Vuoi scoprire Arezzo in un giorno? Questo itinerario a piedi ti porta fuori dai soliti percorsi, tra arte medievale e antiche mura. Sei tappe nel centro storico: dalla Cattedrale dei Santi Donato e Pietro all'Anfiteatro romano, dalla Basilica di San Francesco con gli affreschi di Piero della Francesca alla Chiesa di Santa Maria della Pieve. Non perdere il Museo di Casa Vasari e la Fortezza Medicea con vista sulla città. Un giro ideale per chi ama l'arte e vuole evitare le folle. Arezzo non è solo la Giostra del Saracino: è un gioiello medievale tutto da scoprire. Prepara le scarpe comode e seguici tra vicoli lastricati e piazze nascoste.
🗺️ Itinerario in pillole
Un itinerario compatto ma ricco, perfetto per una giornata autentica. Scoprirai arte medievale e mura antiche lontano dal turismo di massa.
- Ideale per chi ha poco tempo e vuole l'essenza di Arezzo.
- Punti forti: 6 tappe meno note, a piedi nel centro storico.
- Per chi: amanti dell'arte medievale e viaggiatori curiosi.
Tappe dell'itinerario
Tappa n. 1
Chiesa di San Domenico
La prima tappa del nostro itinerario è la Chiesa di San Domenico, un gioiello gotico che ti sorprenderà già dalla facciata asimmetrica in pietra forte, con il suo campanile a vela. Entrando, l'interno a navata unica con tetto a capriate ti accoglie con una luce che filtra dalle monofore, sistemate a distanze via via più ravvicinate per creare un effetto di profondità. Ma il vero motivo per cui questa chiesa è famosa è il Crocifisso di Cimabue, appeso sopra l'altare maggiore: un capolavoro giovanile del maestro, con un Cristo dal corpo inarcato che sembra quasi uscire dalla tavola. Intorno, gli affreschi di Spinello Aretino e di suo figlio Parri raccontano storie di santi, mentre la cappella Dragondelli conserva un altare in pietra nera del 1368. E pensare che qui, nel 1276, si tenne il primo conclave della storia, quando la chiesa era ancora in costruzione! Oggi l'ingresso è gratuito, e il luogo è aperto tutti i giorni. Perdersi tra queste opere è come fare un tuffo nel Medioevo aretino.- Via Padre Caprara, Arezzo (AR)
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Tappa n. 2
Museo di Casa Vasari
Dopo aver passeggiato tra le vie medievali, entrare in Casa Vasari è come fare un salto indietro nel tempo, direttamente nel Cinquecento. Questa è la casa che Giorgio Vasari acquistò nel 1541 e decorò personalmente fino al 1548, trasformandola in un manifesto del primo Manierismo. Salendo al piano nobile, ti imbatti in sale affrescate che raccontano la sua idea di arte e memoria: la Camera della Fama e delle Arti celebra i grandi maestri del passato, mentre la Sala del Trionfo della Virtù stupisce con un soffitto ligneo che gioca con prospettive e allegorie. Non perdere la Quadreria, con oltre sessanta dipinti manieristi, tra cui opere di Allori e Stradano. Il giardino pensile all'italiana è un angolo di pace, ideale per una pausa. L'ingresso è a pagamento (7€ intero online), ma la prima domenica del mese è gratuito. Un consiglio: prenota per evitare code, perché i turni sono limitati a 25 persone all'ora. È un'esperienza autentica, lontana dalle folle, che ti fa sentire ospite di un genio del Rinascimento.- Via Venti Settembre 55, Arezzo (AR)
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Tappa n. 3
Teatro Petrarca: un gioiello dell'800
Proseguendo lungo via Guido Monaco, ci si imbatte in un gioiello dell'architettura teatrale ottocentesca: il Teatro Petrarca. Inaugurato il 21 aprile 1833 con l'Anna Bolena di Donizetti, questo teatro all'italiana fu progettato dall'architetto Vittorio Bellini. La pianta a ferro di cavallo e i quattro ordini di palchi raccontano il fascino dell'opera lirica dell'epoca. Dopo un restauro decennale, ha riaperto nel 2015 con una capienza di 461 posti, mantenendo l'acustica originale. La facciata lineare in pietra serena si integra perfettamente nel contesto urbano. Oggi ospita stagioni di prosa, musica e danza, ed è gestito dalla Fondazione Guido d'Arezzo. Un consiglio: controlla la programmazione, perché assistere a uno spettacolo qui è un'esperienza unica, immersi in un'atmosfera d'altri tempi.- Via Guido Monaco 12, Arezzo (AR)
