Siena in 1 giorno: itinerario a piedi tra 10 palazzi storici e torri


Scopri Siena in un giorno con un itinerario a piedi tra 10 palazzi storici e torri medievali. Lasciati guidare attraverso il centro storico, patrimonio UNESCO, visitando dimore nobiliari e torri che raccontano secoli di storia. Un percorso alternativo ai classici, che parte da Palazzo del Magnifico e arriva a Palazzo Venturi Gallerani, toccando gioielli architettonici come Palazzo Salimbeni, Palazzo Piccolomini e la Torre del Mangia. Ogni tappa è un tuffo nel passato repubblicano di Siena, tra affreschi, cortili e prospetti gotici. Perfetto per chi ama l'arte e la storia, questo itinerario di un giorno ti permette di vivere Siena in modo autentico, senza fretta, scoprendo angoli meno battuti. Pratico e dettagliato, con indicazioni utili su orari e accessi, è ideale per un weekend lungo o una gita fuori porta.

🗺️ Itinerario in pillole

Un itinerario di un giorno a piedi tra i palazzi storici e le torri di Siena, un percorso originale che svela il lato meno noto della città. Ideale per chi cerca un'esperienza culturale fuori dai circuiti turistici di massa.

  • Ideale per viaggiatori curiosi e appassionati di storia e architettura.
  • Punti forti: percorso esclusivo su 10 tappe, dettagli pratici per ogni palazzo, itinerario a piedi senza stress.
  • Per chi è pensato per escursioni di un giorno e city break culturali.

Tappe dell'itinerario


Palazzo del Magnifico: un tuffo nel sogno rinascimentale

Palazzo del MagnificoIniziamo la nostra camminata da un luogo che è tutto tranne che scontato. Il Palazzo del Magnifico, un tempo dimora di Pandolfo Petrucci – il signore di fatto di Siena tra il 1487 e il 1512 – oggi è un accogliente B&B in Via di Monna Agnese. La sua storia è affascinante: Petrucci, soprannominato il Magnifico per la sua opera di pacificazione, fece costruire il palazzo nel 1508 su disegno di Giacomo Cozzarelli. Il salone principale era un capolavoro, con un soffitto dipinto dal Pinturicchio e affreschi di Signorelli e Genga, purtroppo smembrati e sparsi tra il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Londra e la Pinacoteca Nazionale di Siena. Oggi, entrando nel palazzo, si respira ancora quell'atmosfera di potere e raffinatezza, ma con i comfort moderni: camere con pavimenti in parquet, soffitti affrescati, e una colazione continentale che ti prepara per la giornata. Se ti piace immaginare la vita di un tempo mentre ti godi un caffè, questo è il posto giusto.

Devi andarci se...

Se sogni di dormire in un palazzo rinascimentale, con un passato di intrighi e arte, ma con la praticità di un B&B moderno, sei il viaggiatore giusto per Palazzo del Magnifico.

Palazzo del Magnifico

Palazzo Reale

Palazzo RealePalazzo Reale si impone al centro di Piazza Jacopo della Quercia, proprio di fronte al Duomo. Iniziato nella seconda metà del Quattrocento da Jacopo Petrucci come dimora familiare, passò poi al figlio cardinale Raffaello. Dopo la caduta della Repubblica di Siena, i Medici lo acquistarono nel 1593 e lo trasformarono in simbolo del loro dominio: l'architetto Bernardo Buontalenti lo ricostruì tra il 1590 e il 1594, e successivamente il governatore Mattias de' Medici affidò a Benedetto Giovannelli Orlandi una ristrutturazione che lo rese una vera reggia. Oggi ospita la Prefettura e l'Amministrazione Provinciale, da cui il nome di “palazzo del Governo”. L'accesso è libero, ma alcune aree sono riservate agli uffici; vale la pena entrare almeno nel cortile buontalentiano e, se possibile, dare un'occhiata al Saloncino, il piccolo teatro di corte costruito negli avanzi del Duomo Nuovo. All'interno si conservano affreschi seicenteschi e arazzi fiamminghi, testimonianze del prestigio di questa residenza medicea.

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Chi visita Palazzo Reale è un viaggiatore curioso che cerca il lato meno turistico di Siena: non solo arte, ma anche il potere che ha plasmato la città, tra fasti medicei e vita istituzionale di oggi.

Palazzo Reale

Torre del Mangia: vista mozzafiato su Siena

Torre del MangiaDa Piazza del Campo, lo sguardo sale inevitabilmente verso la Torre del Mangia, la torre civica del Palazzo Pubblico che domina la città con i suoi 87 metri d'altezza (102 con il parafulmine). Costruita tra il 1325 e il 1348 in laterizio e pietra, è la terza torre antica più alta d'Italia. Il nome curioso deriva dal primo campanaro, Giovanni di Balduccio, soprannominato “Mangiaguadagni” (poi abbreviato in “Mangia”) perché sperperava tutto il salario nelle osterie. Per arrivare in cima bisogna affrontare circa 400 gradini (non c'è ascensore), ma la fatica è ampiamente ripagata: dal belvedere, con il bel tempo, si vede fino al Monte Amiata. In cima troneggia il Campanone (detto “Sunto”), una campana da 6.764 kg fusa nel 1666, il cui suono grave accompagna il Palio e le feste cittadine. Attenzione agli orari: da marzo a ottobre si sale fino alle 19, in inverno fino alle 16, con ingressi ogni 45 minuti. Il biglietto costa 10 € (o 15 € cumulativo con il Museo Civico) e si acquista solo il giorno stesso. Consiglio: arrivate presto per evitare la coda e godervi la vista con calma.

