Introduzione
Entrare in Villa Urania è come fare un tuffo nel passato. Questa elegante palazzina liberty, nascosta tra il traffico di Pescara, custodisce un tesoro: oltre 150 maioliche di Castelli, opere d’arte che hanno viaggiato per le corti d’Europa. Mai visto niente di simile? Preparati a rimanere a bocca aperta davanti a colori brillanti e dettagli che sembrano vivi. Un viaggio nella ceramica abruzzese che non dimenticherai.
Cenni storici
Villa Urania fu costruita nel
1896 dal barone Giandomenico Treccia come regalo alla moglie Urania, su progetto dell’ingegnere Francesco Selecchy. Sorgeva lungo il viale dei Pini (oggi viale Regina Margherita), in un’area allora parte di Castellammare, in piena espansione turistica grazie alla ferrovia del 1863. Negli anni la villa passò al professor Raffaele Paparella Treccia, che nel 1997 la donò alla Fondazione a lui intitolata, insieme alla sua preziosa collezione di maioliche. Oggi il museo è gestito insieme al Comune di Pescara.
- 1863: Arrivo della ferrovia Adriatica, boom turistico
- 1896: Costruzione di Villa Urania
- 1997: Donazione alla Fondazione Paparella Treccia Devlet
- Oggi: Museo aperto al pubblico
La credenza barocca: 19 piatti d’oro
Il pezzo forte del museo? Senza dubbio la credenza barocca, una serie incredibile di 19 piatti istoriati provenienti dalla bottega di Francesco Grue, seconda metà del Seicento. Sono decorati con stemmi, scene mitologiche e lumeggiature in oro. Un set così completo è unico al mondo. Tra questi, tre piatti sono firmati e uno reca il più antico stemma della dinastia Grue. Guardandoli, si capisce perché la maiolica di Castelli fosse ambita da papi e imperatori. L’esposizione scenografica li mostra tutti insieme, come una tavola imbandita per nobili.
Da Schönbrunn a Pescara: i vasi di Carl’Antonio Grue
I due giganti vasi istoriati di Carl’Antonio Grue non sono solo capolavori: hanno una storia da film. Erano nel castello di Schönbrunn a Vienna, proprietà dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo (1640-1705). Poi passarono ai Savoia e finirono a Stupinigi. Oggi sono qui, a Villa Urania, e ti guardano con scene bibliche talmente dettagliate da sembrare quadri. La tecnica è simile alla pittura ad olio, con colori vivi e prospettiva perfetta. Sono probabilmente i pezzi più pregiati del museo, testimoni del successo internazionale della ceramica abruzzese.
Perché visitarlo
Se ti piace l’arte, Villa Urania ti offre una collezione che non ha eguali in Abruzzo. In un solo pomeriggio puoi ammirare l’evoluzione della maiolica dal Cinquecento all’Ottocento, con opere di Grue, Fuina, Gentili e De Martinis. È anche un’occasione per capire come un piccolo borgo, Castelli, abbia conquistato le corti europee. Inoltre, la villa in sé è un gioiello liberty, con la sua facciata rossa e il portico colonnato. Consiglio: prenditi il tempo per leggere le didascalie, ti svelano aneddoti incredibili.
Quando andare
Il momento migliore? Metà pomeriggio, verso le 16, quando la luce entra dalle finestre e fa brillare i riflessi dorati delle maioliche. Se puoi, scegli un giorno infrasettimanale: il museo è piccolo e durante i weekend potrebbe essere più affollato. La primavera e l’autunno sono ideali, con temperature miti per passeggiare poi in centro. D’estate controlla gli orari serali, a volte fanno aperture straordinarie. Comunque, prima di andare, dai un’occhiata al sito web: gli orari cambiano spesso.
Nei dintorni
Se dopo la visita hai ancora voglia di arte, il Museo delle Genti d’Abruzzo è a pochi passi e ti farà conoscere la cultura regionale. Per una passeggiata, vai al lungomare di Pescara, con la sua pineta e il caratteristico Ponte del Mare. Se invece vuoi approfondire la storia della maiolica, ti consiglio una gita a Castelli, il borgo sull’altopiano del Gran Sasso dove queste opere sono nate: lì trovi il Museo della Ceramica e botteghe artigiane ancora attive.