Cosa vedere a Siena: dal Campo alla Torre del Mangia


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per viaggiatori culturali e appassionati di storia
  • Punti forti: Piazza del Campo, Duomo, Torre del Mangia
  • Patrimonio UNESCO dal 1995
  • Periodo migliore: primavera e autunno per clima mite
  • Consiglio: acquista la Siena Card per ingressi combinati

Eventi nei dintorni


Siena è una città che va vissuta a piedi, perdersi tra i vicoli medievali è il modo migliore per scoprirne l'anima. Il centro storico, patrimonio UNESCO, è un capolavoro gotico. La celebre Piazza del Campo, a forma di conchiglia, è il cuore pulsante dove due volte l'anno si svolge il Palio. Subito accanto, il Palazzo Pubblico e l'impressionante Torre del Mangia offrono viste mozzafiato. Da non perdere il Duomo, con la sua facciata marmorea e la Libreria Piccolomini, e la Pinacoteca Nazionale che ospita capolavori senesi. Per una pausa, la Fortezza Medicea regala un panorama sulla città. E ancora, la Basilica di San Domenico, legata a Santa Caterina, e la Fonte Gaia. Questo articolo vi guida tra le tappe imperdibili di Siena, con consigli pratici per organizzare la visita, evitando le trappole per turisti.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Il Campo a Siena: piazza a forma di conchiglia

Il CampoQuando arrivi in Piazza del Campo, ti senti subito parte di qualcosa di più grande. La sua forma unica a conchiglia, creata dall’intersezione di tre strade medievali, ti abbraccia mentre entri. La pavimentazione in mattoni rossi disposti a spina di pesce è divisa da nove linee di travertino bianco, che simboleggiano i nove governatori del Governo dei Nove (1287-1355), un periodo di stabilità e pace per Siena. Ogni spicchio converge verso Palazzo Pubblico, come a ricordare l’unità della città.

Al centro spicca la Fonte Gaia, una fontana monumentale scolpita da Jacopo della Quercia nel 1419 (l’originale è al Santa Maria della Scala, qui c’è una copia ottocentesca di Tito Sarrocchi). Il punto più basso della piazza è occupato dal “gavinone”, un sistema di deflusso delle acque oggi abbellito da una scultura di Massimo Lippi. La circonferenza del Campo misura 333 metri, e la parte esterna è in pietra serena: durante il Palio (2 luglio e 16 agosto) viene coperta di tufo per proteggere cavalli e fantini.

Non è solo una piazza da cartolina: qui si vive tutto l’anno. D’inverno c’è il Mercato nel Campo natalizio, d’estate concerti e eventi. Ma la vera anima del Campo esplode con il Palio, quando le contrade si sfidano in una corsa mozzafiato. La campana “Sunto”, con la sua crepa che le dona un suono roco, annuncia la partenza. Passeggiando, nota i palazzi storici: le bifore e trifore imposte dal regolamento del 1297, le merlature del Palazzo Civico. Il Campo non è un museo, è il salotto dei senesi. Ti consiglio di sederti sui mattoni al tramonto, guardare la luce che accarezza la Torre del Mangia e sentire il brusio della piazza: è un’esperienza che resta dentro.

