia di Lecco è una destinazione che sorprende, spesso lasciata in ombra dai circuiti turistici più battuti. Eppure, offre un mix unico di paesaggi lacustri, montagne imponenti e un patrimonio storico fatto di castelli e borghi medievali. Il Castello di Vezio domina il Lago di Como da una posizione privilegiata, mentre l'Orrido di Bellano regala uno spettacolo naturale scavato nella roccia. Villa Monastero incanta con i suoi giardini sul lago, e il Forte Montecchio Nord racconta la storia militare della zona. Per gli amanti del trekking, i sentieri intorno al Museo delle Grigne e al Monte Legnoncino offrono viste indimenticabili. I borghi come Corenno Plinio e Lierna conservano atmosfere d'altri tempi. In questo articolo ti guiderò attraverso le mete imperdibili della Provincia di Lecco, con suggerimenti pratici per visitarle al meglio. Preparati a scoprire un angolo d'Italia autentico, dove natura e storia si fondono.
Panoramica
- Castello di Vezio: storia, falconeria e vista mozzafiato sul Lago di Como
- Villa Monastero: un tuffo tra storia e natura sul Lago di Como
- Orrido di Bellano: un tuffo tra leggenda e natura
- Forte Montecchio Nord: la fortezza che ha sfidato il tempo
- Abbazia di San Pietro al Monte: trekking e romanico a Civate
- Castello di Corenno Plinio
- Torre del Barbarossa: un salto nel Medioevo
- Castello di Lierna: un borgo fortificato sul lago
- Basilica di San Nicolò: il duomo di Lecco tra arte e storia
- Palazzo Belgiojoso: un tuffo nella storia tra musei e planetario
- Museo delle Grigne: un viaggio tra fossili e mestieri antichi
- Santuario di San Girolamo Emiliani: tra spiritualità e panorami mozzafiato
- Chiesa di San Dionigi a Premana: un gioiello tra storia e montagna
- Museo del Latte e della Storia della Muggiasca: un tuffo nella vita contadina
- Monte Legnoncino: il balcone panoramico dell'Alto Lario
Itinerari nei dintorni
Castello di Vezio: storia, falconeria e vista mozzafiato sul Lago di Como
- Vai alla scheda: Castello di Vezio: falconeria medievale e vista 360° sul Lago di Como
- Via per Perledo, Bologna (LC)
- http://www.castellodivezio.it/inglese/index.php
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- +39 348 8242504
Arroccato su un promontorio che domina Varenna, il Castello di Vezio è uno di quei luoghi dove storia e paesaggio si fondono in un colpo d'occhio. Le sue origini sono avvolte nel mistero, ma la tradizione lo lega alla regina longobarda Teodolinda, che qui avrebbe fatto costruire una chiesa e il castello stesso. La prima testimonianza scritta risale al 1169, quando gli esuli comacini trovarono rifugio dopo la guerra con Como. Nei secoli la proprietà passò dai conti Monti ai Serbelloni fino ai Greppi Di Robilant, che ancora oggi lo possiedono. Visitare il castello è un'esperienza che mescola natura, cultura e un pizzico di mistero. Salendo sulla torre si gode una vista a 360° sul Lago di Como – un panorama che da solo vale il viaggio. Nei sotterranei, secondo la leggenda, si aggirano fantasmi, ma la vera sorpresa è l'esposizione sul Lariosauro, un rettile marino preistorico scoperto proprio a Perledo, lungo fino a 130 cm. Ogni giorno si tengono spettacoli di falconeria, con rapaci che volano liberi sopra il lago: emozionante per grandi e piccini. Il castello è raggiungibile a piedi da Varenna o dal borgo di Vezio, con un sentiero ben segnalato. All'ingresso trovi bar, negozio di souvenir e servizi. Insomma, una tappa che unisce storia, scienza e divertimento, perfetta per una gita fuori porta.
