Introduzione
Ti aspetti un museo qualsiasi, ma l’Ex Museo Civico di Belluno, oggi Palazzo Fulcis, ti sorprende già dall’esterno. La facciata settecentesca, elegante e austera, ti accoglie in Piazza Duomo con una presenza che parla di storia. Entrare qui non è solo visitare una collezione, è immergersi in un luogo che ha cambiato pelle: da residenza nobiliare a museo civico, e ora di nuovo a palazzo che racchiude il museo. L’atmosfera è particolare, un misto di sacralità dell’arte e quotidianità di un edificio che è sempre stato parte viva della città. Lo senti subito: non stai camminando in una galleria asettica, ma in uno spazio che ha respirato secoli di vita bellunese. E le opere che custodisce? Sono il fiore all’occhiello, con nomi che ti fanno sobbalzare se ami l’arte veneta.
Cenni storici
La storia di questo luogo è un intreccio di famiglie e funzioni pubbliche. Il palazzo fu costruito nel Settecento per la ricca famiglia Fulcis, mercanti di seta. Nel 1876, il Comune di Belluno lo acquisì per farne la sede del Museo Civico, che vi rimase fino al 2017. Un trasloco epocale! Dopo un restauro filologico durato anni, nel 2018 ha riaperto come
Palazzo Fulcis – Museo Civico di Belluno, riportando alla luce gli splendori architettonici originali e riallestendo le collezioni in modo moderno. La timeline aiuta a capire le svolte:
- XVIII secolo: Costruzione di Palazzo Fulcis per la famiglia omonima.
- 1876: Acquisizione da parte del Comune e nascita del Museo Civico.
- 2017: Chiusura per il grande restauro.
- 2018: Riapertura come Palazzo Fulcis, sede rinnovata del Museo Civico.
Il tesoro di Sebastiano Ricci
Una delle ragioni per cui vale la visita è la sala dedicata a Sebastiano Ricci, pittore bellunese del Settecento che fece carriera in mezza Europa. Qui non trovi solo un quadro, ma un nucleo importante della sua produzione giovanile e matura. I colori sono luminosi, le composizioni teatrali, tipiche del barocco. C’è una pala d’altare che ti cattura, forse perché proveniente da una chiesa locale smantellata, e ti fa pensare a come queste opere abbiano viaggiato. Non sono capolavori sconosciuti, ma vederli nel contesto della sua città natale dà un’altra prospettiva. Sembra quasi di cogliere un legame più intimo tra l’artista e questi luoghi.
La forza scultorea di Brustolon
Se Ricci ti conquista con il colore, Andrea Brustolon, altro figlio di Belluno, ti stupisce con la forza del legno. Scultore barocco, era chiamato il ‘Michelangelo del legno’ e qui puoi capire perché. Le sue statue, spesso a soggetto sacro, non sono statiche: hanno un dinamismo, una torsione dei corpi che sembra sfidare la pesantezza del materiale. Guarda da vicino i dettagli dei panneggi o le espressioni dei volti: c’è una maestria tecnica incredibile. Alcune opere provengono da chiese della provincia, salvate e qui riunite. Ti viene da toccare il legno (non si fa, eh!), tanto sembra vivo. È un’esperienza tattile anche solo con gli occhi.
Perché visitarlo
Primo: è un concentrato di arte bellunese d’eccellenza. In un’unica sede hai i due massimi esponenti, Ricci e Brustolon, con opere significative e ben contestualizzate. Secondo: il restauro di Palazzo Fulcis è esemplare. Non hanno solo messo quadri alle pareti, hanno restituito un pezzo di architettura settecentesca alla città, con soffitti affrescati e ambienti che raccontano una storia parallela a quella delle opere. Terzo: la posizione in Piazza Duomo è perfetta. Esci e sei nel cuore di Belluno, tra il Duomo e i portici, pronto per continuare l’esplorazione. Non è un museo isolato, ma parte integrante del tessuto urbano.
Quando andare
Il momento migliore? Un pomeriggio d’inverno, quando la luce bassa filtra dalle finestre e riscalda le sale, creando un’atmosfera raccolta e intima. D’estate può essere affollato, ma se ci vai di mattina presto, magari di martedì o mercoledì, trovi più tranquillità. In autunno, con le foglie che cadono in piazza, il contrasto tra l’esterno malinconico e la vitalità interna delle opere è suggestivo. Evita i weekend di pieno agosto, a meno che non ami condividere lo spazio con molti altri visitatori. Io preferisco i giorni feriali, quando puoi soffermarti davanti a un Brustolon senza fretta.
Nei dintorni
Uscito da Palazzo Fulcis, fai due passi fino al Museo Archeologico Civico di Belluno, che ha sede nelle ex carceri. È un salto temporale affascinante: dall’arte barocca alla preistoria e all’epoca romana del territorio, con reperti trovati proprio qui intorno. Per un’esperienza tematicamente collegata, raggiungi la Chiesa di Santo Stefano, poco distante. Conserva opere di artisti locali e ti permette di vedere l’arte sacra nel suo contesto originario, completando ciò che hai ammirato in museo. Due tappe che arricchiscono la prospettiva senza allontanarti dal centro.