🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per: famiglie, coppie e appassionati di arte e natura
- Punti forti: ville storiche con giardini, musei di pregio, trekking sul Monte Chiusarella
- Per chi ama: l'atmosfera raffinata delle dimore patrizie e i panorami lacustri
- Da non perdere: Villa Panza e il Museo Baroffio, due gioielli culturali
- Benessere e relax: parchi cittadini e viste sul Lago Maggiore
Eventi nei dintorni
Se cerchi Cosa vedere a Varese, preparati a un mix sorprendente di arte, storia e natura. La città lombarda, affacciata sul Lago Maggiore, offre un centro raccolto ma ricco di sorprese. Parti da Villa Panza, capolavoro neoclassico con una straordinaria collezione d'arte contemporanea. A pochi passi, il Museo Baroffio custodisce tesori del Sacro Monte, sito UNESCO. Non perdere Villa Toeplitz, con i suoi giardini all'inglese e la vista sulla città, e i Civici Musei di Villa Mirabello, che raccontano la storia locale. Per gli amanti dell'architettura, Castello di Masnago e Villa Recalcati sono tappe imperdibili. Se ami la natura, il Parco delle Ville Ponti è un'oasi di pace, mentre il Monte Chiusarella regala trekking con panorami mozzafiato. Per un tocco di fascino d'epoca, visita il Grand Hotel Campo dei Fiori e la Torre civica in Piazza Monte Grappa. Ogni angolo di Varese racconta una storia: un itinerario che unisce cultura e relax, ideale per un viaggio fuori dai circuiti più battuti.
Panoramica
- Villa Panza: arte contemporanea tra storia e natura
- Museo Baroffio: un tesoro tra arte e devozione
- Villa Toeplitz: un parco da sogno tra Oriente e storia
- Civici Musei di Villa Mirabello
- Casa Museo Lodovico Pogliaghi
- Castello di Masnago: affreschi gotici e arte moderna
- Villa Recalcati, la dimora che ha ospitato Verdi e D'Annunzio
- Monte Chiusarella: un balcone sulle Prealpi varesine
- Villa Andrea Ponti: un tuffo nell'Ottocento tra arte e natura
- Grand Hotel Campo dei Fiori, gioiello liberty
- Torre Civica: sali sulla torre simbolo di Varese
- Piazza Monte Grappa, il cuore razionalista di Varese
- Villa Selene: una dimora signorile tra storia e natura
- Parco delle Ville Ponti
- Torre di Velate
Itinerari nei dintorni
Villa Panza: arte contemporanea tra storia e natura
- Piazza Litta 1, Varese (VA)
- https://fondoambiente.it/luoghi/villa-e-collezione-panza
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
- faibiumo@fondoambiente.it
- +39 0332 283960
Salendo sul colle di Biumo, ci si imbatte in una dimora settecentesca che racchiude un tesoro d'arte contemporanea: Villa Panza. Originariamente villa di delizia del marchese Menafoglio, fu ampliata da Luigi Canonica e Piero Portaluppi, ma il suo vero volto lo deve al conte Giuseppe Panza, che dagli anni '50 la trasformò in un museo vivente. Oggi, donata al FAI, ospita oltre 150 opere di artisti americani ed europei, con un focus sulla luce e il colore. Dan Flavin, James Turrell e Robert Irwin sono i protagonisti: qui trovi la più grande concentrazione di opere di Flavin permanentemente esposte. Le installazioni site-specific dialogano con gli arredi rinascimentali e le collezioni d'arte africana e precolombiana, creando un contrasto affascinante. Il parco di 33.000 metri quadrati è un'opera d'arte a cielo aperto, con installazioni di Land Art e angoli romantici all'inglese. Da non perdere il ristorante Luce, che usa prodotti dell'orto della villa. Aperta da martedì a domenica, 10:00-18:00 (ultimo ingresso 17:15). Biglietto intero 15 €, ridotto 10 €. Consiglio di prenotare online per evitare file. Una tappa imperdibile per chi ama l'arte, la storia e la natura.