Villa Monastero: un tuffo tra storia e natura sul Lago di Como
- Vai alla scheda: Villa Monastero: giardino botanico e casa museo sul Lago di Como
- Viale Giovanni Polvani 4, Fiumelatte (LC)
- https://www.villamonastero.eu/
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Villa Monastero è una di quelle tappe che ti resta dentro. Situata tra Varenna e Fiumelatte, sulla sponda orientale del Lago di Como, è un ex monastero cistercense del XIII secolo trasformato in residenza nobiliare. Oggi è un mix perfetto di Casa Museo, giardino botanico e centro congressi. Il parco si estende per quasi 2 km lungo il lago, da Varenna a Fiumelatte, con terrazzamenti pieni di specie esotiche: palme africane, cedri del Libano, agavi, yucche e la rara palma blu Erythea armata. Tra vialetti e scalinate, trovi statue e fontane, come la “Clemenza di Tito” di Comolli. All'interno, 14 sale arredate con mobili d'epoca: la Sala Nera neo-rinascimentale, la Sala della Musica con due pianoforti d'epoca, e la Sala Fermi dove Enrico Fermi tenne le sue ultime lezioni di fisica nel 1954. La villa ospita ogni anno la Scuola Internazionale di Fisica della Società Italiana di Fisica. A pochi passi scorre il torrente Fiumelatte, uno dei fiumi più corti d'Italia (250 m), citato da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico. Orari e biglietti variano: in estate (giugno-agosto) è aperto tutti i giorni 9:30-20:00, biglietto intero €10 (solo giardino €8). Si arriva comodamente in treno o in barca (attracco gratuito previa prenotazione). Il clima mite del lago regala fioriture quasi tutto l'anno. Consiglio: visita all'alba o al tramonto per goderti il silenzio e la luce che si riflette sull'acqua. Un luogo che sa stupire a ogni passo.
Orrido di Bellano: un tuffo tra leggenda e natura
- Vai alla scheda: Orrido di Bellano: canyon e cascate sul Lago di Como
- Bellano (LC)
- https://discoveringbellano.eu/it/orrido-di-bellano
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- +39 334 3774966
Se non lo conoscete ancora, l'Orrido di Bellano è una di quelle meraviglie che ti lasciano senza fiato. Una gola profonda scavata dal torrente Pioverna oltre 15 milioni di anni fa, che oggi puoi esplorare camminando su passerelle sospese a picco sull'acqua. Il fragore della cascata di 40 metri ti accompagna per tutto il percorso, mentre la luce filtra tra le rocce e la vegetazione lussureggiante. Un'esperienza quasi mistica, che ha ispirato poeti come Stendhal e Boldoni (che la chiamò “orrore di un'orrenda orrendezza”).All'ingresso ti accoglie la famosa Cà del Diavol, una torretta pentagonale di origine misteriosa, legata a leggende di riti satanici. Oggi è un museo multimediale su tre piani: scoprirai la geologia, le leggende locali (come quella di Taino sepolto con un tesoro) e potrai persino fare un’esperienza VR che ti porta dalla gola fino alle montagne della Valsassina. Il percorso è semplice, ma attenzione: le passerelle possono diventare scivolose, quindi via libera a scarpe comode. Non ci stanno passeggini, ma per i bimbi piccoli va bene un marsupio.
L'Orrido è visitabile tutto l'anno, con orari che variano. In estate (giugno-agosto) è aperto ogni giorno fino alle 19-20, a marzo-aprile un po’ meno. Il biglietto costa 5-6 euro, ridotto a 3-4 per bambini e residenti. Se arrivi in treno o battello (Bellano è ben collegata), hai anche uno sconto. Il periodo migliore? In autunno o primavera, quando l'acqua è più abbondante e lo spettacolo è assicurato. Portati una felpa, l'umidità si fa sentire!
Insomma, un luogo che unisce natura, storia e un pizzico di mistero. Da non perdere se passate dal Lago di Como.

