Cosa vedere a Brescia: piazze, castello e musei


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per: chi ama l'arte, la storia e le atmosfere di città
  • Punto forte: la combinazione di siti UNESCO, piazze rinascimentali e musei
  • Da non perdere: il Castello, Santa Giulia e il Tempio Capitolino
  • Consiglio: visita anche la Pinacoteca Tosio Martinengo per i capolavori

Eventi nei dintorni


Brescia è una città che sorprende: un centro storico vivace, un castello medievale che domina dall'alto e una serie di musei di livello internazionale. Il Castello di Brescia offre una vista mozzafiato e ospita il Museo delle Armi Luigi Marzoli. Poco distante, il complesso di Santa Giulia conserva testimonianze romane e longobarde, patrimonio UNESCO. Passeggiando per Piazza della Loggia, capolavoro rinascimentale, e Piazza della Vittoria, si respira la storia. Da non perdere il Tempio Capitolino, i cui resti raccontano l'antica Brixia. Gli amanti dell'automobilismo troveranno pane per i loro denti al Museo Mille Miglia, mentre il Teatro Grande è un gioiello dell'opera. Brescia è una meta perfetta per un weekend all'insegna di arte, cultura e buona cucina.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Il Castello di Brescia: una fortezza che domina la città

Castello di BresciaArroccato sul colle Cidneo a circa 90 metri d’altezza, il Castello di Brescia – soprannominato il Falcone d’Italia – è uno dei complessi fortificati più imponenti d’Europa (secondo per estensione). La sua struttura racconta secoli di dominazioni: le mura merlate e il Mastio risalgono ai Visconti (XIV secolo), mentre i bastioni massicci e il portale monumentale con il leone alato sono opera dei Veneziani, che governarono la città per quattro secoli.

Due musei imperdibili sono custoditi tra le sue mura: il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, allestito nell’antico Mastio visconteo, con armature e armi dal Medioevo al Seicento; e il Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia”, che rievoca il ruolo centrale di Brescia nelle Dieci Giornate del 1849. Fu proprio da queste postazioni che il maresciallo Haynau bombardò la città in rivolta.

Ma il castello non è solo storia: è anche un parco pubblico dove passeggiare, ammirare la vista panoramica su tetti, Ronchi e Alpi, e scoprire curiosità come la locomotiva “Numero 1” del 1909, chiamata “Prigioniera del Falco d’Italia”, i resti romani dei magazzini dell’olio, e la Strada del Soccorso, un passaggio segreto visconteo. Per i più piccoli, c’è anche un app-game con Geronimo Stilton.

L’ingresso all’area del castello è libero e gratuito tutti i giorni dalle 6 alle 23. Per i musei serve il biglietto Castello (4 euro intero). Consiglio: salite al tramonto, il colpo d’occhio è da cartolina.

Castello di Brescia

Museo di Santa Giulia: un tuffo nel passato di Brescia

Museo di Santa GiuliaEntrare al Museo di Santa Giulia è come aprire un libro di storia che racconta Brescia dalle sue radici fino al Settecento. Ospitato nell'antico monastero fondato nel 753 d.C. dal re longobardo Desiderio e dalla moglie Ansa, questo complesso si estende su 14.000 metri quadrati ed è Patrimonio UNESCO dal 2011. Il percorso si snoda tra ambienti unici: la basilica di San Salvatore, con colonne romane e affreschi del Romanino; il Coro delle Monache, affrescato da Floriano Ferramola; e l'oratorio romanico di Santa Maria in Solario, dove è custodita la Croce di Desiderio, un capolavoro di oreficeria carolingia con 212 gemme. Ma il museo non è solo medioevo: sotto i vostri piedi, le Domus dell'Ortaglia conservano mosaici e affreschi di età romana (I-III secolo d.C.), visitabili su un percorso sopraelevato. Non mancano reperti preistorici, longobardi e veneti: oltre 11.000 opere in tutto. L'atmosfera è raccolta, quasi contemplativa, e ci si perde volentieri tra chiostri e giardini. Informazioni pratiche: il museo si trova in Via dei Musei 81/b, è aperto da martedì a domenica (10-18, ultimo ingresso 17:15), chiuso lunedì. Il biglietto intero costa 10€ (ridotto 7,50€), cumulabile con il Parco archeologico per 15€. Consiglio di dedicare almeno un paio d'ore, ma se siete appassionati, potreste restarci mezza giornata.

