Vercelli: un itinerario a piedi in un giorno tra basiliche e torri medievali. Parti dalla Basilica di Sant'Andrea, capolavoro romanico-gotico del XIII secolo, poi passeggia verso la Torre dell'Angolo e la Torre di Città, simboli del passato medievale. Imperdibile il Museo Francesco Borgogna, che custodisce opere dal Rinascimento al Novecento. Continua tra piazze e chiese come la Basilica di San Vittore e la Chiesa di San Cristoforo. Il percorso è pianeggiante e compatto, perfetto per una giornata senza fretta. Ogni tappa è a pochi minuti a piedi, con pranzo tipico nei pressi di Piazza Cavour (assaggia la panissa!). Le torri offrono viste panoramiche sulla pianura. Ideale per un weekend culturale, questo itinerario di un giorno ti fa assaporare l'essenza di Vercelli tra basiliche e torri medievali.
🗺️ Itinerario in pillole
Questo itinerario di un giorno ti porta alla scoperta delle meraviglie medievali e rinascimentali di Vercelli. Tra basiliche, torri e un museo d'arte, vivrai una giornata ricca di cultura e fascino.
- Ideale per city-breaker e appassionati di storia che vogliono vivere una giornata intensa tra
capolavori architettonici e opere d'arte.- Punti forti: concentrazione di monumenti in area pedonale,
Museo Borgogna con opere di pregio,
torri medievali accessibili con vista.- Per chi ama le passeggiate culturali senza stress e cerca un'esperienza autentica
lontano dal turismo di massa.
Tappe dell'itinerario
Tappa n. 1
Castello Visconteo
Iniziamo la giornata vercellese dal Castello Visconteo, un edificio che racchiude secoli di storia tra le sue mura. Costruito intorno al 1290 per volere di Matteo Visconti, si presenta con una pianta quadrangolare e torri angolari. Dopo aver ospitato i podestà viscontei, nel 1427 passò ai Savoia e divenne residenza sabauda: qui morì il Beato Amedeo nel 1472. I secoli successivi furono turbolenti: danneggiato durante l'assedio spagnolo del 1638, divenne caserma in epoca napoleonica e carcere nell'Ottocento. Dal 1926 è sede del Tribunale di Vercelli. Una curiosità: nella tarsia del coro ligneo di Sant'Andrea si può vedere com'era il castello nel Cinquecento, con una doppia cortina e tre ingressi con ponti levatoi. Oggi, affacciato su via Conte Rosso, il castello è visitabile solo negli orari di apertura del tribunale, ma basta osservarlo dall'esterno per respirare la sua storia.- Via Conte Rosso, Vercelli (VC)
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Tappa n. 2
Giardini Pubblici Comunali "Pietro Camana"
Dopo il Duomo, una breve passeggiata ti porta ai Giardini Pubblici Comunali intitolati a Pietro Camana, figura della Resistenza vercellese. È il luogo ideale per una sosta rigenerante all'ombra degli alberi secolari. Qui il tempo sembra scorrere più lento: panchine, vialetti ordinati e aiuole fiorite creano un'atmosfera raccolta. Ma non è solo un parco: il nome stesso evoca la storia partigiana della città. Pietro Camana, morto nel 1945, è ricordato dal figlio Giovanni che durante le celebrazioni del 25 aprile 2024 ha raccontato di averlo visto raramente, quasi due anni di clandestinità. Un angolo di pace che invita a riflettere, perfetto per riprendere fiato prima di proseguire verso la Torre dell'Angelo.- Vercelli (VC)
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Tappa n. 3
Museo Francesco Borgogna: un tesoro di capolavori
Lasciati i giardini, ti aspetta il Museo Francesco Borgogna, la seconda pinacoteca piemontese dopo la Galleria Sabauda di Torino. Entri in un elegante palazzo neoclassico che fu la casa-museo di Antonio Borgogna, avvocato e collezionista che donò tutto alla città. Il percorso si snoda su tre piani con oltre 800 opere: dal Rinascimento piemontese con Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino, ai fiamminghi come Jan Brueghel il Giovane, fino al celebre capolavoro divisionista di Angelo Morbelli "Per ottanta centesimi!", che ritrae le mondine nelle risaie. Amo la Sala Araba, un angolo esotico con arredi intarsiati e ceramiche dai viaggi di Borgogna. Il biglietto costa 10 € e gli orari sono limitati (aperto giovedì, venerdì, sabato e domenica). Un museo che sa di autentico collezionismo ottocentesco, perfetto per chi cerca un'immersione nell'arte.- Via Antonio Borgogna 4, Vercelli (VC)
- https://www.museoborgogna.it/
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Tappa n. 4
Chiesa di San Lorenzo: un gioiello barocco tra storia e fede
Dopo il Museo Borgogna, ti aspetta la Chiesa di San Lorenzo, un luogo che sembra uscito dal tempo. Affacciata su Via Achille Cagna, questa chiesa è tra le più antiche di Vercelli: le prime testimonianze risalgono addirittura al 999 d.C., quando era una cappella fuori le mura. Oggi la facciata è un elegante neoclassico con tocchi neorinascimentali, frutto dei restauri dopo i danni subiti nel 1848. Entri e rimani colpito dalla navata unica, con volta a botte decorata da stucchi e un pavimento a mosaico del 1852. L'altare maggiore in marmo policromo è barocco, e le cappelle laterali custodiscono opere preziose: una pala della Visitazione legata a un voto del 1630 contro la peste, e un dipinto del Martirio di San Lorenzo. Se ti piace l'arte, cerca la statua lignea di San Paolo e San Pietro. La chiesa è spesso chiusa, ma se trovi il portone aperto (info in cattedrale), è una pausa di silenzio e bellezza.- Via Achille Cagna, Vercelli (VC)
