🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per appassionati di storia, archeologia e architettura.
- Punti forti: Reggia di Caserta e Anfiteatro Campano, ma anche borghi e siti minori.
- Consiglio: dedica almeno un giorno alla sola Reggia, poi esplora il resto.
- Attività: visite guidate disponibili presso i principali siti.
- Durata consigliata: 2-3 giorni per un assaggio completo.
La Provincia di Caserta è molto più della celebre Reggia, patrimonio UNESCO. Questa guida ti porta alla scoperta di un territorio ricco di storia, dai fasti dell'antica Capua con il suo Anfiteatro Campano, secondo per grandezza solo al Colosseo, alle tracce romane sparse tra Teano e Sessa Aurunca. Non mancano borghi medievali come Casertavecchia e Piedimonte Matese, e siti archeologici unici come il Mitreo e la Conocchia. Ogni tappa è stata selezionata per darti un assaggio autentico della provincia, lontano dai percorsi più battuti. Scoprirai anche le impronte fossili delle Ciampate del Diavolo e le residenze borboniche come la Reggia di Carditello. Con suggerimenti su come muoverti e cosa non perdere, questa guida ti aiuterà a vivere un'esperienza completa nella provincia di Caserta.
Panoramica
- Reggia di Caserta: un capolavoro senza tempo
- Anfiteatro Campano: il secondo anfiteatro più grande d'Italia
- Casertavecchia: un salto nel Medioevo a due passi dalla Reggia
- Reggia di Carditello: storia e fascino di una delizia borbonica
- Museo Archeologico dell'Antica Capua: un tuffo nella storia
- Mitreo di Santa Maria Capua Vetere
- Arco di Adriano: l'ingresso monumentale all'antica Capua
- Teatro Romano di Teano: il più antico teatro su volte d'Italia
- Teatro romano di Sessa Aurunca
- Borgo San Giovanni: il cuore medievale di Piedimonte Matese
- Castello Ducale di Sessa Aurunca: storia e nuovo Museo Archeologico
- Mausoleo della Conocchia: un gioiello romano lungo la Via Appia
- Il Criptoportico Romano di Alife
- Anfiteatro romano di Alife: il Colosseo in miniatura della Campania
- Le Ciampate del Diavolo: il più antico sentiero preistorico d'Europa
Itinerari nei dintorni
Reggia di Caserta: un capolavoro senza tempo
- Vai alla scheda: Reggia di Caserta: la Versailles italiana da non perdere
- Viale Giulio Douhet, Caserta (CE)
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- +39 082 3448084
La Reggia di Caserta non è solo un palazzo: è un'esperienza che ti lascia senza fiato. Progettata da Luigi Vanvitelli per Carlo di Borbone nel 1752, è la più grande residenza reale del mondo per volume, con 1.200 stanze, 34 scale e 1.742 finestre. Appena entri, lo Scalone d'Onore in marmo bianco di Carrara ti accompagna verso gli Appartamenti Reali, dove spiccano la Sala del Trono (completata nel 1845) e la Sala di Alessandro, con affreschi che raccontano miti e storia. Non perdere il Teatrino di Corte, un gioiello a ferro di cavallo con palchetti decorati, e la Cappella Palatina, gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943 ma ancora suggestiva. Il Parco Reale è un altro mondo: 120 ettari di verde, con la Via d'Acqua lunga 3 km che culmina nella spettacolare Fontana di Diana e Atteone, alta 78 metri. Se ami la natura, il Giardino Inglese (23 ettari) ti sorprenderà con piante esotiche e un laghetto con statue romane. Curiosità: qui sono stati girati film come Star Wars e Mission: Impossible. Per visitarlo, tieni presente che chiude il martedì, e ti serviranno almeno 4-5 ore. Porta scarpe comode e acqua, e se arrivi in treno, dalla stazione sono 10 minuti a piedi. Il biglietto intero costa 19 €, ma la prima domenica del mese è gratuito.