Il Campo

Cattedrale di Santa Maria Assunta: il Duomo di Siena

Cattedrale di Santa Maria AssuntaEcco il cuore pulsante di Siena: il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta. Non è solo una chiesa, è un concentrato di secoli di arte e fede. La sua costruzione iniziò nel XII secolo, ma la tradizione vuole che fosse già consacrato nel 1179 – anche se i lavori andarono avanti per secoli. La facciata, divisa in due parti, è opera di Giovanni Pisano in basso e Camaino di Crescentino in alto: un tripudio di statue, pinnacoli e mosaici. All'interno, la bicromia bianco-nera ti avvolge, e subito lo sguardo va al pulpito di Nicola Pisano (1265-1268), un capolavoro di scultura gotica. Per non parlare del pavimento: 56 pannelli a commesso marmoreo che raccontano storie bibliche e allegoriche – un'opera unica che viene scoperta solo in alcuni periodi dell'anno. Tra le chicche, la Libreria Piccolomini affrescata da Pinturicchio, la Cappella del Voto con la Madonna duecentesca e le statue di Bernini, e l'Altare Piccolomini con quattro statue di Michelangelo. Insomma, ogni angolo è una scoperta. Per visitarlo, tieni d'occhio gli orari: dal 1 marzo al 1 novembre apre alle 10:30-19:00 (festivi 13:30-18:00), mentre in inverno chiude prima. Il biglietto per la sola cattedrale costa da 4 a 7 euro, a seconda del periodo. E non dimenticare: la cripta scoperta nel 1999 conserva affreschi duecenteschi spettacolari. Un consiglio? Prenditi tutto il tempo che serve: qui la bellezza è ovunque.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Torre del Mangia: sali fino al cielo di Siena

Torre del MangiaSalire sulla Torre del Mangia è una di quelle esperienze che ti rimane dentro. Alta 87 metri (102 con il parafulmine), è la terza torre antica più alta d'Italia – dopo gli Asinelli di Bologna – e domina Piazza del Campo con la sua sagoma slanciata. Costruita in laterizio tra il 1325 e il 1348, la torre doveva simboleggiare la potenza del Comune di Siena, tanto che la sua altezza eguaglia quella del campanile del Duomo, a ricordare il perfetto equilibrio tra potere terreno e spirituale. Il nome curioso deriva dal primo campanaro, Giovanni di Balduccio, soprannominato “Mangiaguadagni” (poi abbreviato in “Mangia”) perché invece di lavorare se ne stava all’osteria a spendere tutto il suo stipendio. Un simpatico monito per chi oggi sale i suoi 400 gradini: meglio non sprecare il fiato! La salita è impegnativa – niente ascensore, scale strette e a volte claustrofobiche – ma una volta lassù il panorama ripaga ogni sforzo. Da un lato i tetti rossi di Siena, dall’altro le colline della Toscana fino al Monte Amiata. E poi c’è la campana: il Campanone, detto “Sunto”, che pesa 6.764 kg e suona ancora a mano durante il Palio. Quel suono roco e imperfetto è la voce della città. Prima di salire, tieni d’occhio gli orari (dalle 10:00, con ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura) e il biglietto: 10€ l’intero, oppure 15€ cumulativo con il Museo Civico. E per i più piccoli? Gratis sotto gli 11 anni. Ma attenzione: la capienza è limitata e si vende solo in giornata. Un consiglio: arriva presto, così eviti la fila e godi la città dall’alto in tutto il suo silenzio medievale.

Torre del Mangia

Palazzo Pubblico: il cuore politico di Siena

Palazzo PubblicoEntrare nel Palazzo Pubblico significa immergersi nel cuore della storia senese. Costruito tra il 1297 e il 1310 per il Governo dei Nove, questo gotico edificio in pietra e laterizio domina Piazza del Campo con la sua facciata curva, quasi ad abbracciare la piazza. Al centro spicca il grande disco con il trigramma di Cristo, dipinto nel 1425 da Battista di Niccolò. Ma è all'interno che si nascondono i veri tesori: la Sala della Pace (o Sala dei Nove) conserva il celebre ciclo di Ambrogio Lorenzetti, Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo (1338-1339), un capolavoro assoluto dell'arte medievale che racconta gli ideali di giustizia e prosperità. Subito accanto, la Sala del Mappamondo ospita la Maestà di Simone Martini e il ritratto equestre di Guidoriccio da Fogliano. Non perdete la Cappella di Piazza, eretta nel 1352 come ringraziamento per la fine della peste, e la snella Torre del Mangia (88 metri), che deve il nome al primo campanaro, Giovanni di Duccio detto "Mangiaguadagni". Salendo alla Loggia dei Nove, il panorama su Siena e la campagna toscana è da togliere il fiato. Oggi il palazzo è ancora sede del comune, ma le sue sale affrescate – dalla Sala del Concistoro con affreschi di Beccafumi alla Sala di Balìa di Spinello Aretino – sono visitabili nel Museo Civico. Un consiglio da viaggiatrice curiosa: prendetevi tutto il tempo per osservare i dettagli degli affreschi, ogni figura racconta una storia. E se siete appassionati di arte, la Sala del Risorgimento vi sorprenderà con le opere ottocentesche. Un luogo che sa parlare al cuore, tra arte, potere e vita quotidiana.