Forte Montecchio Nord: la fortezza che ha sfidato il tempo
- Via alle Torri 8, Colico (LC)
- https://www.fortemontecchionord.it/
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- +39 0341940322
C'è un posto dove la storia della Grande Guerra è rimasta congelata: Forte Montecchio Nord a Colico. È considerato uno dei forti meglio conservati al mondo, e quando entri, l'atmosfera è quasi irreale. Costruito tra il 1912 e il 1914 come parte della Linea Cadorna, doveva proteggere l'Italia da un attacco attraverso la Svizzera. Oggi è l'unico in Italia a conservare i suoi quattro cannoni originali Schneider 149/35 con gittata di 14 km, montati su cupole corazzate girevoli. La visita guidata ti porta attraverso il ricovero, un grande edificio fortificato incassato nella roccia, e poi nel corridoio coperto di 140 metri che collega alla batteria. A metà strada, la polveriera scavata 12 metri sotto la montagna: un labirinto di gallerie dove venivano stoccate le munizioni. Salendo, arrivi alla batteria con le cupole d'acciaio e puoi camminare accanto a questi giganti di ferro. Sulle pareti della camerata sono ancora visibili scritte d'epoca fascista, un dettaglio che fa riflettere. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il forte fu presidiato da truppe italo-tedesche, e il 27 aprile 1945 i cannoni spararono cinque colpi contro l'autocolonna che scortava Mussolini. Il forte era dotato di un avanzato sistema di areazione e riscaldamento, con stufe a legna e condotti ancora osservabili. Dal tetto, soprannominato il 'balcone' della fortezza, lo sguardo abbraccia l'Alto Lario, la Riserva del Pian di Spagna e il Monte Legnone. Tariffe: 10 euro per gli adulti, 6 per i ragazzi. Prenota la visita guidata, perché si accede solo così. Dal 2008 è gestito dal Museo della Guerra Bianca, che ha saputo conservarlo perfettamente. Un consiglio spassionato: non perdere l'occasione di vedere un pezzo di storia autentico.
Abbazia di San Pietro al Monte: trekking e romanico a Civate
- Sentiero della Val de La Porta, Civate (LC)
- https://www.amicidisanpietro.it/
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- info@amicidisanpietro.it
- +39 346 3066590
Se pensi che per vedere un capolavoro romanico devi per forza andare in città, l’Abbazia di San Pietro al Monte ti farà cambiare idea. Arroccata a 630 metri sulle pendici del Monte Cornizzolo, si raggiunge solo a piedi: circa 45 minuti di salita da Civate (frazione Pozzo), su un sentiero ben segnalato che si inoltra nel bosco. L’ultimo tratto è più ripido, ma la fatica viene ripagata da un panorama mozzafiato sul Lago di Annone e sui monti lecchesi.Il complesso, di origine longobarda (VIII secolo), è uno dei meglio conservati in Lombardia. Entrando, ti accoglie la scritta “Ora et Labora” sui portali di pietra, eredità dei monaci benedettini. La basilica custodisce un ciclo di affreschi romanici dell’XI secolo che illustra l’Apocalisse: sulla volta la Gerusalemme celeste, nell’abside il Cristo trionfante. Da non perdere il ciborio in stucco e la cripta con colonnine e rilievi.
Attenzione: gli interni si visitano solo su prenotazione chiamando il 3463066590 o scrivendo a info@amicidisanpietro.it. L’ingresso è libero il sabato e la domenica, ma sempre con guida. Porta acqua e uno snack: qui non ci sono bar, ma il prato davanti alla basilica è perfetto per un pic-nic. Un’escursione adatta a tutti, purché si indossino scarpe da trekking. E se hai energia, dal pianoro puoi proseguire fino al Rifugio Marisa Consigliere (un’altra ora) e poi alla cima del Cornizzolo.