Museo Baroffio: un tesoro tra arte e devozione
- Piazzetta del Monastero, Varese (VA)
- http://www.museobaroffio.it/
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
- info@museobaroffio.it
- +39 0332 212042
Affacciato sulla piazzetta antistante il Santuario del Sacro Monte, il Museo Baroffio è una tappa imperdibile per chi visita Varese. Fondato nel 1929 grazie alla donazione del barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio, è il museo più antico della città ancora aperto al pubblico. L’edificio che lo ospita fu progettato da Ludovico Pogliaghi, artista poliedrico che ne curò anche il primo allestimento. Il percorso si snoda su tre piani, alternando sale luminose a piccole stanze nascoste sotto il Santuario, dove spuntano resti di affreschi quattrocenteschi. Qui si conserva la collezione storico-artistica di Santa Maria del Monte, con pezzi che vanno dal Medioevo al Novecento. Tra i gioielli assoluti, il paliotto in broccato d’oro donato nel 1494 da Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, e il cosiddetto “paliotto leonardesco” che riproduce la Vergine delle Rocce. Da non perdere la statua romanica della Madonna con Bambino di Domenico e Lanfranco da Ligurno (fine XII secolo) e gli antifonari ambrosiani miniati. Il museo ospita anche una sezione di arte sacra contemporanea voluta da monsignor Pasquale Macchi, con opere di Guttuso, Matisse, Rouault e Bodini. La visita include l’accesso alla Cripta del Santuario, risalente al IX-X secolo e riaperta nel 2015 dopo un restauro che ha portato alla luce affreschi tre-quattrocenteschi. Salite poi al terrazzo del museo: da lì la vista spazia sul Parco del Campo dei Fiori e sui laghi prealpini, regalando uno dei panorami più belli della Lombardia. Il biglietto costa 7 € nei feriali, 10 € nei festivi (con visita guidata), e ci sono riduzioni per famiglie e under 18. Aperto da mercoledì a domenica, con orari differenziati: feriali 14-18, festivi 10-18. Un luogo che unisce arte, fede e natura in un unico, affascinante racconto.
Villa Toeplitz: un parco da sogno tra Oriente e storia
Quando si parla di Villa Toeplitz, il primo pensiero va al suo parco. Non è un giardino qualsiasi: si estende su 8 ettari e sembra uscito da un sogno orientale. Merito di Edvige Mrozowska, moglie del banchiere Giuseppe Toeplitz, che dopo i viaggi in Kashmir volle ricreare qui l'atmosfera dei giardini moghul. Così, tra vialetti e prati, spuntano fontane con mosaici celestino e marmi di Carrara e una monumentale gradinata in porfido. L'acqua scorre ovunque grazie a un ingegnoso sistema a riciclo interno: si ferma, scende, si raccoglie in canaletti turchesi.Il parco non è solo acqua: c'è un bosco di conifere con belvedere, un castagneto, e alberi monumentali come un cedro dell'Atlante e una sequoia. Passeggiando, si incontrano un campo da tennis, una cappella, e persino un roccolo per la caccia. Ma la vera chicca è il Museo Castiglioni, ospitato nell'ex foresteria. Qui i fratelli Angelo e Alfredo hanno raccolto reperti etnografici e archeologici dall'Africa e dall'Egitto: mummie, ceramiche, strumenti musicali. Un tuffo in un altro continente.
La villa in sé è oggi sede dell'Università dell'Insubria ma merita una visita per lo stile eclettico. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 8 (chiusura variabile: in inverno ore 18, in estate fino alle 23). Il Museo Castiglioni si visita da giovedì a domenica, 10-13 e 14-18 (biglietto a pagamento). E l'ingresso al parco è gratuito: che volete di più?

Civici Musei di Villa Mirabello
- Piazza della Motta 4, Varese (VA)
- https://cultura.gov.it/luogo/civico-museo-archeologico-di-villa-mirabello
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
- museoarcheologico.mirabello@comune.varese.it
- +39 0332 255485
Salendo verso Villa Mirabello, affacciata sui Giardini Estensi, si capisce subito da dove viene il nome: la vista sul lago di Varese e sulle Alpi è davvero da mirabello. Questa villa settecentesca, rimaneggiata in stile inglese nell’Ottocento, oggi ospita i Musei Civici, un tesoro per chi ama la storia. All’interno, il percorso archeologico parte dai siti palafitticoli UNESCO dell’Isolino Virginia e Bodio Lomnago – con reperti che coprono oltre 4000 anni di frequentazione umana. Il pezzo forte? La Tomba del Guerriero di Sesto Calende (VI secolo a.C.), con carro da guerra, armi e un vaso figurato in bronzo. Ma c’è anche la misteriosa mummia di Villa Mirabello, un ragazzino del XVI secolo ancora in studio. La sezione romana offre un ricco lapidario e la splendida coppa di vetro Cagnola. Al primo piano, la Sezione Risorgimentale ti catapulta nel 1859: il monumentale dipinto di Eleuterio Pagliano 'Lo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende' è accompagnato da uno spettacolo multimediale che racconta la battaglia di Varese. Tra divise, bandiere e palle di cannone, sembra di sentire l’odore della polvere da sparo. E non finisce qui: il museo custodisce anche collezioni di farfalle e animali tassidermizzati, oltre agli archivi di scrittori come Piero Chiara. Il parco all’inglese che circonda la villa è un gioiello botanico, con un cedro del Libano secolare e un’abetaia che si collega ai Giardini Estensi. Ideale per una passeggiata dopo la visita. Info pratiche: biglietto intero 5€, ridotto 3€, gratis under 18. Attenzione agli orari: chiuso il lunedì, il pomeriggio apre solo venerdì, sabato e domenica.