Museo di Santa Giulia

Il Tempio Capitolino: cuore della Brixia romana

Tempio CapitolinoSe passi da Brescia e ti trovi in Piazza del Foro, non puoi perderti il Tempio Capitolino. È il gioiello romano della città, costruito dall'imperatore Vespasiano nel 73 d.C. per celebrare la vittoria su Vitellio. Sì, proprio lui, quello del Colosseo a Roma. Qui però la storia è diversa: dopo un incendio nel IV secolo, il tempio fu sepolto da una frana del colle Cidneo e per secoli se ne perse traccia. Solo nel 1823 iniziarono gli scavi e riemersero queste imponenti rovine. Oggi ciò che vedi è in parte ricostruito, ma le colonne corinzie e le tre celle ti danno un'idea della maestosità originaria. La cella centrale conserva ancora il pavimento originale in marmo e breccia africana, con motivi a mosaico. Davanti, la scalinata ti porta su una terrazza dove un tempo sorgevano due fontane. E poi c'è il teatro romano accanto, in parte inglobato in un palazzo medievale. Il bello è che puoi visitare tutto con un unico biglietto, e se sei fortunato trovi aperta anche la cella del tempio repubblicano sottostante, con affreschi in stile pompeiano. Attenzione agli orari: in estate apre fino alle 19, inverno alle 18, ma chiuso il lunedì. Se hai problemi di mobilità, c'è un ascensore (chiedi alla biglietteria). E sappi che qui nel 1826 fu scoperta la famosa Vittoria Alata, ora al Museo di Santa Giulia. Insomma, un posto che respira storia a ogni angolo.

Tempio Capitolino

Piazza della Loggia: il cuore rinascimentale di Brescia

Piazza della LoggiaPasseggiare in Piazza della Loggia è come fare un salto indietro nel tempo. Aperta nel 1433, è considerata la più bella piazza di Brescia, con la sua forma rettangolare e i portici che la incorniciano. Il protagonista assoluto è Palazzo della Loggia, capolavoro rinascimentale costruito a partire dal 1492 e completato con il contributo di Andrea Palladio. Oggi è la sede del Municipio e si può visitare gratuitamente dal lunedì al venerdì (9-12:30 e 14-19) – da non perdere il Salone Vanvitelliano. Sotto il portico, due fontane in marmo di Botticino aggiungono freschezza. Sul lato sud spiccano i Monti di Pietà, dove sono murate iscrizioni romane: è considerato il più antico lapidario civico al mondo, risalente al 1480. Poco più in là, la Torretta dell'Orologio custodisce un orologio astronomico del XVI secolo. Sopra, due automi in rame chiamati 'macc de le ure' (matti delle ore) battono le ore. Imperdibile il Monumento alla Bella Italia di Giovanni Battista Lombardi (1864), dedicato alle Dieci Giornate di Brescia. La piazza, purtroppo, è anche tristemente nota per la strage del 28 maggio 1974, ricordata da una stele. Oggi è un luogo vivace, pieno di caffè e ristoranti, ideale per una sosta. L'accesso è libero e senza barriere, e si arriva comodamente con la metropolitana (fermata Vittoria).

Piazza della Loggia

Teatro Grande: un gioiello storico nel cuore di Brescia

Teatro GrandeSe passi per Brescia, il Teatro Grande è una tappa obbligata. Non solo perché è uno dei teatri più antichi d'Italia – le sue origini risalgono al 1664, quando l'Accademia degli Erranti costruì il primo teatro pubblico – ma anche perché dentro c'è una sorpresa continua. Il Ridotto, ad esempio, è un tripudio di rococò con affreschi di Francesco Battaglioli e Francesco Zugno: sembra di entrare in una sala da ballo settecentesca. E poi c'è la sala principale, progettata da Luigi Canonica nel 1810 con la classica forma a ferro di cavallo e cinque ordini di palchi. La capienza è di 970 posti, eppure non ti senti mai perso: ogni angolo ha un dettaglio, come il palco reale con decorazioni egizie o l'Orologio Lumino del 1815, rimesso in funzione dopo un restauro nel 2012.