Castello di Corenno Plinio
- Vai alla scheda: Castello di Corenno Plinio: torre quadrata del XIV secolo a picco sul Lago di Como
- Vicolo della Predera, Corenno Plinio (LC)
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Se siete in zona, non potete perdervi il Castello di Corenno Plinio. Arroccato su uno sperone roccioso con vista mozzafiato sul Lago di Como, questo castello medievale vi trasporterà indietro nel tempo. Costruito tra il 1360 e il 1370 per volere della famiglia Andreani, sorge su antiche fondamenta romane. La sua struttura è quella di un castello-recinto, pensato per proteggere la popolazione e i loro beni in caso di attacco. Passeggiando lungo le mura merlate, noterete le due torri: una quadrata a nord, più antica (XI secolo), e una a vela a sud, con lo stemma degli Andreani. Il fossato che un tempo lo circondava, menzionato negli statuti del 1389, fu colmato tra il 1825 e il 1830 per la costruzione della strada militare, oggi SP72. La visita è possibile solo con guida, in date prestabilite (ad esempio il primo sabato del mese da maggio a settembre, o in occasioni speciali come la rievocazione medievale di agosto). Il costo è di 5€, gratuito per residenti a Dervio e under 10. La prenotazione è obbligatoria presso l'Infopoint di Dervio (tel. 0341 040021). Non perdete l'occasione di abbinare la visita al borgo medievale di Corenno Plinio, con le sue stradine in pietra e la chiesa di San Tommaso, che custodisce le arche degli Andreani. Il nome 'Plinio' fu aggiunto nel 1863 in onore di Gaio Plinio Secondo. Un'esperienza che unisce storia, panorami e autenticità. Personalmente, mi ha colpito il contrasto tra la robustezza delle mura e la delicatezza del paesaggio lacustre. Consiglio di arrivare in barca per ammirare il castello dal lago, come suggeriscono le guide locali. L'atmosfera è magica, specialmente al tramonto.
Torre del Barbarossa: un salto nel Medioevo
- Vai alla scheda: Torre del Barbarossa: XII secolo di storia e vista spettacolare sul Lago di Como
- Via della torre di Federico Barbarossa, Mandello del Lario (LC)
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Arroccata nella frazione di Maggiana, la Torre del Barbarossa è una delle meglio conservate sul Lago di Como. Risale al XII secolo e, secondo la tradizione, ospitò Federico Barbarossa nel 1158. Una lapide ritrovata nel 1828 lo testimoniava, ma oggi è perduta. Che sia vero o no, salire i suoi cinque piani (tutti accessibili, attenzione: scale strette!) vale il viaggio. La torre è alta circa 24 metri, con pianta quadrata e mura spesse oltre un metro. Ogni livello racconta un pezzo di storia: dai resti di affreschi alle feritoie medievali. In cima, una terrazza ottocentesca regala una vista incredibile su Mandello, il ramo lecchese del lago e le montagne. All'interno, il Museo Etnografico curato dal Gruppo Amici di Maggiana espone attrezzi contadini e foto d'epoca: sembra di entrare in una casa vissuta. L'ingresso è a offerta libera, e ogni giugno si tiene la festa medievale “Torre in Festa” con rievocazioni e cucina tipica. Piccola nota: la torre non è accessibile a persone con disabilità motorie. E occhio: da aprile 2026 chiuderà per restauro, quindi approfittatene se passate da queste parti!
Castello di Lierna: un borgo fortificato sul lago
- Vai alla scheda: Castello di Lierna: fortezza medievale privata sul Lago di Como
- Via Scura, Lierna (LC)
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Se cercate un angolo di Lago di Como fuori dalle rotte più battute, il Castello di Lierna è una scoperta che vale il viaggio. Non aspettatevi un castello da fiaba con torri merlate: qui il tempo ha trasformato un'antica fortezza in un borgo vivo, con case in pietra, cortili fioriti e la chiesetta dei Santi Maurizio e Lazzaro che sembra uscita da un dipinto. Le origini? Romane, poi rimaneggiate nel Medioevo, con battaglie tra Como e Milano (la guerra dei dieci anni finì nel 1127). Una leggenda narra che la regina Teodolinda vi abbia soggiornato, ma i documenti certi parlano di un ruolo strategico per il controllo del lago. Oggi si arriva a piedi dalla stazione di Lierna, seguendo un sentiero lastricato di 600 metri con un dislivello minimo: adatto a tutti, ma tenete un passo sicuro. Entrate da Via Scura, un budello in ombra, e sbucate nella piazzetta della chiesa: qui un pozzo con la leva originale e un portale datato 1746 vi riportano indietro nei secoli. La chiesa, aperta d'estate, conserva affreschi quattrocenteschi e la reliquia di San Maurizio, portata in processione ogni 22 settembre. Il borgo è ancora abitato, quindi rispettate il silenzio e godetevi l'atmosfera sospesa tra il profumo del lago e le storie di pirati come il Medeghino, che nel Cinquecento usò il castello come base. Poco più in giù, la spiaggia di Lierna vi aspetta per un tuffo. Un consiglio? Portatevi un libro e sedetevi sulle panchine in riva: il tempo qui sembra fermo.
