Cosa vedere a Sassari: musei, piazze e monumenti imperdibili


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per un weekend culturale o una sosta in un tour della Sardegna
  • Punti forti: Museo Sanna, Monte d'Accoddi, centro storico vivace
  • Consigliato: visitare in primavera o autunno per clima mite
  • Da non perdere: Fontana del Rosello, Piazza d'Italia e cucina sarda

  • Eventi nei dintorni


    Sassari è una città che sorprende: non solo trampolino per le spiagge della Sardegna, ma anche un centro storico vivo, con monumenti che raccontano secoli di storia. In questo articolo vi porto alla scoperta dei luoghi imperdibili: dal Museo Nazionale Sanna, con i suoi reperti archeologici, al misterioso altare prenuragico di Monte d'Accoddi, unico nel suo genere. Passeggiando per le piazze, come Piazza d'Italia, e ammirando la Fontana del Rosello, capirete perché Sassari merita una sosta. Il Teatro Comunale e la Pinacoteca Nazionale completano l'offerta culturale. Ideale per un weekend o una tappa di un tour in Sardegna, Sassari offre anche ottima cucina: assaggiate i pregiati formaggi e il pane carasau. Preparatevi a un viaggio tra arte, archeologia e tradizioni.

    Panoramica



    Itinerari nei dintorni


    Museo nazionale Sanna: il tesoro archeologico di Sassari

    Museo nazionale SannaEntrare al Museo nazionale G. A. Sanna è come immergersi nella storia della Sardegna. Situato in via Roma 64, l'edificio stesso merita una sosta: progettato tra il 1926 e il 1932, ricorda un tempio classico con la sua scalinata in vulcanite rossa e le colonne doriche. Il museo è intitolato a Giovanni Antonio Sanna, deputato e imprenditore minerario che donò la sua collezione di 250 dipinti e reperti archeologici. Oggi, il percorso espositivo copre un arco temporale che parte dal Paleolitico inferiore (500.000 anni fa) fino al Medioevo. Tra i pezzi forti, non perderti la foresta pietrificata dell'Anglona, la statua-menhir di Genna Arrele e il frammento di mosaico romano con scudi ellittici, il più antico della Sardegna settentrionale. La sezione nuragica è spettacolare: ammira il modellino di nuraghe quadrilobato da Olmedo e la celebre navicella “del Re Sole”. Attenzione: la pinacoteca originale è stata trasferita al MUS'A, ma qui trovi una ricca sezione etnografica con costumi tradizionali e gioielli. Il museo è completamente accessibile e organizza visite guidate. Prezzo: €4, e ci vogliono circa 2-2,5 ore per una visita completa. Insomma, una tappa obbligata per capire la Sardegna più autentica.

    Museo nazionale Sanna

    Monte d'Accoddi: l'enigmatico altare preistorico alle porte di Sassari

    Monte d'AccoddiSe pensi che la Sardegna preistorica sia solo nuraghi, preparati a ricrederti. A pochi chilometri da Sassari, lungo la SS 131 per Porto Torres, sorge Monte d’Accoddi, un altare megalitico a forma di piramide tronca che non ha eguali nel Mediterraneo. Scoperto nel 1952 dall’archeologo Ercole Contu, questo sito svela una storia lunga millenni. Il monumento principale è una struttura a gradoni alta circa 9 metri, con base di 37,5×30,5 metri e una rampa di accesso lunga 41,5 metri – una vera e propria ziqqurat ante litteram. Ma sotto la superficie si nasconde un segreto: un tempio più antico, il cosiddetto “Tempio Rosso”, intonacato di ocra rossa, risalente al Neolitico finale (3500-2900 a.C.). Dopo un incendio, fu inglobato in una piattaforma più grande, andando a formare l’altare che vediamo oggi.