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Tappa n. 4
Chiesa della Santissima Annunziata
Lasciato il Teatro Petrarca, ci si addentra in via Garibaldi fino al numero 185, dove sorge la Chiesa della Santissima Annunziata. È difficile non notarla: la facciata è incompiuta, ma un prezioso affresco dell'Annunciazione di Spinello Aretino (1370) la adorna, sopravvissuto dal precedente oratorio. Entrando, si resta colpiti dalla sobria eleganza rinascimentale a tre navate, con capitelli in pietra serena e sei vetrate autografe di Guillaume de Marcillat (1520-1525) che filtrano la luce. Ma il cuore del luogo è l'altare maggiore, che custodisce la statua della Madonna delle Lacrime, una terracotta di Michele da Firenze. Secondo la tradizione, il 26 febbraio 1490 la Madonna pianse davanti a un giovane pellegrino, evento che portò alla costruzione della chiesa. Tra le opere, spiccano una Deposizione del giovane Giorgio Vasari (1529) e l’Adorazione dei pastori di Niccolò Soggi (1521). Ingresso gratuito, aperto tutti i giorni 8-19. Un luogo che unisce fede e capolavori rinascimentali, lontano dai percorsi più battuti.- Via Giuseppe Garibaldi, Arezzo (AR)
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Tappa n. 5
Statua Ferdinando III d'Austria
Lasciata la Chiesa della Santissima Annunziata, saliamo verso Piaggia di Murello. Qui, in cima alla scalinata, troneggia imponente la statua di Ferdinando III d’Austria, granduca di Toscana. Realizzata in marmo di Carrara da Stefano Ricci nel 1822, è il più alto esempio di scultura neoclassica ad Arezzo. Il sovrano è raffigurato all’antica, con toga, corona di foglie di quercia (simbolo di perseveranza) e uno scettro a forma di lancia. Ai suoi piedi, un leone ammansito richiama la potenza domata. Il basamento racconta la bonifica della Valdichiana: un bassorilievo unisce allegoricamente la Chiana e l’Arno, opera di cui Ferdinando fu artefice. La statua originariamente sorgeva in Piazza Grande; nel 1932 fu spostata qui per il revival neomedievale. Negli anni ha subito danni da gelo e vandali, ma è stata più volte restaurata (ultimo intervento nel 2019). Osservandola al tramonto, la luce calda illumina il marmo e regala un’atmosfera solenne. È un angolo tranquillo, lontano dal caos, perfetto per una pausa riflessiva. Poco distante, la chiesa sconsacrata di San Sebastiano oggi ospita il MUNACS, museo del collezionismo storico.- Piaggia di Murello, Arezzo (AR)
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Tappa n. 6
Casa Museo Ivan Bruschi: Il Tesoro dell’Antiquario
Dalla statua di Ferdinando III, scendiamo verso Corso Italia e ci infiliamo dentro una delle dimore più sorprendenti di Arezzo: la Casa Museo Ivan Bruschi. Qui, nel trecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, rivive la passione sfrenata di un antiquario geniale, ideatore della Fiera Antiquaria del 1968. Il percorso si snoda su tre piani e sedici sale, un vero e proprio labirinto di meraviglie. Oltre 10.000 pezzi da tutto il mondo: dalla preistoria al Novecento, con reperti etruschi, egizi, dipinti di Pontormo e Fattori, mobili, armi, monete e persino una Venere preistorica. La terrazza regala una vista unica sulla Pieve di Santa Maria. Entrare qui è come aprire un baule del tesoro senza fondo: ogni angolo nasconde qualcosa di inaspettato. Aperto dal mercoledì alla domenica, 10-13 e 14-18; ingresso 5€ (ridotto 3€). Un tuffo nell’anima collezionista di Arezzo, da non perdere.
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