🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per: city-breaker, famiglie, amanti della storia e del mare
- Punti forti: centro storico medievale del Castello, torri panoramiche, musei archeologici, spiaggia del Poetto, enogastronomia al mercato
- Consiglio: visita al mattino le torri e il bastione, poi pranzo al mercato e pomeriggio al museo o al mare
- Accessibilità: ben collegata con bus e treni, città percorribile a piedi
- Clima: primavera e autunno sono le stagioni migliori
Eventi nei dintorni
Se sei in cerca di una città che unisce storia millenaria, spiagge da cartolina e un centro vivace, Città di Cagliari è la scelta giusta. Perché perdersi tra i vicoli del quartiere Castello, salire sulle torri medievali e affacciarsi dai bastioni di Saint Remy regala scorci che tolgono il fiato. Io ho iniziato il mio giro dal Bastione di Saint Remy: da lì si vede tutto il golfo, ed è il posto perfetto per orientarsi. Poi ho passeggiato fino alla Torre dell'Elefante e a San Pancrazio, due torri pisane che raccontano la difesa della città. L'Anfiteatro Romano, scavato nella roccia, è un pezzo di storia a cielo aperto, mentre il Museo Archeologico Nazionale custodisce i giganti di Mont'e Prama. Per una pausa autentica, il Mercato di San Benedetto è un'esplosione di colori e sapori: assaggia il pane carasau e i formaggi locali. E non dimenticare una passeggiata al Poetto, il lungomare della città. Città di Cagliari è compatta, si gira bene a piedi o con i mezzi pubblici, e ogni angolo ha una storia da raccontare.
Panoramica
- Bastione di Saint Remy: il balcone panoramico di Cagliari
- Torre dell'Elefante: un tuffo nel medioevo pisano
- Torre di San Pancrazio: la sentinella di Cagliari
- Anfiteatro Romano: un tuffo nella Cagliari imperiale
- Museo Archeologico Nazionale di Cagliari
- Castello San Michele: storia, arte e un panorama mozzafiato
- Palazzo Regio: il cuore del potere a Cagliari
- Orto Botanico: un tuffo nella natura e nella storia
- Parco archeologico di Tuvixeddu: la necropoli punica più grande del Mediterraneo
- Pinacoteca Nazionale: opere d’arte e storia tra le mura del Castello
- Museo civico d'arte siamese Stefano Cardu: un angolo d'Asia tra le torri di Cagliari
- Il Teatro Lirico di Cagliari: un gioiello moderno nel cuore della musica
- Il Ghetto degli Ebrei: un nome che inganna
- Grotta della Vipera: un gioiello romano scolpito nella roccia
- Torre del Poetto: un balcone sulla Sella del Diavolo
Itinerari nei dintorni
Bastione di Saint Remy: il balcone panoramico di Cagliari
- Via Giovanni Spano, Casteddu/Cagliari (CA)
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Se c'è un posto che ti fa capire subito perché Cagliari è chiamata la città del sole, è il Bastione di Saint Remy. Costruito tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento sopra le antiche fortificazioni spagnole, questo monumento neoclassico è molto più di un semplice punto panoramico: è il vero salotto della città alta. Il nome? Viene dal barone di Saint Remy, primo viceré piemontese. Ci arrivi da Piazza Costituzione salendo la monumentale scalinata a doppia rampa (170 gradini per lato), oppure, se hai gambe stanche, prendi l'ascensore da via Regina Margherita. Una volta sulla Terrazza Umberto I, a 56 metri sul mare, lo spettacolo è totale: da un lato il porto e il Golfo degli Angeli, dall'altro i tetti di Villanova, la pianura del Campidano e le montagne del Parco dei Sette Fratelli. La terrazza, ampia 4600 mq, è il luogo ideale per eventi e mostre, ma anche per una semplice passeggiata tra le palme. Sotto la terrazza c'è la Galleria Umberto I, una passeggiata coperta a tre navate che in passato è stata banchetto, infermeria durante la Grande Guerra e rifugio per gli sfollati nel secondo conflitto mondiale. Oggi è uno spazio espositivo. Il Bastione è visitabile gratis sempre, e se hai fortuna durante una mostra temporanea, ancora meglio. Un consiglio: vai al tramonto, quando la luce accende la pietra forte di Bonaria e il mare sembra fondersi con il cielo.