Palazzo Pubblico

Pinacoteca Nazionale: capolavori a fondo oro

Pinacoteca Nazionale di SienaA pochi passi dal Duomo, in via San Pietro 29, si trova la Pinacoteca Nazionale di Siena, custode della più ricca collezione al mondo di pittura senese. Allestita nel 1932 nei palazzi Buonsignori e Brigidi, il museo è un vero e proprio viaggio nell'oro del Trecento e Quattrocento. Qui trovi capolavori di Duccio di Buoninsegna (la celebre Madonna dei Francescani e il Polittico n. 28), di Simone Martini (la Pala del Beato Agostino Novello) e dei fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti (l'Annunciazione del 1344). Salendo al secondo piano, ti immergi nella sezione duecentesca con il Paliotto del Salvatore del Maestro di Tressa e opere di Guido da Siena. Proseguendo, scopri il Quattrocento con i polittici di Sassetta, Giovanni di Paolo e Sano di Pietro. Al primo piano, invece, il manierismo senese con Beccafumi e il Sodoma – da non perdere la Santa Caterina che riceve le stimmate. Peccato che al momento la sede principale sia chiusa per lavori di ristrutturazione finanziati dal PNRR (efficientamento energetico e abbattimento barriere architettoniche). Ma non preoccuparti: alcune opere sono visibili in altre sedi collegate come Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla (aperto giovedì-sabato 9-19, lunedì/domenica/festivi 9-13:30) e Villa Brandi (su prenotazione). Per info aggiornate, chiama lo 0577 281161.

Pinacoteca Nazionale di Siena

Fortezza Medicea: storia, relax e eventi a due passi dal centro

Fortezza MediceaSe pensi che Siena sia solo il Campo e il Duomo, ti sbagli di grosso. A pochi minuti a piedi dal centro, proprio accanto allo Stadio Franchi, c’è la Fortezza Medicea, conosciuta anche come Forte di Santa Barbara. È un posto che amo perché unisce storia, natura e un sacco di eventi. Costruita tra il 1561 e il 1563 per volere di Cosimo I de' Medici (su progetto di Baldassarre Lanci), questa fortezza doveva tenere a bada i senesi dopo la loro sconfitta. In realtà, sul sito c’era già una cittadella spagnola, distrutta dai senesi in rivolta nel 1552. Poi arrivarono i Medici e la ricostruirono.

Oggi, camminando sui suoi bastioni pentagonali (San Filippo, San Francesco, San Domenico e La Madonna), ti sembra di respirare un’aria diversa. I mattoni a vista, gli stemmi medicei in travertino con le teste di leone, e quei viali alberati lungo le mura… Ti danno subito un senso di pace. E pensare che un tempo era una macchina da guerra! Le dimensioni sono imponenti: il quadrilatero interno è lungo 180 metri per 125, e il perimetro esterno tocca quasi i 1500 metri. L’ingresso principale, un tempo protetto da un ponte levatoio, si affaccia sui giardini della Lizza.

Da quando è stata smilitarizzata (fine Settecento, grazie al granduca Pietro Leopoldo), è diventata un parco pubblico molto vissuto. Al centro c’è un anfiteatro che d’estate ospita concerti e spettacoli – tra l’altro qui ha sede Siena Jazz, che organizza eventi imperdibili. E poi c’è l’Enoteca Italiana, dentro il bastione San Francesco, per un assaggio di vini toscani. La fortezza è sempre aperta, l’ingresso è gratuito, e io la trovo perfetta per una passeggiata rilassante o per assistere a un concerto sotto le stelle.

