Monferrato Alessandrino: itinerario 3 giorni tra castelli, fortezze e borghi storici


Un itinerario di 3 giorni alla scoperta del Monferrato Alessandrino, terra di castelli medioevali e fortezze imponenti. Si parte da Cremolino, borgo arroccato con il suo castello che domina le colline. Si prosegue verso la Cittadella di Alessandria, una delle fortezze più grandi d'Europa, con le sue mura a stella e gallerie sotterranee. Si termina a Gabiano, dove il castello abitato si affaccia su vigneti Patrimonio UNESCO. Ogni tappa unisce storia, architettura e paesaggi unici, con la possibilità di degustare vini e prodotti tipici. Un itinerario perfetto per un weekend lungo alla scoperta di borghi autentici e atmosfere d'altri tempi.

🗺️ Itinerario in pillole

Un viaggio di 3 giorni tra castelli e fortezze nel Monferrato.

  • Ideale per appassionati di storia e borghi.
  • Punti forti: Cittadella di Alessandria, castello di Gabiano, paesaggi UNESCO.
  • Per chi è: per esploratori culturali e amanti del vino.

Tappe dell'itinerario




Giorno 1 - Tappa n. 1

Castello di Cremolino: la fortezza più alta del Monferrato

Castello di CremolinoSi parte in salita, letteralmente: il Castello di Cremolino è il più alto dell'Alto Monferrato, arroccato a 458 metri su uno sperone roccioso che domina il borgo antico. La prima tappa del nostro itinerario ci regala subito un pugno nello stomaco. L'accesso avviene ancora oggi tramite un ponte levatoio perfettamente conservato, un dettaglio che fa sobbalzare il cuore. La struttura che vediamo oggi è frutto dell'ampliamento voluto da Tommaso Malaspina tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento, anche se le origini risalgono a prima dell'anno Mille. Passeggiando tra le triplici cinte murarie (sì, ben tre!) si respira l'aria di un passato fatto di difesa e controllo. Gli spalti regalano una vista a 180° che spazia dalle Alpi agli Appennini, con il Monviso che spicca all'orizzonte. Oggi è abitato dai proprietari che lo fanno visitare: un'occasione rara per vedere con i propri occhi una rocca medievale ancora viva, con la sua merlatura ghibellina e le sale interne ricche di storia.

Devi andarci se...

Chi sceglie di iniziare da Cremolino è un viaggiatore che ama l’autenticità: non cerca solo castelli, ma storie scolpite nella pietra, silenzi e panorami da pelle d'oca.

Castello di Cremolino

Giorno 1 - Tappa n. 2

Castello di Mornese: dimora dei Doria

Castello di MorneseSalendo verso il colle di Berguato, a Mornese, vi trovate davanti al Castello Doria, una fortezza medievale che domina il borgo. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando i Rosso della Volta edificarono una prima fortificazione. Nel 1404 le truppe genovesi la distrussero, ma la ricostruirono pochi anni dopo. L'aspetto attuale è settecentesco, quando fu trasformata in residenza signorile. La pianta è complessa, con due torri e un mastio. Una di queste torri, adibita a studio d'artista nell'Ottocento, regala una vista spettacolare sulle Alpi e sull'Appennino. Il castello è ancora proprietà dei Doria ed è abitato: non è aperto al pubblico se non per eventi o come struttura ricettiva di charme. Vale la pena di ammirarlo dall'esterno, passeggiando per le viuzze di Borgo Alto. Dalla piazzetta dell'antico palazzo comunale si sale per una ripida salita che conduce al maniero. Un luogo che sa di storia, tra beccatelli e merlature, perfetto per una sosta contemplativa nell'itinerario del Monferrato alessandrino.

Devi andarci se...

Chi visita il Castello di Mornese è un viaggiatore curioso, attratto dalle storie di famiglia e dai panorami mozzafiato sull'Alto Monferrato.

Castello di Mornese

Giorno 1 - Tappa n. 3

Castello di Tagliolo Monferrato

Castello di TaglioloDopo Mornese, si sale verso Tagliolo Monferrato, dove il castello domina le colline del Dolcetto. La sua torre quadrata alta 38 metri è la parte più antica, risalente al X secolo, usata per avvistare i Saraceni. Nel Seicento la fortezza divenne residenza signorile, e oggi i Marchesi Pinelli Gentile la abitano ancora, producendo vino nelle cantine secolari. La visita guidata porta nel giardino segreto, nella sala d'armi con la Divina Commedia illustrata da Amos Nattini, e nella bigattiera, un tempo allevamento di bachi da seta, ora sede di eventi. Nel borgo medievale si respira un'atmosfera d'altri tempi tra viuzze in pietra. Consiglio di prenotare la degustazione del Dolcetto di Ovada DOCG: un'esperienza che unisce storia e sapori autentici.