Basilica di San Nicolò: il duomo di Lecco tra arte e storia
- Via San Nicolò, Lecco (LC)
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Se arrivate a Lecco, la Basilica di San Nicolò è impossibile da perdere. Non solo perché è il duomo della città, ma anche per quel suo campanile di 96 metri che svetta sopra tutto, segnando il panorama. Salendo la scalinata che porta al sagrato, si capisce subito che questo è un posto importante. La facciata neoclassica, opera di Giuseppe Bovara, è elegante e solenne, con le sue colonne ioniche e il portale in bronzo di Enrico Manfrini. All'interno, tre navate con una volta a botte decorata da affreschi dell'Ottocento. Qui trovate anche la cappella del Battistero, l'unica parte superstite della chiesa duecentesca, con un fonte battesimale del 1596. Gli amanti dell'arte apprezzeranno i frammenti di affreschi del Trecento che raffigurano la vita di Sant'Antonio Abate, scoperti durante i restauri del 1955. E poi c'è l'organo a canne, uno dei più grandi d'Italia, con le sue 5.000 canne. Ma il vero simbolo è il campanile neogotico, costruito sui resti di un bastione spagnolo e inaugurato nel 1904. Salite? Beh, non è sempre aperto, ma la vista da lassù deve essere incredibile. La basilica è aperta tutti i giorni, con orari che variano. Un consiglio: visitatela di mattina presto, quando la luce filtra dalle vetrate liberty e l'atmosfera è quasi mistica. Insomma, una tappa obbligata per chi vuole capire Lecco.
Palazzo Belgiojoso: un tuffo nella storia tra musei e planetario
- Corso Giacomo Matteotti, Lecco (LC)
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Arrivare a Palazzo Belgiojoso è come fare un tuffo in un'altra epoca. Situato nel rione Castello di Lecco, questo palazzo settecentesco non è solo un gioiello architettonico, ma il cuore pulsante dei musei civici della città. Costruito nel 1772 dal marchese Giacomo Locatelli, ha una pianta a U che si apre su un grande giardino. Nel 1794 passò ai principi Belgiojoso d'Este, da cui prende il nome, e dopo varie vicende, nel 1927 divenne sede dei musei.Oggi qui trovi ben quattro attrazioni in una. Il Museo di Storia Naturale conserva l'allestimento originale di fine Ottocento, con esemplari imbalsamati e il famoso fossile del Lariosauro, un dinosauro vissuto 240 milioni di anni fa nei pressi del Lago di Como. Il Museo Archeologico racconta la storia del territorio dal Paleolitico all'Alto Medioevo, con reperti come un menhir istoriato e corredi celtici. Il Museo Storico ti porta dal Risorgimento alla Resistenza, con documenti originali e una sala virtuale sull'industria del ferro.
E poi c'è il Planetario Civico, con una cupola di 8 metri: qui puoi ammirare 3200 stelle proiettate digitalmente. Il biglietto d'ingresso ai musei è gratuito, mentre il planetario ha un costo separato (7€ intero, 5€ ridotto). Gli orari? Chiuso il lunedì; dal martedì al venerdì 10-14; sabato e domenica 10-18. E, cosa rara, il palazzo è accessibile e offre un percorso sensoriale 'Please touch me!' per non vedenti.
Dopo la visita, non perderti una passeggiata nel parco. Insomma, un posto che unisce natura, storia e scienza – e che ti fa capire perché Lecco è molto più di un lago.

