Castello di Gabiano: cantine scavate nella roccia e vigneti UNESCO

Il Castello di Gabiano è una fortezza medievale perfettamente conservata e un’azienda vitivinicola di prestigio nelle colline del Monferrato alessandrino. La visita include le cantine storiche scavate nella roccia, le sale affrescate del Settecento e degustazioni guidate dei vini locali. Il castello, residenza privata della famiglia Cattaneo Adorno, offre un’esperienza autentica tra storia e viticoltura.

  • Degustazioni guidate del Gabiano Rosso DOC riserva e vini prodotti solo in cantina.
  • Cantine storiche scavate nella collina su tre livelli, con bottiglie datate 1891.
  • Vigneti secolari di 50 ettari con piante ultra settantenni, coltivati con metodi sostenibili.
  • Panorami mozzafiato sulle vigne circostanti, dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO.


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Castello di Gabiano: cantine scavate nella roccia e vigneti UNESCO
Visita guidata al castello medievale con degustazioni del Gabiano Rosso DOC, sale affrescate settecentesche e panorami sulle colline Patrimonio UNESCO del Monferrato.

Cose da sapere


Introduzione

Il Castello di Gabiano domina le colline del Monferrato alessandrino con una presenza che unisce storia e viticoltura in modo indissolubile. Arrivando da qualsiasi direzione, lo si scorge da lontano: un’imponente struttura medievale circondata da vigneti che si perdono a vista d’occhio, patrimonio UNESCO dal 2014. Non è solo un castello visitabile, ma un luogo vivo dove si produce il rinomato Gabiano DOC e si respira l’autenticità piemontese. La vista dalle sue torri abbraccia un paesaggio di dolci pendii coltivati a Barbera e Grignolino, con il Po che scorre placido in lontananza. Qui la storia non è confinata nei libri, ma si tocca con mano nelle cantine scavate nella roccia e nei saloni affrescati che raccontano secoli di vita nobiliare.

Cenni storici

Le prime testimonianze del castello risalgono all’VIII secolo, quando fu eretto come fortezza difensiva longobarda. Nel Medioevo passò ai Marchesi del Monferrato, che ne fecero un baluardo contro le incursioni. Il momento di massimo splendore arrivò con i Cattaneo, famiglia genovese che nel Seicento trasformò la fortezza in residenza signorile, arricchendola di affreschi e ampliando le cantine. Durante l’occupazione napoleonica, il castello fu parzialmente smantellato, ma i successivi proprietari – i Duchi di Galliera – ne avviarono il recupero a fine Ottocento. Oggi è di proprietà privata ma aperto al pubblico, con visite guidate che svelano questi capitoli storici attraverso ambienti perfettamente conservati.

  • VIII secolo: prime fortificazioni longobarde
  • XIII secolo: dominio dei Marchesi del Monferrato
  • XVII secolo: trasformazione in residenza signorile
  • XIX secolo: restauro dei Duchi di Galliera

Le cantine storiche

Scendere nelle cantine del Castello di Gabiano significa entrare in un mondo sotterraneo dove il tempo sembra essersi fermato. Le gallerie, scavate direttamente nella collina tra il XII e il XVIII secolo, si sviluppano per oltre un chilometro su tre livelli, mantenendo una temperatura costante tutto l’anno. Qui riposano le botti di rovere francese con i vini della tenuta, tra cui spicca il Gabiano Rosso DOC, prodotto esclusivamente con uve Barbera dei vigneti circostanti. Durante la visita si possono osservare le antiche vasche di fermentazione in cemento ancora utilizzate e le botti grandi dove il vino matura lentamente. La particolarità è la cantina dei fondatori, dove sono conservate bottiglie storiche datate 1891, testimonianza della lunga tradizione enologica del luogo.

I vigneti secolari

I vigneti del castello si estendono per 50 ettari attorno all’edificio principale, con piante che in alcuni casi superano i 70 anni di età. La posizione è strategica: esposizione sud-ovest, altitudine tra 250 e 320 metri, suoli calcarei e argillosi ideali per Barbera e Grignolino. Camminando tra i filari si nota subito la densità di impianto tradizionale, con circa 5.000 ceppi per ettaro, e l’assenza di irrigazione forzata, che costringe le viti a sviluppare radici profonde. I vitigni autoctoni sono coltivati con metodi sostenibili, come dimostrano le api nei pressi dei vigneti per l’impollinazione naturale. Durante la vendemmia, che avviene rigorosamente a mano tra settembre e ottobre, il castello organizza esperienze di raccolta per i visitatori più appassionati.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti rendono imperdibile il Castello di Gabiano. Primo: le degustazioni guidate includono sempre il Gabiano Rosso DOC riserva, vino prodotto solo in annate eccellenti e invecchiato almeno tre anni. Secondo: la possibilità di acquistare direttamente in cantina bottiglie non distribuite altrove, come il raro passito da uve Moscato. Terzo: i percorsi enogastronomici abbinano la visita con prodotti locali come il plin del Monferrato e i formaggi di malga, creando un’esperienza completa piemontese.

Quando andare

Il momento più suggestivo per la visita è senza dubbio l’ora del tramonto, quando il sole calando dietro le colline tinge di rosso le torri del castello e i vigneti assumono tonalità dorate. In autunno, durante la vendemmia, l’atmosfera è particolarmente vibrante con l’attività in cantina e i profumi dell’uva appena raccolta. Anche le mattine di primavera regalano momenti speciali, con la nebbia che si dirada lentamente sui filari.

Nei dintorni

A completare l’esperienza nel Monferrato alessandrino, a pochi minuti dal castello si trova l’Abbazia di Vezzolano, gioiello romanico del XII secolo con chiostro perfettamente conservato e affreschi medievali. Per gli amanti del vino, vale la pena visitare la Cantina Sociale di Rosignano, dove si producono i rinomati vini del Monferrato Casalese con metodi tradizionali.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

La leggenda narra che nel castello sia nascosto il fantasma di una dama bianca che apparirebbe nelle notti di luna piena. Storicamente, durante la Seconda Guerra Mondiale, le cantine furono utilizzate come rifugio antiaereo dalla popolazione locale. Oggi, nei locali sotterranei si possono ancora vedere i graffiti lasciati dai rifugiati, testimonianza silenziosa di quel periodo drammatico.