Il teatro è anche un luogo di memoria: qui nel 1904 andò in scena la Madama Butterfly di Puccini dopo il fiasco alla Scala, e da allora è diventata un successo mondiale. Oggi ospita il Festival Pianistico Internazionale e la Festa dell'Opera, ma vale la pena visitarlo anche solo per il Caffè del Teatro Grande – aperto nei weekend – che ti permette di fare una pausa nel Ridotto, sorseggiando qualcosa mentre ammiri i soffitti affrescati. Le visite guidate (anche il Grand Tour estivo) ti portano dietro le quinte, sul palcoscenico e nei camerini. Insomma, non è solo un teatro: è un pezzo di storia bresciana da vivere.

Teatro Grande

Torre dell'Orologio: il tempo che danza in Piazza della Loggia

Torre dell'OrologioSe passi da Piazza della Loggia, non puoi non alzare lo sguardo verso la Torre dell'Orologio, costruita tra il 1540 e il 1550 su progetto di Lodovico Beretta. Quello che vedi non è un semplice orologio: è un complesso astronomico che, oltre alle ore, mostra le fasi lunari e i segni zodiacali, seguendo il sistema tolemaico. Il quadrante principale, dipinto da Gian Giacomo Lamberti nel 1547, conserva ancora il calendario giuliano (con l'equinozio l'11 marzo). Ma la vera sorpresa è sulla sommità: due automi in rame, soprannominati “Tone e Batista” (o in dialetto “I Màcc de le ure”, i matti delle ore), che dal 1581 scandiscono i rintocchi sulla campana. Sotto la torre, un passaggio del 1554 collega piazza Loggia a via Beccaria, mentre il porticato in pietra di Botticino aggiunto nel 1595 si estende lungo via Dieci Giornate. L'orologio è ancora funzionante – restaurato dal FAI nel 2000 – e ogni giorno regala uno spettacolo unico, unendo arte, storia e astronomia. Un consiglio? Cerca di essere lì allo scoccare dell'ora per vedere i due “matti” all'opera.

Torre dell'Orologio

Piazza della Vittoria: il cuore razionalista di Brescia

Piazza della VittoriaEntrando in Piazza della Vittoria, la prima cosa che colpisce è l'impressionante Torrione INA, che con i suoi 15 piani e 57,25 metri d'altezza fu il primo grattacielo costruito in Italia. Progettata da Marcello Piacentini tra il 1927 e il 1932, la piazza nacque dalla demolizione del quartiere medievale delle Pescherie – un intervento urbanistico tipico dell'epoca fascista, oggi oggetto di dibattito. Camminando sotto i portici in marmo bianco, noterai il contrasto tra lo stile neoclassico semplificato e gli elementi razionalisti. Sull'angolo a L si affacciano il Palazzo delle Poste con la sua bicromia bianco-ocra e la Torre della Rivoluzione, sotto la quale si trova l'arengario in pietra rossa di Tolmezzo, decorato con bassorilievi che raccontano la storia di Brescia: dalla Vittoria Alata alle Dieci Giornate. Purtroppo, l'originaria scultura "L'Era Fascista" di Arturo Dazzi, popolarmente detta "il Bigio", fu rimossa dopo la guerra e ora giace nei depositi comunali. Oggi la piazza è stata pedonalizzata e rinnovata: nel 2013 ha ricevuto nuova pavimentazione e una fontana. Se capiti la seconda domenica del mese, troverai il mercato dell'antiquariato che anima gli spazi. Sotto i tuoi piedi, un parcheggio sotterraneo da 450 posti e la fermata della metropolitana "Vittoria". È un luogo che non lascia indifferenti: un pezzo di storia urbanistica da osservare con occhio critico, ma anche un vivace punto di ritrovo per i bresciani.

