Nel cuore del Molise, ad Agnone, la Pontificia Fonderia Marinelli custodisce un’arte millenaria: la fusione delle campane. Fondata prima del 1339 e gestita dalla stessa famiglia, è la più antica fonderia di campane al mondo ancora in attività. Una visita qui offre un tuffo nella storia e nella tradizione artigianale.
- Museo storico della campana ‘Giovanni Paolo II’ con campane antiche, tra cui la campana dell’Anno Mille
- Laboratorio artigianale con forni a legna e tecniche medievali a cera persa
- Campane celebri per il Santuario di Pompei, Montecassino e la Campana del Giubileo ‘Giovannea’
- Visite guidate tutti i giorni alle 12:00 e alle 16:00, con dimostrazioni di fusione
Un tuffo nella storia del bronzo
Entrare nella Pontificia Fonderia Marinelli è come fare un salto indietro di mille anni. Qui, nel cuore di Agnone, si fondono campane da oltre un millennio, e la stessa famiglia Marinelli tramanda l’arte di padre in figlio. L’odore di legna e bronzo ti accoglie appena varchi la porta, mentre nel laboratorio vedi forni, argilla e stampi pronti per una nuova fusione. Le campane realizzate qui risuonano in tutto il mondo: dal Santuario di Pompei alla Cattedrale di Buenos Aires. Visitare la fonderia significa toccare con mano una tradizione viva, che ancora oggi produce pezzi unici, fatti a mano con la stessa tecnica del Medioevo. Non è solo un museo, è un’officina dove il passato e il presente si fondono insieme.
Cenni storici
La tradizione della fusione del bronzo ad Agnone è antichissima, ma la documentazione certa parte dal 1339, quando Nicodemo Marinelli firmò una campana. Nel 1924 Papa Pio XI concesse alla famiglia l’uso dello stemma pontificio, da cui il nome Pontificia. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1949, la fonderia rifuse le campane per l’Abbazia di Montecassino. Nel 1995 Papa Giovanni Paolo II visitò la fonderia e commissionò la campana del Giubileo 2000, la “Giovannea”. Il Museo storico della Campana è stato inaugurato nel 1999. Nel 2024 l’arte campanaria è stata riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Ecco i momenti chiave:
Il Museo Storico della Campana
Adiacente alla fonderia, il Museo Storico della Campana “Giovanni Paolo II” è un vero scrigno. Su due piani ospita una collezione unica: campane di ogni epoca, dal raro esemplare dell’Anno Mille a quelle dei quattro Papi, modelli in cera, antichi attrezzi e documenti come il “De Tintinnabulis” del 1644. La luce, sia naturale che artificiale, esalta i bronzi, creando giochi di riflessi. Al piano terra trovi biglietteria e una saletta video, mentre al primo piano le campane sono esposte su scaffali e piedistalli. Non perdere la campana della Pace, fusa nel 1999 con bossoli raccolti da bambini albanesi. Il museo è visitabile solo con guida, e la prenotazione è obbligatoria.
La magia della fusione artigianale
Il cuore pulsante della fonderia è il laboratorio: qui, sotto i tuoi occhi, il bronzo prende forma. La tecnica è sempre la stessa dal Medioevo: si costruisce un modello in argilla, si riveste di cera, si ricopre con altro argilla, si cuoce per far colare via la cera (cera persa) e si cola il bronzo fuso a oltre 1000°C in fornace a legna. Il ciclo può durare mesi, ma il risultato è una campana unica, decorata a mano con festoni, stemmi e iscrizioni. Se sei fortunato, puoi assistere a una fusione: lo spettacolo del metallo incandescente che cola nello stampo è emozionante. La fonderia produce anche statue sacre e portali in bronzo, sempre con la stessa cura artigianale.
Perché visitarlo
Ci sono almeno tre buoni motivi per inserire la Fonderia Marinelli nel tuo itinerario. Primo: è la più antica fonderia di campane ancora attiva, un pezzo di storia che batte ancora. Secondo: il museo è unico, con pezzi che spaziano dal Medioevo ai giorni nostri, come la campana del Giubileo. Terzo: puoi vedere dal vivo la lavorazione artigianale, un’esperienza che ti fa apprezzare la maestria dei Marinelli. Inoltre, l’arte campanaria è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale UNESCO, un titolo che aggiunge valore alla visita. Non è un museo statico: la fonderia è viva, e se prenoti la visita giusta, potresti persino assistere a una fusione.
Quando andare
La fonderia è visitabile tutto l’anno, ma il momento migliore è la mattina, quando l’officina è più operosa. Se vuoi assistere a una fusione, informati prima: le colate non sono quotidiane, ma spesso avvengono durante la settimana. Io ti consiglio un giorno feriale, tra martedì e venerdì, per avere più possibilità di vedere i maestri all’opera. La domenica c’è solo la visita delle 12:00, ma l’atmosfera è più tranquilla. In autunno, il borgo di Agnone si veste di colori caldi, e il secondo sabato di dicembre puoi incappare nella Ndocciata, la suggestiva sfilata di fiaccole. In estate, le serate sono piacevoli per una passeggiata tra i vicoli.
Nei dintorni
Agnone merita una passeggiata: il centro medievale è un labirinto di vicoli, con la Chiesa di San Francesco (monumento nazionale) e la Ramera, Museo Storico del Rame. Se hai tempo, visita anche il vicino borgo di Capracotta o Pietracatella. E a dicembre, non perderti la Ndocciata, una tradizione con enormi fiaccole di legno che illumina le strade la sera del 24 e il secondo sabato del mese. Per mangiare, prova la zuppa alla Santè, gli arrosticini o il caciocavallo di Agnone. La zona è anche ricca di sentieri per escursioni, ideali per chi ama la natura.