Palazzo Pianetti: la galleria rococò più lunga d’Italia

Palazzo Pianetti è un gioiello settecentesco nel cuore di Jesi, noto per la sua spettacolare Galleria degli Stucchi lunga 76 metri, la più lunga d’Italia in stile rococò. Ospita la Pinacoteca Civica con capolavori di Lorenzo Lotto, il Museo Archeologico e la Galleria d’Arte Contemporanea. Il giardino all’italiana con statue mitologiche completa l’esperienza.

Galleria degli Stucchi: 76 metri di allegorie rococò
Pinacoteca: capolavori di Lorenzo Lotto (Deposizione, Annunciazione)
Giardino all’italiana: statue del Bonazza e atmosfera settecentesca
App gratuita: realtà aumentata e percorsi per bambini, premiata al Compasso d’Oro

Copertina itinerario Palazzo Pianetti: la galleria rococò più lunga d'Italia
A Jesi, Palazzo Pianetti stupisce con la sua Galleria degli Stucchi di 76 metri, capolavoro rococò unico. Ammira le opere di Lorenzo Lotto nella Pinacoteca e passeggia nel giardino all’italiana.

Cose da sapere


Introduzione

A Jesi, Palazzo Pianetti ti sorprende con la sua Galleria degli Stucchi, lunga 76 metri: la più lunga galleria rococò d’Italia dopo quella di Diana della Reggia di Venaria. Un capolavoro unico, con stucchi policromi e allegorie che raccontano l’avventura dell’Uomo. Passeggi tra opere di Lorenzo Lotto nella Pinacoteca e ti perdi nel giardino all’italiana, con statue mitologiche di Antonio Bonazza. Un posto che unisce arte, storia e un’atmosfera fuori dal tempo, tutto qui, a due passi dal centro.

Cenni storici

Il palazzo fu voluto dal marchese Cardolo Maria Pianetti, appassionato d’alchimia e architetto di Carlo VI d’Asburgo. La costruzione iniziò nel 1748 su progetto di Domenico Luigi Valeri e terminò nel 1786. Nel 1859, in occasione del matrimonio tra Vincenzo Pianetti e Virginia Azzolino, l’architetto Angelo Angelucci ristrutturò il secondo piano e creò lo scalone d’onore. Nel 1901 il palazzo passò alla famiglia Tesei e poi, gradualmente, al Comune di Jesi. Oggi ospita tre musei: Archeologico, Pinacoteca e Galleria d’Arte Contemporanea. Ecco una timeline:

  • 1748: inizio costruzione
  • 1767-1770: realizzazione della Galleria degli Stucchi
  • 1781-1786: decorazione delle Stanze di Enea
  • 1859: ristrutturazione e scalone d’onore
  • 1901: vendita ai Tesei
  • XX secolo: acquisizione comunale e apertura musei

La Galleria degli Stucchi: un capolavoro rococò

La Galleria degli Stucchi è il cuore del palazzo. Ricavata sulla facciata interna, si sviluppa per 76 metri e stupisce per i suoi colori pastello e le allegorie. Stucchi e pitture di Giuseppe Tamanti, Giuseppe Simbeni e Andrea Mercoli raffigurano il Tempo, i Mesi, i Segni Zodiacali e i Quattro continenti. Negli ovali, scene lagunari simboleggiano il cammino dell’uomo verso la conoscenza. L’esedra finale ospita le Virtù cardinali. Un’opera unica in Italia, di gusto mitteleuropeo, che ti lascia a bocca aperta. Non perdere i dettagli: gli stucchi sembrano quasi vivi, e la luce che filtra dalle finestre li rende ancora più magici.

Le Stanze di Enea e l’appartamento nobiliare

Sei stanze in successione raccontano il mito di Enea sui soffitti a volta, dipinti a tempera tra il 1781 e il 1786 da Carlo Paolucci e Placido Lazzarini. Le scene, ispirate a un manoscritto dell’Eneide della Biblioteca Vaticana, uniscono rococò e prime tendenze neoclassiche. Poi sali al secondo piano, l’appartamento privato dei marchesi: sale, salotti, camera da letto e la Caffè-House, un salotto rotondo con cupola piatta dall’acustica incredibile. Le decorazioni ottocentesche di Olimpio Bandinelli includono allegorie risorgimentali e cammei di grandi artisti come Tiziano e Raffaello. Un tuffo nella vita aristocratica dell’epoca.

Perché visitarlo

Tre motivi per non perderti Palazzo Pianetti. Primo: i capolavori di Lorenzo Lotto. Qui sono conservate cinque opere del maestro rinascimentale, tra cui la Deposizione del 1512 e la Pala di Santa Lucia del 1532. Un concentrato di arte che pochi musei possono vantare. Secondo: la Galleria degli Stucchi è un unicum in Italia, con la sua lunghezza e la ricchezza di simboli. Terzo: l’app “Apri Palazzo Pianetti”, selezionata per il Compasso d’Oro ADI 2022, include audioguide per non vedenti, guide in LIS e un percorso per bambini. Un museo pensato per tutti, davvero inclusivo.

Quando andare

Il momento migliore? Primavera o autunno, quando il giardino all’italiana è al suo massimo splendore. Se vai in mattinata, la luce entra radente dalla facciata e illumina gli stucchi della Galleria, creando giochi di ombre che esaltano i colori pastello. D’estate, il palazzo è aperto con orario continuato (10-19), così puoi visitarlo senza fretta. Evita i lunedì in inverno (chiuso) e controlla le festività: chiude il 1° gennaio, 22 settembre e 25 dicembre. Porta un maglioncino: all’interno la temperatura è fresca anche d’estate.

Nei dintorni

Dopo la visita, passeggia nel centro storico di Jesi. A pochi passi trovi il Teatro Pergolesi, un gioiello neoclassico con una programmazione culturale vivace. Se ami la storia, fai un salto al Museo Federico II Stupor Mundi, dedicato all’imperatore svevo nato proprio qui. Per una pausa golosa, fermati in una delle enoteche del centro e assaggia il Verdicchio dei Castelli di Jesi, un bianco che qui è di casa. E se hai tempo, esplora le colline marchigiane: borghi come Staffolo o Montecarotto sono a un passo e offrono viste mozzafiato.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Nel palazzo, la Caffè-House è un salotto rotondo con cupola piatta dall’acustica impressionante: sussurrando in un punto, si viene ascoltati distintamente dall’altra parte. Il marchese Cardolo Maria Pianetti, committente del palazzo, era appassionato d’alchimia e architetto di Carlo VI d’Asburgo, e disegnò personalmente il progetto iniziale in gusto austriaco.