Piazza della Vittoria

Pinacoteca Tosio Martinengo: un tesoro rinascimentale a Brescia

Pinacoteca Tosio MartinengoSe pensi che Brescia sia solo industria e piazze medievali, la Pinacoteca Tosio Martinengo ti farà cambiare idea. Ospitata nell'elegante Palazzo Martinengo da Barco (corso Cinquecento, ma rinnovato nell'Ottocento da Antonio Tagliaferri), la pinacoteca è un gioiello che custodisce cinque secoli d'arte. Riaperta nel 2018 dopo un restauro profondo, offre un percorso cronologico dal Trecento all'Ottocento, con un occhio di riguardo per la scuola bresciana del Rinascimento. Qui trovi i grandi nomi: Raffaello con l'Angelo e il Redentore, Lorenzo Lotto con l'Adorazione dei pastori, e i maestri locali Savoldo, Romanino e Moretto. Ma il museo è famoso anche per la ricca collezione di Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, con sedici tele che ritraggono poveri e umili con un realismo toccante – la celebre Lavandaia è imperdibile. Non mancano sculture di Canova e Thorvaldsen, vetri veneziani (collezione Brozzoni) e due monumentali tele di Francesco Hayez. L'allestimento moderno gioca con velluti colorati e illuminazione variabile, creando un'atmosfera intima. La visita dura circa 90 minuti, ed è accessibile con ascensore per sedie a rotelle. Orari: martedì-domenica 10-18 (fino alle 19 in estate), chiuso lunedì. Biglietto intero €12, oppure il biglietto integrato Musei (+ Brixia) a €19. Si arriva a piedi dalla metropolitana (fermata Vittoria) o con gli autobus. Insomma, un must per chi vuole capire l'anima artistica di Brescia.

Pinacoteca Tosio Martinengo

Museo delle Armi Luigi Marzoli: dentro il Mastio Visconteo

Museo delle armi Luigi MarzoliSe passate da Brescia e vi fermate al Castello, non perdetevi il Museo delle Armi Luigi Marzoli. È ospitato nel trecentesco Mastio Visconteo, un edficio che già da solo vale la visita: costruito nel 1343 da Luchino Visconti, poggia sui resti di un tempio romano del I secolo d.C., di cui si vedono ancora le fondamenta e una scalinata. All’interno, il museo raccoglie una delle più importanti collezioni europee di armature e armi antiche, frutto della passione di Luigi Marzoli, imprenditore di Palazzolo sull’Oglio che nel 1965 lasciò per testamento alla città la sua raccolta. Inaugurato nel 1988, espone oltre 700 pezzi che documentano la tradizione armiera bresciana dal XV al XVIII secolo. Vi troverete davanti a armature bresciane cinquecentesche, corsaletti da fante, e soprattutto le celebri canne gardonesi, armi da fuoco che hanno reso famosa Brescia in tutto il mondo. Tra i pezzi forti, un raro cappello d’arme tedesco (ne esistono solo tre esemplari al mondo), una gran celata alla veneziana, e una rotella da pompa del 1563 con scene mitologiche. Il percorso si snoda in dieci sale, con cavalieri in sella a cavalli di legno e affreschi viscontei che fanno da cornice. Consiglio di scaricare la EasyGuide gratuita (basta un QR code e un paio di auricolari) per non perdetevi i dettagli. Se venite con bambini, c’è l’app-game di Geronimo Stilton per esplorare in modo interattivo. Il museo fa parte del sistema Fondazione Brescia Musei, quindi valutate il biglietto integrato se volete visitare anche la Pinacoteca o Santa Giulia. Orari: da martedì a domenica, 10-18 (fino alle 19 in estate). Chiuso il lunedì. Insomma, un tuffo nella storia che non vi stancherete di ammirare.

Museo delle armi Luigi Marzoli

Parco archeologico di Brixia romana

Parco archeologico di Brixia romanaEntrare nel Parco archeologico di Brixia romana è come fare un salto indietro di duemila anni. Si trova proprio nel cuore di Brescia, e dal 2011 è patrimonio UNESCO. Non è un museo qualunque: è un vero e proprio quartiere romano venuto alla luce. La prima cosa che colpisce è il Capitolium, il tempio principale voluto da Vespasiano nel 73 d.C. Su tre celle conserva ancora i pavimenti originali in opus sectile, un mosaico di marmi colorati che toglie il fiato. Ma la star è la Vittoria Alata, una statua bronzea alta quasi due metri, ritrovata nel 1826 e restaurata di recente. È esposta nella cella orientale con un allestimento luminoso che la rende ancora più suggestiva. Accanto, il Santuario repubblicano, più antico (I secolo a.C.), con affreschi rarissimi che sembrano appena dipinti. E poi il Teatro romano, capace di 15.000 spettatori, parzialmente scavato nel colle Cidneo. Passeggiando tra i resti, non puoi non notare il Corridoio UNESCO, una passerella di un chilometro che collega il parco al museo di Santa Giulia: un percorso gratuito e aperto a tutti, che regala una vista unica sulla stratificazione storica della città. Io l'ho visitato di pomeriggio, quando la luce filtrava tra le colonne del Capitolium creando giochi d'ombra. Se andate, prendetevi tutto il tempo: c'è anche un'app-guida gratuita (EasyGuide) che vi racconta storie e curiosità. Per chi ha bambini, c'è il gioco 'Geronimo Stilton Adventures'. Orari: estate fino alle 19, inverno fino alle 18, chiuso il lunedì. Biglietto integrato con Santa Giulia a 15 euro. Insomma, un posto che a Brescia non potete perdere.

