🧭 Cosa ti aspetta
Ideale per viaggiatori interessati a arte, storia e natura Punti forti: centro storico affascinante, spiagge del Monte San Bartolo e ottima cucina Da non perdere: Villa Imperiale e Teatro Rossini Consiglio: visitare in primavera o autunno per clima mite e meno folla
Pesaro è molto più di una semplice città di mare: è un concentrato di storia, arte e natura che merita di essere scoperto con calma. Il centro storico, dominato da Piazza del Popolo con la sua imponente fontana, è il cuore pulsante della città, dove spiccano il Palazzo Ducale e il Teatro Rossini, dedicato al celebre compositore. Passeggiando tra le vie, si incontrano gioielli come la Casa Rossini e i Musei Civici, custodi di opere d'arte e reperti archeologici. Ma Pesaro non è solo cultura: il Monte San Bartolo offre un parco naturale con sentieri panoramici e calette nascoste, culminante nell'antico faro. Non perdete la Villa Imperiale, residenza rinascimentale affacciata sul mare, e la Rocca Costanza, fortezza medievale che racconta secoli di storia. Un itinerario perfetto per chi ama l'arte, la buona cucina e il relax sulla costa adriatica.
Panoramica
- Palazzo Ducale: il cuore rinascimentale di Pesaro
- Teatro Rossini: un tuffo nella storia della lirica
- Musei Civici di Palazzo Mosca
- Casa Rossini: il cuore pulsante della memoria del compositore
- Villa Imperiale: un tuffo nel Rinascimento tra affreschi e giardini
- Rocca Costanza: una fortezza rinascimentale da scoprire
- Museo Archeologico Oliveriano: un viaggio nei millenni di Pesaro
- Villino Ruggeri a Pesaro: il capolavoro Liberty
- Faro di Monte San Bartolo: panorama mozzafiato sulla costa adriatica
- Villa Caprile a Pesaro: storia, giochi d'acqua e natura
- Fontana Artistico-Monumentale di Piazza del Popolo
- Orti Giulii: un angolo verde e storico nel cuore di Pesaro
- Palazzo Lazzarini: un gioiello settecentesco da riscoprire
Itinerari nei dintorni
Palazzo Ducale: il cuore rinascimentale di Pesaro
- Vai alla scheda: Palazzo Ducale Pesaro: Architettura Rinascimentale e Cortile Porticato Gratuito
- Corso Undici settembre, Pesaro (PU)
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Se passate da Pesaro, fermatevi in Piazza del Popolo. Il lato nord è tutto occupato dal Palazzo Ducale, il più importante edificio rinascimentale della città. La sua storia inizia a metà Quattrocento con Alessandro Sforza, che volle la facciata con il portico a sei arcate e i massicci pilastri a bozze, per poi essere ampliato e decorato dai Della Rovere, duchi di Urbino e Pesaro. L'edificio ha vissuto secoli di potere, passando dai Malatesta agli Sforza fino ai Della Rovere, che lo trasformarono in un vero gioiello manierista.Entrando, si resta colpiti dal Salone Metaurense: 600 metri quadri di epoca sforzesca con un sofitto ligneo a 84 cassettoni ottagonali dipinti con le imprese roveresche. Poco più in là, l'Anticamera degli Appartamenti ospita un camino monumentale di Bartolomeo Genga con stucchi di Federico Brandani. Da non perdere il Bagno di Lucrezia, un piccolo vano affrescato con grottesche e figure mitologiche, e la Loggia sul Giardino Segreto, affrescata con scene boscarecce da Camillo Mantovano e Raffaellino del Colle.
Oggi il palazzo è sede della Prefettura, ma fa parte del circuito Pesaro Musei. Si visita solo con guide organizzate: ogni sabato alle 10 (1h30) o il martedì e giovedì alle 16 (45 minuti). Il biglietto unico è gratuito se hai già il Pesaro Musei, e vale anche per altri musei. Prenotazione obbligatoria. Un consiglio: non perdete il Cortile d'onore e il Giardino segreto, oasi di pace in centro.