Anfiteatro Campano: il secondo anfiteatro più grande d'Italia
- Via Anfiteatro Flavio, Santa Maria Capua Vetere (CE)
- http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/l-anfiteatro
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- pm-cam.museoanticacapua@beniculturali.it
- +39 0823 844206
L'Anfiteatro Campano è una tappa imperdibile per chi visita Santa Maria Capua Vetere. Se pensi che il Colosseo sia l'unico grande anfiteatro romano, questo ti stupirà: è il secondo per dimensioni, con i suoi 170 metri di lunghezza e una capienza fino a 60.000 spettatori. Costruito tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C., pare sia stato il modello del Colosseo stesso. Passeggiando tra le arcate e i sotterranei, ti sembra di sentire l'eco dei gladiatori: qui c'era la più famosa scuola gladiatoria, quella da cui Spartaco fuggì nel 73 a.C. dando inizio alla rivolta. Oggi si visita l'arena e i sotterranei, un labirinto di corridoi e stanze dove venivano preparati gli spettacoli. La facciata, purtroppo in gran parte scomparsa, era decorata con busti di divinità come Diana e Giunone, alcuni ancora visibili nei musei vicini. Non perderti il Museo dei Gladiatori annesso, con reperti e una ricostruzione scenica. L'ingresso è economico (2,50€) e include anche il Mitreo, un tempio sotterraneo dedicato al dio Mitra, e il Museo Archeologico dell'Antica Capua. Il sito è aperto dal martedì alla domenica, chiuso il lunedì. Porta scarpe comode perché il pavimento è in terra battuta e i sotterranei sono suggestivi ma umidi. In totale, dedica almeno un paio d'ore. Un consiglio: vai la mattina presto per goderti l'atmosfera senza troppa folla.
Casertavecchia: un salto nel Medioevo a due passi dalla Reggia
- Vai alla scheda: Casertavecchia: borgo medievale tra storia e sapori
- Via Erchemperto, Caserta (CE)
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Casertavecchia è il classico borgo medievale che ti fa dimenticare di essere a pochi chilometri dalla città. Arroccato sul Monte Virgo a 400 metri di altitudine, regala un’atmosfera sospesa tra storia e leggenda. Il cuore è Piazza Vescovado, dove sorge il Duomo di San Michele Arcangelo, costruito tra il 1113 e il 1153. Stile romanico con influenze arabo-normanne, facciata in tufo e tre portali scolpiti: dentro, colonne monolitiche di epoca romana e un pavimento a mosaico del 1213. Accanto, il campanile del 1234 alto 32 metri con bifore decorate. Poco più su, i ruderi del castello normanno (IX secolo): resta la torre di 30 metri, tra le più alte d’Europa, da cui si gode una vista spettacolare sulla piana e, con la giusta luce, sul Vesuvio. Perdetevi nei vicoli acciottolati: la Chiesa dell’Annunziata (XIII secolo) con il suo rosone, la Casa delle Bifore e la leggenda dello Spiritello, un folletto di terracotta a cui affidare un desiderio. L’ingresso al borgo e alla cattedrale è gratuito. Si arriva in autobus da Caserta (linea 103, 40 minuti) o in auto: il parcheggio a pagamento costa 2€ al giorno, ma molti ristoranti lo offrono gratis ai clienti. La cucina? Mozzarella di bufala, pasta fatta in casa e vini del Falerno. Venite in primavera o autunno, quando il borgo è più tranquillo e il clima perfetto per una passeggiata.
Reggia di Carditello: storia e fascino di una delizia borbonica
- Via Provinciale San Tammaro-Casal di Principe, San Tammaro (CE)
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A pochi chilometri da Caserta, a San Tammaro, sorge uno dei gioielli meno conosciuti delle Reali Delizie borboniche: la Reggia di Carditello. Voluta da Carlo di Borbone come riserva di caccia e allevamento di cavalli, fu trasformata da Ferdinando IV in una moderna fattoria modello per la coltivazione di grano e l’allevamento di razze pregiate. Progettata da Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli, la reggia presenta uno stile neoclassico sobrio ma elegante, con una palazzina centrale affiancata da torri e capannoni. L’elemento più sorprendente è l’ippodromo ellittico antistante, modellato sui circhi romani, con due fontane monumentali, obelischi e un tempietto circolare da cui il re assisteva alle corse. All’interno, gli affreschi di Giuseppe Cammarano, Fedele Fischetti e Philipp Hackert raccontano scene venatorie e agresti, mentre la Cappella dell’Ascensione conserva stucchi e una pala d’altare di Carlo Brunelli. Dopo anni di abbandono e saccheggi, il sito è stato acquistato dallo Stato nel 2014 e dal 2016 è gestito dalla Fondazione Real Sito di Carditello, che oggi organizza aperture straordinarie con visite guidate. Un ruolo chiave nella sua rinascita lo ha avuto Tommaso Cestrone, l’“Angelo di Carditello”, che per anni ha vigilato volontariamente sul bene. Visitare Carditello significa immergersi in una storia di fasti, degrado e recupero, tra capolavori artistici e un’atmosfera carica di fascino.