Casa Museo Lodovico Pogliaghi
- Via Beata Giuliana 5, Varese (VA)
- http://www.casamuseopogliaghi.it
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
- info@casamuseopogliaghi.it
- +39 328 8377206
Entrare nella Casa Museo Lodovico Pogliaghi è come fare un salto nel mondo di un artista geniale e un po' eccentrico. Situata proprio in cima al Sacro Monte di Varese, questa villa fu progettata e costruita a partire dal 1885 dallo stesso Pogliaghi come suo studio e laboratorio. E già che sei lì, approfitta della vista: nelle giornate limpide si vede persino il Duomo di Milano. All'interno, ti aspetta una collezione sterminata: oltre 1.500 dipinti e sculture e più di 500 reperti archeologici. Trovi di tutto: sarcofagi egizi, porcellane cinesi, un bozzetto del Bernini, e persino un Cristo del Morazzone. Ma il vero protagonista è l'enorme modello in gesso della porta centrale del Duomo di Milano, l'opera più famosa di Pogliaghi. Ogni stanza ha un tema diverso: la Sala Rossa con i damaschi cremisi, l'Esedra dei Marmi che ricorda il Pantheon, e la sorprendente Galleria dorata, ispirata a un bagno persiano. La visita è guidata nei weekend (incluse nel biglietto) e i curatori non hanno messo didascalie: così ti sembra di essere ospite in casa dell'artista, non in un museo. Il biglietto per i festivi costa 10€, mentre nei feriali (mercoledì-venerdì mattina) solo 7€, ma senza guida. Se ami i giardini, con 2€ puoi visitare il parco all'italiana, pieno di statue e siepi. La casa è aperta da metà marzo a metà novembre, sabato e domenica dalle 10 alle 18, e nei feriali solo la mattina. Piccola dritta: se sei un appassionato di arte eclettica, non perderti il cumulativo a 15€ che include anche il Museo Baroffio e la Cripta del Santuario. E controlla il sito per eventuali aperture serali estive con aperitivo: un'esperienza magica.
Castello di Masnago: affreschi gotici e arte moderna
- Via Cola di Rienzo 42, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Il Castello di Masnago è uno di quei posti che ti sorprendono. Situato sulla cima di un colle, circondato dal verde del Parco Mantegazza, sembra più una villa signorile che una fortezza. La massiccia torre quadrata del XII secolo è l’elemento più antico, ma a renderlo speciale sono gli affreschi quattrocenteschi in stile Gotico Internazionale. La Sala degli Svaghi è pazzesca: c’è una scena di caccia col falcone, una gita in barca, e persino il gioco dei tarocchi – sembra di vedere la nobiltà dell’epoca divertirsi. Poi c’è la Sala dei Vizi e delle Virtù, con sette scene dove una virtù incoronata è affiancata da due vizi: un modo curioso di insegnare la moderazione. Se ti piace l’arte, non perdere la Tamar di Giuda di Francesco Hayez (1847), il pezzo forte della collezione, insieme a opere di Morazzone, Pellizza da Volpedo e Enrico Baj. Il museo dialoga in modo incredibile tra antico e contemporaneo. Fuori, il parco è perfetto per una passeggiata: alberi secolari, aiuole curate e – se hai bambini – un’area giochi. L’ingresso costa solo 5 euro (ridotto 3), e il biglietto è cumulativo con il Museo Archeologico di Villa Mirabello. Aperto dal martedì alla domenica, con chiusura il lunedì. Parcheggia in via Monguelfo e arriva a piedi. Consiglio: visita guidata per scoprire i dettagli degli affreschi – merita.