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Chi sale sulla Torre del Mangia è un viaggiatore determinato, pronto a faticare per una ricompensa unica: il panorama a 360 gradi su Siena e sulle colline toscane.

Torre del Mangia

Palazzo Sansedoni

Palazzo SansedoniDalla Torre del Mangia, basta attraversare la piazza per imbattersi in un altro gioiello: Palazzo Sansedoni. Sì, proprio quello con la facciata curvilinea in laterizio che segue l'andamento del Campo. Quello che forse non sapete è che qui sorgeva la torre più alta di Siena prima che fosse costruita la Mangia: ben 62 metri di mattoni e pietra, eretta tra il 1243 e il 1261 dalla famiglia Sansedoni, una delle più influenti del Medioevo senese. Poi, nel 1760, fu abbattuta perché pericolante, lasciando spazio all'attuale palazzo settecentesco. Oggi è sede della Fondazione Monte dei Paschi, ma si può visitare su prenotazione. All'interno vi aspettano la cappella barocca del Beato Ambrogio Sansedoni – con affreschi dei fratelli Melani e di Gabbiani – e una ricca collezione d'arte che va dal Trecento all'Ottocento. Attenzione: l'ingresso non è sulla piazza ma da Vicolo dei Borsellai, un passaggio che sembra quasi nascondere il palazzo. Un consiglio? Se siete in città il 20 dicembre, non perdetevi la messa in onore del Beato Ambrogio, celebrata proprio qui.

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Chi visita Palazzo Sansedoni è un viaggiatore curioso, appassionato di storie familiari e di arte barocca, pronto a scoprire un gioiello nascosto dietro la facciata curvilinea.

Palazzo Sansedoni

Palazzo Piccolomini: l'Archivio di Stato e le celebri tavolette

Palazzo PiccolominiDopo aver percorso il dedalo di vicoli che da Palazzo Sansedoni vi ha condotto fin qui, vi trovate davanti a un'altra icona del Rinascimento senese: Palazzo Piccolomini. Costruito a partire dal 1469 su disegno di Bernardo Rossellino, questo palazzo è la magnifica dimora cittadina dei banchieri Piccolomini, con una facciata in pietra che ricorda Palazzo Rucellai a Firenze. Guardate in alto: le bifore divise da marcapiani e il cornicione sono un trionfo di equilibrio. Al piano terra, i braccioli in ferro battuto sono originali. Oggi l'edificio è la sede dell'Archivio di Stato, che custodisce un gioiello unico: il Museo delle Tavolette di Biccherna. Si tratta di antiche copertine di registri contabili, decorate da artisti senesi dal XIII al XVIII secolo – una finestra sulla vita amministrativa e artistica della città. L'ingresso è gratuito, ma occhio agli orari: spesso apre solo la mattina. Un consiglio? Fermatevi ad ammirare i crescenti dello stemma Piccolomini incisi sulla facciata, e se siete fortunati, potrete visitare anche il cortile interno. Una tappa imperdibile per chi cerca la Siena meno affollata.

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Chi visita Palazzo Piccolomini è un viaggiatore curioso, appassionato di storia amministrativa e arte minore, capace di fermarsi a osservare i dettagli di una facciata rinascimentale e scoprire tesori nascosti in un archivio.

Palazzo Piccolomini

Palazzo Tolomei

Palazzo TolomeiLasciatevi alle spalle il fiume di turisti e imboccate Vicolo della Torre: ecco Palazzo Tolomei, il più antico palazzo privato di Siena. Superata la lupa di stagno che troneggia su una colonna, alzate lo sguardo verso le dieci bifore gotiche incorniciate da archetti acuti e occhi trilobi: sono considerate le più belle della città. La famiglia Tolomei, potentissimi banchieri, lo costruì prima del 1205, ma dopo la distruzione del 1267 per vendette politiche, lo riedificarono tra il 1270 e il 1275. Qui visse Pia dei Tolomei, la nobildonna citata da Dante nel Purgatorio, che soleva affacciarsi da quelle finestre prima di morire in Maremma. Oggi il palazzo ospita la Cassa di Risparmio di Firenze, ma la facciata è liberamente ammirabile. Notate il massiccio portale centrale e i busti leonini: dettagli che raccontano secoli di potere.

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Chi arriva fin qui è un viaggiatore con il naso all'insù, capace di leggere i segni del tempo tra le bifore e di emozionarsi davanti alla storia di una donna diventata leggenda.