Parco archeologico di Brixia romana

Museo Mille Miglia: il tempio della corsa più bella del mondo

Museo Mille MigliaSe a Brescia volete respirare la leggenda dell'automobilismo, il Museo Mille Miglia è una tappa obbligata. Inaugurato nel 2004, è ospitato in un ex monastero benedettino del 1008, un connubio sorprendente tra sacro e profano. Qui la storia della celebre corsa – quella che Enzo Ferrari chiamò “la più bella del mondo” – rivive attraverso oltre 20 vetture d'epoca (Alfa Romeo, Jaguar, Mercedes-Benz, Maserati e tante altre) esposte a rotazione. Il percorso si snoda in nove sezioni cronologiche, dal 1927 al 1957, e ti viene dato un tablet con audioguida per accompagnarti. Non mancano filmati d'epoca, fotografie e cimeli: sembra quasi di sentire il rombo dei motori.

Una chicca: l'Archivio Storico con oltre 130.000 documenti digitalizzati, consultabile online. E dopo la visita? Fermati alla Taverna Mille Miglia per un assaggio di cucina bresciana. Piccola nota: dal 2026 il museo cambierà nome per una querelle legale con l'ACI (si chiamerà forse “Museo di Sant'Eufemia”), ma l'anima resta la stessa.

Orari: tutti i giorni 10-18. Biglietto intero 10€, ridotto over 65 8€, under 10 gratis. Arrivarci è facile: bus 3, fermata S. Eufemia.

Museo Mille Miglia

Palazzo Broletto: storia e fascino nel centro di Brescia

Palazzo BrolettoSe passi da Piazza Paolo VI, non puoi non notare il Palazzo Broletto, il cuore medievale di Brescia. Oggi ospita uffici comunali e provinciali, ma la sua storia comincia nel XII secolo. Il complesso è un mix di epoche: dalla Torre del Popolo (alta 53,7 metri) alla Loggia delle Grida, ricostruita nel Novecento. Il cortile interno è sempre aperto e collega la piazza a Via Mazzini: è un passaggio pedonale dove ti fermi a guardare la fontana settecentesca. Pochi sanno che qui si nasconde la Sala dei Cavalieri, con un ciclo di affreschi lungo 52 metri, il più lungo d'Italia a tema profano. Risale alla fine del Duecento e racconta scene di vita cittadina. Peccato che gli interni si visitino solo durante eventi speciali organizzati da FAI e Touring Club – io ho avuto la fortuna di partecipare a uno di questi tour e ne è valsa la pena. All'esterno, invece, puoi ammirare la facciata in cotto della chiesa di Sant'Agostino e i dettagli architettonici come i capitelli antelamici. Il palazzo ha subito modifiche nei secoli: nel 1626 aggiunsero un'ala di gusto classicheggiante, e i bombardamenti del 1944 hanno lasciato il segno. Passeggiando, noterai lapidi e affreschi frammentari. Se vai di sera, il cortile è illuminato e regala un'atmosfera speciale. Il tutto gratis: l'ingresso è libero. Per info su visite guidate, controlla il sito del Comune di Brescia.