Museo delle Grigne: un viaggio tra fossili e mestieri antichi
- Via Tommaso Grossi, Esino Lario (LC)
- https://www.museodellegrigne.it/
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- +39 334 158 1114
Se passate da Esino Lario, non perdetevi il Museo delle Grigne. È un piccolo gioiello che racchiude milioni di anni di storia, dalla preistoria ai giorni nostri. Il museo è nato negli anni Trenta per iniziativa del parroco don Giovanni Battista Rocca, poi rilanciato nel 1959 dall’ingegner Pietro Pensa. Oggi lo gestisce l’Associazione Amici del Museo, con sede nel parco di Villa Clotilde. La collezione è divisa in tre sedi: la principale in via Montefiori 19 ospita fossili (oltre 250 specie!), reperti archeologici di tombe celtiche e romane, e oggetti della vita contadina. Io sono rimasto stupito dalla grotta virtuale che spiega i fenomeni carsici della Grigna, e dall’arazzo incompiuto che ricorda la Scuola di Arazzeria di Esino. Da non perdere la ricostruzione del Casel, la tipica baita dei maggenghi, visibile nella sede storica in piazza. C’è anche un diorama con animali imbalsamati e una collezione di farfalle italiane. L’ingresso è gratuito, e il museo è aperto d’estate nei weekend, ma potete prenotare una visita tutto l’anno chiamando la signora Pinuccia (329 2952910). Un luogo che sa di autentico, perfetto per grandi e piccoli curiosi.
Santuario di San Girolamo Emiliani: tra spiritualità e panorami mozzafiato
- Via alla Basilica 1, Vercurago (LC)
- https://www.somascos.org/somasca/
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- santuario@somaschi.org
- +39 0341 420272
A Somasca, frazione di Vercurago, sorge il Santuario di San Girolamo Emiliani, gioiello barocco dedicato al patrono degli orfani. La basilica, elevata a basilica minore nel 1959, colpisce subito per il pronao a cinque arcate e il portone in bronzo di Mario Toffetti, che racconta la vita del santo. All'interno, la navata centrale è affrescata con scene della sua storia; nella navata destra, la Cappella di San Girolamo custodisce le reliquie in un'urna d'argento cesellata dai Martinitt di Milano. Accanto, lo scurolo conserva le ossa di padre Vincenzo Gambarana. Ma il vero cuore del santuario è il percorso devozionale: dalla basilica si snoda la Via delle Cappelle, un viale alberato con dieci cappelle che illustrano episodi della vita del santo. A metà strada, la Scala Santa di 101 gradini scavata nella roccia conduce all'eremo. Più avanti, la Chiesa di Maria Madre degli Orfani segna il luogo della morte di Girolamo nel 1537. Il percorso culmina nella Valletta, con la fonte del miracolo e la Chiesa della Risurrezione. Da qui, in dieci minuti a piedi si raggiunge la Rocca dell'Innominato, resa celebre da Alessandro Manzoni, che regala una vista spettacolare sul Lago di Como e sulla Val San Martino. Un luogo che unisce fede, arte e natura, perfetto per una sosta fuori dai soliti itinerari.
Chiesa di San Dionigi a Premana: un gioiello tra storia e montagna
- Via Vittorio Emanuele II, Premana (LC)
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La Chiesa di San Dionigi si trova a Premana, in via Vittorio Emanuele II, leggermente distaccata dal centro storico ma con un panorama che, nonostante l'espansione urbana, regala ancora scorci suggestivi. Le sue origini sono antichissime: sorge su una torre di avvistamento tardo-romana, il cui campanile conserva una finestra balestrera di epoca militare – un dettaglio che pochi notano. L'edificio attuale è il risultato di secoli di ampliamenti: dalla copertura gotica alle capriate romaniche, fino alla volta barocca del 1655. L'ultimo grande intervento, tra il 1929 e il 1930, ha purtroppo cancellato gli affreschi ottocenteschi di Giovanni Maria Tagliaferri. All'interno, a tre navate, spicca il polittico di San Rocco (XVI secolo) sulla parete sinistra, con ordini separati e una predella che raffigura gli Apostoli. Sulla parete destra, due tele seicentesche della scuola di Luigi Reali raccontano episodi della vita del santo titolare, mentre un affresco cinquecentesco mostra la Vergine tra San Dionigi e San Nicola. Dal 1678 la chiesa custodisce le reliquie di Sant'Ilario, provenienti dalle catacombe di San Callisto, donate dal reverendo Giacomo Gianola. Un episodio curioso: l'11 gennaio 1863 una valanga si abbatté sulla chiesa affollata senza causare feriti – evento ancora ricordato dalla festa patronale del 9 ottobre. Info pratiche: messe sabato alle 18, domenica alle 8, 11 e 18. La chiesa è accessibile in sedia a rotelle. Parcheggio dedicato. Per gli amanti dell'arte e della storia, una tappa che sa di autentico.