Teatro Rossini: un tuffo nella storia della lirica
- Vai alla scheda: Teatro Rossini a Pesaro: tra storia e opera lirica
- Via Giambattista Passeri, Pesaro (PU)
- http://www.pesarocultura.it/
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- +39 0721 387362
Se passi da Pesaro, una tappa al Teatro Rossini è d'obbligo. Non è solo un teatro: è un pezzo di storia che respira musica da quasi quattro secoli. Il suo nome? Un omaggio al grande Gioachino Rossini, nato proprio qui, che nel 1818 inaugurò il Teatro Nuovo (com'era chiamato allora) dirigendo la sua Gazza ladra. All'epoca aveva appena 26 anni. Già, perché la struttura originale – il Teatro del Sole del 1637 – era stata ricavata nelle ex scuderie ducali dei Della Rovere, di cui oggi si vede ancora il portale bugnato firmato da Filippo Terzi all'ingresso principale.Entra e lasciati avvolgere dall'atmosfera. La sala è un classico teatro all'italiana: a ferro di cavallo, con quattro ordini di palchi e un loggione che portano a 860 posti. Il sipario dipinto da Angelo Monticelli è un piccolo capolavoro. Dopo il terremoto del 1930, il teatro fu chiuso per restauri e riaperto nel 1934. Poi, dal 1966 al 1980, un altro lungo stop. Ma la rinascita coincise con la nascita del Rossini Opera Festival, che ogni agosto trasforma Pesaro in un palcoscenico mondiale. Non solo lirica: qui si tengono anche stagioni di prosa e danza, concerti, e il Festival Nazionale d'Arte Drammatica (dal 1948!).
Di recente, nel 2026, sono stati fatti lavori al tetto grazie a donazioni (Art Bonus), per risolvere infiltrazioni d'acqua. Insomma, il teatro è vivo e in continua evoluzione. Se vuoi visitarlo, il tour guidato “Esplorazione del Teatro Nascosto” ti porta dietro le quinte, tra spogliatoi e foyer. E per la programmazione, dai un'occhiata al sito AMAT o passa in biglietteria in Piazza Lazzarini. Un consiglio: cerca di beccare uno spettacolo, anche solo un concerto. L'acustica è perfetta.

Musei Civici di Palazzo Mosca
- Vai alla scheda: Musei Civici Pesaro: Pala di Bellini e ceramiche rinascimentali in Palazzo Mosca
- Via Vincenzo Toschi Mosca, Pesaro (PU)
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Nel cuore di Pesaro, a due passi da piazza del Popolo, i Musei Civici sono ospitati dal 1936 in Palazzo Mosca, antica dimora nobiliare ristrutturata nel Settecento da Luigi Baldelli. Appena varchi la soglia, l’atmosfera è già da scoperta: tre ampie corti interne e una sobria facciata con portale bugnato introducono a un percorso completamente rinnovato nel 2013, che si sviluppa su cinque sale al primo piano.Il vero gioiello è la Pala dell’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini (1475 circa), proveniente dalla chiesa di San Francesco. Un capolavoro che ti incanta con il suo trono marmoreo forato che si apre su un paesaggio, quasi un “quadro nel quadro”. Intorno, dipinti da chiese e conventi cittadini, e poi una Wunderkammer di ceramiche e arti decorative: maioliche istoriate dei centri del Ducato di Urbino, lustri di Deruta, e la celebre produzione pesarese “alla rosa” del Settecento. Il lascito della marchesa Vittoria Mosca nel 1885 ha arricchito la collezione con pezzi unici, mentre la Collezione Hercolani Rossini – ereditata da Gioachino Rossini – porta opere di Vitale da Bologna, Tintoretto e Guido Reni (la drammatica Caduta dei Giganti).
Non mancano nature morte dal sapore vanitas, con fiori appassiti e teschi, e capolavori del pittore pesarese Simone Cantarini. Il museo è anche all’avanguardia nell’accessibilità: offre videoguide in LIS, audioguide per non vedenti e riproduzioni tattili della pala di Bellini. Un luogo che ti sorprende a ogni sala, tra arte, storia e una straordinaria tradizione ceramica.