Torre dell'Elefante: un tuffo nel medioevo pisano
- Vai alla scheda: Torre dell'Elefante: storia e panorama da Castello
- Via Santa Croce, Casteddu/Cagliari (CA)
- https://www.beniculturalicagliari.it/
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La Torre dell'Elefante è una delle due torri bianche superstiti della cinta muraria pisana di Cagliari. Progettata dall'architetto Giovanni Capula, fu completata nel 1307 per difendere l'accesso al quartiere Castello. Alta 31 metri da un lato e 42 sull'altro, è realizzata in calcare bianco delle cave di Bonaria. Sulla facciata sud, a pochi metri dal selciato, spicca una scultura di elefante che dà il nome alla torre. A lato dell'ingresso, un'epigrafe ricorda Capula con le parole 'nunquam in suis operibus inventus sinister' (mai trovato sinistro nelle sue opere). Nei secoli, la torre ha avuto vari usi: polveriera, armeria e, durante la dominazione spagnola, carcere (le teste dei condannati venivano esposte come monito). Oggi, dopo un restauro che l'ha riportata alle condizioni pisane originarie, è visitabile. La salita è faticosa (ballatoi in legno su quattro piani), ma la vista a 360° dalla terrazza ripaga ogni sforzo: si abbraccia il Golfo degli Angeli e i tetti di Castello. Attenzione: attualmente l'accesso è limitato fino a un terzo della torre, ma i lavori di riqualificazione (finanziamento regionale di 400.000 euro) promettono di migliorare la fruibilità. Orari: estate 9:00-13:00 e 15:30-19:30, inverno fino alle 17:00. Biglietto intero €3, ridotto €2 (scolaresche €1). Info e biglietteria in via Santa Croce 2. Se siete a Cagliari, non perdetevi questa finestra sul medioevo pisano: la torre è un pezzo di storia da vivere con tutti i sensi.
Torre di San Pancrazio: la sentinella di Cagliari
- Vai alla scheda: Torre di San Pancrazio: vista a 360° sul golfo di Cagliari dal 1305
- Via Ubaldo Badas, Casteddu/Cagliari (CA)
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Sulla cima del colle di Castello, a 130 metri sul mare, si erge la Torre di San Pancrazio, la più alta e antica delle torri di Cagliari. Costruita dai Pisani nel 1305 su progetto dell'architetto Giovanni Capula, era il pezzo forte del sistema difensivo della città. Con i suoi 36 metri di altezza, era un punto di avvistamento fondamentale per controllare il traffico navale fino a Villasimius. La struttura massiccia in pietra calcarea bianca di Bonaria, con mura spesse e il retro aperto per facilitare la comunicazione, è un capolavoro di ingegneria militare medievale. Nel tempo ha vissuto mille vite: deposito di munizioni, alloggio per funzionari e, dal XVII secolo, carcere duro dove i detenuti sopravvivevano in condizioni terribili. Oggi, però, la torre è chiusa al pubblico in via permanente. I lavori di restauro annunciati non sono mai iniziati, e l'accesso è consentito solo in occasioni speciali come le giornate Monumenti Aperti del FAI. Se vi capita di visitarla, salite le gradinate in legno fino alla sommità: da lì si gode una vista a 360° su Cagliari, il Golfo degli Angeli, il parco di Monte Urpinu e la pianura del Campidano. Fino ad allora, potete consolarvi con la gemella Torre dell'Elefante, che invece è visitabile regolarmente. La Torre di San Pancrazio resta un simbolo della città, un pezzo di storia che aspetta di riscoprirsi.