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Tappa n. 5
Torre dei Vialardi: un’ottagonale medievale
Proseguendo da San Lorenzo, ti trovi in via Vallotti, dove svetta la Torre dei Vialardi, una delle più affascinanti vestigia medievali della città. A differenza di altre torri, questa ha mantenuto quasi intatto il suo aspetto originario: fusto ottagonale slanciato, piombatoie poco sporgenti e, più in alto, otto bifore ornate di terracotta (alcune cieche sul lato nord). Fu costruita all'inizio del XV secolo dalla potente famiglia Vialardi, che qui risiedeva dal Duecento. Oggi è proprietà comunale, ma purtroppo versa in stato di degrado – il tetto è stato rifatto nell’Ottocento, ma gli interni sono in abbandono. Tuttavia, affacciandoti sul cortile di via Cagna, puoi ancora scorgere le arcate di un portico rinascimentale e tracce di affreschi quattrocenteschi. È un pezzo di storia che merita attenzione: tra leggende e restauri mai completati, la torre racconta il potere di una delle famiglie più antiche di Vercelli. Un consiglio? Cerca le bifore da sotto, con la luce giusta sembrano quasi danzare.- Via Francesco Antonio Vallotti, Vercelli (VC)
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Tappa n. 6
Piazza Solferino e i segreti romani
Lasciata la Torre dei Vialardi, in pochi minuti arrivi a Piazza Solferino, una piazza rotatoria che fa da spartitraffico tra il viale della Rimembranza e il centro. Qui, in mezzo, domina la statua di Giuseppe Garibaldi in marmo bianco, con spada di bronzo e un'aquila alla base, su un grande basamento ottagonale. Sembra una piazza moderna, ma sotto l’asfalto c'è tanta storia. Durante scavi per tubature, sono affiorate murature romane di epoca augustea in opus mixtum: ciottoli e malta, intervallati da laterizi. Si tratta probabilmente di una torre e una porta della cinta muraria romana, vicino all’antico anfiteatro. Già noti dagli anni '70 e '80, i resti sono stati danneggiati da lavori recenti, ma oggi il Comune ha istituito un comitato scientifico per studiarli. Per ora non si vedono, ma sapere che proprio lì, dove passano le auto, c’erano i bastioni di Vercelli romana dà un brivido. Se ami le stratificazioni, questo è un punto nodale: il passato è lì, a due metri sotto le ruote. E a poche decine di metri, in via Pastrengo, è stato ritrovato un elmetto miniaturistico di gladiatore, oggi al MAC.- Vercelli (VC)
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Tappa n. 7
Antico Ospizio dei Poveri
Da Piazza Solferino, in pochi minuti arrivi all'Antico Ospizio dei Poveri, in via Fratelli Garrone. Un edificio settecentesco nato nel 1717 per accogliere i bisognosi, ampliato nel tempo dall’architetto Luigi Barberis e con facciata rinnovata nel 1855. Oggi ospita associazioni culturali e la biblioteca della Società Storica Vercellese, con un prezioso fondo librario. Ma il vero fascino è nei dettagli: nel cortile interno, busti e un bassorilievo del vescovo Solaro; accanto, la Chiesa dell'Immacolata Concezione, usata dai piccoli ospiti. Qui i ragazzi, chiamati ciudin per i chiodini nei tacchi, scambiavano bigliettini d’amore con le bambine, nascosti dietro una statua del Cristo. Un’atmosfera che sa di nostalgia e storia viva. Attenzione: nel 2024 i Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza vetrate pericolanti, segno che l’edificio ha bisogno di cure.- Via Fratelli Garrone, Vercelli (VC)
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Tappa n. 8
Torre del Comune
Proseguendo verso via Gioberti, ecco la Torre del Comune, la più alta tra le torri gentilizie di Vercelli con i suoi 38 metri. Di forma quadrata e austera, risale al XII secolo e fu acquistata dal Comune nel Duecento, diventando la Torre di Città. Qui, nel 1377, venne installato uno dei primi orologi pubblici del Piemonte, insieme a tre campane che chiamavano il popolo all'arengo. Purtroppo l'orologio fu rimosso nel 1931 e le campane sono scomparse. In origine la torre era sormontata da una guglia di oltre 20 metri, abbattuta da un fulmine nel 1821 e mai più ricostruita. Oggi il suo aspetto spoglio, con intonaco beige e mattoni a vista, evoca il passato medievale. Alla base, lapidi patriottiche ricordano le Medaglie d'oro della Provincia. La torre fa parte dell'antico Broletto, affacciata sulla piazza dei Pesci, un tempo cuore politico della città. Un luogo che parla di libertà e autonomia comunale.- Via Vincenzo Gioberti, Vercelli (VC)
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