Introduzione evocativa
Entrare al Museo Biblioteca Bicknell è come fare un salto indietro nel tempo, ma senza la polvere. La luce filtra tra le vetrate, le scaffalature in legno odorano di carta antica, e subito capisci che qui ogni oggetto ha una storia. Clarence Bicknell, botanico e archeologo inglese, ha creato questo spazio con passione, raccogliendo reperti preistorici, erbari e volumi rari. Non è un semplice museo: è la sintesi di una vita dedicata alla conoscenza. Passeggiando tra le sale, ti senti un po’ esploratore, un po’ studioso, e non vedi l’ora di scoprire cosa nasconde ogni cassetto.
Cenni storici
Clarence Bicknell arrivò a Bordighera nel 1878 e si innamorò della Riviera. Nel 1888 fondò il museo nella sua villa, con l’obiettivo di
valorizzare la storia locale e la botanica. Fu tra i primi a studiare le incisioni rupestri della Val Bormida e a creare un erbario della flora ligure. Oggi il museo fa parte del
sistema museale della città e ospita mostre temporanee. Ecco i momenti chiave:
- 1878 – Arrivo di Bicknell a Bordighera
- 1888 – Fondazione del museo
- 1918 – Morte di Bicknell; lascia tutto alla città
- anni ’20 – Ampliamento della biblioteca
- 2000 – Restauro e apertura al pubblico
L’erbario di Bicknell: un tesoro botanico
Se ami la natura, non perdere l’erbario: oltre 2500 campioni di piante liguri, raccolti con cura certosina. Bicknell catalogò fiori, alghe e muschi, molti dei quali oggi rari. Le tavole sono ancora leggibili, con scritta a mano elegante. Mi ha colpito la precisione: ogni foglia è fissata con strisce di carta, i nomi in latino e note sull’habitat. Una finestra sulla biodiversità di fine Ottocento. Per gli appassionati, c’è anche una sezione dedicata alle orchidee spontanee della regione.
La biblioteca: libri e atmosfera d’altri tempi
La biblioteca è il cuore del museo. Ospita oltre 20.000 volumi, tra cui edizioni del ‘700 e manoscritti. I tavoli in legno lucido e le lampade verdi creano un’atmosfera da romanzo. Puoi consultare testi di archeologia, storia locale e scienze naturali, ma anche romanzi d’epoca. Il profumo di carta invecchiata ti avvolge mentre sfogli pagine ingiallite. Un angolo tranquillo per leggere o semplicemente godersi il silenzio.
Perché visitarlo
Tre motivi per non saltarlo: 1) Unicità del personaggio: Bicknell non era solo un collezionista, ma un pioniere. La sua storia personale è affascinante. 2) Materiali originali: non sono copie, ma oggetti veri – dai reperti dell’età del bronzo ai bozzetti di viaggio. 3) Contesto suggestivo: Bordighera è una meta balneare, ma questo museo offre una pausa culturale autentica, lontano dal caos turistico. È un piccolo luogo che parla al cuore.
Quando andare
Il periodo migliore? La primavera o l’autunno, quando Bordighera è meno affollata e la luce morbida entra dalle finestre. Ma anche una mattina invernale ha il suo fascino: il silenzio rotto solo dal ticchettio della pioggia. Evita ferragosto e luglio, quando il caldo appanna la concentrazione. Se puoi, scegli un martedì o mercoledì per avere il museo quasi tutto per te.
Nei dintorni
A due passi, non perdere il Giardino Esotico Pallanca (via Madonna della Ruota): una collezione di piante grasse e succulente con vista mare. Oppure, per un tuffo nella storia, visita la Città Vecchia di Bordighera con la sua architettura medievale e la chiesa di Santa Maria Maddalena. Due mete che si abbinano perfettamente alla visita del museo, completando un’esperienza tra natura e cultura.