Anfiteatro Romano: un tuffo nella Cagliari imperiale
- Vai alla scheda: Anfiteatro Romano di Cagliari: storia, orari e biglietti
- Via Aurelio Nicolodi, Casteddu/Cagliari (CA)
- http://www.anfiteatroromano.it/
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Se pensi che Cagliari sia solo mare e spiagge, ti sbagli di grosso. Nel cuore della città, tra i quartieri di Castello e Stampace, c'è un angolo di storia romana che ti lascia senza fiato: l'Anfiteatro Romano. Costruito tra il I e il II secolo d.C., è il più importante edificio pubblico della Sardegna romana. La cosa che colpisce subito? È scavato per metà nella roccia del colle di Buoncammino, mentre l'altra metà era in blocchi di calcare bianco. La facciata sud, oggi scomparsa, doveva superare i 20 metri. Poteva contenere fino a 10.000 spettatori, quasi un terzo degli abitanti della Carales romana. Qui si svolgevano combattimenti tra gladiatori, lotte con animali feroci (venationes) e esecuzioni capitali. Le gradinate erano divise per classi sociali: in alto donne e schiavi, in basso senatori. Con l'avvento del Cristianesimo, gli spettacoli persero popolarità e nel 438 d.C. furono vietati. L'anfiteatro cadde in disuso e per secoli fu usato come cava. Solo nell'Ottocento il canonico Giovanni Spano lo riportò alla luce. Oggi è visitabile: puoi passeggiare tra i corridoi (ambulacra), vedere le celle per gli animali e ammirare la cavea. L'arena e gli spazi sotterranei sono chiusi per restauro, ma la vista è spettacolare. Orari: tutti i giorni 10:00-17:00 (inverno) o 10:00-13:00 e 15:00-19:00 (estate). Biglietto intero: 3€, ridotto 2€. Indirizzo: Via Sant'Ignazio da Laconi. Un consiglio? Porta un po' di fantasia: chiudi gli occhi e senti il rombo dell'arena.
Museo Archeologico Nazionale di Cagliari
- Vai alla scheda: Museo Archeologico Nazionale di Cagliari: Giganti di Mont'e Prama e Storia Sarda
- Piazza Arsenale 1, Casteddu/Cagliari (CA)
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Se c'è un posto che racchiude l'anima profonda della Sardegna, è il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Situato nel cuore del quartiere Castello, all'interno della Cittadella dei Musei, occupa l'antico Arsenale regio, recuperato tra il 1956 e il 1979 dagli architetti Libero Cecchini e Piero Gazzola. Appena entri, ti accorgi che non è un museo qualunque: oltre 4000 reperti ti accompagnano in un viaggio di quasi 8000 anni di storia, dal Neolitico all'epoca bizantina. La collezione è vastissima, ma se devo scegliere i pezzi forti, dico subito: i Giganti di Mont'e Prama. Sono statue in calcare alte fino a 2,5 metri, risalenti all'VIII secolo a.C., che rappresentano guerrieri, arcieri e pugilatori. Un ritrovamento sensazionale che ha riscritto la storia dell'arte antica. Poi ci sono i bronzetti nuragici, centinaia di statuette in bronzo che raccontano la vita quotidiana e i riti di una civiltà misteriosa. E non dimenticare la navicella nuragica, le stele di Nora, il busto di Traiano. Il percorso si sviluppa su quattro piani: il primo è cronologico, gli altri topografici (purtroppo il terzo è chiuso per lavori). La visita richiede almeno un paio d'ore, ma ne vale la pena. Il museo è molto accessibile, con mappe tattili, rampe e ascensori. Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito, ma anche il biglietto normale è onesto: 10€ combinato con la Pinacoteca. Un consiglio: sali sulla terrazza del museo, la vista sul golfo di Cagliari è spettacolare. Insomma, se sei a Cagliari, non puoi perdertelo.
Castello San Michele: storia, arte e un panorama mozzafiato
- Vai alla scheda: Castello San Michele: storia, leggende e vista mozzafiato
- Via Edward Jenner, Casteddu/Cagliari (CA)
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Se sali sul colle di San Michele, ti trovi davanti a un castello che sembra uscito da un libro di storia. Costruito nel XII secolo e ampliato dai Pisani e poi dagli Aragonesi, il Castello di San Michele domina Cagliari da un'altezza di 180 metri. Le sue tre torri angolari, due pisane e una aragonese, sono in calcare di Bonaria. Passeggiando nel fossato, ti accorgi che l'ingresso era un tempo superato da un ponte levatoio – ne restano le tracce. La parte più antica? Le torri nord-est e sud-est, con conci squadrati perfetti. Quella sud-ovest, più grossolana, è del XV secolo. All'interno, un tempo c'era la cappella di San Michele Arcangelo, e oggi il castello è un centro d'arte e cultura. La vista da quassù è incredibile: abbraccia il centro storico, il porto, il Poetto e la laguna di Santa Gilla. Dicono che qui si aggiri il fantasma della contessa Violante Carroz, l'ultima della sua dinastia. Che sia vero o no, l'atmosfera è magica. L'ingresso costa 5 euro, ridotto 2,50. Se c'è una mostra, il biglietto sale a 6 euro. Aperto dal martedì alla domenica, con orari che cambiano: d'estate fino alle 20, d'inverno fino alle 18. Il lunedì è chiuso. Consiglio di prenotare una visita guidata – costa 2 euro in più ma ne vale la pena. Il parco intorno è perfetto per una passeggiata.
