Villa Urania a Pescara: un tesoro di maioliche di Castelli

Villa Urania è una villa liberty del 1896 situata nel centro di Pescara. Oggi è sede del Museo Paparella Treccia Devlet, che custodisce una delle più ricche collezioni di antiche maioliche di Castelli d’Abruzzo. Con oltre 150 pezzi dal XVI al XIX secolo, il museo offre un viaggio nell’evoluzione della ceramica abruzzese, con opere di maestri come Francesco Grue, Carl’Antonio Grue e Gesualdo Fuina.
– Oltre 150 maioliche di Castelli esposte in ordine cronologico
– Capolavori barocchi come la coppia di vasi da Schönbrunn
Percorsi tematici e attività didattiche per bambini
– Nel cuore di Pescara, facilmente raggiungibile a piedi dal centro


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Villa Urania a Pescara: un tesoro di maioliche di Castelli
Villa Urania, storica residenza liberty, ospita il Museo Paparella Treccia con oltre 150 maioliche di Castelli dal XVI al XIX secolo, capolavori di Grue, Fuina e altri maestri.

Cose da sapere


Introduzione

Entrare in Villa Urania è come fare un tuffo nel passato. Questa elegante palazzina liberty, nascosta tra il traffico di Pescara, custodisce un tesoro: oltre 150 maioliche di Castelli, opere d’arte che hanno viaggiato per le corti d’Europa. Mai visto niente di simile? Preparati a rimanere a bocca aperta davanti a colori brillanti e dettagli che sembrano vivi. Un viaggio nella ceramica abruzzese che non dimenticherai.

Cenni storici

Villa Urania fu costruita nel 1896 dal barone Giandomenico Treccia come regalo alla moglie Urania, su progetto dell’ingegnere Francesco Selecchy. Sorgeva lungo il viale dei Pini (oggi viale Regina Margherita), in un’area allora parte di Castellammare, in piena espansione turistica grazie alla ferrovia del 1863. Negli anni la villa passò al professor Raffaele Paparella Treccia, che nel 1997 la donò alla Fondazione a lui intitolata, insieme alla sua preziosa collezione di maioliche. Oggi il museo è gestito insieme al Comune di Pescara.

  • 1863: Arrivo della ferrovia Adriatica, boom turistico
  • 1896: Costruzione di Villa Urania
  • 1997: Donazione alla Fondazione Paparella Treccia Devlet
  • Oggi: Museo aperto al pubblico

La credenza barocca: 19 piatti d’oro

Il pezzo forte del museo? Senza dubbio la credenza barocca, una serie incredibile di 19 piatti istoriati provenienti dalla bottega di Francesco Grue, seconda metà del Seicento. Sono decorati con stemmi, scene mitologiche e lumeggiature in oro. Un set così completo è unico al mondo. Tra questi, tre piatti sono firmati e uno reca il più antico stemma della dinastia Grue. Guardandoli, si capisce perché la maiolica di Castelli fosse ambita da papi e imperatori. L’esposizione scenografica li mostra tutti insieme, come una tavola imbandita per nobili.

Da Schönbrunn a Pescara: i vasi di Carl’Antonio Grue

I due giganti vasi istoriati di Carl’Antonio Grue non sono solo capolavori: hanno una storia da film. Erano nel castello di Schönbrunn a Vienna, proprietà dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo (1640-1705). Poi passarono ai Savoia e finirono a Stupinigi. Oggi sono qui, a Villa Urania, e ti guardano con scene bibliche talmente dettagliate da sembrare quadri. La tecnica è simile alla pittura ad olio, con colori vivi e prospettiva perfetta. Sono probabilmente i pezzi più pregiati del museo, testimoni del successo internazionale della ceramica abruzzese.

Perché visitarlo

Se ti piace l’arte, Villa Urania ti offre una collezione che non ha eguali in Abruzzo. In un solo pomeriggio puoi ammirare l’evoluzione della maiolica dal Cinquecento all’Ottocento, con opere di Grue, Fuina, Gentili e De Martinis. È anche un’occasione per capire come un piccolo borgo, Castelli, abbia conquistato le corti europee. Inoltre, la villa in sé è un gioiello liberty, con la sua facciata rossa e il portico colonnato. Consiglio: prenditi il tempo per leggere le didascalie, ti svelano aneddoti incredibili.

Quando andare

Il momento migliore? Metà pomeriggio, verso le 16, quando la luce entra dalle finestre e fa brillare i riflessi dorati delle maioliche. Se puoi, scegli un giorno infrasettimanale: il museo è piccolo e durante i weekend potrebbe essere più affollato. La primavera e l’autunno sono ideali, con temperature miti per passeggiare poi in centro. D’estate controlla gli orari serali, a volte fanno aperture straordinarie. Comunque, prima di andare, dai un’occhiata al sito web: gli orari cambiano spesso.

Nei dintorni

Se dopo la visita hai ancora voglia di arte, il Museo delle Genti d’Abruzzo è a pochi passi e ti farà conoscere la cultura regionale. Per una passeggiata, vai al lungomare di Pescara, con la sua pineta e il caratteristico Ponte del Mare. Se invece vuoi approfondire la storia della maiolica, ti consiglio una gita a Castelli, il borgo sull’altopiano del Gran Sasso dove queste opere sono nate: lì trovi il Museo della Ceramica e botteghe artigiane ancora attive.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Si narra che la coppia di vasi di Carl’Antonio Grue, oggi orgoglio del museo, abbia decorato un salone del castello di Schönbrunn a Vienna, passando poi ai Savoia. Un vero pezzo di storia europea che racconta quanto la maiolica abruzzese fosse apprezzata dalle corti reali. Il museo vanta anche una credenza barocca di 19 piatti istoriati in oro, provenienti dalla bottega di Francesco Grue, e tre opere firmate dal maestro. Ogni pezzo racconta secoli di arte e passione.