Forlì centro storico è una sorpresa tutta da scoprire. Questo itinerario a piedi di 1 giorno con 6 tappe ti porta nel cuore della città romagnola, tra porte medievali, musei d'arte e teatri storici. Perfetto per chi ha poco tempo ma non vuole perdersi l'essenziale, il percorso è studiato per essere facile e panoramico, con mappa inclusa. Partendo da Porta Schiavonia, attraverserai Piazza Saffi con la sua maestosa statua, visiterai il museo di Palazzo Romagnoli e il Teatro Diego Fabbri, per poi concludere al Parco della Resistenza. Ogni tappa è pensata per darti un assaggio autentico di Forlì: dall'architettura liberty al fascino delle chiese antiche. Se cerchi cosa vedere in centro storico a Forlì, questo giro è la soluzione ideale. Prepara le scarpe comode e perdi 24 ore nella cultura forlivese.
🗺️ Itinerario in pillole
Un itinerario compatto che in 6 tappe svela il meglio di Forlì. Ideale per una giornata tra storia e arte.
- Ideale per: city-breaker e appassionati di storia.
- Punti forti: mappa inclusa, 6 tappe, percorso pianeggiante.
- Perché è diverso: itinerario self-guided, perfetto per famiglie.
Tappe dell'itinerario
Tappa n. 1
Porta Schiavonia: l’ingresso monumentale di Forlì
Forlì non è una città che sbandiera le sue meraviglie, ma sa sorprendere. Ecco Porta Schiavonia, unico baluardo sopravvissuto delle antiche mura cittadine, abbattute agli inizi del Novecento. Situata al termine di Corso Garibaldi, questa porta in stile barocco è l’unica superstite delle quattro originarie. Fu edificata nel Seicento sopra la fatiscente Rocchetta di Schiavonia, che controllava l’accesso da Faenza. Oggi, del suo passato medievale restano alcuni torrioni e spezzoni di mura lungo via del Portonaccio. Salta all'occhio l’arco a tutto sesto con lesene e decorazioni classiche, sormontato da un’iscrizione latina e dallo stemma cittadino. Nei primi del Novecento, l’androne ospitava braccianti agricoli, simbolo di un’accoglienza popolare. Poco distante, il Monumento agli Angeli del Fango ricorda i volontari che aiutarono dopo l’alluvione del maggio 2023. Iniziare da qui significa toccare con mano la storia stratificata di Forlì: una porta che ha visto passare mercanti slavi (da cui il nome “Schiavonia”), papi e ordinanze urbanistiche. L’area, oggi in riqualificazione, sta per cambiare volto, ma la porta resta, fiera e silenziosa.- Piazzale di Porta Schiavonia, Forlì (FC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Tappa n. 2
Museo del Risorgimento
A due passi da Piazza Saffi, il Museo del Risorgimento di Forlì è una tappa d'obbligo per chi vuole immergersi nella storia del nostro Paese. Ospitato nel settecentesco Palazzo Gaddi, il museo fu fondato nel 1888 grazie alla donazione della moglie di Piero Maroncelli, patriota e carbonaro. Da allora si è arricchito con cimeli di altri illustri forlivesi: Aurelio Saffi, Achille Cantoni, Giuseppe Garibaldi e tanti altri. Il percorso espositivo copre dal periodo napoleonico alla seconda guerra mondiale, con sezioni dedicate alla Prima guerra mondiale, alle guerre d'Africa e alla Resistenza. Non perdere la sala Raniero Paulucci de Calboli, con pregevoli rilegature e sculture di Adolfo Wildt. L'ingresso è gratuito, ma ti consiglio di verificare gli orari perché spesso apre su prenotazione. L'edificio in sé vale il viaggio: gli affreschi neoclassici di Felice Giani e lo scalone barocco ti lasceranno a bocca aperta.- Corso Giuseppe Garibaldi, Forlì (FC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Tappa n. 3
Palazzo Guarini Torelli