Palazzo Tolomei

Palazzo Bichi Ruspoli

Palazzo Bichi RuspoliProseguendo su Banchi di Sopra, ecco Palazzo Bichi Ruspoli, un gioiello che unisce tre anime: una torre del Duecento, un palazzo quattrocentesco e una residenza settecentesca voluta dai marchesi Bichi Ruspoli. L'architetto Jacopo Franchini firmò la ristrutturazione in stile tardo barocco, mentre all'interno il piano nobile conserva intatte le tappezzerie originali del Settecento, con ricami a punto pieno e applicazioni in seta rosa cipria. Tre sale in successione – dell'Aurora, di Apollo e le Muse, della Pace e le Virtù – mostrano affreschi e specchi che amplificano la luce. Oggi sede di Confindustria Toscana Sud, il palazzo è visitabile solo in occasioni speciali, ma la facciata su Banchi di Sopra racconta già secoli di storia. Notate i tre diversi paramenti murari: segno evidente dell'accorpamento.

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Il viaggiatore che cerca il Settecento senese, lontano dai percorsi battuti, qui scopre un interno prezioso e ancora vissuto, dove il lusso discreto di una famiglia nobiliare si svela tra stucchi e sete.

Palazzo Bichi Ruspoli

Palazzo Tantucci

Palazzo TantucciLasciata Banchi di Sopra, ci immergiamo in Via dei Montanini fino a imbatterci in Palazzo Tantucci, un edificio che segna simbolicamente la fine della Repubblica di Siena. Costruito nel 1548 su commissione di Mariano Tantucci e progettato da Bartolomeo Neroni detto “il Riccio”, questo palazzo manierista è l’ultimo grande edificio pubblico eretto prima della caduta della città. La facciata, semplice ma elegante, si affaccia su Piazza Salimbeni, in dialogo con i vicini palazzi Salimbeni e Spannocchi. Dal 1868 è di proprietà del Monte dei Paschi di Siena, che lo ha integrato nel suo complesso direzionale. Oggi purtroppo non è aperto al pubblico (è sede di uffici), ma vale la pena osservare da fuori la sua architettura tardo rinascimentale. Se guardate bene, noterete la continuità con gli edifici adiacenti: nel XIX secolo l'architetto Giuseppe Partini riunificò le tre costruzioni in un unico scenario urbano armonico.

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Il viaggiatore che ama le atmosfere di fine periodo storico qui respira l'ultimo respiro della libertà repubblicana, prima che Siena diventasse medicea, tra pietre che parlano di potere e di memoria.

Palazzo Tantucci

Palazzo Buonsignori e la Pinacoteca Nazionale

Palazzo BuonsignoriDopo Palazzo Tantucci, risaliamo verso via San Pietro, dove ci accoglie uno dei palazzi privati più belli di Siena: Palazzo Buonsignori. Costruito a metà Quattrocento per il banchiere Giovanni Bichi, ha una facciata in laterizio con merli guelfi e trifore che ricordano il Palazzo Pubblico. Dal 1932 ospita la Pinacoteca Nazionale, un viaggio imperdibile nella pittura senese. Qui trovi capolavori su fondo oro di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, oltre a tavole di Sassetta e Giovanni di Paolo. Non perdere la collezione Spannocchi con un San Girolamo di Albrecht Dürer e una Natività di Lorenzo Lotto. Il palazzo confina con Palazzo Brigidi, dove una scala a chiocciola detta “della Pia” rievoca la Pia de’ Tolomei dantesca. L’atmosfera è raccolta, quasi mistica: è il luogo ideale per immergersi nell’arte medievale, lontano dal caos.

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Il visitatore che ama l’arte sacra e i fondi oro qui trova un concentrato di capolavori senesi, tra Duccio e i Lorenzetti, in un palazzo storico che sembra uscito da un libro illustrato.

Palazzo Buonsignori

Palazzo Venturi Gallerani: l'ultima gemma neoclassica

Palazzo Venturi GalleraniChiudiamo l'itinerario con un gioiello meno noto: Palazzo Venturi Gallerani, in via delle Cerchia 5. Costruito tra 1777 e 1791 in stile neoclassico, è un palazzo nobiliare che oggi si può ammirare solo dall'esterno – ma che storia! Al piano nobile, gli affreschi su cera di Luigi Ademollo raccontano scene mitologiche: un Baccanale con fanciulle in pepli azzurri, episodi dell'Iliade (Achille che trascina Ettore) e cavalli che guidano Annibale. Ma il pezzo forte è la Cappella del beato Andrea Gallerani, fondatore dell'Ospedale della Misericordia. Sopra la porta, un'epigrafe latina ricorda che qui Papa Pio VI, esiliato da Roma, trovò rifugio durante il terremoto del 26 maggio 1798: pregò il beato e la città fu risparmiata. Un ultimo tuffo nella Siena intima, tra arte e devozione.

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Il viaggiatore curioso che cerca angoli nascosti, tra affreschi neoclassici e memorie papali, qui trova un finale inaspettato e ricco di fascino.

Palazzo Venturi Gallerani

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