Villa Garzoni a Collodi: il giardino barocco tra fontane e labirinti

Villa Garzoni, situata a Collodi nel comune di Pescia, è una dimora barocca del Seicento celebre per il suo giardino storico, considerato uno dei più belli d’Italia. Il complesso, sviluppato su terrazzamenti, unisce architettura e natura in un percorso scenografico di scalinate, fontane e statue. Visitarlo significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, tra storia, arte e botanica.
Punti salienti:
Scala d’Acqua e statua della Fama: una cascata a gradini con getto d’acqua che sale fino alla sommità.
Labirinto di bosso: secondo la tradizione, percorrerlo insieme porta fortuna agli innamorati.
Palazzina d’Estate: capolavoro di Filippo Juvarra, con mosaici di pietra e loppe di ferro.
Giochi d’acqua e Grotta di Nettuno: sistema idraulico settecentesco che sorprende i visitatori con cortine d’acqua.


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Villa Garzoni a Collodi: il giardino barocco tra fontane e labirinti
Il giardino storico di Villa Garzoni a Collodi, provincia di Pistoia, è un capolavoro barocco con scalinate monumentali, giochi d’acqua, statue mitologiche e un labirinto. Un tuffo nella storia tra natura e architettura, ideale per una gita in giornata.

Cose da sapere


Introduzione

Se pensate a un giardino all’italiana, forse immaginate simmetria e ordine. Ma Villa Garzoni a Collodi è tutta un’altra storia. È un’esplosione barocca che ti lascia a bocca aperta: scalinate monumentali, giochi d’acqua che zampillano all’improvviso, statue mitologiche che sembrano prendere vita e un labirinto di bosso che promette fortuna agli innamorati. Qui ogni angolo è una sorpresa, un tuffo nella storia tra natura e architettura. Ideale per una gita in giornata, ti farà sentire come un esploratore in un mondo incantato.

Cenni storici

La prima menzione della villa risale al 1633, quando il marchese Romano Garzoni avviò i lavori. Il giardino prese forma nel 1652 con terrazzamenti all’italiana, ma ci vollero oltre 170 anni per arrivare all’aspetto attuale. L’architetto lucchese Ottaviano Diodati progettò il sistema idrico e la Palazzina d’Estate (su disegno di Filippo Juvarra). La fama del giardino varcò i confini: ospiti illustri come Ferdinando d’Austria e Anna de’ Medici lo visitarono. Curiosità: Carlo Lorenzini, l’autore di Pinocchio, trascorse qui l’infanzia – suo padre era il giardiniere – e da Collodi prese lo pseudonimo. Oggi il giardino è in restauro grazie a fondi PNRR.

Timeline storica

Il giardino a terrazze: giochi d’acqua e statue

Il giardino si sviluppa su più livelli sfruttando il pendio della collina. Si parte dal parterre con siepi di bosso geometriche e vasche circolari dove zampillano getti d’acqua. Poi una spettacolare scalinata tripartita, decorata con mosaici di ciottoli, conduce a un ninfeo con statue di Nettuno e Tritoni: un tempo i visitatori restavano sorpresi da una cortina d’acqua! Salendo ancora si incontrano statue di divinità, contadini e imperatori romani. Sulla cima, la statua della Fama emette un getto altissimo. Da non perdere la Grotta di Nettuno, rivestita di stalattiti, e il Teatro di Verzura con siepi sagomate e statue delle Muse.

Il labirinto e la foresta di bambù

Un labirinto di siepi di bosso è uno degli angoli più amati del giardino. Secondo la tradizione, percorrerlo insieme porta fortuna agli innamorati – chissà se funziona! Un tempo aveva giochi d’acqua che bagnavano i visitatori distratti. Nelle vicinanze si nasconde una foresta di bambù che sembra uscita da un film orientale, perfetta per una pausa all’ombra. Per i più piccoli, ci sono serre con pavoni e la Collodi Butterfly House, una serra tropicale con farfalle libere. Ogni vialetto laterale rivela nuove scoperte: statue di satiri, panchine nascoste e angoli di pace.

Perché visitarlo

Tre motivi pratici: 1. È uno dei giardini barocchi più belli d’Italia, con un’atmosfera unica tra fontane e statue. 2. Il legame con Pinocchio: qui Lorenzini trovò l’ispirazione – vale una visita anche per i fan del burattino. 3. La Collodi Butterfly House è un extra che incanta grandi e piccini, con farfalle esotiche che volano libere. In più, i recenti restauri hanno riportato agli antichi splendori statue e giochi d’acqua: è il momento ideale per vederlo rivivere.

Quando andare

Per godervi il giardino al meglio, vi consiglio la primavera (aprile-giugno) quando le siepi di bosso sono verdi e le fioriture dei parterre esplodono di colori. Anche l’autunno ha il suo fascino, con luci calde e meno folla. Scegliete il tardo pomeriggio: il sole basso illumena le statue e i giochi d’acqua creano riflessi magici. Evitate il pieno sole di mezzogiorno in estate, perché il percorso è in gran parte all’aperto. Portatevi una macchina fotografica – ogni angolo merita uno scatto!

Nei dintorni

A pochi passi dal giardino si trova il Parco di Pinocchio, un percorso artistico dedicato al famoso burattino, con installazioni di artisti contemporanei e la casa delle farfalle. Perfetto per le famiglie. Sempre a Collodi, merita una visita la Chiesa dei Santi Giusto e Clemente (XII secolo) con affreschi trecenteschi. Se avete tempo, non perdete la cittadina di Pescia, con il suo centro medievale e il mercato dei fiori. Una gita che unisce natura, arte e letteratura in un mix imperdibile.

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💡 Forse non sapevi che…

Secondo la tradizione, percorrere il labirinto di bosso insieme al proprio partner garantisce un matrimonio felice. Carlo Lorenzini, noto come Collodi, trascorse l’infanzia nella tenuta grazie ai nonni fattori, e il labirinto potrebbe aver ispirato scene di Pinocchio. Durante il restauro del 2005, sono stati realizzati 8 nuovi mascheroni in terracotta con la sigla MMV 2005 per sostituire quelli originali perduti.