Proseguendo lungo corso Garibaldi, ti imbatti nel Palazzo Guarini Torelli, un edificio nobiliare che sembra nascondere i suoi tesori dietro una facciata volutamente austera. Costruito nel Cinquecento, si dice che il progetto sia stato addirittura attribuito a Michelangelo Buonarroti, anche se non ci sono prove certe. Ciò che colpisce subito è il balcone prebarocco sull'angolo e il portale seicentesco. Ma la vera sorpresa è dentro – o meglio, nel cortile: un porticato a pianta quadrata con tre arcate per lato, sormontato da una loggia con colonnine corinzie, tutto in laterizio e pietra. L'effetto è di una eleganza sobria, tipicamente rinascimentale. Oltre il cortile, un giardino con una torre colombaia di proporzioni insolite. Qui visse per anni la celebre statua dell'Ebe di Antonio Canova, commissionata dalla contessa Veronica Guarini e oggi custodita ai Musei San Domenico. Purtroppo gli interni non sono visitabili perché di proprietà privata, ma vale la pena soffermarsi sull'esterno e immaginare i fasti di un tempo. Se sei fortunato, durante eventi come le Giornate FAI, potresti trovare aperture straordinarie.- Corso Giuseppe Garibaldi, Forlì (FC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Tappa n. 4
Torre Numai
Lasciato il Palazzo Guarini Torelli, ti porto in un luogo che sembra uscito da un altro tempo: la Torre Numai, l’unica superstite delle antiche torri nobiliari di Forlì. In Via Torre Numai, questa casa-torre in cotto si alza con la sua caratteristica scarpata medievale e un bel portale rinascimentale a diamante. Costruita tra il XIV e XV secolo, appartenne ai potenti ghibellini Numai, collegata al palazzo vicino da un passaggio sotterraneo oggi crollato. Dopo varie proprietà, fu acquistata e restaurata nei primi del ‘900 dalla famiglia Pedriali Fabbri. Nel 1965 venne donata all’Associazione Arma Aeronautica, che oggi la custodisce come “Casa dell’Aviatore”. All’interno, un cortile quattrocentesco con colonnine e capitelli corinzi, e un piccolo museo aeronautico dedicato a Luigi Pedriali. L’atmosfera è un mix surreale di medioevo e volo: sembra quasi di sentire il rombo dei motori tra le mura antiche. La visita è su appuntamento (martedì e venerdì mattina), ma vale la pena organizzarsi. E se passi di qui a giugno, non perderti l’apertura serale con spettacolo!- Via Torre Numai, Forlì (FC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Tappa n. 5
Basilica di San Pellegrino Laziosi
Entrando in Piazza Morgagni, l'occhio cade subito sulla facciata in cotto della Basilica di San Pellegrino Laziosi, meglio conosciuta come Santa Maria dei Servi. L'esterno gotico sobrio inganna: varcata la soglia, ti ritrovi in uno scrigno barocco con tre navate, dieci altari laterali e marmi policromi. Il vero cuore è la Cappella di San Pellegrino, progettata da Giuseppe Merenda nel Settecento, dove il corpo del santo riposa in un'urna di cristallo. Il miracolo della sua gamba guarita è raccontato in un dipinto di Simone Cantarini su disegno di Guido Reni. Non perdere la Sala del Capitolo, trecentesca, con un affresco giottesco di Giuliano da Rimini e scene della vita del santo. Se vieni il 1° maggio, la Fiera di San Pellegrino anima la piazza con bancarelle di cedri, il frutto che il santo usava per curare i malati. L'ingresso è gratuito e, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, l'atmosfera è raccolta ma accogliente, lontana dal caos turistico.- Piazza Giovan Battista Morgagni, Forlì (FC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Tappa n. 6
Teatro Diego Fabbri: l'ultima tappa
Dopo l'atmosfera raccolta di Santa Maria dei Servi, ci si sposta in Corso Diaz per il gran finale: il Teatro Diego Fabbri. Inaugurato nel 2000 con Riccardo Muti, questo teatro è il cuore pulsante della scena culturale forlivese. Sostituisce il vecchio Comunale distrutto dalla guerra e oggi, con i suoi 710 posti (platea e galleria), offre una programmazione che spazia dalla prosa alla danza, dal comico al musical. La struttura è moderna, non all'italiana, e accoglie tutti: ci sono spazi per famiglie, sale prova e persino un ristorante. La stagione 2025/26 è ricchissima: da Neri Marcorè a Elio Germano, passando per Kataklò e il Russian Classical Ballet. Il bello è che qui si respira un'aria viva, popolare, senza snobismi – i biglietti sono accessibili e c'è sempre qualcosa per ogni palato. Se capitate in città, date un'occhiata al cartellone: potrebbe essere la sorpresa della giornata.- Corso Armando Diaz 47, Forlì (FC)
- https://www.accademiaperduta.it/teatro_diego_fabbri_forli-856.html
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...