Casa Rossini: il cuore pulsante della memoria del compositore
- Vai alla scheda: Casa Rossini: il museo nella casa natale di Gioachino Rossini
- Via Gioacchino Rossini 34, Pesaro (PU)
- https://www.pesaromusei.it/casa-rossini/
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Entrare in Casa Rossini è come aprire uno scrigno che racconta il genio di Gioachino Rossini, il Cigno di Pesaro. L’edificio, che risale al XV secolo per i piani inferiori, si trova in via Rossini 34, proprio dove un tempo passava l’antica via del Duomo. Qui, il 29 febbraio 1792, nacque il compositore, come ricorda una targa al primo piano: “La divina arte della musica arrise in questa stanza alla nascita di Gioacchino Rossini”. Passeggiando tra le stanze, si respira un’atmosfera intima: le finestre ad arco, i camini anneriti dal fumo e i resti della cucina originale raccontano la vita di una famiglia di musicisti. Dopo l’acquisto da parte del Comune nel 1892, la casa divenne museo e nel 1904 fu dichiarata monumento nazionale. Dal 2015, un restauro completo ha unito tradizione e innovazione: al piano terra trovi uno store e postazioni multimediali, mentre ai piani superiori la collezione, in gran parte proveniente da Parigi grazie al collezionista Alphonse Hubert Martel, espone ritratti, incisioni e il celebre disegno di Gustave Doré che ritrae Rossini sul letto di morte. Non perdere la stanza della musica, con un fortepiano veneziano del 1809 e spartiti autografi. La visita è resa interattiva da touch screen per consultare lettere e partiture digitalizzate, e il museo è attrezzato per l’accessibilità con testi in braille e videoguide in LIS. Al secondo piano, lo spazio Rossini Gourmet celebra la passione del maestro per la buona tavola. Un luogo che emoziona, dove la musica si sente ancora tra le mura.
Villa Imperiale: un tuffo nel Rinascimento tra affreschi e giardini
- Vai alla scheda: Villa Imperiale Pesaro: affreschi di Bronzino e giardini geometrici sul colle
- Strada Bocca del lupo, Pesaro (PU)
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Se pensate che Pesaro sia solo mare e musica, vi sbagliate di grosso. A pochi minuti dal centro, sul colle San Bartolo, sorge Villa Imperiale, un gioiello del Rinascimento che merita assolutamente una visita. La sua storia inizia nel 1468, quando l’imperatore Federico III d’Asburgo posò la prima pietra durante un passaggio per Roma. Oggi, quella che era una dimora signorile si presenta come un complesso unico, frutto di due fasi costruttive: il nucleo quattrocentesco degli Sforza e l’ampliamento cinquecentesco voluto dai Della Rovere. Ad aggiungere la seconda ala fu l’architetto urbinate Gerolamo Genga, che tra il 1523 e il 1538 creò un capolavoro di architettura manierista con logge, cortili e giardini terrazzati.Entrando, si resta colpiti dagli affreschi delle otto sale al piano nobile: Dosso Dossi, Raffaellino del Colle e Agnolo Bronzino sono solo alcuni degli artisti che decorarono queste stanze. Si va dalla Sala del Giuramento, con il finto arazzo, alla Sala delle Fatiche d’Ercole, con grottesche e scene mitologiche. Un itinerario che racconta le imprese di Francesco Maria I della Rovere e il clima colto della corte.
All’esterno, i giardini sono un’oasi di pace: aiuole di bosso geometrico, agrumi in vaso e un panorama che spazia dalla valle del Foglia agli Appennini. La villa è aperta solo in estate, il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina, e la visita è obbligatoriamente guidata – prenotate con largo anticipo, perché i posti sono limitati. Un’esperienza che vi farà innamorare delle Marche più nascoste.