Palazzo Regio: il cuore del potere a Cagliari
- Vai alla scheda: Palazzo Regio, Cagliari: viaggio nella sede dei viceré
- Piazza Palazzo, Casteddu/Cagliari (CA)
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Impossibile non notarlo, in piazza Palazzo, tra la cattedrale e il Bastione di Saint Remy: il Palazzo Regio è una tappa obbligata per chi vuole capire la storia di Cagliari. Costruito dai pisani tra il XII e XIII secolo, nel 1337 divenne la residenza del viceré per volere di Pietro IV d’Aragona. Da allora, per quasi cinquecento anni, qui si è deciso il destino dell’isola. L’ingresso è a pagamento (3 euro), ma ne vale la pena: si entra nell’atrio e subito si viene accolti dallo scalone monumentale settecentesco, opera degli ingegneri piemontesi de Guibert e de Vincenti. Salendo, si arriva al piano nobile dove spicca la Sala degli Alabardieri, con i ritratti di 24 viceré che sembrano osservarti severi. Poi la Sala del Consiglio, decorata tra il 1893 e il 1896 da Domenico Bruschi: i suoi affreschi raccontano episodi della storia sarda e della casa Savoia. Curioso: qui soggiornarono i Savoia in esilio dal 1799 al 1815, quando Napoleone occupava Torino. Oggi il palazzo è sede della Prefettura e della Città metropolitana, ma una parte è visitabile: oltre alle sale, si ammirano argenti e porcellane di pregio, come il servizio Ginori in amaranto. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19. Il biglietto cumulativo a 4 euro include anche le mostre temporanee. Se potete, prendete la visita guidata (5 euro): vi farà scoprire dettagli che da soli non notereste. Un consiglio: dopo la visita, affacciatevi dal balcone sulla facciata ovest: la vista sulla città è un bonus inaspettato.
Orto Botanico: un tuffo nella natura e nella storia
- Casteddu/Cagliari (CA)
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Se pensate che Cagliari sia solo mare e centro storico, vi sbagliate di grosso. L’Orto Botanico è una di quelle sorprese che ti riconciliano con la città. Inaugurato nel 1866 dal botanico Patrizio Gennari, si estende per circa 5 ettari nella valle di Palabanda, proprio accanto all’Anfiteatro Romano. Un connubio perfetto tra natura e archeologia: qui passeggi tra piante provenienti da tutto il mondo e ti imbatti in cisterne romane, un pozzo a noira e persino una grotta calidarium. Più di 2.000 specie divise in collezioni: il palmeto, le succulente (una delle più ricche d’Italia), il bosco mediterraneo, l’Orto dei Semplici con piante officinali e pannelli in Braille. Da non perdere i giganteschi Ficus magnolioides, l’euphorbia canariensis e, in primavera, lo spettacolo dei fiori di loto nella vasca centrale. L’orto è anche un centro di ricerca: ospita la Banca del Germoplasma della Sardegna, che conserva semi di specie a rischio. Aperto tutto l’anno, con orari che variano tra estate e inverno (controllate il sito). Biglietto intero 4€, ma ci sono varie opzioni cumulative. Venite con scarpe comode e, se potete, in primavera: le fioriture sono qualcosa di magico. E se siete fortunati, potreste beccare una visita guidata gratuita o un evento musicale. Un posto che unisce scienza, storia e bellezza: non ve ne pentirete.
