Se ami la storia medievale, questo itinerario a piedi di un giorno ti porterà alla scoperta della Padova medievale, tra torri, mura e antichi castelli. In sole 8 tappe, visiterai il Duomo, le torri cittadine e le antiche mura, immergendoti nell’atmosfera di una città che fu tra le più importanti del Medioevo. Perfetto per un weekend o una gita fuori porta, questo percorso ti farà vivere la città in modo autentico, lontano dai soliti circuiti turistici. Preparati a camminare tra storia e leggenda, scoprendo angoli nascosti e monumenti iconici come la Basilica di Sant’Antonio e il Palazzo della Ragione. Un’esperienza che unisce cultura e passeggiata, ideale per chi vuole conoscere a fondo il cuore medievale di Padova.
🗺️ Itinerario in pillole
In un solo giorno, questo itinerario ti regala un tuffo nel Medioevo padovano, tra visite guidate e scorci suggestivi. Ideale per chi cerca un’escursione culturale ricca di storia e fascino.
- Ideale per: appassionati di storia medievale e viaggiatori curiosi.
- Punti forti: 8 tappe ben studiate, ingressi inclusi a monumenti simbolo e percorso a piedi nel centro storico.
- Per chi è: per chi vuole scoprire Padova autentica in poche ore, con soste per foto e approfondimenti.
Tappe dell’itinerario
Tappa n. 1
Castello Carrarese: l’antica fortezza dei signori di Padova
La nostra giornata alla scoperta della Padova medievale non poteva che iniziare dal Castello Carrarese, l’antica roccaforte dei signori della città. Costruito a partire dal 1374 per volere di Francesco il Vecchio da Carrara, questo imponente complesso sorge su preesistenti fortificazioni di Ezzelino III da Romano. Delle due torri che lo caratterizzano, la più antica è la Torlonga, poi trasformata in osservatorio astronomico (la Specola). Camminando nel grande cortile si nota l’impianto quadrangolare, un tempo cinto da fossato e ponti levatoi. I recenti restauri hanno riportato alla luce affreschi trecenteschi e le decorazioni a scacchi bianchi e rossi che un tempo coloravano le torri, simbolo del potere carrarese. Da qui un passaggio sopraelevato, detto “traghetto”, collegava il castello alla Reggia. Dopo la caduta dei Carraresi, la fortezza perse valore militare e divenne carcere fino agli anni Novanta. Oggi, sebbene parzialmente chiuso per restauri, il Castello Carrarese è il punto di partenza perfetto per capire come si intrecciavano potere, difesa e vita signorile nella Padova del Trecento.- Riviera Tiso da Camposampiero, Padova (PD)
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Tappa n. 2
Porta di Ponte Molino
Essenziale continuare il giro dopo il Duomo: basta attraversare il Ponte Molino, romano a cinque arcate (40-30 a.C.) – sì, ancora in uso – e vi trovate davanti alla Porta Molino. Alta quasi 26 metri, è l’unica porta delle mura comunali (1195-1210) conservata per intera altezza. La facciata nord è un arco trionfale romanico con due leoncini in pietra; lato sud invece due arcate, quella più grande a sesto acuto. Attenzione ai dettagli: gli alloggiamenti dei battenti sono ancora visibili! Il nome? Dai 33 mulini galleggianti sul Bacchiglione, smantellati nel 1884. Curiosità: qui nel ‘800 la parte superiore divenne serbatoio dell’acquedotto cittadino. E la leggenda di Galileo? Una lapide lo ricorda come osservatorio astronomico, ma gli esperti dicono sia inventata. Peccato sia chiusa al pubblico, ma da fuori si respira tutta la potenza medievale di Padova.- Via Dante, Padova (PD)
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Tappa n. 3
Torre degli Anziani
Dalla Porta di Ponte Molino, in pochi minuti vi trovate davanti alla Torre degli Anziani, la più antica torre civica di Padova. Per oltre 75 anni è rimasta chiusa, ma dopo un restauro durato più di un anno ha riaperto nel dicembre 2025. Alta 47 metri, con 190 gradini (in acciaio antiscivolo, in sostituzione della vecchia scala lignea), offre una vista a 360° che spazia fino alle Prealpi e ai Colli Euganei. Attenzione: la prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitati (20 ogni mezz’ora). La visita inizia con un video introduttivo nella saletta multimediale; poi si sale – sconsigliato a chi soffre di vertigini o claustrofobia. In cima, oltre al panorama, potete ammirare la grande campana del 1895, una delle più grandi del Triveneto. Se non potete salire, nessun problema: le telecamere in tempo reale trasmettono la vista nella saletta. Curiosità storica: la torre era chiamata anche Torre Bianca per l’antico intonaco a calce, e dal 1295 ospitava il campanone portato come bottino da Este.- Via Guglielmo Oberdan, Padova (PD)
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Tappa n. 4
Chiesa degli Eremitani: un tesoro tra affreschi e storia
Proseguendo da Torre degli Anziani, in pochi minuti arrivate in piazza Eremitani, dove vi aspetta una chiesa che racchiude secoli di arte e tragedia. La Chiesa degli Eremitani, costruita tra il 1276 e il 1306 per i frati agostiniani, è un capolavoro dell’architettura medievale. La sua facciata in cotto e pietra è semplice ma imponente, con un rosone centrale. Entrando, l’ampia navata unica è sovrastata da un soffitto ligneo a carena di nave, ricostruito dopo i bombardamenti dell’11 marzo 1944 che distrussero gran parte degli affreschi. La perdita più grave fu la Cappella Ovetari con i capolavori di Andrea Mantegna: oggi potete ammirare i frammenti superstiti, ricollocati nel 2006. Altrettanto preziose sono le opere di Guariento nella Cappella Maggiore e i monumenti funebri dei da Carrara. Dal 2021 la chiesa fa parte del sito UNESCO ‘Cicli di affreschi del XIV secolo di Padova’. L’ingresso è gratuito. Una tappa che vi farà riflettere sulla fragilità dell’arte e sulla forza della ricostruzione.- Piazza Eremitani, Padova (PD)