Rocca Costanza: una fortezza rinascimentale da scoprire
- Viale Piave, Pesaro (PU)
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Se siete a Pesaro, non perdetevi la Rocca Costanza, una delle fortificazioni rinascimentali più importanti della regione. Costruita tra il 1474 e il 1483 per volere di Costanzo Sforza, la rocca è un perfetto esempio di architettura militare: pianta quadrilatera, quattro imponenti torrioni cilindrici agli angoli e un fossato che un tempo si collegava al mare. Progettata inizialmente da Giorgio Marchesi da Settignano e poi da Luciano Laurana, la fortezza ha vissuto secoli di storia: dall'assedio di Cesare Borgia (1500) – che secondo una tradizione coinvolse anche Leonardo da Vinci – fino al suo utilizzo come carcere dal 1864 al 1989. Oggi, dopo un lungo restauro, è stata parzialmente riaperta al pubblico nell'estate 2024. Potete visitarla con il Tour Capitale, che parte da piazza del Popolo e include anche il Teatro Rossini e la Domus. Il tour vi porterà nel cortile interno (la piazza d'armi), nella cappella restaurata e nel torrione est, da cui si gode una splendida vista sul mare Adriatico. La visita è disponibile dal martedì alla domenica, alle 11:00 e alle 17:30, fino a settembre (prenotazione consigliata, max 25 persone). Attenzione: i lavori di ristrutturazione sono ancora in corso – finanziati dal PNRR con 650.000 euro – per migliorare l'accessibilità e creare nuovi spazi. Presto ospiterà la sede dell'Archivio di Stato e il Museo della Fondazione Dario Fo e Franca Rame. Passeggiando tra le mura, si respira un'atmosfera unica: i segni delle munizioni sulle cortine raccontano battaglie passate, mentre oggi la rocca è diventata un vivace centro culturale con concerti e festival. Un consiglio: controllate sempre gli orari aggiornati sul sito del Comune o contattate l'ufficio turistico IAT (0721 69341), perché non è aperta tutti i giorni in modo continuativo. E se amate le leggende, si dice che esistano sotterranei segreti che collegano la fortezza al mare – chissà se verranno mai scoperti!
Museo Archeologico Oliveriano: un viaggio nei millenni di Pesaro
- Via Domenico Mazza 97, Pesaro (PU)
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Nel cuore di Pesaro, dentro Palazzo Almerici del Seicento, si nasconde un gioiello: il Museo Archeologico Oliveriano. Nato dalla passione di Annibale degli Abbati Oliveri, erudito del Settecento, che donò alla città la sua immensa collezione, oggi racconta mille anni di storia del territorio, dal periodo piceno alla tarda età imperiale. Il percorso si snoda in quattro sezioni: la necropoli dell’età del Ferro di Novilara (con oltre 450 tombe e la famosa stele con battaglia navale), il Lucus Pisaurensis (bosco sacro romano scoperto da Oliveri stesso), il municipio di Pisaurum e una sala dedicata al collezionismo settecentesco che rievoca una wunderkammer. Tra i pezzi più forti, un anemoscopio del II secolo d.C., teste romane di Augusto e Livia, e bronzetti etruschi. L’allestimento, firmato dallo studio STARTT e curato dall’archeologa Chiara Delpino, si ispira al linguaggio poetico di Jannis Kounellis: i frammenti di pietra sono raggruppati in figure geometriche, per rendere la visita un’esperienza quasi artistica. Attenzione: al momento il museo è aperto solo su prenotazione (info 0721 33344) fino al 30 marzo 2025, poi chiuderà per lavori legati al PNRR. Se siete a Pesaro, non perdetevi questa capsula del tempo: merita davvero.
Villino Ruggeri a Pesaro: il capolavoro Liberty
- Vai alla scheda: Villino Ruggeri a Pesaro: gioiello Liberty con interni originali del 1902
- Piazzale della Libertà 1, Pesaro (PU)
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A pochi passi dal mare, in Piazzale della Libertà, si trova uno dei più straordinari esempi di architettura Liberty in Italia: il Villino Ruggeri. Fatto costruire tra il 1902 e il 1907 dall’industriale farmaceutico Oreste Ruggeri – che aveva fatto fortuna con i suoi prodotti – e progettato dall’architetto urbinate Giuseppe Brega, questo edificio è un tripudio di decorazioni marine e vegetali. Le facciate sono ricoperte da rilievi in cemento idraulico: conchiglie, aragoste, fiori e foglie si intrecciano in un racconto che sembra uscito da una fiaba. Originariamente l’intero villino – dagli infissi alle maniglie, dai mobili alle stoviglie – era rigorosamente in stile Liberty, e oggi al suo interno si conservano ancora la sala da pranzo e una porta a vetri. Il giardino un tempo era ricco di aiuole, una serra e un gazebo, ma ora resta solo una fontana circolare decorata con grosse aragoste. Peccato che sia di proprietà privata e non visitabile all’interno, ma vale la pena ammirarlo dall’esterno, magari al tramonto quando la luce esalta i dettagli. Il restauro del 2007 ha restituito splendore alla facciata nord-est, ma il degrado dovuto alla vicinanza del mare è una minaccia costante. Se passate da Pesaro, non perdetevi questo gioiello: è un tuffo nell’Art Nouveau italiana, tutto da scoprire a cielo aperto.