Villa Recalcati, la dimora che ha ospitato Verdi e D'Annunzio
- Via Evaristo Trentini, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Villa Recalcati è un gioiello settecentesco che ti accoglie a Varese con la sua storia affascinante. Costruita per la famiglia Recalcati, è diventata nel 1874 il Grand Hotel Excelsior, frequentato da personaggi come Giuseppe Verdi e Gabriele D'Annunzio. Oggi ospita la Provincia e la Prefettura, ma puoi visitarla (dal lunedì al giovedì, 10:30-17:30; venerdì fino alle 12:30) e ammirare gli splendidi affreschi di Magatti e Ronchelli. Il parco all'inglese, con alberi monumentali e una grotta, è gratuito e aperto a tutti. Non perdere il cippo che custodisce il cuore di Tadeusz Kościuszko, un pezzo di storia polacca a Varese. Consiglio: passeggia nel cortile d'onore con il colonnato binato, è un luogo che sa di nobiltà e di pace.
Monte Chiusarella: un balcone sulle Prealpi varesine
- Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Se c'è una camminata che racchiude il meglio del Parco del Campo dei Fiori, è quella al Monte Chiusarella. 915 metri di altitudine, ma un panorama che non ha nulla da invidiare a vette più alte. Si parte da Rasa di Varese (parcheggio gratuito al cimitero) e si segue il sentiero CAI 314. Dopo una camminata nel bosco, si arriva a Pian Valdés, una terrazza naturale che già regala un assaggio della vista sul Lago di Varese e sul Sacro Monte. Poi si sale, l'ultimo tratto è ripido ma breve, e si arriva alla croce di vetta. Qui si incontra una tradizione curiosa: i visitatori posano un sasso sul muretto a secco accanto alla croce, esprimendo un desiderio. Il panorama è a 360 gradi: a sud si vede la pianura padana fino a Milano (nelle giornate limpide spunta la Torre Unicredit), a ovest il Lago Maggiore e le montagne svizzere, a nord il Monte Rosa e a est le Grigne. Ma non è solo natura: il Monte Chiusarella è anche storia. Durante la Prima Guerra Mondiale faceva parte della Linea Cadorna, e lungo il percorso si possono ancora vedere trincee e postazioni per mitragliatrici. Per gli amanti della botanica, il periodo migliore è maggio-giugno, quando fioriscono oltre 150 specie di orchidee e fiori rari come l'Afillante di Montpellier. Attenzione però alla Frassinella (Dictamnus albus): è urticante al contatto. L'escursione ad anello (passando anche dal Monte Martica) è di circa 12 km con 600 m di dislivello, percorribile in 5 ore. Difficoltà media, adatta a chi ha un minimo di allenamento. Non dimenticare acqua e scarpe da trekking: il terreno può essere scivoloso dopo la pioggia. E se hai un cane, porta pure lui, è benvenuto.
Villa Andrea Ponti: un tuffo nell'Ottocento tra arte e natura
- Via Masolino da Panicale, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Se cercate un luogo che unisca storia, arte e natura, Villa Andrea Ponti è una tappa imperdibile a Varese. Costruita tra il 1858 e il 1870 per l’industriale Andrea Ponti, questa villa neoclassica è il gioiello del complesso delle Ville Ponti. Appena varcata la soglia, resterete a bocca aperta: l’atrio ottagonale, alto 33 metri, è decorato con l’affresco 'La Scienza che abbraccia la Verità' di Giuseppe Bertini. Un bacio saffico? Sì, avete capito bene. Un dettaglio sorprendente per l’epoca. Gli interni sono un trionfo di stucchi, lampadari in cristallo e arredi d’epoca. Non perdetevi le statue in bronzo di Dante e Michelangelo all’ingresso del salone. E se siete appassionati di scienza, guardate i tondi allegorici che celebrano Chimica, Fisica, Meccanica e Musica. Fuori, il parco all’inglese si estende per 56.000 mq: sentieri, prati, un laghetto e alberi secolari vi aspettano per una passeggiata romantica. L’ingresso al parco e alle mostre permanenti è gratuito, un piccolo lusso che non capita tutti i giorni. La villa è oggi centro congressi della Camera di Commercio, ma è aperta al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 18. Le visite guidate (a pagamento) vi sveleranno altri dettagli, come la storia del convento carmelitano che sorgeva qui prima. Portate la macchina fotografica: senza flash e treppiedi, potrete immortalare ogni angolo. Insomma, Villa Andrea Ponti è molto più di una semplice villa: è un viaggio nell’Ottocento, tra imprenditoria, arte e paesaggio. Da non perdere!