Museo Archeologico dell'Antica Capua: un tuffo nella storia
- Via Pietro Morelli 48, Santa Maria Capua Vetere (CE)
- http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/il-museo-e-mitreo
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- pm-cam.museoanticacapua@beniculturali.it
- +39 0823 844206
Se capitate a Santa Maria Capua Vetere, il Museo Archeologico dell'Antica Capua è una tappa imprescindibile. Ospitato in un edificio ottocentesco che era una caserma di cavalleria, il museo ingloba la Torre di Sant'Erasmo, dove nel 1278 nacque Roberto d'Angiò. Il percorso espositivo è cronologico: si parte dall’età del Bronzo con corredi funerari, si passa all’età del Ferro con le urne e le fibule, fino al periodo orientalizzante con ceramiche greche e bucchero. Tra i pezzi forti, la statua del Satiro in riposo, copia romana di un originale di Prassitele, alta 1,86 m, scoperta nel 2002. Imperdibili anche le statue delle Matres dal santuario di Fondo Patturelli, e la mostra “I Segni del Paesaggio: L’Appia e Capua” inaugurata nel 2022, che racconta la Capua romana con oltre 100 opere mai esposte prima. All’esterno, il cortile di 2800 mq funge da museo a cielo aperto con frammenti lapidei, sarcofagi e un mosaico marino da un impianto termale. Il biglietto (6 € intero, 2 € ridotto) include anche l’Anfiteatro Campano e il Mitreo, ma per quest’ultimo serve prenotazione. Orari: martedì-domenica 9:00-18:30, chiuso lunedì. Attenzione: dal 2 febbraio 2026 il museo chiuderà per lavori PNRR, ma il biglietto per anfiteatro e mitreo resterà valido a tariffa ridotta. Insomma, un luogo che sa stupire, tra storia e bellezza.
Mitreo di Santa Maria Capua Vetere
- Viale Mitreo 5, Santa Maria Capua Vetere (CE)
- http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/il-museo-e-mitreo
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- pm-cam.museoanticacapua@beniculturali.it
- +39 0823 844206
Se pensi di aver visto tutto a Capua, preparati a scendere sotto terra. Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere è uno dei gioielli più nascosti e affascinanti della zona. Scoperto per caso nel 1922 durante i lavori per un edificio, questo luogo di culto sotterraneo risale alla fine del I secolo d.C., il che lo rende il più antico mitreo d'Occidente. Per visitarlo devi prenotare (il numero è +39 338 6353806) e ti accompagneranno da un piccolo ingresso a torretta giù in un ambiente ipogeo che sembra una grotta. La sala principale è lunga circa 12 metri e larga 3, con una volta a botte dipinta di giallo con stelle verdi e rosse – un cielo stellato ricreato con pasta vitrea che doveva scintillare alla luce delle fiaccole. Ai lati, le panche in muratura dove gli iniziati si sdraiavano per i banchetti rituali. Il pezzo forte è l'affresco della Tauroctonia: Mitra, con berretto frigio e mantello svolazzante, uccide il toro mentre il Sole, la Luna, due dadofori (Cautes e Cautopates), un cane, uno scorpione e un serpente assistono. Non perdere i resti delle scene di iniziazione sulle pareti, che mostrano le sette prove che i fedeli dovevano superare. L'atmosfera è intima e suggestiva, quasi mistica. Il biglietto cumulativo (6 €) include anche l'Anfiteatro Campano e il Museo, ma attenzione: il mitreo è visitabile solo in determinati orari (di solito domenica e mercoledì alle 12:45, ma meglio controllare). Un consiglio: abbina la visita all'anfiteatro per un tuffo completo nella Capua antica.
Arco di Adriano: l'ingresso monumentale all'antica Capua
- Arco di Adriano, Santa Maria Capua Vetere (CE)
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Se ti trovi a Santa Maria Capua Vetere, non puoi perderti l'Arco di Adriano, noto anche come Arco Felice o Archi di Capua. Questo monumento romano, che un tempo scavalcava la via Appia, segnava l'ingresso monumentale all'antica Capua. Oggi, tra il traffico moderno, i suoi tre piloni in laterizio e l'unico arco laterale superstite raccontano una storia lunga quasi duemila anni.Costruito tra la seconda metà del I e la prima metà del II secolo d.C., l'arco celebrava probabilmente lo status di Colonia Flavia Augusta conferito alla città. Sebbene una lapide lo dedichi ad Adriano, molti studiosi ritengono sia falsa. Quello che è certo è che in origine era un imponente triplice fornice, rivestito di calcare bianco oggi perduto, largo 18,5 metri e alto 10 metri. I resti mostrano nicchie e fori per colonne, a testimonianza di una ricca decorazione architettonica.