Parco archeologico di Tuvixeddu: la necropoli punica più grande del Mediterraneo
- Vai alla scheda: Tuvixeddu: la più grande necropoli punica del Mediterraneo
- Via Falzarego 32, Casteddu/Cagliari (CA)
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Se pensi che Cagliari sia solo mare e centro storico, preparati a cambiare idea. Sul colle di Tuvixeddu, a due passi da viale Sant'Avendrace, si nasconde la più grande necropoli punica del Mediterraneo: oltre mille tombe scavate nella roccia calcarea, usate dal VI secolo a.C. fino all'alto Medioevo. Il nome? Viene da "tuvu", che in sardo significa cavità – e qui di cavità ce ne sono eccome. Le tombe sono a pozzo: un'apertura verticale di 2,5–11 metri, con camere ipogee decorate. Le più celebri sono la Tomba dell'Ureo, con un serpente alato affrescato, e la Tomba di Sid, con un guerriero barbuto che scaglia una lancia. Uniche in Sardegna per le pitture figurative. Poco più in là, la Grotta della Vipera romana, dedicata a Atilia Pomptilla. Il parco è anche un polmone verde: tra arbusti e agavi, si inerpicano sentieri che regalano viste sulla laguna di Santa Gilla. Purtroppo la storia recente è stata dura: nel Novecento il colle era una cava di cemento, che ha distrutto parte delle tombe. Dal 2014, dopo anni di battaglie, è finalmente aperto al pubblico. L'ingresso è gratuito da via Falzarego. Aperto tutti i giorni (orari che variano con le stagioni), ma le visite guidate si fanno il sabato e la domenica. I reperti – gioielli, ceramiche, amuleti – sono al Museo Archeologico Nazionale. Un consiglio? Portatevi una borraccia e scarpe comode: qui si cammina tra storia e natura, e ci si perde tra millenni di racconti.
Pinacoteca Nazionale: opere d’arte e storia tra le mura del Castello
- Via Ubaldo Badas, Casteddu/Cagliari (CA)
- http://musei.sardegna.beniculturali.it/musei/pinacoteca-nazionale-di-cagliari/
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- pm-sar.pinacoteca.cagliari@beniculturali.it
- +39 070 662496
Quando pensi a Cagliari, il primo pensiero va al mare e al sole. Ma se sali nel quartiere Castello, ti aspettano sorprese tutte da scoprire. La Pinacoteca Nazionale, incastonata nella Cittadella dei Musei, è uno di quei luoghi che ti fa capire quanta storia e arte custodisca quest’isola. Il percorso espositivo è articolato su tre piani, con una collezione che spazia dal XV secolo al contemporaneo, ma il vero cuore sono le opere sarde e catalane del periodo aragonese. E sì, qui ci sono retabli e dipinti religiosi di una bellezza che ti lascia senza fiato, arrivati dopo la demolizione dell’antica chiesa di San Francesco nel 1875. L’ingresso è al terzo piano del Museo Archeologico, ma non ti preoccupare: il biglietto cumulativo (10 €) ti permette di visitare entrambi, e anche il Museo delle cere anatomiche e la collezione Cardu se hai tempo. Il mio consiglio? Prenditi una mezz’ora per la Pinacoteca, poi esci sul terrazzo della Cittadella e ammira il panorama sulla città e sul golfo. La luce del tardo pomeriggio è magica. I venerdì e sabato l’orario si allunga fino alle 19:30, ma la biglietteria chiude alle 18:45, quindi organizzati. Se i musei affollati non fanno per te, vieni di lunedì o mercoledì: trovi meno code e più silenzio per goderti le opere. E occhio alle mostre temporanee: nel 2014, per esempio, hanno ospitato una bella esposizione per i 200 anni dell’Arma dei Carabinieri. Insomma, la Pinacoteca è un gioiello che racconta la Sardegna profonda, lontana dalle spiagge, ma altrettanto affascinante.