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Tappa n. 5
Porta Savonarola: trionfo rinascimentale tra le mura
Lasciata la Chiesa degli Eremitani, in pochi minuti si arriva a Porta Savonarola, l’ultima delle otto porte cinquecentesche delle mura di Padova, completata nel 1530. Progettata da Giovanni Maria Falconetto, è un arco di trionfo in miniatura: colonne in pietra d’Istria su base di trachite scura, con clipei raffiguranti Bacco, Pomona, Minerva e Medoacus. L’interno, a pianta ottagonale con nicchie e volta a spicchi, è sorprendentemente elegante per una struttura difensiva. Qui il tempo sembra sospeso: il ponte levatoio è stato sostituito da una passerella in legno, e il leone di San Marco in sommità è una copia degli anni ’30, dopo che i francesi distrussero l’originale nel 1797. Oggi la porta ospita la stazione ‘Mura Vive’, con un’installazione audiovideo che racconta la storia delle fortificazioni. Entrate e lasciatevi sorprendere dal contrasto tra la massiccia facciata esterna e la raffinata architettura interna, quasi uno studiolo rinascimentale.- Piazzale di Porta Savonarola, Padova (PD)
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Tappa n. 6
Basilica del Carmine: un tuffo nella devozione medievale
Continuando lungo il percorso medievale, ci si imbatte nella mole imponente della Basilica del Carmine, popolarmente chiamata ‘i Carmini’. Fondata nel 1212, fu affidata ai Carmelitani nel 1300 e ricostruita dopo il crollo del tetto nel 1491. La facciata settecentesca non deve ingannare: qui il Medioevo si respira ancora. Sulla porta maggiore, datata 1412, i battenti lignei intagliati a foglia d’acanto sono i più antichi di Padova. All’interno, a navata unica, l’attenzione va subito all’altare maggiore, dove troneggia la Madonna dei Lumini, un affresco di Stefano dall’Arzere trasportato qui nel 1576 come voto per la fine della peste. La tradizione vuole che la Vergine apparve in sogno ai frati promettendo la salvezza. Ogni anno, il 16 luglio, la statua della Madonna del Carmine sfila in processione. Da non perdere il paliotto dell’altare dei Molinari, che raffigura il vecchio Ponte Molino a tre arcate: una testimonianza unica della Padova che fu. Accanto, la Scoletta del Carmine conserva affreschi rinascimentali di Campagnola e Tessari. L’ingresso è libero, e la pace che si respira è un ottimo antidoto al caos cittadino.- Piazza Francesco Petrarca, Padova (PD)
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Tappa n. 7
Piazza dei Frutti: il cuore del mercato medievale
Lasciata la pace della Basilica del Carmine, il nostro itinerario ci porta nel cuore pulsante della Padova medievale: Piazza dei Frutti. Qui, fin dal XII secolo, si svolge il mercato di frutta e verdura, con bancarelle in legno su ruote che ancora oggi la animano dal mattino al tardo pomeriggio. Al centro troneggia la Colonna del Peronio, una colonna romanica sormontata da un capitello con zucca, palma, mela cotogna e pere – un omaggio alla vocazione commerciale della piazza. Il nome ‘Peronio’ deriva dal latino ‘perones’, gli stivaletti che si vendevano qui. Merita una sosta l’antica spezieria Ai due catini d’oro, nel loggiato del Palazzo del Consiglio, dove sono ancora incise le misure padovane per prevenire truffe. Da non perdere il Volto della Corda, un passaggio sospeso trecentesco che univa i palazzi del potere: qui venivano flagellati pubblicamente i truffatori. Una borsa marmorea in via Marsilio da Padova ricorda l’antica ‘Festa della Borsa’ del primo giovedì di maggio. Con i suoi bar, panetterie e pasticcerie storiche, Piazza dei Frutti è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.- Piazza dei Frutti, Padova (PD)
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Tappa n. 8
Loggia della Reggia dei Carraresi
Dalla vivace Piazza dei Frutti, in pochi passi si arriva a un angolo più raccolto: la Loggia della Reggia dei Carraresi. È l’ultima parte superstite della sontuosa residenza dei signori Da Carrara, che dominarono Padova nel Trecento. Costruita a partire dal 1338 per volere di Ubertino da Carrara, colpisce per le snelle colonne in marmo rosa di Verona, disposte su due livelli, a creare un portico elegante e slanciato. Dietro la loggia si apre la Sala delle Adunanze, un tempo cappella privata, dove il pittore Guariento affrescò tra il 1349 e il 1354 episodi dell’Antico Testamento. Il ciclo, oggi parte del sito UNESCO ‘Urbs Picta’, è uno dei capolavori del Trecento padovano. Da non perdere la mappa di Giovanni Valle del 1784, prima pianta di Padova realizzata con calcoli trigonometrici. Oggi sede dell’Accademia Galileiana, la loggia si visita gratuitamente dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12:30. Una tappa imperdibile per chi vuole respirare l’atmosfera della Padova medievale.- Via Arco Valaresso, Padova (PD)
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