Grand Hotel Campo dei Fiori, gioiello liberty
- 8, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
A 1100 metri di altitudine, sul Monte Tre Croci, sorge il Grand Hotel Campo dei Fiori, capolavoro dell’architetto Giuseppe Sommaruga inaugurato nel 1912. Un’icona dello stile Liberty italiano, con 200 camere di lusso che attiravano la nobiltà milanese, raggiungibile con una funicolare panoramica. Le guerre e un incendio nel 1947 segnarono il declino: la funicolare chiuse nel 1953 e l’hotel definitivamente nel 1968. Abbandonato per decenni, oggi l’edificio è di proprietà privata e viene periodicamente aperto al pubblico grazie al FAI Giovani Varese. Le visite guidate (prenotazione obbligatoria, costo 5-10 €, durata un’ora) ti portano alla scoperta della cucina con il forno in ghisa del 1912 e della sala da ballo con il suo terrazzo panoramico, pubblicizzato come “il più bel balcone della Lombardia”. Da qui, con il bel tempo, si vede fino a Milano! Imperdibile anche il set del remake di Suspiria (2016), ancora visibile accanto alla suite. Attenzione: per motivi di sicurezza non si accede ai piani superiori. Parcheggio limitato; meglio arrivare con l’autobus CF che ferma proprio davanti al cancello. Un’esperienza unica, tra storia e atmosfera decadente.
Torre Civica: sali sulla torre simbolo di Varese
- Via Giuseppe Bernascone, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Nel cuore di Varese, in piazza Monte Grappa, si staglia la Torre Civica, un monumento che ha attraversato quasi un secolo di storia. Progettata dall'architetto Mario Loreti in stile razionalista, fu costruita tra il 1937 e il 1938, originariamente chiamata Torre Littoria e poi ribattezzata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con i suoi 54 metri d'altezza (volutamente più bassa del vicino campanile di San Vittore, per rispetto), è rivestita in serizzo della valle Antigorio, una pietra che le dona un aspetto spoglio e squadrato. Durante il periodo fascista, al secondo piano era presente un palco per comizi in porfido rosso, sormontato dallo stemma cittadino. Dopo anni di chiusura, la Torre ha riaperto al pubblico grazie a un accordo tra Comune e FAI, con lavori di messa in sicurezza finanziati dalla Regione Lombardia (100.000 euro) conclusi nel dicembre 2024. Oggi è possibile salire oltre 250 gradini fino alla terrazza panoramica, da cui si gode una vista a 360 gradi su Varese e le Prealpi. All'interno, la scala in cemento armato è accompagnata da mostre temporanee – come quella di moda sostenibile degli studenti dell'ISIS Newton – e concerti occasionali.
Consiglio: indossa scarpe comode e porta la macchina fotografica. La salita è impegnativa ma ripagata dal panorama. Le visite guidate sono organizzate dai volontari del FAI: controlla il calendario sul loro sito perché gli orari variano. Un'esperienza che unisce storia, architettura e natura in un colpo solo.

Piazza Monte Grappa, il cuore razionalista di Varese
- Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Non si può dire di aver visto Varese senza passare da Piazza Monte Grappa, il vero salotto della città. Se arrivi da Corso Aldo Moro, Via Volta o Corso Matteotti – tutte porticate – finisci qui, in uno spazio che ha un passato sorprendente. Fino agli anni ’30, al suo posto c’era un intero quartiere: fu abbattuto quando Varese diventò capoluogo di provincia nel 1927. L’architetto Mario Loreti progettò una piazza in stile razionalista (progetto “Ardisco!”), e il risultato è un insieme di palazzi istituzionali come il Palazzo delle Corporazioni (oggi Camera di Commercio) e l’imponente Torre Civica, che svetta come un faro. Al centro, una fontana richiama la classicità; in certe occasioni l’acqua si tinge di rosa per la prevenzione del tumore al seno, un dettaglio che fa pensare. I varesini la chiamavano “Piazza Padella” per la sua forma triangolare – un nome che le è rimasto affettuosamente appiccicato. Oggi è il punto d’incontro per eccellenza: qui si fanno eventi, manifestazioni, e ogni anno spunta il grande albero di Natale. Tra i portici trovi un Mediaworld e un OVS, ma la vera anima è nei bar che la circondano, perfetti per un aperitivo. Se ti va di approfondire, a due passi c’è la Chiesa di San Giuseppe (1504), con affreschi seicenteschi e una statua lignea della Madonna del 1617. L’accesso è libero, sempre. Insomma, è una piazza che vive, si trasforma e racconta la storia di Varese.