Faro di Monte San Bartolo: panorama mozzafiato sulla costa adriatica
- Strada dei Cipressi, Pesaro (PU)
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Il Faro di Monte San Bartolo è uno di quei posti che ti lasciano senza parole. Arroccato a 175 metri sul livello del mare, lungo la suggestiva Strada dei Cipressi, questo faro bianco a forma cilindrica alto circa 30 metri domina la costa pesarese. La sua storia è legata alla Seconda Guerra Mondiale: il vecchio faro “Fralon” di Casteldimezzo fu distrutto da un cacciatorpediniere tedesco nel 1944, e l’attuale struttura venne completata nel 1945 (anche se alcune fonti indicano un rientro in funzione nel 1952).Il faro è ancora attivo: emette due lampi bianchi ogni 15 secondi, visibili fino a 25-30 miglia nautiche. Purtroppo non è visitabile all’interno (è zona militare gestita dalla Marina Militare), ma il piazzale circostante è accessibile e regala una vista spettacolare. Nelle giornate limpide si scorgono le montagne della Croazia, il grattacielo di Rimini, il Monte Carpegna, il Sasso Simone e, verso sud, il Monte Conero. Un mix perfetto di mare e Appennino.
Per arrivare, puoi scegliere tra una passeggiata a piedi lungo il sentiero 152a del Parco San Bartolo (circa 1 km, facile) o una salita in bici sulla strada asfaltata: 2,1 km con una pendenza media del 9,1%, un bel test per i ciclisti. Il mio consiglio? Vai al tramonto. Il sole che cala sul mare e accende di arancione la torre bianca è uno spettacolo che vale ogni pedalata o passo.

Villa Caprile a Pesaro: storia, giochi d'acqua e natura
- Strada di Caprile 1, Pesaro (PU)
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Se c'è un posto che incarna il fascino della campagna pesarese, è Villa Caprile. Arroccata sulle colline del Monte San Bartolo, questa residenza del 1640 fu voluta dal marchese Giovanni Mosca come rifugio estivo. Oggi sede dell’Istituto Tecnico Agrario “Antonio Cecchi”, la villa conserva ancora l’atmosfera delle antiche ville di delizia. Passeggiando tra i tre terrazzamenti del giardino all’italiana, ci si imbatte in un tripudio di siepi, statue e – attenzione! – giochi d’acqua che spruzzano all’improvviso. Sono gli stessi scherzi che divertivano gli ospiti illustri di un tempo: Giacomo Casanova, Stendhal, Gioachino Rossini e persino Napoleone Bonaparte. Un aneddoto curioso? Stendhal si ispirò proprio al conte Francesco Maria Mosca per il suo personaggio del conte Mosca ne “La Certosa di Parma”. Ma non c’è solo storia: il parco di 25 ettari offre anche un teatro di verzura, un roseto di rose antiche e un percorso legato alla Linea Gotica. Durante l’estate (dall’8 giugno al 30 agosto, tutti i giorni 15:00-19:00) si può visitare la villa e i giardini con visite guidate. I biglietti? 10€ per un’ora (solo giardini o villa), 15€ per due ore (combinato). Prenotazione obbligatoria per gruppi. E se volete un souvenir speciale, l’azienda agraria dell’istituto vende prodotti biologici a km zero, come vino e olio, realizzati dagli studenti. Insomma, un luogo che unisce cultura, natura e una bella dose di imprevisto… umido!