Museo del Latte e della Storia della Muggiasca: un tuffo nella vita contadina
- Via Parrocchiale 1, Bellano (LC)
- http://www.muu-vendrogno.it/
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- +39 333 3823413
Se pensi che il latte arrivi direttamente dal supermercato, il Museo del Latte e della Storia della Muggiasca (MUU) ti farà ricredere. Inaugurato nel 2008 nei locali dell'ex latteria turnaria di Vendrogno, frazione di Bellano, questo museo etnografico conserva intatta l'anima della lavorazione artigianale del latte. Appena entri, ti trovi immerso in un'atmosfera che sa di legno e di storia: al piano terra, quattro sale espongono la strumentazione originale della latteria, dalla pesa alle vasche per l'affioramento della panna, fino alla caldaia per il formaggio. Ogni angolo racconta un rituale preciso, come la zangola per il burro o le fascere per dare forma alle forme. Il percorso si snoda in sei sale tematiche: non solo latte, ma anche bosco, campi, lavori femminili e storia locale. Al piano superiore, oggetti d'uso quotidiano e fotografie d'epoca restituiscono la fatica e l'orgoglio della vita di montagna. Il museo è gestito dall'associazione "Insieme per il Museo di Vendrogno" e fa parte del Sistema Museale della provincia di Lecco. I volontari lo animano con eventi, mostre e laboratori per bambini. L'ingresso è a offerta libera, ma ti consiglio di controllare gli orari sul sito ufficiale perché apre soprattutto nei weekend. Una tappa che ti farà apprezzare il sapore autentico della tradizione.
Monte Legnoncino: il balcone panoramico dell'Alto Lario
- Sueglio (LC)
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Se cercate una camminata che unisca panorami mozzafiato e un tuffo nella storia, il Monte Legnoncino (1711 m) è quello che fa per voi. Situato nel comune di Sueglio, in Valvarrone, questo piccolo gioiello regala una vista a 360° che spazia dal Lago di Como fino al Monte Legnone, passando per la Valchiavenna e la Valtellina. Io l'ho fatto in autunno, con i larici dorati che sembravano dipinti, e vi assicuro che la fatica è stata ripagata.Il percorso più classico parte dal Laghetto di Artesso (si raggiunge in auto da Dervio, attenzione alla strada stretta) e sale dolcemente tra boschi e radure. Lungo il sentiero vi imbatterete nelle testimonianze della Linea Cadorna, con trincee, gallerie e postazioni della Prima Guerra Mondiale – perfette per una sosta curiosa. Dopo circa un’ora e mezza si arriva al Rifugio Roccoli Lorla (1465 m), dove potete riposarvi davanti al laghetto, magari osservando rospi e rane. Da qui, la salita finale verso la vetta è più ripida, ma breve: in 30 minuti sarete sulla cima, con il suo cippo e la madonnina.
In vetta non perdetevi la Chiesetta di San Sfirio, costruita nel 1771: secondo la leggenda, un eremita di nome Sfirio visse su questa montagna. Il panorama è incredibile: si vede tutto il Lario, da Bellagio ai due rami di Como e Lecco, e con il cielo limpido spunta persino il Monte Rosa. Per scendere, vi consiglio di ripercorrere la comoda strada militare fino al rifugio, poi il sentiero dell’andata. Portatevi acqua e un buon pranzo al sacco – i tavoli picnic in vetta sono l’ideale.