    Passeggiando tra i resti del villaggio, noterai elementi davvero suggestivi: un enorme lastrone calcareo di 8,2 tonnellate forato da sette fori, usato per offerte; un menhir alto 4,4 metri; e due misteriose pietre sferoidali, forse simboli solari. L’atmosfera è magica, quasi fuori dal tempo. E la cosa bella è che il sito è ben gestito: l’ingresso costa solo 5 euro (4 ridotto, gratuito sotto i 18 anni) e le visite guidate sono incluse in tutte le fasce orarie. Aperto da martedì a domenica, con orari che variano in base alla stagione (10-18 da aprile a ottobre, 10-14 da novembre a marzo). Per raggiungerlo, prendi la SS 131, segui le indicazioni per Bancali e poi per Monte d’Accoddi. Se preferisci i mezzi pubblici, la linea ARST 719 collega Sassari e Porto Torres.

    Un consiglio: dopo la visita, fai un salto al Museo Nazionale G.A. Sanna di Sassari, dove sono esposti i reperti più significativi del sito. Monte d’Accoddi è una tappa imperdibile per chi vuole capire le radici della civiltà sarda, lontano dal turismo di massa.

    Monte d'Accoddi

    Teatro Comunale: il tempio della musica a Sassari

    Teatro ComunaleIl Teatro Comunale di Sassari è il gioiello contemporaneo della scena culturale cittadina. Con i suoi 1.421 posti, è il più grande della Sardegna e sorge nel quartiere liberty dei Cappuccini, accanto alla chiesa omonima e al Conservatorio Luigi Canepa, formando il vivace polo artistico "Distretto della musica e della creatività". La sua storia è stata travagliata: progettato nel 1984 dall'architetto sassarese Elia Lubiani, i lavori iniziarono nel 1990 ma si protrassero per oltre vent'anni, rallentati da scarsi finanziamenti e da un misterioso incendio nel 2007. Finalmente, il 21 febbraio 2012 fu inaugurato informalmente alla presenza del Presidente Napolitano, mentre l'opera ufficiale di apertura fu il Romeo et Juliette di Gounod il 12 ottobre dello stesso anno. Oggi il teatro è la casa dell'Ente Concerti Marialisa de Carolis, che vi mette in scena stagioni liriche, sinfoniche, di prosa e danza di altissimo livello. I sassaresi lo vivono con passione, ma anche con qualche mugugno: le prime file della galleria hanno visibilità ridotta e d'inverno qualche corrente d'aria fredda dà fastidio. Però l'acustica è buona – anche se per le opere più imponenti si ricorre all'amplificazione – e il programma è ricchissimo: dalla lirica tradizionale a spettacoli comici, musical e concerti internazionali. Un consiglio da insider: prenota con largo anticipo i posti centrali di platea e, se vieni nei mesi freddi, porta una sciarpa. Il teatro si trova in Viale Trieste 5, la biglietteria è in Piazzale Cappuccini (tel. 079 290881) e i biglietti si possono acquistare anche online su Vivaticket. Merita una visita anche solo per ammirare l'architettura moderna e respirare l'atmosfera di un luogo dove la cultura batte forte.