Fontana Artistico-Monumentale di Piazza del Popolo
- Piazza del Popolo, Pesaro (PU)
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Al centro di Piazza del Popolo, cuore pulsante di Pesaro, troneggia la Fontana Artistico-Monumentale, un capolavoro che ha attraversato i secoli tra splendori e distruzioni. Voluta dal duca Francesco Maria II della Rovere tra il 1588 e il 1593, sostituì una fontana malatestiana del Trecento. Inaugurata il 13 luglio 1593, la fontana era un punto di ritrovo per i pesaresi che vi attingevano acqua per abbeverare animali e lavare carri – un uso poi vietato nel 1684 per decoro. Nel corso degli anni si arricchì di dettagli: nel 1605, per la nascita del principe Federico Ubaldo, furono aggiunte otto maschere, e nel 1621, in occasione del matrimonio con Claudia de' Medici, arrivarono delfini bronzei e altri ornamenti. L'aspetto attuale si deve allo scultore romano Lorenzo Ottoni, che la rinnovò tra il 1684 e il 1685. Purtroppo, nell'agosto 1944, i guastatori tedeschi la minarono e distrussero. Ma la città non si arrese: nel 1960 la fontana fu fedelmente ricostruita seguendo il modello di Ottoni, recuperando frammenti originali. Oggi la vedi in tutto il suo splendore, con la vasca centrale in pietra d'Istria bianca sormontata da un giglio, quattro tritoni che cavalcano delfini, e quattro cavalli marini che nuotano nella grande vasca ottagonale di marmo rosso veronese. Leggi le iscrizioni latine sul bordo: raccontano la sua storia travagliata. Con ventisei zampilli e un'illuminazione notturna, la fontana è tornata a essere, come un tempo, 'la pupilla di Pesaro'. Un consiglio? Fermati a osservarla al tramonto, quando la luce accarezza i marmi e l'acqua danza.
Orti Giulii: un angolo verde e storico nel cuore di Pesaro
- Via Canale, Pesaro (PU)
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Se passeggi per il centro di Pesaro, non perderti gli Orti Giulii, un gioiello verde nato tra il 1827 e il 1830. Fu il conte Francesco Cassi a volerlo, per celebrare il cugino Giulio Perticari, illustre letterato. Il progetto fu affidato all'ingegnere ferrarese Pompeo Mancini (lo stesso della Pescheria) e il risultato fu un parco alberato con un orto botanico, tra i primi esempi di giardino pubblico in Italia. L'atmosfera è romantica: colonne di recupero, un tempietto, sarcofagi e sentieri che si insinuano tra le essenze esotiche acclimatate dall'Accademia Agraria. In cima, al centro di una piazzola, trovi il busto di Perticari: da lì si gode una vista mozzafiato sul porto, il fiume e il colle San Bartolo. Oggi il giardino è aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 19:30 (ingresso gratuito) e, dopo un periodo di degrado, il Comune ha stanziato 1 milione di euro per rimetterlo a nuovo: nuova illuminazione, selciati, recupero delle specie storiche e un caffè letterario che finalmente darà vita a questo spazio. Un angolo di pace dove storia e natura si fondono, perfetto per una pausa lontano dal traffico.
Palazzo Lazzarini: un gioiello settecentesco da riscoprire
- Via Gioacchino Rossini, Pesaro (PU)
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Palazzo Lazzarini, affacciato sul sagrato del Duomo, è uno di quegli edifici che sembra custodire un segreto. Costruito tra il 1788 e il 1790 su progetto dell'architetto Gianandrea Lazzarini – con la revisione di Giovanni Antinori – nasce come seminario diocesano, voluto dopo il Concilio di Trento. La facciata neoclassica, semplice ed elegante, mescola cotto rossastro, tufo, arenaria e pietra calcarea: un bugnato in pietra segna il piano terra, mentre il portale centrale in arenaria è sormontato da un timpano curvo con lampade sacre. All'interno, l'atrio a volta a botte e lo scalone monumentale a due rampe convergono in un corridoio voltato a crociera, un colpo d'occhio scenografico. Nei secoli, il palazzo ha vissuto tante vite: durante la Prima Guerra Mondiale fu ospedale militare, poi tra gli anni Cinquanta e Sessanta ospitò l'Istituto Tecnico Commerciale. Oggi, dopo oltre vent'anni di chiusura, è in pieno recupero: un maxi-intervento da 3,5 milioni di euro (con fondi Pnrr e della Curia) lo sta trasformando in uno studentato con 70 posti letto, di cui 21 a canone agevolato (200-270 euro al mese) per studenti del Conservatorio Rossini e dell'Università. Ma non solo: al piano terra nasceranno tre sale per eventi culturali, un cortile/piazzetta su via Rossini (170 mq) per concerti, e già da qualche anno il seminterrato ospita il Museo Diocesano, con reperti dal IV secolo, come il sarcofago di San Decenzio e frammenti di mosaici paleocristiani. L'apertura dello studentato è prevista per settembre 2026, ma il cantiere è già un cantiere di rinascita. Se passate da Pesaro, affacciatevi al numero 53 di via Rossini: il palazzo merita uno sguardo, anche solo per immaginare il viavai di studenti che presto lo animeranno.