Fortezza Medicea

Basilica Cateriniana di San Domenico: il cuore gotico di Siena

Basilica Cateriniana di San DomenicoSe c'è un posto a Siena che ti entra nell'anima, è la Basilica Cateriniana di San Domenico. Non è solo una chiesa gotica imponente, ma il luogo dove Santa Caterina ha vissuto la sua fede più intensa. Salendo verso il colle di Camporegio, la facciata in mattoni ti accoglie con la sua semplicità severa. Entri e ti trovi in una navata unica, a pianta a croce commissa, con capriate a vista e un'atmosfera raccolta. Qui si respira spiritualità. La Cappella di Santa Caterina è il punto clou: custodisce la testa-reliquia della santa in un reliquiario neogotico, e gli affreschi del Sodoma – l'Estasi e la Decapitazione di Niccolò di Tuldo – sono da togliere il fiato. Poco più in là, la Cappella delle Volte, sopraelevata, era il rifugio di preghiera delle Mantellate; l'affresco di Andrea Vanni è considerato il ritratto più veritiero di Caterina. Non perderti la Maestà di Guido da Siena (1221, una delle più antiche di Siena) e la Natività della Vergine di Alessandro Casolani. Il bello è che l'ingresso è gratuito, e la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:30 (ma controlla sul sito per sicurezza). Curiosità: il campanile fu abbassato dopo il terremoto del 1798. E dalla porta sul fondo della cappella maggiore, lo scorcio sul Duomo e sulla Torre del Mangia è pura magia. Un consiglio: vestiti sobrio, come si addice a un luogo sacro. E se vuoi portarti a casa un ricordo, il bookshop ha rosari, medaglie e libri su Caterina. Insomma, una tappa che unisce arte, storia e fede in modo autentico.

Basilica Cateriniana di San Domenico

Museo dell'Opera della Metropolitana: un tesoro d'arte

Museo dell'Opera della MetropolitanaSe pensi che il Duomo di Siena sia già spettacolare, aspetta di entrare nel Museo dell'Opera della Metropolitana, uno dei più antichi musei privati d'Italia (fondato nel 1869). Si trova nella navata destra del cosiddetto Duomo Nuovo, un ambizioso ampliamento trecentesco mai completato a causa della peste del 1348. Qui sono conservate le opere originali rimosse dalla cattedrale per proteggerle dagli agenti atmosferici.

Il pezzo forte è senza dubbio la Maestà di Duccio di Buoninsegna (1308-1311), una pala d'altare a doppia faccia che racconta la vita di Cristo e della Vergine. Accanto, la spettacolare Vetrata dell'Assunta, sempre di Duccio, con i suoi vivaci pannelli di vetro medievale.

Al piano terra, ammira le statue di Giovanni Pisano che un tempo ornavano la facciata del Duomo: profeti, sibille e filosofi dalle espressioni intense. Non perdere il tondo della Madonna del Perdono di Donatello e il bassorilievo di Jacopo della Quercia.

Salendo, troverai la Sala del Tesoro con oreficerie, reliquiari e la rosa d'oro berniniana. Al secondo piano, la Madonna degli Occhi Grossi del Maestro di Tressa, davanti alla quale i senesi pregarono prima della battaglia di Montaperti.

Infine, sali sul Facciatone per una vista mozzafiato su Siena e sul Duomo.

Info pratiche: Piazza Duomo 8. Orari variabili: generalmente 10:30-19:00 (estate) e 10:30-17:30 (inverno). Biglietto cumulativo con il Complesso Monumentale del Duomo. Audioguida gratuita disponibile.

