La provincia di Vercelli è famosa per le sue risaie, ma nasconde anche un patrimonio storico di tutto rispetto. Questo itinerario di 2 giorni ti porta alla scoperta di tre castelli e dell'Abbazia di Lucedio, immersi in un paesaggio unico. Inizia dal Castello di Moncrivello, risalente al XII secolo, circondato da fossati e risaie. Prosegui verso il Castello di Buronzo, con la sua torre merlata, e poi al Castello di Vettignè, affacciato sulle colline. Il secondo giorno è dedicato al Sacro Monte di Varallo, sito UNESCO dal 2003, con 45 cappelle affrescate che raccontano la vita di Gesù. Un percorso che combina natura, spiritualità e architettura medievale, ideale per un weekend fuori dal comune. Le strade immerse nel verde ti regaleranno panorami mozzafiato tra risaie e canali. Un viaggio slow che ti farà innamorare del Piemonte autentico.
🗺️ Itinerario in pillole
Un itinerario perfetto per chi cerca un'esperienza tra storia e natura, lontano dalle folle. I castelli, le risaie e il Sacro Monte ti regaleranno ricordi indelebili.
- Ideale per viaggiatori che amano storia e natura, con un occhio alla cultura e alla spiritualità.
- Punti forti: tre castelli medievali, risaie a perdita d'occhio e un Sacro Monte UNESCO. Itinerario slow su strade secondarie.
- Per chi? Appassionati di turismo culturale, fotografi e famiglie in cerca di avventura fuori porta.
Tappe dell'itinerario
Giorno 1 - Tappa n. 1
Monumento alla Mondina: omaggio alle donne del riso
La prima tappa del nostro itinerario non poteva che essere un omaggio alle vere protagoniste delle risaie: le mondine. A Vercelli, in Piazza Roma, trovi il Monumento alla Mondina, un'opera dello scultore Agenore Fabbri inaugurata nell'aprile del 1984 alla presenza del Presidente Pertini. La statua è tutt'altro che scontata: la donna è raffigurata in piedi, con un gesto fiero e accusatorio, una mano che stringe steli di riso e l'altra protesa in avanti. Uno stile espressionista che all'epoca fece discutere – qualcuno criticò il seno nudo, e le stesse mondine la trovarono poco realistica (loro lavoravano chine). La base doveva essere una fontana che evocasse l'acqua delle risaie, ma è rimasta spesso asciutta per problemi tecnici. Oggi il monumento versa in un certo degrado, inclinato e con il basamento rotto, ma resta un punto di riferimento carico di significato per la città. È il simbolo del lavoro duro e della dignità delle donne che hanno reso Vercelli la capitale del riso. Una sosta veloce per rendere omaggio, prima di addentrarci tra castelli e abbazie.- Piazza Roma, Vercelli (VC)
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Giorno 1 - Tappa n. 2
Castello di Moncrivello
Arroccato sull'unica collina della zona, il Castello di Moncrivello ti accoglie con la sua possente cinta muraria merlata. Le origini risalgono all'XI secolo, ma è nel Quattrocento che vive il suo periodo d'oro grazie alla duchessa Jolanda di Francia, che trasforma l'antica fortezza in una raffinata residenza signorile. Qui si respira ancora l'atmosfera di corte: sali la scala elicoidale, ammira i soffitti a cassettoni e i camini in cotto, e poi affacciati dai merli ghibellini. La storia è fatta di nobildonne come Bianca di Monferrato e Beatrice del Portogallo, ma anche di assedi e incendi. Dichiarato monumento nazionale nel 1908, dopo anni di abbandono è stato restaurato a partire dal 1972. Oggi è una dimora privata usata per eventi e cerimonie, e si può visitare su appuntamento in alcune domeniche del mese. Un luogo che mescola fascino medievale e rinascimentale, con una vista che spazia sulle risaie e sull'anfiteatro morenico.- Via Duchessa Jolanda, Moncrivello (VC)
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Giorno 1 - Tappa n. 3
Castello consortile di Buronzo
Lasciati il Castello di Moncrivello alle spalle, ti aspetti una fortezza, ma questo è diverso. Il Castello Consortile di Buronzo è un unicum europeo: sette dimore nobiliari fuse in un unico labirinto di cortili e sale. Sali la scala e ti ritrovi nell'Appartamento delle Imprese, cinque stanze con soffitti a cassettoni e un fregio continuo di figure allegoriche: qui la salamandra di Mario Bevilacqua, là l'elefante che spreme un grappolo d'uva, tratti da testi del Cinquecento. Ogni motto è un indovinello morale. Il loggiato settecentesco regala una vista che abbraccia risaie, Prealpi e, nelle giornate limpide, il Monte Rosa. Dopo i restauri del 2006-2008 (6 milioni di euro), oggi è gestito dal Comune e dai volontari degli Amici del Castello. Aperto in domeniche selezionate – controlla il calendario – e su prenotazione per gruppi. Ingresso 5 euro, gratuito fino a 14 anni. Qui non sei in un castello, sei dentro la storia di un'intera famiglia.- Via Chiesa, Buronzo (VC)
- http://www.castellodiburonzo.it/
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Giorno 2 - Tappa n. 4
Castello di Vettignè: tra storia e abbandono
Dopo Buronzo, prendi la SP52 e in pochi minuti arrivi a Vettignè, frazione di Santhià. Qui il castello è tutta un'altra storia: abbandonato dagli anni '60, oggi è un fantasma di merli a coda di rondine e torri cilindriche, circondato da risaie infinite. Le origini risalgono al XV secolo, quando fungeva da crocevia tra Via Francigena e Via Svizzera – da qui il nome Vettignè, dal latino Vectigal (dazio). Passato ai Savoia nel 1867 con il matrimonio di Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna e Amedeo di Savoia, fu poi venduto a privati. Oggi il borgo conta pochi abitanti, ma qualcosa si muove: la tenuta ospita un B&B nell'antica locanda e, nel cortile, il "Passatempo di Enrica", un'area camper con prati, elettricità e docce. Perfetto per chi ama l'atmosfera decadente e autentica. Attenzione: il castello è in rovina, non accessibile all'interno, ma il panorama è suggestivo.- SP52, Santhià (VC)
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Giorno 2 - Tappa n. 5
Sacro Monte di Varallo
Ultima tappa del giorno, ma non certo per importanza: il Sacro Monte di Varallo, patrimonio UNESCO dal 2003. Ideato dal frate Bernardino Caimi nel 1491 come “Nuova Gerusalemme”, è il più antico dei Sacri Monti. Qui 44 cappelle popolate da oltre 800 statue in terracotta e legno e 4000 affreschi raccontano la vita di Cristo. Il capolavoro assoluto è la Cappella della Crocifissione di Gaudenzio Ferrari, un tripudio di realismo che ti lascia senza fiato. Salendo a piedi dal centro di Varallo (20 minuti di salita) o con la funivia – la più ripida d’Europa – arrivi su un altopiano che sembra una cittadella fortificata, con piazze, porticati e la Basilica dell’Assunta. L’atmosfera è unica: mistica e teatrale, con lo sfondo del Monte Rosa. Ingresso gratuito, parcheggio a pagamento. Non perderti la statua lignea della Madonna dormiente portata da Caimi dall’Oriente. Un finale perfetto per due giorni tra storia e natura.
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