Museo civico d'arte siamese Stefano Cardu: un angolo d'Asia tra le torri di Cagliari
- Vai alla scheda: Museo Cardu: armi cerimoniali e bronzi thailandesi nel cuore di Cagliari
- Piazza Arsenale 1, Casteddu/Cagliari (CA)
- https://sistemamuseale.museicivicicagliari.it/museo-darte-siamese/
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- infoeprenotazioni@museicivicicagliari.it
- + 39 070 6776543
Nel cuore del Castello, dentro la Cittadella dei Musei, c’è un posto che sembra uscito da un sogno: il Museo civico d'arte siamese Stefano Cardu. È l’unico museo orientale di tutta la Sardegna, e custodisce la più ampia collezione d’arte siamese d’Europa. Il merito è di Stefano Cardu, un cagliaritano che nel 1914 donò alla sua città i pezzi raccolti durante anni trascorsi in Siam (oggi Thailandia), Cina, Giappone e India. Entri e subito ti senti altrove: porcellane cinesi delle dinastie Ming e Qing (dal XIV al XVII secolo) ti fissano dai vetri, netsuke giapponesi in avorio e legno raccontano storie in miniatura, e una sala intera è dedicata alle armi siamesi – unica in Italia, con lance di parata della Guardia Reale e rari pungoli da elefante. Non mancano monete antiche e manoscritti illustrati. Fino a gennaio 2026 c’è anche una mostra temporanea di teiere e tazze cinesi, mai viste prima. Il biglietto costa solo 3€ (ridotto 1,5€), e il mercoledì mattina è gratis. Aperto dal martedì alla domenica, con orari che cambiano tra estate e inverno. Io ci sono stato una domenica pomeriggio, e il silenzio rotto solo dai passi sul pavimento di marmo mi ha fatto dimenticare di essere a due passi dal Bastione di Saint Remy. Consiglio: prenditi almeno un’ora per girare con calma, e se puoi prenota una visita guidata – costa 2€ in più, ma apre finestre su dettagli che da soli non noteresti.
Il Teatro Lirico di Cagliari: un gioiello moderno nel cuore della musica
- Vai alla scheda: Teatro Lirico di Cagliari: Acustica tra le migliori d'Europa e architettura moderna
- Via Sant'Alenixedda, Casteddu/Cagliari (CA)
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Se pensi che a Cagliari si respiri solo storia medievale, ti sbagli. Il Teatro Lirico, inaugurato nel 1993, è una scommessa vinta: moderno, funzionale e con una capienza di 1.628 posti (800 in platea, 431 nella prima loggia, 397 nella seconda). Progettato dagli architetti Galmozzi e Ginoulhiac, sorge dopo che i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e un incendio avevano cancellato i teatri storici della città. Eppure, nonostante la giovane età, ha già una personalità forte. Qui l'Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono di casa, e ogni anno regalano stagioni liriche, concerti e balletti di alto livello. A me ha colpito l'atmosfera: non è quella pomposa dei teatri dell'Ottocento, ma qualcosa di più accessibile, quasi familiare. E poi gli eventi speciali: la prima opera interattiva al mondo con Google Glass (Turandot) e il festival estivo Rotte Sonore che porta la musica anche all'aperto. Un posto che non ti aspetti, ma che una volta scoperto, ti resta dentro.
Il Ghetto degli Ebrei: un nome che inganna
- Via Santa Croce 18, Casteddu/Cagliari (CA)
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- ilghettocagliari@gmail.com
- +39 070 6670190
Se passeggi per il quartiere di Castello, in via Santa Croce, ti imbatti in un edificio dal nome curioso: il Ghetto degli Ebrei. Eppure, non è mai stato un ghetto. Lo chiamano così per via dell'antico quartiere ebraico medievale, la Giudaria, che sorgeva qui vicino prima che gli ebrei venissero espulsi nel 1492. La struttura che vedi oggi è in realtà una caserma militare settecentesca, costruita tra il 1723 e il 1738 dagli ingegneri piemontesi Felice de Vincenti e Augusto della Vallée per volere del viceré Carlo di Rivarolo. Qui alloggiavano i Dragoni di Sardegna, con cavalli e scuderie: nel 1863 contava oltre 300 uomini e 40 cavalli. Dopo la smilitarizzazione, divenne un alloggio per famiglie povere, subendo degrado e danni dai bombardamenti del 1943. Solo nel 1992 fu restaurato e riaperto come centro culturale. Oggi ospita mostre, concerti e matrimoni civili – sì, dal 2018 puoi sposarti sulla sua terrazza panoramica, con una vista spettacolare sulla città. L'ingresso costa 3 euro (ridotto 2), ma controlla gli orari perché cambiano. Quel che mi colpisce è come un equivoco storico abbia regalato a questo luogo un'identità così forte. Passeggiando tra le sue mura, tra mostre fotografiche (ricordo quella di Salgado) e laboratori, si respira un'atmosfera viva, lontana dai cliché dei musei polverosi. Peccato che il lato meridionale sia ancora in decadenza: un contrasto che parla della storia complessa di Cagliari.
