Biblioteca Civica Gambalunga: la prima biblioteca pubblica d’Italia

La Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini è un gioiello per gli appassionati di storia e cultura. Fondata nel 1617 dal nobile Alessandro Gambalunga, è riconosciuta come la prima biblioteca pubblica d’Italia, aperta a tutti senza distinzioni. Oggi custodisce un patrimonio di oltre 300.000 volumi, tra cui preziosi codici miniati e incunaboli, in un palazzo rinascimentale intatto.
Prima biblioteca pubblica: fondata nel 1617, aperta a tutti i cittadini.
Patrimonio straordinario: 286.525 volumi, 1.350 codici, e due mappamondi Blaeu senza Australia.
Sale storiche: tre sale del Seicento e una del Settecento con arredi originali.
Servizi moderni: wi-fi gratuito, sale studio, sezione ragazzi e fumetti.


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Biblioteca Civica Gambalunga: la prima biblioteca pubblica d'Italia
Nel cuore di Rimini, la Gambalunga conserva oltre 300.000 volumi, manoscritti rari e due globi Blaeu del Seicento. Un tuffo nella storia tra sale storiche e servizi moderni.

Cose da sapere


Introduzione

Entrare nella Biblioteca Gambalunga è come fare un salto indietro nel tempo. Nel silenzio del cortile rinascimentale, con il pozzo settecentesco in pietra d’Istria, si respira già l’atmosfera di un luogo che custodisce secoli di sapere. È la prima biblioteca pubblica d’Italia – nata nel 1619 per volontà di Alessandro Gambalunga – e ancora oggi accoglie studenti, ricercatori e curiosi con la stessa apertura che la distingueva allora. Qui, tra scaffali di noce seicenteschi e sale rococò, il tempo sembra essersi fermato.

Cenni storici

Alessandro Gambalunga, avvocato e umanista, fece costruire il palazzo tra il 1610 e il 1614. Alla sua morte, nel 1617 lasciò per testamento l’edificio e la sua collezione libraria alla città, a condizione che fosse aperta a tutti. La biblioteca aprì ufficialmente nel 1619, con un bibliotecario stipendiato per assistere i lettori. Nel 1741 vi studiò il giovane Giuseppe Garampi, futuro prefetto degli Archivi vaticani. Durante la Seconda guerra mondiale, il palazzo fu tra i pochi a essere risparmiati dai bombardamenti. Oggi, dopo ampliamenti e restauri, conserva oltre 300.000 volumi.

  • 1610-1614: costruzione del palazzo.
  • 1617: testamento di Gambalunga.
  • 1619: apertura al pubblico.
  • XX secolo: ampliamento e ristrutturazione.

Le sale storiche e i globi Blaeu

Se ami i dettagli, non perderti le quattro sale storiche al primo piano. Tre sono del Seicento, una del Settecento, con arredi e fondi originali. Tra le meraviglie spiccano due mappamondi monumentali – terrestre e celeste – realizzati dalla celebre famiglia di cartografi olandesi Blaeu nel Seicento. Cosa hanno di speciale? Non compare l’Australia, ancora non scoperta. Una curiosità che lascia a bocca aperta. I soffitti decorati e le scaffalature in noce completano un quadro di rara eleganza.

I tesori nascosti: codici e sezioni moderne

Oltre ai 1.350 codici – tra cui un autografo di Basinio da Parma e un’antica copia della Divina Commedia – la Gambalunga offre anche servizi moderni. C’è lo Spazio Holden per ragazzi dai 14 ai 18 anni, la sezione fumetti e manga (nata nel 2023) e una cineteca con oltre 16.000 documenti. Il tutto gratuito. Io ho adorato l’angolo lettura con quotidiani e riviste al piano terra, e il Wi-Fi libero per studiare.

Perché visitarlo

Tre motivi: 1) È gratis – ingresso libero, tutti i servizi gratuiti. 2) Un tuffo nella storia – manoscritti antichi e arredi originali ti fanno sentire parte di un’altra epoca. 3) Eventi culturali – oltre 100 appuntamenti l’anno, tra presentazioni di libri, mostre e laboratori. Perfetto anche per chi viaggia con adolescenti: lo Spazio Holden è accogliente e ben fornito.

Quando andare

Se cerchi pace, vai in un mattino feriale, magari d’autunno: le sale sono quasi deserte e il silenzio è totale. Se invece vuoi scoprire i segreti della biblioteca, segnati l’ultimo sabato del mese alle 11:00 per la visita guidata gratuita (prenotazione obbligatoria, max 10 persone). D’estate l’orario si riduce (solo mattina), ma il fresco delle sale storiche è un’oasi dal caldo.

Nei dintorni

La Gambalunga è nel cuore del centro storico. A pochi passi trovi il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti, capolavoro rinascimentale, e Piazza Cavour con il suo palazzo comunale. Se ami le passeggiate, raggiungi l’Arco di Augusto e il Ponte di Tiberio, due simboli dell’antica Ariminum. Dopo la visita, fai una sosta in uno dei caffè della piazza per un caffè o un gelato.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Un aneddoto curioso: i due mappamondi lignei conservati nella biblioteca, realizzati nel Seicento, non mostrano l’Australia, perché ancora sconosciuta all’epoca. Osservarli è come fare un viaggio nel tempo, nella visione del mondo di secoli fa. Si dice che Alessandro Gambalunga volesse che la biblioteca fosse ‘aperta a tutti li altri della città’, un gesto di straordinaria modernità per il Seicento.