Introduzione
Se c’è un posto a Spoleto che ti lascia senza fiato, è Piazza Duomo con la sua Cattedrale di Santa Maria Assunta. La facciata romanica in pietra bianca e rosa, impreziosita dal mosaico di Solsterno e dal portico rinascimentale, crea un contrasto che ti ferma. Ma è dentro che trovi il vero tesoro: gli affreschi di Filippo Lippi nell’abside e la croce dipinta di Alberto Sotio. Un misto di arte, storia e spiritualità che ti avvolge.
Cenni storici
La cattedrale fu costruita tra il
1151 e il 1227 sulle rovine di una chiesa dell’VIII-IX secolo, e consacrata da Papa Innocenzo III nel 1198. Nel corso dei secoli ha subito modifiche: nel Duecento la facciata e il campanile, nel Quattrocento il portico di Antonio Barocci, e tra Sei e Settecento l’interno fu trasformato in stile barocco per volere di Maffeo Barberini (poi Urbano VIII). Gli interventi di Giuseppe Valadier conclusero l’opera.
- 1151-1227: Costruzione romanica
- 1198: Consacrazione da parte di Innocenzo III
- 1207: Mosaico di Solsterno sulla facciata
- 1491: Portico rinascimentale di Barocci
- 1638-1644: Rifacimenti barocchi interni
- Fine XVIII sec: Interventi di Valadier
Capolavori di Lippi e Sotio
Il Duomo di Spoleto custodisce due gioielli dell’arte medievale e rinascimentale. Nella navata destra, la Croce dipinta di Alberto Sotio (1187) mostra Cristo vivo e trionfante, un raro esempio di iconografia romanica. Nell’abside, invece, il ciclo di affreschi Storie della Vergine di Filippo Lippi (1467-1469) racconta la vita di Maria con scene come l’Annunciazione e l’Incoronazione. Lippi morì qui e la sua tomba è nel transetto destro. Due opere che da sole valgono la visita.
Reliquie e tesori nascosti
Oltre ai grandi capolavori, la cattedrale nasconde altri pezzi unici. Nella Cappella delle Reliquie, sulla navata sinistra, è conservata una lettera autografa di San Francesco (1222) a frate Leone: una delle due sole esistenti al mondo. Poco più avanti, nel transetto destro, la Cappella della Santissima Icone ospita una tavoletta bizantina dell’XI-XII secolo donata da Federico Barbarossa nel 1185. Da non perdere anche la cripta di San Primiano (IX secolo), l’unico resto dell’antica chiesa, con affreschi altomedievali.
Perché visitarlo
Tre motivi per non saltare il Duomo di Spoleto. Primo: l’arte di Lippi e Sotio è di livello mondiale, e la vedi da vicino senza code. Secondo: la lettera di San Francesco è un’emozione rara, un contatto diretto con il santo. Terzo: la piazza è un salotto panoramico perfetto per una pausa, con vista sulla valle e il teatro Caio Melisso. In più, l’ingresso alla cattedrale è gratuito, mentre il percorso museale (€9) include l’audioguida.
Quando andare
Il momento migliore? Nel tardo pomeriggio, quando il sole basso illumena la facciata di pietra rosa e bianca, creando un’atmosfera quasi magica. D’inverno la luce è più radente e meno affollata; in estate le serate sono lunghe e puoi goderti la piazza dopo la chiusura. Evita le ore centrali nei weekend, quando arrivano i tour. Se puoi, scegli un giorno feriale e fermati fino al tramonto.
Nei dintorni
Dopo la visita, due tappe a portata di mano. A pochi passi, sali al Rocca Albornoziana, la fortezza trecentesca che domina Spoleto: da lì la vista sulla città e sulla vallata è spettacolare. Oppure, per un tuffo nella storia, visita il Teatro Romano e il Museo Archeologico: sono nel centro e raccontano l’antica Spoletium. Due modi per allungare la giornata senza allontanarti troppo.