Nei secoli l'arco ha vissuto battaglie e restauri: danneggiato durante la battaglia del Volturno del 1860, oggi porta una targa commemorativa con le parole di Luigi Settembrini. Dopo la Seconda guerra mondiale fu restaurato, e nel 2017 un intervento controverso ha portato all'intervento della Procura. Nonostante tutto, passeggiare qui è un tuffo nella storia: l'arco si erge ancora imponente, e se ci si ferma un attimo si immagina il passaggio di legionari, carri e pellegrini. Il bello è che è visitabile gratuitamente e senza barriere, tutti i giorni. Consiglio di venire al tramonto, quando la luce accarezza i mattoni antichi e l'atmosfera diventa magica.

Teatro Romano di Teano: il più antico teatro su volte d'Italia
- Vai alla scheda: Teatro Romano Teano: Cavea per 10.000 spettatori e marmi policromi
- Via Pioppetto, Teano (CE)
- http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/il-teatro-teano
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- pm-cam.teano@beniculturali.it
- +39 0823 657302
Se passi da Teano, non puoi perderti il suo teatro romano. È il più antico d’Italia interamente sostenuto da muri radiali e volte rampanti: una meraviglia ingegneristica che risale alla fine del II secolo a.C. La sua costruzione è in opera incerta e blocchi di tufo, e originariamente faceva parte di un complesso con un tempio dedicato ad Apollo. Sotto Settimio Severo fu ampliato, raggiungendo un diametro di 85 metri e un’altezza di circa 24 metri. La scena era decorata con tre ordini di colonne in marmi preziosi, capitelli compositi e sculture che esaltavano l’impero. Passeggiando tra le gradinate, immagino gli spettatori dell’epoca assistere a commedie e tragedie. Purtroppo un terremoto tra IV e V secolo lo danneggiò gravemente, e nel Medioevo divenne una cava di materiali. Oggi, dopo lunghi restauri, è di nuovo visitabile. L’ingresso è gratuito, con orario continuato (da lunedì a domenica, chiuso il martedì, dalle 9:30 alle 16:00). Negli ambulacri è allestito il Museo dell’Opera, con reperti originali. La zona circostante, chiamata “le Grotte”, conserva ancora un’atmosfera suggestiva, con un altare dedicato alla Madonna a ricordare il passato. Poco distante, è stato individuato un anfiteatro ancora sepolto. Se ami l’archeologia, questo teatro ti lascerà senza fiato.
Teatro romano di Sessa Aurunca
- SP Sessa- Mignano, Sessa Aurunca (CE)
- http://www.cir.campania.beniculturali.it/luoghi-della-cultura/criptoportico-teatro-romano-di-suessa
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Se pensi che la Campania sia solo Reggia e Napoli, ti sbagli di grosso. In provincia di Caserta c'è il Teatro romano di Sessa Aurunca, il secondo più grande della regione dopo quello di Napoli. Costruito sotto Augusto nel I secolo d.C. e poi ampliato da Antonino Pio, è un colosso dimenticato per secoli. La cavea larga 110 metri poteva contenere fino a 10.000 spettatori, e l'edificio scenico svettava per 24 metri con 84 colonne di marmi provenienti da Grecia, Egitto e Numidia – una vera follia di lusso. Passeggiando tra gli spalti, ti sembra quasi di sentire l'eco degli applausi. Purtroppo oggi è chiuso per restauri (dal novembre 2025), ma si può ammirare dall'esterno e tornare quando riapre. Accanto, non perdere il criptoportico con i suoi graffiti virgiliani: pare fosse una scuola. E se ti va, al Castello Ducale c'è la statua di Matidia Minore, la nobildonna che finanziò i restauri. Un sito che merita davvero, non solo per gli appassionati di storia.
