La Cattedrale di San Giovanni Battista, nel cuore di Ragusa Superiore, è uno dei massimi esempi del barocco siciliano e dal 2002 fa parte del Patrimonio UNESCO della Val di Noto. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, la cattedrale colpisce per la maestosa facciata ornata e l’interno ricco di stucchi dorati e opere d’arte.
– Facciata tardo-barocca con sei colonne corinzie, tre portali e due orologi solari che misurano il tempo in ‘ore italiche’ e ‘ore francesi’.
– Interno a croce latina con capitelli dorati e stucchi rococò dei fratelli Gianforma, cupola rivestita in rame del 1783.
– Opere d’arte: la statua lignea del patrono di Carmelo Licitra (1861), l’organo Serassi del 1858 e pregevoli dipinti settecenteschi.
– Museo della Cattedrale con suppellettili sacre, reliquie e un incunabolo del 1482 conservato nell’archivio.
Introduzione
Entrare nella Cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa è come farsi travolgere da un’onda di marmo e luce. La facciata barocca, con le sue colonne possenti e gli intagli che sembrano danzare, ti accoglie con una maestositá quasi teatrale. Eppure, non c’è niente di finto: ogni dettaglio, dai due orologi solari del 1751 alla cupola rivestita di rame, parla di una storia fatta di terremoti e rinascite. Camminare sul sagrato in pietra pece del 1745, circondato da balaustre, ti fa sentire piccolo ma parte di qualcosa di grande. È uno di quei luoghi dove il tempo sembra sospeso, sospeso tra le ore italiche e francesi dei meridiani.
Cenni storici
Tutto inizia dopo il terremoto del 1693, che rase al suolo buona parte della città. La chiesa originaria, sotto il castello medievale, era andata distrutta. Il 15 aprile 1694 si posò la prima pietra nella contrada del ‘Patro’, e già il 16 agosto dello stesso anno si celebrò la prima messa. Ma la cattedrale come la vediamo oggi è frutto di ampliamenti settecenteschi, con la facciata progettata da Francesco Battaglia dal 1765. Fu consacrata solennemente il 30 maggio 1778. Nel 1783 si alzò la cupola, e nel 1950, con la creazione della Diocesi di Ragusa, divenne cattedrale. Dal 2002 fa parte del sito UNESCO ‘Città tardo barocche del Val di Noto’.
Timeline sintetica
Ecco i momenti chiave della storia della cattedrale:
- 1693 – Terremoto distrugge la chiesa originale.
- 1694 – Inizio ricostruzione nella nuova Ragusa Superiore.
- 1741 – Apertura al culto.
- 1751 – Installazione dei due orologi solari sulla facciata.
- 1778 – Consacrazione solenne.
- 1783 – Completamento della cupola.
- 1950 – Elevazione a cattedrale.
- 2002 – Inserimento nel Patrimonio UNESCO.
La facciata e gli orologi solari
La facciata è un capolavoro di simmetria e fantasia. Divisa in cinque partiti da colonne corinzie e lesene bugnate, presenta tre portali: quello centrale è un trionfo di colonne e statue (l’Immacolata, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista). Ma ciò che ruba la scena sono i due orologi solari del 1751, posti nel secondo ordine. Quello di sinistra segna le ‘ore italiche’, che contano dal tramonto al tramonto; quello di destra le ‘ore francesi’, da mezzanotte a mezzanotte. Una curiosità che racconta di due diversi modi di vivere il tempo. Sulla sinistra si staglia il campanile alto 50 metri, mentre il gemello di destra è rimasto incompiuto (solo la base, del 1820). Davanti, l’ampio sagrato con balaustra in pietra pece del 1745 invita a fermarsi e alzare lo sguardo.
La statua lignea di San Giovanni Battista
All’interno, nella prima campata della navata sinistra, si trova una delle opere più amate dai ragusani: la statua lignea di San Giovanni Battista, scolpita da Carmelo Licitra nel 1861. Il santo appare con lineamenti duri, vestito di pelli di cammello e manto rosso, con il Libro dell’Apocalisse e un agnello. Si dice che Licitra prese ispirazione dal volto di un mendicante, che poi sparì misteriosamente. La statua è portata in processione durante la festa patronale di fine agosto. Ma non è l’unico tesoro: notevoli anche il dipinto di Dario Querci dell’Immacolata (1865), il grande organo Serassi del 1858 con oltre 3000 canne, e la ‘talédda’, un enorme telaio monocromo della Crocifissione usato in Quaresima.
Perché visitarlo
Tre buoni motivi per non perdertela. Primo: è un concentrato della storia siciliana – dal terremoto del 1693 al Barocco UNESCO, ogni pietra racconta una rinascita. Secondo: i dettagli sono sorprendenti, come i due orologi solari con misure del tempo diverse, o l’organo Serassi tra i più grandi d’Italia. Terzo: fuori dalla cattedrale, i giardini laterali con ficus e palme offrono una pausa ombreggiata, e il vicino Palazzo Vescovile ospita il Museo della Cattedrale, con pezzi unici come una cassa reliquiaria in avorio del Trecento. Insomma, non è solo una chiesa, ma un viaggio nel Barocco siciliano.
Quando andare
Per goderti la facciata nella luce migliore, vai nel tardo pomeriggio: il sole basso accende i toni dorati della pietra pece e fa brillare i dettagli degli orologi. Se puoi, scegli il periodo tra giugno e agosto: il 24 giugno si celebra la Natività del Battista, e il 29 agosto la festa patronale con processione e ‘sarcià’ (la tradizionale cuccagna). In quei giorni la cattedrale è viva come non mai. Ma anche in primavera o autunno, con meno folla, puoi ammirare gli interni con calma. Evita le ore centrali d’estate: il sagrato è molto esposto.
Nei dintorni
A poca distanza (a piedi, attraversando il ponte che collega le due Ragusa) ti aspetta Ragusa Ibla, con il suo labirinto di vicoli barocchi e la splendida Cattedrale di San Giorgio, un altro gioiello UNESCO. Sempre a Ibla, non perderti il Giardino Ibleo, un parco pubblico con vista mozzafiato sulla valle. Se hai voglia di un tuffo nella storia, a pochi minuti d’auto ci sono le necropoli di Cava d’Ispica, un sito archeologico scavato nella roccia. Due mondi diversi, entrambi imperdibili.