    Teatro Comunale

    Pinacoteca Nazionale di Sassari: arte e storia nel Canopoleno

    Pinacoteca nazionale di SassariSituata nel cuore di Sassari, in piazza Santa Caterina, la Pinacoteca Nazionale è ospitata nell'ex Collegio gesuitico del Canopoleno, un edificio seicentesco dal fascino austero. Entrando, si respira un'atmosfera solenne, amplificata dagli ampi spazi e dai pavimenti in cotto e marmo. Il museo, inaugurato nel 2008, raccoglie oltre 400 opere, prevalentemente pittoriche, che raccontano secoli di arte italiana ed europea. La collezione nasce grazie a generosi mecenati: il primo è Giovanni Antonio Sanna, che nel 1875 donò alla città una raccolta di oltre 250 dipinti, tra cui il prezioso Trittico dei Libri di Mariotto di Nardo (1400 circa) e la Madonna col Bambino di Bartolomeo Vivarini (1473). Poco dopo, il collezionista Giuseppe Tomè aggiunse opere di artisti sardi del primo Novecento, come Giuseppe Biasi e Filippo Figari. Il percorso espositivo si snoda su tre piani: si parte dal Medioevo, con un crocifisso ligneo del Duecento e tavole del Maestro di Castelsardo, per arrivare al Novecento, con una sala dedicata alla pittrice sassarese Edina Altara. Da non perdere le tele di Giovanni Marghinotti, il primo pittore sardo ad avere successo fuori dall'isola, e le opere grafiche di Biasi e Dessy. Se siete appassionati d'arte, qui troverete un concentrato di storia e bellezza, lontano dalle folle. La domenica l'ingresso è spesso gratuito (prima domenica del mese), e il biglietto ridotto costa solo 2 euro. Un consiglio: controllate gli orari, perché il museo è chiuso il lunedì e alcune domeniche. Indirizzo: via Santa Caterina 4. Per info: 079 231560.

    Pinacoteca nazionale di Sassari

    Museo della Brigata Sassari: storia viva tra cimeli e trincee

    Museo della Brigata SassariSe passi da Sassari, non puoi perderti il Museo della Brigata Sassari. È un posto che ti prende subito: ti trovi in Piazza Castello, entri nella Caserma Lamarmora (un palazzo ottocentesco costruito dove sorgeva l’antico castello aragonese) e al piano terra ti si apre un mondo. Il museo è nato nel 1992 per ricordare le gesta della Brigata meccanizzata ‘Sassari’, un reparto unico: reclutato solo tra sardi, si è distinto per compattezza e coraggio durante la Prima Guerra Mondiale. Qui dentro vedi documenti, fotografie, uniformi, armi d’epoca e una ricostruzione in scala 1:1 di una trincea – fa quasi sentire l’odore della terra e della polvere da sparo. La Brigata ebbe due Medaglie d’Oro al Valor Militare, e tra i suoi ufficiali spiccavano figure come Emilio Lussu e Alfredo Graziani. Il percorso si snoda in cinque sale: si parte con le carte delle battaglie, si passa alla vita in trincea, fino ai giorni nostri, con le missioni di pace in Kosovo, Afghanistan e Libano. Nel 2022 ha avuto circa 5000 visitatori, ma è ancora un gioiello poco conosciuto. L’ingresso è gratuito, e da lunedì a giovedì si può visitare dalle 8:30 alle 16:30 (il venerdì solo fino alle 12:00). Sabato e domenica solo su prenotazione. Per me, è uno di quei luoghi che ti fanno capire il legame profondo tra la Sardegna e la sua storia – da vedere assolutamente.

    Museo della Brigata Sassari

    Fontana del Rosello: il simbolo seicentesco di Sassari

    Fontana del RoselloSe c'è un monumento che racchiude l'anima di Sassari, è la Fontana del Rosello. Costruita tra il 1603 e il 1606 da maestranze genovesi, è un capolavoro tardo-rinascimentale unico in Sardegna. La sua realizzazione? Costò mille scudi, pagati con una tassa pubblica. E ne è valsa la pena: dodici bocche, dette Cantaros, simboleggiano i mesi dell'anno, mentre quattro statue allegoriche rappresentano le stagioni. Inverno, Primavera, Estate e Autunno ricordano il passare del tempo, come l'acqua che scorre. Attenzione: tre statue sono copie dell'Ottocento. Quelle originali andarono distrutte durante i moti antifeudali del 1795. L'unica superstite, l'Estate, è custodita al Palazzo di Città. La fontana sorge sopra l'antica fonte di Gurusele, usata già in epoca romana per rifornire l'acquedotto di Turris Libisonis (Porto Torres). Per secoli è stata un punto vitale: le massaie ci lavavano i panni, gli acquaioli riempivano barili caricati sugli asini. A fine Ottocento si contavano quasi trecento asini per questo lavoro! Una canzone sassarese, Carraioru Di Ruseddu, ne canta la fatica. Oggi puoi visitarla gratuitamente dal martedì al sabato (10-19) e la domenica (10-14). È chiusa il lunedì. Attenzione: non è accessibile alle persone con disabilità. Se vuoi un assaggio di storia autentica, prenota una visita guidata. E non dimenticare: nel 1975 finì su un francobollo delle Poste Italiane. La Fontana del Rosello è molto più di una fontana: è il cuore pulsante di Sassari.