Borgo San Giovanni: il cuore medievale di Piedimonte Matese
- Vai alla scheda: Borgo San Giovanni: vicoli medievali e vista sul Massiccio del Matese
- Borgo San Giovanni, Piedimonte Matese (CE)
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Se cercate un angolo autentico e fuori dalle rotte turistiche, Borgo San Giovanni è il posto giusto. È il nucleo più antico di Piedimonte Matese, nato intorno al IX-XI secolo dai Longobardi di Alife. Arroccato alle pendici del Monte Cila, il borgo si sviluppa attorno alla chiesa di San Giovanni, di origine altomedievale, con un bel portale gotico. Dalla piazza antistante si gode una vista spettacolare sulla pianura Alifana e sulla valle del Volturno: un colpo d'occhio che da solo vale la salita. Le viuzze strette e tortuose, le scalinate, le fontane in ghisa creano un'atmosfera d'altri tempi. Purtroppo, gran parte delle case sono diroccate e disabitate, segno di un abbandono che però non cancella il fascino medievale. A dominare il borgo è Palazzo Ducale dei Gaetani, imponente edificio del XVIII secolo con pianta trapezoidale e tre torri, eretto sull'antico castello normanno. All'interno ci sono stucchi, dipinti seicenteschi, un cortile con fontane e un teatro. Peccato che sia in grave degrado e chiuso al pubblico: si intravedono solo tracce di restauri iniziati. Passeggiate con calma: ogni angolo racconta storie di fasti passati. Se siete appassionati di borghi abbandonati con un'anima, qui vi sentirete in un set cinematografico. Non dimenticate di cercare la casa natale di Enrico Caruso poco distante. Un consiglio: visitate all'alba o al tramonto, quando la luce calda accende le pietre e il silenzio è rotto solo dal gorgoglio dell'acqua.
Castello Ducale di Sessa Aurunca: storia e nuovo Museo Archeologico
- Via Moro, Sessa Aurunca (CE)
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Arroccato sulla collina che domina Sessa Aurunca, il Castello ducale è molto più di una fortezza medievale. Costruito a partire dal IX secolo per volere del gastaldo longobardo Landone, fu ampliato da Federico II di Svevia e trasformato in raffinata residenza dai duchi Marzano e Carafa. Oggi, dopo i restauri conclusi nel 2014, ospita due musei: il Museo Civico e, dal dicembre 2024, il nuovo Museo Archeologico Nazionale. Ed è proprio quest'ultimo a rubare la scena. Allestito con fondi PNRR, racconta la storia degli Ausoni-Aurunci dall'età del Ferro fino alla conquista romana del 313 a.C. Le prime tre sale espongono reperti preromani, tra cui ex voto dal santuario della dea Marica. Poi si passa all'epoca romana, con ville rustiche, produzioni di vino Falerno, e un focus sul teatro di Sessa, uno dei più imponenti della Campania. Il pezzo forte è la statua di Matidia Minor, cognata di Adriano, che campeggia nell'ultima sala. Il museo è pensato per tutti: ci sono postazioni tattili per non vedenti, QR code per audio-guide e video 3D che ricostruiscono reperti al British Museum. Il biglietto unico (5 euro) include anche l'ingresso al teatro romano. Aperto da martedì a domenica (chiuso lunedì), con orari variabili. Un consiglio? Non perdete la vista dal cortile interno: da lì si abbraccia tutto l'abitato.
Mausoleo della Conocchia: un gioiello romano lungo la Via Appia
- Via Nazionale Appia, Curti (CE)
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Se passate da Curti, lungo la Via Appia Antica, non potete perdervi il Mausoleo della Conocchia. Il nome? Viene dalla forma che ricorda un fuso per filare, ma qui di semplice c'è solo il nome. Questo monumento funerario romano risale al I secolo a.C. (terzo quarto, per i pignoli) ed è un esempio straordinario di architettura a corpi sovrapposti: un dado quadrato di 6,5 metri di lato, un corpo intermedio con lati concavi e un coronamento circolare con semicolonne. In totale, 16,6 metri di altezza che ancora oggi incutono rispetto. La camera sepolcrale interna custodisce undici nicchie per urne cinerarie. La tradizione vuole che qui riposino le ceneri di Flavia Domitilla, nipote di Vespasiano, o quelle di Appio Claudio Cieco, il costruttore della Via Appia. Chissà? Fatto sta che il mausoleo si è conservato quasi intatto grazie a un restauro voluto da Ferdinando IV di Borbone nel 1792. Oggi è possibile visitarlo liberamente dall'esterno, mentre l'interno è aperto in occasioni speciali. Un tuffo nella storia romana a due passi dalla Reggia di Caserta.