Grotta della Vipera: un gioiello romano scolpito nella roccia
- Viale Sant'Avendrace, Casteddu/Cagliari (CA)
- https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/grotta_della_vipera
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A pochi passi dal centro, in viale Sant'Avendrace, si nasconde un angolo di Roma antica: la Grotta della Vipera. Questo ipogeo funerario, scavato nella roccia tra il I e il II secolo d.C., è un vero e proprio monumento all'amore coniugale. Qui riposano le spoglie di Atilia Pomptilla e del marito Lucio Cassio Filippo, una coppia di nobili romani esiliati in Sardegna per volere di Nerone. La leggenda narra che Filippo si ammalò di malaria e Atilia, disperata, pregò gli dei di offrire la sua vita in cambio di quella del marito. Il loro patto funzionò: Filippo guarì, ma Atilia morì. Lui, per onorarla, fece costruire questo sepolcro a forma di tempietto, con tanto di frontone e colonne ioniche (oggi ne resta solo un capitello). Il nome curioso deriva dai due serpenti affrontati scolpiti sul frontone: simboli di fedeltà e immortalità, forse ispirati a Iside e Osiride o alla stessa coppia. All'interno, un vestibolo e due camere funerarie custodiscono ancora le tracce di un rito misto tra incinerazione e inumazione. Le pareti sono coperte da 16 iscrizioni in latino e greco, per lo più in versi, che raccontano la storia di Atilia e Filippo. Purtroppo oggi sono difficili da leggere, ma basta immaginare quei versi per sentirsi trasportati indietro nel tempo. Il monumento è stato salvato per miracolo nel 1822: il generale Alberto Della Marmora bloccò la demolizione mentre costruivano la strada reale per Porto Torres. Ancora oggi si vedono i fori per le mine, rimasti inutilizzati a testimonianza di quella battaglia. Per visitarlo, basta prenotare (tel. 0706777900, info.beniculturalicagliari@gmail.com) e pagare un biglietto di 3€ (ridotto 2€). C'è anche un biglietto unico settimanale a 8€ che include altri siti come la Torre dell'Elefante e l'Anfiteatro Romano. Un consiglio? Non perdete l'occasione di fermarvi un attimo in silenzio, ascoltare il vento e pensare a quella storia d'amore che ha attraversato duemila anni.
Torre del Poetto: un balcone sulla Sella del Diavolo
- Via Marina Piccola, Casteddu/Cagliari (CA)
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Se c'è un posto che unisce storia, natura e un panorama pazzesco, è la Torre del Poetto. Arroccata sulla Sella del Diavolo, a circa 90 metri sul mare, questa torre spagnola del Cinquecento (costruita nel 1597) è oggi un rudere spettacolare, spezzato in due tronconi che sembrano sfidare il tempo. Il nome originale era 'Torre del Pozzetto di Sant'Elia', ma nel tempo si è trasformato per errore in 'del Poetto'. Da qui la vista spazia su Marina Piccola, la spiaggia del Poetto e tutto il golfo, fino alle torri di Mezza Spiaggia e dell'Isola dei Cavoli. Un punto strategico, usato per avvistare corsari e proteggere le saline. Per arrivarci, da Marina Piccola si prende un sentiero di 15-20 minuti, un po' stretto e a picco sul mare – non adatto a passeggini, ma fattibile con bimbi dai 4 anni su. La torre è in stato di abbandono, ma nel 2020 è stata ripulita dai graffiti grazie a un restauro da 7.000 euro. Consiglio: portatevi l'acqua e una macchina fotografica. Il contrasto tra il bianco della pietra calcarea e l'azzurro del mare è qualcosa che non dimenticherete.






