Basilica di San Giorgio Maggiore: Tintoretto e campanile panoramico

Progettata da Andrea Palladio e completata nel 1610, la Basilica di San Giorgio Maggiore sorge sull’omonima isola di fronte a Piazza San Marco. Al suo interno ammira capolavori di Tintoretto come l’Ultima Cena e la Raccolta della manna, oltre a opere di Sebastiano Ricci e Jacopo Bassano. Il campanile alto 75 metri, accessibile con ascensore, regala una vista mozzafiato su Venezia e la laguna.

Ingresso gratuito alla basilica
Campanile panoramico a 6€
Opere d’arte rinascimentali
Raggiungibile in vaporetto da San Marco


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Basilica di San Giorgio Maggiore: Tintoretto e campanile panoramico
Visita la Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia, capolavoro di Palladio con opere di Tintoretto. Salita al campanile per vista spettacolare su San Marco e la laguna. Ingresso gratuito, aperta tutti i giorni.

Cose da sapere


Introduzione

Lasciati alle spalle la folla di Piazza San Marco e prendi il vaporetto per l’isola di San Giorgio Maggiore. In pochi minuti ti trovi in un altro mondo, a pochi passi dal trambusto ma sospeso tra acqua e cielo. La basilica bianca di Palladio ti accoglie con la sua facciata solenne, quasi un tempio classico affacciato sul bacino. Entra e scopri gli ultimi capolavori del Tintoretto, poi sali sul campanile: da lassù Venezia è tutta tua, con la laguna che si perde all’orizzonte. Un’esperienza che unisce arte, storia e panorama – difficile chiedere di più.

Cenni storici

L’isola è abitata dai benedettini fin dal 982, quando il doge Tribuno Memmo la donò al monaco Giovanni Morosini. La prima chiesa era medievale, ma nel Cinquecento i monaci chiamarono Andrea Palladio per costruire il refettorio (1560–63) e poi la nuova basilica. La prima pietra fu posata nel 1566, la cupola nel 1576, ma la facciata venne completata solo nel 1610 da Vincenzo Scamozzi, trent’anni dopo la morte del maestro. Il campanile attuale, alto 75 metri, è del 1791, progettato da Benedetto Buratti dopo il crollo di quello quattrocentesco. Un cantiere durato quasi un secolo, che ha regalato a Venezia uno dei suoi gioielli rinascimentali.

  • 982 – Donazione dell’isola ai Benedettini
  • 1566 – Inizio costruzione della chiesa palladiana
  • 1576 – Completamento della cupola
  • 1591 – Termine del coro
  • 1610 – Facciata conclusa da Scamozzi
  • 1791 – Nuovo campanile (Benedetto Buratti)

Architettura palladiana e capolavori di Tintoretto

L’interno della basilica è un trionfo di equilibrio e luce. Palladio ha combinato pianta centrale e croce latina, con navata voltata a botte e cupola su tamburo. Le semicolonne e i pilastri creano una forte verticalità, mentre l’intonaco bianco esalta le opere d’arte. Al centro del presbiterio troneggiano due tele di Jacopo Tintoretto: l’Ultima Cena e la Raccolta della manna, dipinte tra il 1592 e il 1594. Nella cappella dei Morti, la Deposizione (sempre del Tintoretto) lo ritrae come Giuseppe d’Arimatea. Non perdere la Madonna col Bambino e Santi di Sebastiano Ricci (1708) e il coro ligneo intarsiato di Albert Van der Brulle, con scene della vita di San Benedetto.

Il campanile panoramico

Con i suoi 75 metri, il campanile di San Giorgio è il quarto più alto di Venezia. La novità? Si sale in ascensore: niente fatica, solo panorama. Dalla cella campanaria lo sguardo spazia su tutta la città: Piazza San Marco, Palazzo Ducale, la Punta della Dogana, la Giudecca e, nelle giornate limpide, i Colli Euganei e persino le Dolomiti. È il punto perfetto per scattare la foto ricordo con la basilica di San Marco alle spalle. Il biglietto costa 6€ (ridotto 4€ per studenti e over 65) e la salita è aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 (fino alle 19:00 in estate). Il consiglio? Vai nel tardo pomeriggio, quando la luce dorata accende i palazzi.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi per non saltare San Giorgio Maggiore. Primo: i Tintoretto. Pochi sanno che qui si trovano le sue ultime opere, intense e drammatiche, da ammirare senza ressa. Secondo: il silenzio. A differenza di San Marco, qui regna un’atmosfera quasi claustrale, ideale per assaporare l’arte in pace. Terzo: il panorama. Il campanile offre una vista a 360° su Venezia e la laguna, molto più ampia di quella dal campanile di San Marco (e con meno code). In più, l’isola ospita la Fondazione Giorgio Cini, con chiostri, biblioteche e mostre temporanee: un’intera giornata potrebbe volar via.

Quando andare

Se ami la luce morbida del tramonto, il tardo pomeriggio è il momento migliore. Il sole basso accende il marmo della facciata e tinge d’oro la laguna, mentre la folla dei turisti si dirada. In primavera e autunno le giornate sono fresche e limpide, ideali per la visuale dal campanile. D’inverno, con l’aria tersa, si vedono le montagne all’orizzonte. Evita le ore centrali in estate, quando il sole picchia forte e la luce è troppo dura per le foto. Al mattino presto, invece, l’isola è quasi deserta e regala un silenzio magico, rotto solo dal gorgheggio dei gabbiani.

Nei dintorni

L’isola di San Giorgio non è solo basilica. Subito accanto, il complesso della Fondazione Giorgio Cini merita una visita: ammira il Chiostro del Palladio, il Cenacolo palladiano (dove un tempo troneggiavano le Nozze di Cana di Veronese, ora al Louvre) e la Grande Scala di Longhena. Se ami l’arte contemporanea, non perdere Le Stanze del Vetro, spazio espositivo dedicato al vetro di Murano, con mostre sempre interessanti. E per un tocco bucolico, passeggia nel giardino delle Cappelle Vaticane, dieci piccole architetture di design internazionale. Prima di ripartire, fermati al Teatro Verde, anfiteatro all’aperto con vista sulla laguna – a volte c’è qualche concerto improvvisato.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Pochi sanno che nella Sala del Conclave della basilica nel 1800 fu eletto Papa Pio VII, e ancora oggi si vedono i quadretti con i nomi dei cardinali e un organo settecentesco funzionante. Inoltre, il refettorio ospitava le Nozze di Cana di Veronese, ora al Louvre dopo il saccheggio napoleonico.