La Mostra Museo Vincenzo Lancia a Fobello è un omaggio al fondatore della casa automobilistica, allestita nel palazzo che lui stesso fece costruire come scuola. Il percorso si snoda in cinque sale tematiche (Astura, Artena, Augusta, Stratos, Aprilia) con documenti, foto e cimeli. Tra i pezzi forti, il fondo bibliografico di 400 volumi sulla storia dell’auto e la sezione dedicata ai trionfi rally dal 1972 al 1992. La visita è su prenotazione; recentemente chiuso per lavori di riqualificazione finanziati dal Pnrr.
Punti chiave:
– 5 sale dedicate ai modelli Lancia più iconici
– Biblioteca specializzata con 400 volumi donati dalla famiglia
– Storia delle vittorie nei rally (Fulvia HF, Delta)
– Palazzo storico costruito da Vincenzo Lancia come scuola
Introduzione evocativa
A Fobello, piccolo borgo della Valsesia, si nasconde un gioiello per gli appassionati di motori: la Mostra Museo Vincenzo Lancia. Non è un museo qualunque, ma un tuffo nella storia di uno dei marchi più iconici dell’automobilismo italiano. Allestito al secondo piano del palazzo scolastico che lo stesso Vincenzo Lancia fece costruire, il museo è un luogo intimo, lontano dal caos dei grandi saloni. Entrando, l’odore di carta antica e l’esposizione curata nei minimi dettagli ti fanno sentire subito parte di una storia fatta di ingegno e passione.
Cenni storici
Vincenzo Lancia nacque a Fobello nel 1881. Dopo una carriera come pilota e progettista, fondò la Lancia nel 1906. Il museo, voluto dalla famiglia Lancia, dal Valsesia Lancia Story e dal Comune, è ospitato nel Palazzo Giuseppe Lancia, costruito dallo stesso Vincenzo come edificio scolastico. Le sale raccontano la sua vita e l’evoluzione dell’azienda, dalle prime vetture ai trionfi nei rally. Un fondo bibliografico di 400 volumi arricchisce l’esperienza.
Le cinque sale: un viaggio tra i modelli
Il percorso si snoda in cinque sale, ognuna dedicata a un modello Lancia: Astura, Artena, Augusta, Aprilia e Stratos. Nella Sala Astura si ripercorrono le origini familiari, mentre la Sala Artena racconta la carriera di pilota di Vincenzo, con cenni alla Gordon Bennett del 1905. La Sala Augusta espone modelli come la Lambda e l’Aurelia, con la vittoria alla Carrera Panamericana del 1953. La Sala Stratos è un inno ai vent’anni di vittorie nei rally, dalla Fulvia HF alla Delta. Ogni angolo è carico di cimeli e documenti originali.
Il fondo bibliografico: un tesoro di carte
Oltre ai cimeli, il museo custodisce il fondo bibliografico “Renato e Riccardo Lora Lamia”, donato dal socio Sergio Loro Lamia. Sono oltre 400 volumi sulla storia dell’automobile, una miniera per chi vuole approfondire. Tra scaffali e vetrine, spuntano riviste d’epoca e manuali tecnici. Un angolo dedicato alla lettura nella Sala Aprilia permette di sfogliare copie originali di giornali d’epoca. Un’occasione rara per toccare con mano la cultura motoristica del Novecento.
Perché visitarlo
Tre motivi: primo, è l’unico museo interamente dedicato a Vincenzo Lancia, fondatore di un marchio leggendario. Secondo, l’atmosfera è autentica: sei in un piccolo borgo, lontano dal turismo di massa, e il museo è gestito con passione da volontari. Terzo, la possibilità di vedere da vicino documenti rari, come le foto delle prime gare e i progetti delle vetture che hanno fatto la storia dell’auto. Un’esperienza che unisce cultura, motori e tradizione alpina.
Quando andare
Il museo è aperto su prenotazione tutto l’anno, ma il periodo migliore? La primavera o l’autunno, quando Fobello è più tranquillo e i colori della Valsesia regalano un contorno perfetto. Se sei un appassionato, cerca di organizzare la visita in settimana: avrai il museo quasi per te e potrai scambiare quattro chiacchiere con i volontari. D’estate, il paese è più vivo, ma la calura può essere intensa. In ogni caso, chiama prima per accordarti.
Nei dintorni
Finita la visita, merita una passeggiata per le vie di Fobello, con le sue case in pietra e la chiesa parrocchiale. Per gli amanti della natura, la Val Mastallone offre sentieri tra boschi e alpeggi. Un’idea? Proseguire verso il Sacro Monte di Varallo (patrimonio Unesco), a circa 20 km, per un tuffo nell’arte sacra. Oppure, per i più temerari, raggiungere l’Alpe di Mera con gli impianti di risalita: d’estate è perfetta per trekking e panorami mozzafiato.