Devi andarci se...

Chi arriva a Tagliolo cerca l'autenticità di un castello ancora vissuto, tra vigne secolari e una storia lunga mille anni. Ideale per chi ama il buon vino e i borghi senza tempo.

Castello di Tagliolo

Giorno 2 - Tappa n. 1

Castello di Gabiano: un tuffo nel medioevo restaurato

Castello di GabianoIl secondo giorno di viaggio nel Monferrato inizia con uno dei castelli più affascinanti della zona: il Castello di Gabiano. Con una storia che parte dall'VIII secolo – quando era già citato come 'cortem magnam' – questo maniero domina la valle del Po da una posizione invidiabile. Il suo aspetto attuale è frutto di un restauro filologico voluto dai marchesi Durazzo Pallavicini tra il 1908 e il 1935, che ha cancellato le modifiche ottocentesche per riportare alla luce l'animo medievale. Il risultato? Un gioiello neomedievale con torri, merli e un parco romantico che ospita uno dei pochi labirinti di bosso superstiti in Piemonte, realizzato negli anni Trenta. Oltre alla bellezza architettonica, qui si respira la tradizione vinicola: le cantine del XII secolo producono il Gabiano DOC, una denominazione piccola ma di grande qualità. Dopo la visita, non perdetevi una degustazione nell'antica acetaia trasformata in ristorante, il '3 Orologi', dove i sapori locali incontrano la storia. Se avete tempo, esplorate il borgo medievale e l'emporio sotto i portici per acquistare vini e prodotti tipici.

Devi andarci se...

Chi sceglie Gabiano cerca un castello vissuto, tra vigne e labirinti, dove la storia si fonde con il piacere del buon vino. Ideale per chi ama le dimore storiche con tutti i comfort.

Castello di Gabiano

Giorno 2 - Tappa n. 2

Castello di Camino: mille anni di storia tra torri e leggende

Castello di CaminoIl Castello di Camino domina il Basso Monferrato da un colle, con la sua torre merlata di 44 metri che scruta la pianura del Po e le Alpi. Le origini risalgono all'XI secolo, quando fu costruito come fortezza difensiva. Nel XIV secolo passò agli Scarampi, banchieri astigiani che lo tennero fino al 1952, trasformandolo in dimora nobiliare. Oggi, dopo anni di chiusura, il castello è nuovamente visitabile su prenotazione: si possono ammirare il salone barocco con i dipinti di Domenico Guala, la cappella con un trittico attribuito a Macrino d'Alba e la suggestiva Sala del Re, allestita per Vittorio Emanuele II. La visita si conclude con una degustazione dei vini prodotti dalle vigne del castello, come Barbera e Grignolino. Ma attenzione: secondo la leggenda, il fantasma del conte Scarampo Scarampi vaga ancora senza testa per le sale, mentre la moglie Camilla piange dalla torre. Un luogo che unisce storia, fascino e un pizzico di mistero.

Devi andarci se...

Il viaggiatore che sceglie il Castello di Camino è un amante delle storie antiche, dei panorami mozzafiato e dei vini pregiati, pronto a lasciarsi incantare da un luogo sospeso tra realtà e leggenda.

Castello di Camino

Giorno 2 - Tappa n. 3

Museo dei Campionissimi

Museo dei campionissimiDopo il fascino medievale del Castello di Camino, si cambia marcia – letteralmente – con il Museo dei Campionissimi. Situato in un ex capannone industriale di inizio Novecento, questo museo da 3.000 m² è un paradiso per gli appassionati di bicicletta. Inaugurato nel 2003, celebra i due campionissimi novesi: Fausto Coppi e Costante Girardengo. Il percorso ruota attorno a una speciale pista centrale che cambia fondo: terra, ciottolato, asfalto, acciaio, a simboleggiare l'evoluzione stradale. Lungo di essa, 40 biciclette raccontano la storia del mezzo, dal modello ligneo di Leonardo da Vinci ai prototipi in titanio. Nelle sale laterali, foto d'epoca e pagine della Gazzetta dello Sport ripercorrono il Giro d'Italia, mentre otto totem multimediali offrono approfondimenti. Da non perdere la Sala dei Campionissimi, con cimeli e video delle gesta di Coppi e Girardengo, e la curiosa sezione sulle biciclette da lavoro: quella del venditore di caldarroste, dell'arrotino, del fornaio. Il museo è adatto a famiglie e offre laboratori per bambini. Biglietto intero 7€, ridotto 4€. Aperto venerdì, sabato, domenica e festivi.