    Fontana del Rosello

    Piazza d'Italia: il salotto buono di Sassari

    Piazza d'ItaliaPiazza d'Italia è il cuore pulsante di Sassari, il suo salotto buono. Affacciata appena fuori le antiche mura medievali, questa piazza nasce con l'unità d'Italia e rappresenta l'espansione ottocentesca della città. Progettata nel 1837 dall'ingegnere Enrico Marchesi con una forma ottagonale, i lavori iniziarono nel 1872 e in quattro anni vennero realizzati la pavimentazione in granito e i due palazzi che la incorniciano. Al centro domina la statua di Vittorio Emanuele II, opera dello scultore Giuseppe Sartorio, inaugurata il 19 aprile 1899 alla presenza dei reali. Quell'evento diede vita alla prima edizione della Cavalcata Sarda, ancora oggi una delle feste più amate. Sulla piazza si affacciano due gioielli architettonici: Palazzo Sciuti, sede della Provincia, con le sue 265 sale e la sala consiliare affrescata da Giuseppe Sciuti con un'allegoria della storia d'Italia; e Palazzo Giordano, in stile neogotico-veneziano, con la sua 'sala gialla' e lo scalone decorato da un bestiario medievale. Passeggiando tra i portici, ci si imbatte in caffè e locali che rendono la piazza viva giorno e notte. Da qui partono le principali vie del centro: via Roma, via Carlo Alberto e i portici Bargone Crispo, che conducono alla cattedrale e alla fontana di Rosello. Praticamente, la piazza è ben servita: acqua ed energia elettrica sono presenti, ed è accessibile anche con mezzi di grandi dimensioni. Un luogo che racconta la storia di Sassari e dell'Italia, ma che vive nel presente come punto d'incontro per sassaresi e visitatori.

    Piazza d'Italia

    Museo etnografico F. Bande: un tuffo nei colori e nei suoni della Sardegna

    Museo etnografico - F. BandeSe passate da Sassari e volete entrare nel vivo della tradizione sarda, il Museo etnografico F. Bande in via Muroni 44 è una tappa che non delude. Questo piccolo museo, gestito dall'omonimo circolo folkloristico, è dedicato a Francesco Bande, un celebre organettista che ha girato il mondo con la sua musica. Qui dentro si respira autenticità: la collezione di antichi costumi tradizionali arriva da ogni angolo dell'isola, con abiti da sposa, da giorno e da vedova. Ogni pezzo racconta una storia, con ricami e tessuti che ti fanno immaginare le feste di paese di un secolo fa. Accanto ai costumi, c'è una bella raccolta di strumenti musicali antichi, soprattutto organetti diatonici, alcuni appartenuti allo stesso Bande. Non mancano video e brani musicali da ascoltare, e se avete fortuna potreste beccare un'esibizione dal vivo o una delle iniziative del Festival Francesco Bande, che ogni anno porta a Sassari musicisti e gruppi folk. L'ingresso è gratuito? Non lo so, ma di certo è un posto fuori dai circuiti turistici classici. Piccolo avviso: i giorni feriali apre solo la mattina (dalle 10 alle 12), mentre sabato e domenica si visita su prenotazione per gruppi. Per info, scrivete a info@museobande.it o chiamate il 079236572. Un consiglio? Abbinatelo a una passeggiata nel centro storico, perché via Muroni è a due passi da piazza d'Italia.

