Collezione Gori alla Fattoria di Celle: capolavori di Land Art

La Collezione Gori alla Fattoria di Celle è un museo all’aperto unico, con oltre 80 opere di arte ambientale create da artisti internazionali come Burri, Morris e Abakanowicz. Il parco romantico dell’800 e la fattoria storica fanno da cornice a installazioni site-specific che dialogano con natura e architettura. Una visita di circa 4 ore, su prenotazione, ti porta tra labirinti, sculture fluttuanti e giganti di ferro. Prenotazione obbligatoria da maggio a settembre. Ingresso gratuito su appuntamento. Percorso a piedi di 4 ore adatto a adulti. Parco con specie arboree e architetture romantiche.


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Copertina itinerario Collezione Gori alla Fattoria di Celle: capolavori di Land Art
Oltre 80 opere site-specific immerse in un parco romantico a Santomato, Pistoia. La Collezione Gori alla Fattoria di Celle è uno dei più importanti esempi di Land Art in Italia, visitabile su prenotazione da maggio a settembre.

Cose da sapere


Introduzione

Immagina un parco romantico dell’Ottocento, dove tra alberi secolari e laghetti spuntano sculture giganti, labirinti e installazioni che sembrano nate lì. Questo è la Collezione Gori alla Fattoria di Celle, uno dei gioielli della Land Art italiana. A Santomato, Pistoia, oltre 80 opere site-specific dialogano con la natura senza prevaricarla. Ci si arriva solo su prenotazione, da maggio a settembre, e si cammina per ore in un’atmosfera sospesa tra arte e paesaggio. Inutile dire che è un’esperienza che ti resta dentro.

Cenni storici

La Fattoria di Celle è una villa storica con origini medievali, passata dai Pazzaglia ai Fabbroni nel XV secolo. Il parco fu trasformato in giardino all’inglese dal 1844 su progetto di Giovanni Gambini. Nel 1950 l’imprenditore pratese Giuliano Gori e sua moglie Pina iniziarono una collezione d’arte contemporanea. Insoddisfatti dei musei tradizionali, nel 1970 acquistarono la fattoria e vi trasferirono la famiglia e le opere. Nel 1982, dopo un regolamento etico per opere inamovibili e integrate, aprirono al pubblico con 18 installazioni. Oggi la collezione conta oltre 50 opere all’aperto e altrettante negli interni.

Timeline

  • XV secolo: Villa di Celle è di proprietà dei Pazzaglia, poi dei Fabbroni.
  • 1844: Giovanni Gambini progetta il parco romantico.
  • 1950: Giuliano e Pina Gori avviano la collezione a Prato.
  • 1970: Trasferimento della collezione alla Fattoria di Celle.
  • 12 giugno 1982: Inaugurazione al pubblico delle prime opere.
  • Oggi: Oltre 80 opere site-specific, visitabile su prenotazione da maggio a settembre.

Il parco romantico e le sue meraviglie

Il parco è un vero gioiello. Passeggiare tra gli alberi secolari ti porta a scoprire architetture come il padiglione neogotico per il tè, una voliera in metallo, un monumento neoegizio e una ghiacciaia a forma di piramide. Il torrente Brana forma un laghetto naturale con un’isoletta e un tempietto neoclassico. E poi, all’improvviso, ecco le opere: il Labirinto di Morris che gioca con la prospettiva, la Scultura flottante di Marta Pan che galleggia sull’acqua, e il Cerchio di erba di Richard Long. Ogni angolo è una sorpresa, un dialogo tra l’uomo e la natura.

Artisti e opere imperdibili

Difficile scegliere, ma alcune opere sono iconiche. L’imponente Grande Ferro di Alberto Burri, un gigante rosso all’ingresso, ti accoglie. Poco più in là, Tema e variazioni II di Fausto Melotti fa danzare elementi d’acciaio sull’acqua. Nel bosco, Katarsis di Magdalena Abakanowicz: 33 figure in bronzo senza braccia né gambe, inquietanti e magnetiche. E non perdere La cabane éclatée aux 4 salles di Daniel Buren, un gioco di specchi e colori. Anche Sol LeWitt è presente con il suo Cubo senza cubo. Ogni artista ha scelto un punto preciso, rendendo la visita unica.

Perché visitarlo

1) Un museo a cielo aperto senza barriere: le opere sono integrate nel paesaggio, non in sale chiuse. Le tocchi, le giri attorno, le vivi. 2) Esclusività: si visita solo su prenotazione, da maggio a settembre, con gruppi limitati. Niente ressa, niente selfie compulsivi. 3) Contaminazione perfetta: arte contemporanea, storia e natura si fondono in un’armonia rara. Non è una mostra, è un’esperienza che cambia con le stagioni e la luce.

Quando andare

Il periodo di apertura è da maggio a settembre, ma il momento migliore? Maggio o giugno, quando il parco è in piena fioritura e le temperature sono miti. Anche settembre è fantastico: la luce dorata del tardo pomeriggio accende le sculture. Evita le ore centrali in estate: la camminata dura circa 4 ore e al sole può stancare. Vieni al mattino presto o verso le 15, così godi le ombre lunghe.

Nei dintorni

Pistoia è a pochi minuti: merita il centro storico con la piazza del Duomo e l’Ospedale del Ceppo. Se ami l’arte contemporanea, non perdere il Museo del Novecento a Firenze (un’ora di macchina), ma per restare in zona, il Giardino di Villa Stonorov a Poggio a Caiano è un’altra chicca di Land Art. Oppure, fai una sosta enogastronomica in una delle fattorie didattiche della Valdinievole.

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💡 Forse non sapevi che…

L’idea di Giuliano Gori era così innovativa che nel 1981 istituì una commissione etica per garantire che ogni opera rispettasse l’ambiente. Il 12 giugno 1982 aprì con 18 opere; oggi sono oltre 80. Tra i primi artisti invitati, Dani Karavan realizzò una scultura che si fonde con il laghetto, mentre Robert Morris creò un labirinto ottico che disorienta i visitatori.