Villa Selene: una dimora signorile tra storia e natura
- Via Giuseppe Vincenzo Walder, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Tra le ville che punteggiano le colline di Varese, Villa Selene è una villa signorile che incanta per la sua eleganza discreta. Costruita nel XIX secolo, si trova immersa in un parco secolare che offre scorci suggestivi e un'atmosfera rilassante. Passeggiando tra vialetti alberati e aiuole fiorite, ti sembrerà di fare un salto indietro nel tempo. La villa è spesso utilizzata per ricevimenti e eventi privati, ma è possibile ammirarla dall'esterno durante una passeggiata. Personalmente, ho apprezzato il contrasto tra lo stile architettonico signorile e la natura circostante: un luogo che trasmette pace e bellezza. Se sei in zona, non perdere l'occasione di dare un'occhiata a questa perla nascosta, magari combinando la visita con un giro nei dintorni. Da non perdere: il giardino all'italiana e la vista sulle Prealpi.
Parco delle Ville Ponti
- Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Se cercate un angolo di pace nel cuore di Varese, il Parco delle Ville Ponti è una tappa che non potete perdere. Questo giardino storico, nato agli inizi del Novecento intorno a due residenze signorili, vi regala un tuffo nell'atmosfera elegante della Belle Époque. Le ville – Villa Faccanoni, progettata da Giuseppe Sommaruga, e Villa Ponti – sono circondate da prati all'inglese, alberi secolari e un piccolo laghetto che riflette le architetture liberty. A me ha colpito il contrasto tra il verde curatissimo e i dettagli decorativi delle facciate, come le maioliche e le inferriate in ferro battuto. Oggi il parco è pubblico, gratuito, e spesso fa da cornice a eventi culturali e matrimoni. Passeggiando tra i vialetti, vi sembrerà di essere in una cartolina d'altri tempi. Consiglio una visita in primavera, quando le aiuole sono in fiore e il profumo dei tigli riempie l'aria. Non dimenticate di alzare lo sguardo verso le ville: ogni finestra e cornice racconta una storia di gusto e raffinatezza. Se siete appassionati di architettura o semplicemente in cerca di relax, questo parco è un vero gioiello nascosto.
Torre di Velate
- Via alla Torre, Varese (VA)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini
Se passate da Varese, non perdetevi la Torre di Velate: una di quelle rovine medievali che raccontano storie di battaglie e di vita quotidiana. Arroccata sulle alture del borgo di Velate, a pochi chilometri dal centro, questa torre alta fino a 33 metri fu costruita nell'XI secolo con funzione difensiva, per controllare la via che da Milano portava in Svizzera. Oggi, dopo essere stata parzialmente distrutta nel XII secolo durante i conflitti tra Visconti e Torriani, conserva due lati dell'originario quadrilatero, uno dei quali integralmente preservato grazie al corpo scala interno.Camminando lungo il sentiero che porta alla torre, si respira un'atmosfera antica. Le monofore a doppia strombatura sui cinque piani superstiti sono un perfetto esempio di architettura romanica, mentre gli scavi archeologici hanno portato alla luce monete d'argento e tracce di un incendio del XII secolo. La torre è di proprietà del FAI dal 1989, che la gestisce con cura. Purtroppo non è sempre aperta al pubblico, ma si può ammirare dall'esterno liberamente. Se volete entrare, potete prenotare una visita guidata chiamando il numero 02 467615317.
Per raggiungerla, da Varese prendete la strada per Laveno: dopo Masnago troverete i cartelli. C'è un piccolo parcheggio pubblico nelle vicinanze. Consiglio di abbinare la visita a una passeggiata tra i vigneti terrazzati che un tempo circondavano il sito. È un posto che sa di antico, quasi magico.