    Museo etnografico - F. Bande

    Museo d'arte contemporanea Masedu

    Museo d'arte contemporanea Se passate da Sassari, il Museo d'arte contemporanea Masedu merita una visita. Inaugurato nel 1999, occupa gli spazi di un ex-saponificio nel quartiere Monte Rosello – un bellissimo esempio di archeologia industriale recuperato. L'edificio, su due indirizzi (via Mons. Antonio Piga 5-7 e corso G. Pascoli 16), è stato rinnovato nel 2011 e ha una superficie di circa 3.000 mq. La gestione è affidata alla città metropolitana di Sassari, ma nel 2015 è stato concesso in comodato all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, che punta a trasformarlo in un centro culturale polifunzionale con residenze per artisti e laboratori. Purtroppo al momento dell’accordo il museo era chiuso da circa due anni, ma ha ripreso vita con mostre come “Faber Faber” dedicata a De André. Tra le esposizioni passate spiccano la 54ª Biennale di Venezia – Padiglione Sardegna (2011), e tante personali di artisti sardi e internazionali: da Stanis Dessy a Mario Delitala, da David Farrell a Pietrolio. Il museo ha anche una vocazione didattica – tanto che il nome è stato proposto come “Mas.Edu”. Le collezioni spaziano tra arte contemporanea e territorio, con opere di artisti locali e non. Per info, chiamate il 079234466. Un mix di storia industriale e arte moderna che rende il Masedu un posto interessante, anche solo per l'atmosfera che si respira tra i mattoni a vista.

    Museo d'arte contemporanea "Masedu"

    Palazzo della Frumentaria: un granaio diventato museo

    Museo - Palazzo della FrumentariaSe passate da Sassari, non perdetevi il Palazzo della Frumentaria, un edificio che racconta secoli di storia cittadina. Costruito tra il 1597 e il 1608 in due fasi, era il granaio pubblico: qui si conservava la riserva di grano per un anno, pronta a sfamare la popolazione in caso di carestie o assedi. Una funzione strategica che durò fino al 1833. Poi l’edificio cambiò vita: caserma, falegnameria, magazzino. Per fortuna, dopo un restauro completato nel 2000, è rinato come spazio espositivo del Museo della Città.

    L’architettura è tutta da ammirare: all’esterno, la facciata su via delle Muraglie mostra quattro porte rettangolari, due delle quali originali con stemmi di Aragona e Sassari. All’interno, il piano inferiore ha tre vasti saloni con volte a botte, mentre il superiore – raggiungibile da una scala esterna – colpisce per il soffitto ligneo sorretto da grandi arconi a tutto sesto e le ampie finestre che lo rendono luminoso. Insomma, un esempio raro di edilizia civile cinquecentesca.

    Oggi il palazzo ospita mostre temporanee legate all’arte figurativa sarda e internazionale. Ma la novità più ghiotta è in arrivo: diventerà la sede del Museo dei Candelieri, con un percorso interattivo che racconterà la tradizione della Festa del Ferragosto. Al piano terra, i Candelieri saranno proiettati su colonne vetrate; al piano superiore, la storia dei ceri su parallelepipedi di cristallo. Un progetto da circa 2,6 milioni di euro, con lavori in corso. Al momento l’accesso è sospeso per i restauri, ma vale la pena tenerlo d’occhio. Se siete fortunati e ci sono mostre, l’ingresso è in via delle Muraglie 2, aperto da martedì a domenica (10-13 e 17-20).