Museo dell'Opera della Metropolitana

Fonte Gaia: la fontana gioiosa di Piazza del Campo

Fonte GaiaNel cuore di Piazza del Campo, la Fonte Gaia è molto più di una fontana: è il simbolo della gioia collettiva per l’arrivo dell’acqua nel 1346, dopo anni di lavori nei sotterranei Bottini. Il nome “Gaia”, che significa “lieta”, nasce proprio dall’entusiasmo popolare. La fontana che vedete oggi, però, non è l’originale. Quella, capolavoro di Jacopo della Quercia realizzato tra il 1409 e il 1419, si è deteriorata nel tempo a causa del marmo poroso della Montagnola senese. Un drammatico incidente durante il Palio del 1743 – uno spettatore cadde dopo aver rotto una statua – ne segnò il destino. Così, nel 1869, lo scultore Tito Sarrocchi la replicò in marmo di Carrara, più resistente, e la spostò leggermente per proteggerla. Oggi, i rilievi originali sono custoditi al Museo di Santa Maria della Scala, dove potete ammirare la Madonna col Bambino, le Virtù, e le figure di Rea Silvia e Acca Larenzia (assenti nella copia in piazza). La fontana è un altare laico: dalle sue pareti l’acqua sgorga da teste di lupa, simbolo di Siena. Visitarla è gratis e sempre possibile; ma se volete vedere i veri capolavori di Jacopo della Quercia, dovete entrare al museo. Un consiglio: la sera, la luce soffusa della piazza rende la Fonte Gaia ancora più magica.

Fonte Gaia

Battistero di San Giovanni: il gioiello sotto il Duomo

Battistero di San GiovanniNel cuore di Siena, nascosto sotto le campate del Duomo, c'è un luogo che spesso sfugge ai turisti frettolosi: il Battistero di San Giovanni. Costruito tra il 1316 e il 1325 su progetto di Camaino di Crescentino, questo gioiello gotico fu pensato per sostenere l'allungamento del coro della cattedrale. Vi si accende da Piazza San Giovanni scendendo una scalinata che sembra portarvi in un'altra epoca.

L'interno, a tre navate con volte a crociera interamente affrescate, è un tripudio di colori. Il Vecchietta, tra il 1447 e il 1450, dipinse i Dodici Articoli del Credo sulle volte, mentre Michele di Matteo Lambertini affrescò l'abside con scene della Passione. La luce filtra dalle bifore della facciata incompiuta, creando un'atmosfera raccolta.

Al centro, troneggia il fonte battesimale esagonale, capolavoro del primo Rinascimento. Realizzato tra il 1417 e il 1431 in marmo, bronzo e smalto, vide all'opera i più grandi scultori dell'epoca: Donatello (le statue della Fede e della Speranza), Lorenzo Ghiberti (il Battesimo di Gesù) e Jacopo della Quercia (la statua del Battista). I pannelli in bronzo dorato raccontano la vita di San Giovanni Battista: è impossibile non fermarsi ad ammirare ogni dettaglio.

Non perdetevi le altre opere: il polittico di Andrea Vanni, la Visitazione di Rutilio Manetti e, sull'altare maggiore, il Battesimo di Gesù di Alessandro Franchi. Il biglietto cumulativo con il Duomo vi permette di visitare tutto con calma. Consiglio di venire nelle ore meno affollate per godervi la pace di questo luogo straordinario.

Battistero di San Giovanni

Basilica di San Francesco: tra storia, arte e un miracolo eucaristico

Basilica di San FrancescoPasseggiando per Siena, ti capiterà di imbatterti nella Basilica di San Francesco, in piazza San Francesco. Costruita a partire dal XIII secolo dai frati francescani, fu ampliata in stile gotico fino al 1475. Quello che vedi oggi, però, è il risultato di un restauro neogotico di fine Ottocento: la facciata in laterizio è volutamente sobria, con un rosone quattrocentesco di Francesco di Giorgio Martini e un portale marmoreo che raffigura San Francesco e San Bernardino. Entrando, resti colpito dall'ampia navata unica a capriate e dalle fasce di marmo bianco e verde sulle pareti, che ricordano il Duomo. La pianta a croce egizia è tipica degli ordini mendicanti: spoglia, per favorire la preghiera. Ma il vero tesoro è legato a un evento straordinario. Il 14 agosto 1730, qualcuno rubò la pisside con 351 ostie consacrate. Tre giorni dopo furono ritrovate nella cassetta delle elemosine di Santa Maria in Provenzano. Nonostante le condizioni igieniche, si decise di conservarle. A distanza di anni, le ostie erano ancora integre: analisi del 1914 e del 2014 hanno confermato l'assenza di muffe o batteri, un fatto scientificamente inspiegabile. Oggi le Sacre Particole sono custodite in due cappelle (estiva e invernale) e ogni 17 del mese vengono esposte durante messe speciali. Tra le opere d'arte, non perdere gli affreschi staccati di Ambrogio Lorenzetti nella seconda cappella e la Crocifissione di Pietro Lorenzetti. Se sei un appassionato di storia, noterai anche le bandiere delle contrade appese alle pareti: la basilica si trova nel territorio della Contrada della Giraffa. Info pratiche: ingresso gratuito, aperta tutti i giorni 7:30-12:00 e 15:30-19:00. Una tappa che unisce fede, arte e un pizzico di mistero.