Devi andarci se...

Chi visita il Museo dei Campionissimi è un appassionato di bicicletta e di storie sportive, ma anche un curioso della cultura popolare, pronto a pedalare tra cimeli, emozioni e innovazione.

Museo dei campionissimi

Giorno 3 - Tappa n. 1

Cittadella di Alessandria: la fortezza sabauda

Cittadella di AlessandriaSi comincia la terza giornata con un vero colpo d'occhio: la Cittadella di Alessandria, una delle fortezze settecentesche meglio conservate d'Europa. Costruita dai Savoia a partire dal 1732 su progetto di Ignazio Bertola, è una stella a sei punte che si stende su ben 60 ettari, circondata da fossati (un tempo allagati dal Tanaro). L'ingresso è gratuito e si può girare liberamente tra bastioni, Piazza d'Armi (22.000 m²) e gli edifici storici come il Palazzo del Governatore. Da non perdere il Bastione Sant'Antonio, dove il 10 marzo 1821 fu issato per la prima volta il tricolore italiano: un luogo che emoziona. All'interno della Caserma Beleno c'è un piccolo museo con uniformi e cimeli del Regio Esercito (1848-1946). La Cittadella è anche candidata UNESCO e, sebbene alcune parti mostrino segni del tempo, il restauro è in corso. Il moderno ponte di Richard Meier (2016) collega la fortezza alla città. Consiglio di dedicare almeno un paio d'ore, magari con una visita guidata del FAI (il sabato e la domenica).

Devi andarci se...

Chi arriva alla Cittadella cerca un tuffo nella storia militare e nel Risorgimento, ma apprezza anche l'architettura possente e fuori dai circuiti più battuti: un viaggiatore curioso e un po' romantico.

Cittadella di Alessandria

Giorno 3 - Tappa n. 2

Marengo Museum: il cuore napoleonico del Monferrato

Marengo MuseumA pochi chilometri dal centro di Alessandria, nella frazione Spinetta Marengo, si trova il Marengo Museum, dedicato alla celebre battaglia del 14 giugno 1800 in cui Napoleone Bonaparte sconfisse gli austriaci. Il museo è ospitato all'interno di Villa Delavo, costruita nel 1847 come monumento all'Imperatore, e l'ingresso è segnato da una piramide di ghisa che richiama l'editto napoleonico. Il percorso espositivo si sviluppa su tre piani: al piano terra si ricostruisce il contesto storico, al primo la battaglia vera e propria con un grande plastico, dipinti e filmati interattivi, mentre al secondo piano trovano spazio mostre temporanee. Tra le vetrine spiccano uniformi d'epoca, armi e oggetti che raccontano la vita dei soldati. La visita è arricchita da pannelli multimediali e video che rendono la storia accessibile anche ai bambini. Il biglietto intero costa 5€, ridotto 3€ per ragazzi e over 65, gratuito sotto i 12 anni. Attenzione: il museo è aperto solo nei fine settimana (sabato e domenica 15-19), ma durante la settimana è possibile prenotare visite per gruppi e scuole. Un luogo che promette di far rivivere l'epopea napoleonica in un angolo suggestivo del Piemonte.

Devi andarci se...

Per chi ama la storia napoleonica e vuole toccare con mano i resti di una battaglia leggendaria, il Marengo Museum è una tappa imperdibile, tra reperti autentici e ricostruzioni immersive.

Marengo Museum

Giorno 3 - Tappa n. 3

Piazza della Libertà

Piazza della LibertàDopo il Marengo Museum, tornate in centro e lasciatevi conquistare da Piazza della Libertà, il vero cuore pulsante della città. Costruita nel 1803 sulle ceneri dell'antica cattedrale medievale, la piazza è un tripudio di architettura e storia. Qui sorge il maestoso Palazzo Ghilini in stile barocco, con il suo vestibolo ottagonale e gli affreschi di Cucchi, mentre il Palazzo delle Poste sfoggia un mosaico lungo 38 metri di Gino Severini. Al centro, la statua di Urbano Rattazzi veglia su un ampio spazio alberato, ideale per una pausa. Attenzione: da fine giugno 2026, un altro tratto della piazza diventerà pedonale, per favorire residenti e turisti. È il posto perfetto per respirare la vita locale: tra un caffè e un giro tra i banchi del mercato, vi sentirete parte della città.

Devi andarci se...

Chi visita Piazza della Libertà è un viaggiatore curioso, che ama immergersi nella vita cittadina tra storia, architettura e atmosfera autentica, senza fretta.

Piazza della Libertà

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