Palazzo Broletto

Teatro Sociale: storia e rinascita

Teatro SocialeSe passeggiate per via Felice Cavallotti, a due passi da piazza Bruno Boni, vi imbatterete in un edificio elegante che racconta una bella storia di rinascita: il Teatro Sociale. Nato nel 1851 come Teatro Guillaume, era un teatro in legno per spettacoli equestri. Poi, nel 1905, fu ricostruito in stile Liberty, con cemento armato e decorazioni raffinate. Per decenni qui si sono tenuti operette, cabaret e concerti, mentre il vicino Teatro Grande ospitava la lirica. Poi l'abbandono, fino agli anni '80. Il restauro, durato dal 1988 al 1999, ha restituito alla città una sala da circa 600 posti, intima e raffinata, con la platea e due ordini di gallerie. Oggi il Teatro Sociale è la sede del Teatro Stabile di Brescia, gestito dal CTB: una programmazione di prosa, danza e musica che spazia dai classici ai contemporanei. L'atmosfera è accogliente, gli interni Liberty ben conservati. Se capitate in città, controllate il cartellone: magari trovate uno spettacolo che fa per voi. L'ingresso è a pagamento e il teatro è aperto solo in occasione degli eventi. È accessibile senza barriere architettoniche. Per info: tel. 030 2928617 o info@centroteatralebresciano.it.

Teatro Sociale

Parco delle Cave: un'oasi di natura ex industriale

Parco delle CaveIl Parco delle Cave è una delle sorprese più verdi di Brescia, un'area di 960 ettari nata dalla riqualificazione di vecchie cave di sabbia e ghiaia. Inaugurato nel 2018, questo parco locale di interesse sovracomunale (PLIS) si estende nella zona sud-orientale della città, abbracciando i quartieri di Buffalora, Sanpolino e San Polo. Qui, l'acqua ha ripreso il sopravvento: quattro laghi di falda – Canneto, Bose, Gerolotto e Fuserino – occupano gli antichi scavi, oggi circondati da prati, canneti e boschetti. È un posto che sorprende per la sua tranquillità, nonostante sia a due passi dal centro.

I percorsi ciclopedonali si snodano per circa 15 km, collegando tutti i laghi. Il fondo è sterrato e battuto, adatto anche a passeggini e biciclette. Attenzione però: lungo il tragitto ci sono poche zone d'ombra, quindi d'estate è meglio portare cappello e acqua. Io l'ho girato in una mattina di maggio, e il sole già picchiava forte. Per fortuna, ogni lago offre angoli diversi: al Gerolotto ci sono punti di osservazione per il birdwatching, mentre al Fuserino funziona una scuola di canottaggio. Il parco è sempre aperto, gratis, e si raggiunge facilmente in metro (fermate San Polino o Sant'Eufemia-Buffalora) o con il bus linea 9.

Se siete in cerca di un'esperienza diversa dal solito centro storico, il Parco delle Cave è il posto giusto. Non aspettatevi panchine o tavoli da picnic: qui si viene per camminare, correre, osservare gli uccelli o semplicemente godersi il silenzio, lontano dal traffico. Una vera boccata d'aria fresca per Brescia.

Parco delle Cave

Monumento al Moretto: un tuffo nell'arte bresciana

Monumento al MorettoSe capitate a Brescia, non potete perdervi il Monumento al Moretto, che domina l'omonima piazza. Questo omaggio al pittore rinascimentale Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, è un vero gioiello scultoreo. Realizzato da Domenico Ghidoni e inaugurato il 4 settembre 1898, il monumento racconta una storia affascinante. Ghidoni vinse un concorso pubblico del 1893, non senza polemiche, e l'opera finale fu svelata alla presenza dei ministri Fortis e Finocchiaro Aprile. La statua ritrae il Moretto con tavolozza e pennelli, mentre osserva un suo lavoro. Ma la parte più curiosa è il basamento, progettato dall'architetto Antonio Tagliaferri: qui siede la figura femminile della “pittura mistica”, ispirata alla modella Ninì Manziana Tagliaferri. Lo storico G. Panazza notò il vivace realismo e un tocco di preraffaellismo. Sui lati del basamento trovate le iscrizioni che ricordano il pittore e il lascito di G.B. Gigola che permise l'opera. La piazza stessa prende il nome dal monumento, ed è un punto di partenza ideale per scoprire le opere del Moretto in città. Passeggiando, noterete come la statua catturi la luce del mattino, regalando un'atmosfera speciale. Un consiglio da viaggiatore: fermatevi qualche minuto a osservare i dettagli – la modellazione della veste della figura femminile è sorprendente. Insomma, un luogo che parla di arte, storia e un po' di sana rivalità artistica.

Monumento al Moretto