Basilica di San Francesco

Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

Basilica di San Clemente in Santa Maria dei ServiSe siete a Siena e volete scoprire un luogo meno affollato ma ricco di storia, la Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi fa per voi. Arroccata sul colle che domina la Valdimontone, questa chiesa vi sorprenderà per il suo mix unico di stili. I lavori iniziarono nel 1255 e si protrassero fino al 1537, con una consacrazione nel 1533. L'esterno è volutamente semplice, in linea con lo spirito degli Ordini mendicanti, ma all'interno si nascondono veri capolavori. La pianta è a croce egizia con tre navate e un transetto. Il corpo longitudinale è rinascimentale, progettato da Ventura Turapilli, mentre il transetto e le cappelle terminali sono gotiche. Il campanile, romanico, fu restaurato nel 1926 con l'aggiunta di guglie che ricordano quelle del Duomo. Non perdetevi la Madonna del Bordone di Coppo di Marcovaldo, dipinta nel 1261 mentre l'artista era prigioniero dopo la battaglia di Montaperti. Nella quinta cappella a destra, la Strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni vi lascerà senza fiato. Da ammirare anche la Natività di Maria di Rutilio Manetti e l'affresco della Madonna della Misericordia di Giovanni di Paolo. La basilica è aperta tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:30, con ingresso gratuito. Si trova in Piazza Manzoni 5. Dalla scalinata d'accesso si gode una vista panoramica su Siena, con la Torre del Mangia e la cupola del Duomo che spuntano tra i tetti. Un angolo di pace lontano dalla folla del centro.

Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

Palazzo Salimbeni: il cuore medievale della banca più antica del mondo

Palazzo SalimbeniAffacciato sull'elegante Piazza Salimbeni, a due passi da Via Banchi di Sopra, Palazzo Salimbeni non è solo una delle architetture gotiche più affascinanti di Siena. È anche la sede storica del Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo ancora in attività, fondata nel lontano 1472 proprio qui. L'edificio, sorto nel XIV secolo ampliando un preesistente castellare della famiglia Salimbeni (XII-XIII secolo), conserva ancora oggi l'atmosfera di un fortilizio medievale: merlature, trifore a sesto acuto e un'imponente facciata posteriore in cotto, serrata tra due poderosi torrioni. Il restauro neogotico di fine Ottocento, opera di Giuseppe Partini, ha esaltato lo stile trecentesco, mentre nel Novecento Pierluigi Spadolini ha aggiunto tocchi moderni come la scala a elica in cemento armato. La piazza è dominata dalla statua di Sallustio Bandini (1882) di Tito Sarrocchi, e ai lati si affacciano anche Palazzo Tantucci e Palazzo Spannocchi. All'interno, tesori nascosti: una pinacoteca con capolavori di Pietro Lorenzetti, Sassetta e Beccafumi, e un archivio storico che conserva documenti bancari preziosissimi. Purtroppo, non è sempre aperto al pubblico: puoi visitarlo solo in occasioni speciali, come la mattina del Palio di Sant'Ansano (2 luglio), il 16 agosto o il primo sabato di ottobre per "Invito a Palazzo". L'ingresso è gratuito, ma portati un documento. Il consiglio? Fermati ad ammirare la facciata dalla piazza, magari al tramonto: è uno spettacolo che non ti dimentichi.