    Museo - Palazzo della Frumentaria

    Museo dell'arte del novecento e del contemporaneo

    Museo dell'arte del novecento e del contemporaneoSe passi da Sassari, il Museo dell'arte del novecento e del contemporaneo è una tappa che non puoi saltare. Inaugurato nel 2008, occupa gli spazi dell’ex Convento del Carmelo, un edificio settecentesco che già di per sé merita una visita. Qui si trova l’intera collezione delle opere di Giuseppe Biasi, un artista sardo che ha segnato il Novecento. La gestione è affidata al Comune, e il museo fa parte del Sistema Regionale dei Musei. Oltre alla collezione permanente, il calendario è ricco di mostre temporanee: tra le passate, ricordo “Nuragica” nel 2018 e “Mario Sironi” nel 2011. Un po’ di confusione? Sì, perché da anni si parla di un progetto di riqualificazione con fondi regionali (2,5 milioni di euro), ma la struttura è già attiva. L’atmosfera è intima, lontana dai circuiti turistici più battuti. Se ti piace l’arte contemporanea, troverai spunti interessanti. Il museo si trova in viale Umberto I, 11, ed è facilmente raggiungibile a piedi dal centro. Per gli orari, meglio chiamare (il telefono è +39 3484879802).

    Museo dell'arte del novecento e del contemporaneo

    Torre Negra, la sentinella scura di Porto Ferro

    Torre NegraSe pensate che Sassari sia solo centro storico e musei, vi sbagliate di grosso. A pochi chilometri dalla città, nella baia di Porto Ferro, si trova la Torre Negra, una delle torri costiere più affascinanti della Sardegna. Costruita nella seconda metà del XVI secolo dagli spagnoli, svetta su un promontorio a circa 60 metri sul livello del mare, con la sua caratteristica forma conico-cilindrica sormontata da una cupola. Il nome deriva dal colore scuro delle pietre calcaree e arenarie usate per la muratura a sacco, che la rendono quasi mimetica tra le rocce. Faceva parte di un sistema difensivo di tre torri – insieme a Torre Bianca e Torre Bantine Sale – che sorvegliava la costa dalle incursioni saracene, trasmettendo segnali fino ad Alghero. Oggi si può visitare entrando da un'apertura a livello del suolo (l'ingresso originale era a cinque metri, con botola sulla terrazza). All'interno, la volta a cupola ha un oculo centrale e le pareti sono piene di nicchie e feritoie. La salita a piedi è breve ma ripida, partendo dalla spiaggia di Porto Ferro. E che spiaggia! Sabbia giallo-rossastra, onde perfette per surf e windsurf, e un tratto dedicato al naturismo. In cima, la vista è mozzafiato: da un lato il mare, dall'altro il Lago di Baratz, l'unico lago naturale della Sardegna. Nei dintorni, resti di fortificazioni della Seconda Guerra Mondiale aggiungono un tocco storico in più. Un consiglio? Andate al tramonto: la luce calda sulla torre e sul mare è pura magia.

    Torre Negra

    Torre Bianca: la sentinella spagnola di Porto Ferro

    Torre BiancaSe arrivi a Porto Ferro, una delle prime cose che ti colpirà è la Torre Bianca, che svetta sulla spiaggia come un vecchio guardiano. Costruita nella prima metà del XVI secolo per volere della Corona Spagnola, faceva parte di un sistema di difesa contro gli assalti barbareschi. Ha una forma troncoconica, diametro alla base di 12 metri e altezza di 6 metri, ed è chiamata anche Torre Airadu o Torre di Mezzo. La sua particolarità? Non fu mai molto utile come fortezza – pare che i soldati la abbandonarono quasi subito – e finì per essere usata come magazzino dai pescatori di corallo. Ancora oggi si vede l'intonaco originale sui muri, e ai suoi piedi trovi i resti di casematte della Seconda Guerra Mondiale. Per raggiungerla devi camminare circa 1 km dalla spiaggia (o 1.5 km dal parcheggio principale), niente auto oltre un certo punto. La fatica è ripagata: dalla sommità (si sale con una scala esterna e poi interna) la vista sulla baia è pazzesca, con la pineta e le acque cristalline. La spiaggia sotto è naturista dal 2018 (ufficialmente), sabbia dorata e mare spesso mosso, ideale per surfisti. Portati qualcosa per ripararti dal vento, e se vieni d'estate meglio orari non di punta perché si riempie. Consiglio: arriva al tramonto, quando la torre si illumina di rosa ed è tutto più magico.