Il Criptoportico Romano di Alife
- Via Criptoportico, Alife (CE)
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Sotto le strade di Alife si nasconde un gioiello dell'ingegneria romana: il Criptoportico. Una struttura sotterranea a forma di U, con tre bracci che si sviluppano per circa 600 mq. I lati minori misurano 27,5 metri, quello centrale 44 metri. Trentuno pilastri in laterizio sorreggono volte a botte in opus caementicium, e 21 lucernari a bocca di lupo filtrano la luce dall'alto, creando giochi di ombre suggestivi. Costruito in età augustea, probabilmente come basamento di una lussuosa domus patrizia (forse degli Aedii o dei Grani), il Criptoportico serviva come magazzino o passeggio coperto, con il peristilio superiore affacciato su un giardino. Gli scavi del 2007 hanno portato alla luce oltre 300 strati di deposito, un archivio naturale della vita cittadina dall'impero al medioevo. Tra i reperti spiccano monete, lucerne, e persino ostriche di Baia, segno del tenore di vita elevato dei proprietari. Col tempo, la struttura fu abbandonata, usata come discarica e poi come rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi è visitabile su prenotazione (ingresso gratuito). Entrare qui è come fare un salto indietro di duemila anni: l'atmosfera è umida e silenziosa, interrotta solo dal gocciolio dell'acqua. Le pareti conservano tracce di intonaco ocra originale, mentre i pilastri mostrano la maestria dei costruttori romani. Un luogo che merita davvero una sosta, lontano dalle folle turistiche.
Anfiteatro romano di Alife: il Colosseo in miniatura della Campania
- Viale Caduti sul Lavoro, Alife (CE)
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Se pensi che in Campania ci sia solo il Colosseo di Roma, ti sbagli. Ad Alife, in provincia di Caserta, sorge uno degli anfiteatri romani meglio conservati del Sud Italia. Con i suoi 107 metri di lunghezza e 84 di larghezza, poteva ospitare fino a 14.000 spettatori – un vero e proprio Colosseo in miniatura. Costruito in età augustea (I secolo a.C.), fu ampliato più volte fino al II secolo d.C. La sua riscoperta è una storia curiosa: nel 1976, da fotografie aeree si notò un'ellisse perfetta in un campo di grano; gli scavi successivi portarono alla luce le fondamenta e parte dell'alzato. Oggi si visita su prenotazione, e il biglietto (2-5 euro) include anche il Museo Archeologico dell'Antica Allifae. La struttura è ancora parzialmente interrata (metà è sotto le case), ma basta camminare sull'arena per immaginare i combattimenti tra gladiatori e le venationes che qui si svolgevano. Se hai mezza giornata, abbinalo al museo: l'anfiteatro è a due passi, in via Caduti del Lavoro, e il responsabile Enrico Angelo Stanco ti accompagnerà nella storia. Attenzione: i giorni di apertura variano, meglio chiamare lo 0823 787005 prima di partire.
Le Ciampate del Diavolo: il più antico sentiero preistorico d'Europa
- Via Piccilli - Tora - Tuoro, Conca della Campania (CE)
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Se pensi che la Campania sia solo mare e pizza, ti sbagli. A Conca della Campania, nel Parco regionale di Roccamonfina, c'è un sito che ti farà fare un tuffo indietro di 350.000 anni: le Ciampate del Diavolo. Il nome in dialetto significa 'impronte del diavolo', e la leggenda diceva che solo un diavolo poteva camminare sulla lava calda. In realtà, qui sono conservate 56 orme fossili lasciate da Homo heidelbergensis, un antenato dell'uomo di Neanderthal. Le impronte furono scoperte scientificamente nel 2000 dal professor Paolo Mietto, ma erano note fin dall'800. Sono distribuite su tre piste (A, B e C) e in alcuni punti si vedono anche impronte di mani, lasciate quando gli ominidi scivolavano sul terreno vulcanico ancora plastico. La particolarità? Si trovano su un pendio ripido (fino all'85% di inclinazione) e rappresentano il più antico sentiero umano fossile del mondo, datato con metodo radiometrico a 349 ± 3 mila anni fa. Per visitarle, si parte dalla piazzetta di Foresta (frazione di Conca della Campania) e si percorre una mulattiera di circa 1,5 km (andata e ritorno) di difficoltà moderata. Il sentiero è ripido, quindi servono scarpe da trekking e tanta acqua. Una volta arrivati, si resta a bocca aperta davanti a quelle che sembrano grandi orme sulla roccia vulcanica. Nelle vicinanze ci sono anche i resti di un mulino settecentesco e un antico lavatoio. Il sito è recintato e visitabile tutto l'anno, ma evita i giorni di pioggia perché il terreno diventa scivoloso. Se ami la preistoria e la natura, è una tappa imperdibile.