Palazzo Salimbeni

Oratorio di San Bernardino e Museo Diocesano: un gioiello nascosto

Oratorio di San Bernardino e Museo Diocesano d'Arte SacraSe siete a Siena e avete già visitato il Duomo e Piazza del Campo, non perdetevi l'Oratorio di San Bernardino e l'attiguo Museo Diocesano d'Arte Sacra, in piazza San Francesco. Qui, lontano dalla folla, troverete uno scrigno di capolavori che raccontano secoli di fede e arte. Il complesso ha origini tardo medievali, ma fu ristrutturato nel Cinquecento e dedicato a San Bernardino da Siena. La facciata in laterizio con il sole raggiato JHS è il simbolo del santo predicatore. L'interno è un trionfo di affreschi: nell'oratorio superiore, la cappella di Santa Maria degli Angeli è completamente decorata con le Storie della Vergine da Domenico Beccafumi, il Sodoma e Girolamo del Pacchia, un capolavoro unico. Il soffitto a cassettoni con cherubini dorati è da ammirare a testa in su. L'oratorio inferiore, invece, è affrescato da artisti seicenteschi come Ventura Salimbeni e Rutilio Manetti. Il Museo Diocesano prosegue il percorso con una collezione che va dal Duecento al Settecento. Tra i pezzi imperdibili, la Madonna del Latte di Ambrogio Lorenzetti, un'icona di tenerezza trecentesca, e la splendida Madonna di Tressa, una delle più antiche tavole senesi (1235). Non mancano opere di Giovanni di Paolo, Sano di Pietro e il Cristo Portacroce di Beccafumi. Piccola nota pratica: il museo è aperto solo in periodo estivo, da aprile a ottobre, tutti i giorni dalle 13:30 alle 18:30 (ultimo ingresso mezz'ora prima). L'ingresso è incluso nell'Opa Si Pass, che dà accesso anche al Duomo e ad altri monumenti. Consiglio di arrivare verso le 14, quando c'è meno calca, e di prendervi tutto il tempo per osservare i dettagli degli affreschi. Un luogo che sa emozionare, anche per chi non è un esperto d'arte.

Oratorio di San Bernardino e Museo Diocesano d'Arte Sacra

Orto Botanico: un angolo di natura tra le mura di Siena

Orto BotanicoLasciatevi alle spalle il caos di Piazza del Campo e immergetevi nel silenzio dell'Orto Botanico, un gioiello verde nascosto tra le mura medievali. Fondato come Orto dei Semplici nel 1588, oggi questo giardino di 2,5 ettari custodisce oltre duemila specie vegetali. Vi sembrerà di fare un tuffo in un mondo parallelo, lontano dal rumore dei turisti.

Il percorso è diviso in tre settori. La Scuola è un susseguirsi di terrazze ordinate con piante officinali e aromatiche – io mi sono fermato a osservare la liquirizia, che non avevo mai visto così da vicino. Più in basso, il Parco è dominato da alberi secolari: il Ginkgo biloba, le sequoie giganti, il melo cotogno. Qui le aiuole sono divise per fascia vegetazionale toscana, dalla costa alla montagna. Da non perdere la Fonte al Pino medievale, ancora funzionante e incastonata nel verde – un angolo di storia che sembra sospeso nel tempo.

Passate poi al Podere, dove il paesaggio si fa rurale con viti, olivi e un frutteto di antiche varietà. Se amate gli ambienti particolari, non perdetevi il giardino roccioso con i suoi litosuoli e il felceto umido, una rarità. E poi ci sono le serre: la Serra calda del 1875, in ferro e vetri colorati, che riproduce l'umidità tropicale con orchidee e felci epifite; il tepidario con cactus e succulente – una collezione che sembra uscita da un deserto lontano.

L'ingresso è gratuito (orari variabili in base alla stagione, chiuso domenica). È il posto ideale per una pausa rigenerante, magari con un libro all'ombra di un albero centenario.

Orto Botanico