    Torre Bianca

    Il Teatro Civico di Sassari: storia, architettura e rinascita

    Teatro CivicoSe passi da Sassari, il Teatro Civico merita una sosta. Si trova in corso Vittorio Emanuele II, l’arteria principale, e appena lo vedi capisci perché è un simbolo della città. Costruito tra 1826 e 1829 su progetto di Giuseppe Cominotti, è un perfetto esempio di architettura neoclassica. La facciata ha un frontone triangolare e quattro lesene ioniche: sobria ma elegante. Entrando, nell’atrio trovi due statue che rappresentano Vittorio Alfieri e Carlo Goldoni, opera di Francesco Orsolino. La sala è a ferro di cavallo, come il Teatro Carignano di Torino, con tre ordini di palchi e una capienza di 290 posti. Non è enorme, ma ha un’acustica incredibile. La storia? Affascinante. Sorge sull’antico palazzo comunale medievale, demolito per fare spazio a questo edificio che univa teatro e uffici. Poi, nel 1947, le strutture lignee furono smantellate a causa del degrado; dopo un incendio, il teatro venne restaurato e riaperto nel 1967. E negli ultimi anni è stato chiuso per lavori, fino alla riapertura il 6 gennaio 2025 con un concerto dell’Orchestra Jazz della Sardegna. Una rinascita molto attesa. Oggi ospita concerti, spettacoli teatrali (spesso in vernacolo sassarese) e mostre. Se visiti durante la Faradda di li candareri, il 14 agosto, vedrai il sindaco affacciarsi dal balcone per il rito dell’intregu. Inoltre, all’interno c’è un piccolo museo con sale tematiche e il meccanismo dell’antico orologio. Insomma, un luogo che racconta la città da due secoli.

    Teatro Civico

    Domus de Janas di Molafà: un gioiello preistorico a Sassari

    Domus de Janas di MolafàSe pensi che a Sassari ci siano solo musei e piazze, ti sbagli: a pochi chilometri dal centro, lungo la vecchia statale 127bis, si nasconde un piccolo capolavoro archeologico. La Domus de Janas di Molafà non è una semplice tomba scavata nella roccia: è una delle rare “domus a prospetto architettonico”, un ibrido che riproduce nella pietra la facciata monumentale delle tombe dei giganti nuragiche. Un'esedra semicircolare larga 10 metri e alta 3 accoglie il visitatore. Al centro, la stele centinata con lunetta e riquadro: tutto intagliato con la tecnica dei riquadri ribassati, che lascia in rilievo solo i margini. Sopra, un’esedra superiore e il rilievo del tumulo, con tre fori quadrati che forse ospitavano betili sacri. Peccato che l'ingresso originario sia stato ampliato nei secoli fino a diventare una porta da 1,50 metri, cancellando parte della stele. Dentro, la camera funeraria ha una volta a ogiva, un bancone lungo le pareti e una fossa rettangolare di oltre 2 metri – gli studiosi discutono se siano originali o medievali. Perché sì, come molte domus, anche questa fu riadattata a cappella rupestre nell’Alto Medioevo: lo testimoniano due graffiti sulla parete nord-ovest, una croce monogrammatica con alfa e omega e una probabile croce sul Golgota. Il bello? L'ingresso è gratuito e sempre aperto, ma per trovarlo devi fare un po' di attenzione: fermati poco prima della stazione ferroviaria di Molafà, sulla sinistra scendendo da Sassari. Un tuffo nella preistoria a due passi dalla città.

    Domus de Janas di Molafà