Ca’ Pesaro è un palazzo barocco del XVII secolo sul Canal Grande che ospita due musei distinti in un unico biglietto. La Galleria d’Arte Moderna presenta opere di artisti come Klimt, Chagall e De Chirico, mentre il Museo Orientale conserva oltre 30.000 oggetti asiatici raccolti dal principe Enrico di Borbone. La posizione nel sestiere di Santa Croce è strategica, vicino alla stazione ferroviaria e al Ponte di Rialto.
- Palazzo barocco del XVII secolo progettato da Baldassarre Longhena con facciata in pietra d’Istria
- Galleria d’Arte Moderna con opere di Klimt, Chagall, De Chirico e artisti italiani del Novecento
- Museo Orientale con oltre 30.000 oggetti asiatici tra armature samurai, porcellane e stampe
- Terrazza panoramica al secondo piano con vista insolita sul Canal Grande
Palazzo barocco del XVII secolo sul Canal Grande con due musei: arte moderna di Klimt, Chagall e De Chirico e collezione orientale di 30.000 oggetti asiatici. Biglietto combinato e terrazza panoramica.
- Calle del Correggio, Venezia (VE)
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Cose da sapere
Introduzione
Cenni storici
- 1659-1710: Costruzione del palazzo per volere della famiglia Pesaro.
- 1899: Donazione al Comune di Venezia da parte di Felicita Bevilacqua La Masa.
- 1902: Apertura della Galleria Internazionale d’Arte Moderna.
- 1928: Inaugurazione del Museo Orientale al terzo piano.
Il Museo d’Arte Moderna: un viaggio nelle avanguardie
Il Museo Orientale: un angolo d’Asia sul Canal Grande
Perché visitarlo
Quando andare
Nei dintorni
💡 Forse non sapevi che…
Ca’ Pesaro ha una storia travagliata: costruito per la nobile famiglia Pesaro, fu completato solo un secolo dopo l’inizio dei lavori, nel 1710. Durante l’occupazione napoleonica, divenne sede del tribunale, mentre nel Novecento fu acquisito dal Comune di Venezia per ospitare le collezioni d’arte moderna. Un dettaglio curioso: il palazzo è soprannominato ‘la casa delle tre scale’ per la sua complessa distribuzione interna. Il Museo Orientale nacque dalla passione del principe Enrico di Borbone, che viaggiò in Asia tra il 1887 e il 1889, raccogliendo oggetti che oggi costituiscono una delle più importanti collezioni italiane di arte orientale.
