Palazzo Regio, Cagliari: viaggio nella sede dei viceré

Nel cuore del quartiere Castello a Cagliari, il Palazzo Regio – oggi sede della Prefettura e della Città metropolitana – racconta secoli di storia politica e artistica. Fondato in epoca pisana e ampliato dai Savoia, questo edificio monumentale custodisce affreschi, arredi e una ricca collezione di argenti e porcellane. Ecco cosa non perdere durante la visita:
– Ammira lo scalone d’onore settecentesco, capolavoro degli ingegneri piemontesi de Guibert e de Vincenti.
– Perditi tra i 24 ritratti dei viceré nella Sala degli Alabardieri.
– Scopri la Sala del Consiglio con gli affreschi di Domenico Bruschi che narrano la storia della Sardegna.
– Visita la collezione di argenti e porcellane, tra cui un servizio Ginori di 244 pezzi.


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Copertina itinerario Palazzo Regio, Cagliari: viaggio nella sede dei viceré
Palazzo Regio (Prefettura) nel quartiere Castello: un edificio trecentesco che fu residenza dei viceré e dei Savoia, oggi visitabile con sale affrescate e collezioni di argenti e porcellane.

Cose da sapere


Introduzione

Siamo in piazza Palazzo, nel cuore del quartiere Castello, e davanti a me si staglia il Palazzo Regio. Una facciata imponente, con tre ordini di finestre e un portale che sembra volerti raccontare storie. Entrare qui è come fare un salto indietro di secoli: dal 1337 è stato il centro del potere, prima dei viceré aragonesi e spagnoli, poi dei Savoia in esilio. Oggi è la Prefettura, ma si può visitare e scoprire un patrimonio di affreschi, argenti e porcellane che ti lascia senza fiato.

Cenni storici

Le origini del palazzo risalgono al XIII secolo, quando i pisani costruirono una fortezza su questo sperone roccioso. Poi, nel 1337, Pietro IV d’Aragona lo destinò a residenza del viceré, e per quasi 500 anni fu il cuore del potere in Sardegna. Nel Settecento arrivarono i Savoia e con loro grandi restauri: lo scalone d’onore, le sale affrescate, la facciata che vediamo oggi. Dal 1799 al 1815, il palazzo ospitò la famiglia reale sabauda in fuga da Napoleone. Nel 1885 divenne sede della Provincia e poi della Prefettura. Ecco i momenti chiave:

Cenni storici

  • XIII secolo – Costruzione pisana
  • 1337 – Sede vicereale per volere di Pietro IV d’Aragona
  • 1730 – Realizzazione dello scalone d’onore da De Guibert e De Vincenti
  • 1769 – Sistemazione della facciata ovest
  • 1799-1815 – Residenza della corte sabauda in esilio
  • 1885 – Acquisito dalla Provincia, poi Prefettura

Lo scalone d’onore e le sale affrescate

Appena entri, non puoi non notare lo scalone monumentale in marmo, progettato nel 1730 dagli ingegneri piemontesi. Ti porta al piano nobile, dove una serie di sale ti aspettano con decorazioni originali. La Sala degli Alabardieri espone 24 ritratti dei viceré sotto i Savoia: sembra quasi che ti osservino mentre passi. Poi la Sala Gialla, con un soffitto affrescato da Domenico Bruschi che raffigura l’Allegoria della musica e della danza. E la Sala del Consiglio, sontuosa, con affreschi che raccontano la storia della Sardegna e lo scudo sabaudo. Ogni stanza ha i suoi arredi d’epoca e quadri di sovrani: un tuffo nell’aristocrazia di un tempo.

Le collezioni di argenti e porcellane

Oltre agli affreschi, il palazzo custodisce due tesori che spesso passano inosservati: le collezioni di argenti e porcellane. Nel salone e nelle vetrine puoi ammirare servizi da tavola in argento di martedi parigini e torinesi, come il servizio da tè di Martial Frey con forme vegetali in stile rococò. Ci sono anche 407 pezzi di Pietro Borrani, con manici decorati a filetto annodato. E poi la porcellana Ginori: 244 pezzi dal tipico colore amaranto o sangue di bue, con fili d’oro e lo stemma di casa Savoia. Ogni pezzo è un piccolo capolavoro, unico nel suo genere.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi. Primo: è uno dei pochi palazzi storici visitabili a Cagliari, con interni che ti fanno davvero capire la vita di corte tra Sette e Ottocento. Secondo: le collezioni di argenti e porcellane sono una rarità – non capita tutti i giorni di vedere servizi da tavola originali dei Savoia. Terzo: la posizione è perfetta. Sei nel quartiere Castello, a due passi dalla cattedrale e dal belvedere del Bastione di Saint Remy, quindi puoi abbinare la visita a un giro turistico.

Quando andare

Il palazzo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18:30), ma il momento migliore per visitarlo è nel tardo pomeriggio. La luce del tramonto entra dalle finestre del piano nobile e illumina gli affreschi e gli argenti in modo magico. Inoltre, dopo la visita puoi uscire e goderti la vista su Cagliari dal vicino Bastione. Se vieni in autunno o primavera, eviti il caldo torrido estivo e il sovraffollamento.

Nei dintorni

Dopo la visita, non allontanarti troppo: il quartiere Castello merita una passeggiata. A pochi passi c’è la Cattedrale di Santa Maria, con la sua facciata barocca e il tesoro. E non perderti il Bastione di Saint Remy, una terrazza panoramica da cui si vede tutto il Golfo degli Angeli. Se hai tempo, visita anche il Palazzo di Città (museo d’arte contemporanea) o l’Ex Regio Museo Archeologico – tutti a portata di mano nello stesso quartiere.

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💡 Forse non sapevi che…

Dal 1799 al 1815, durante l’occupazione napoleonica del Piemonte, il Palazzo Regio divenne la reggia dei Savoia in esilio: qui nacque la principessa Maria Cristina e si svolse la vita di corte lontano da Torino. Ancora oggi, sulle pareti della Sala del Consiglio, gli affreschi di Bruschi celebrano la Sardegna come custode dello scudo sabaudo, testimoni di un legame storico unico.