Museo Archeologico Reggio Calabria: Bronzi di Riace e reperti Magna Grecia

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, in Piazza De Nava, è un viaggio nella storia della Magna Grecia con reperti unici e un percorso espositivo chiaro e accessibile. Il museo si sviluppa su quattro piani progettati da Marcello Piacentini, con sale climatizzate e pannelli bilingue.

  • Bronzi di Riace: due statue bronzee greche del V secolo a.C. con dettagli realistici come occhi di avorio e argento
  • Sezione Locri Epizefiri: tavole di bronzo con leggi sacre e pinakes in terracotta che raccontano miti antichi
  • Percorso Magna Grecia: reperti da colonie come Medma e Hipponion, tra cui statuette di divinità e corredi funerari
  • Terrazza panoramica: vista sullo Stretto di Messina e accesso all’area archeologica con resti delle mura greche

Copertina itinerario Museo Archeologico Reggio Calabria: Bronzi di Riace e reperti Magna Grecia
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospita i Bronzi di Riace, statue greche del V secolo a.C., e una collezione di reperti della Magna Grecia. Percorso cronologico dalla preistoria all’età romana, con sezioni dedicate a Locri Epizefiri e terrazza panoramica sullo Stretto di Messina.

Cose da sapere


Introduzione

Entrare al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è come fare un viaggio nel tempo che ti lascia senza fiato. Non appena varchi la soglia, ti trovi faccia a faccia con i Bronzi di Riace, due statue greche del V secolo a.C. che sembrano vive, con muscoli tesi e sguardi intensi. Il museo, progettato da Marcello Piacentini, si sviluppa su quattro piani e ospita reperti unici della Magna Grecia, tra cui la Testa di Filosofo e il Kouros di Reggio. La luce naturale che filtra dalle grandi vetrate illumina i tesori in modo suggestivo, creando un’atmosfera che ti fa sentire parte della storia. È un’esperienza che va oltre la visita: è un incontro con l’arte che ha plasmato questa terra.

Cenni storici

Il museo nasce nel 1882 per raccogliere i reperti archeologici della Calabria antica, ma la sua storia è legata a doppio filo con quella della Magna Grecia. Reggio Calabria, fondata come Rhegion dai greci nell’VIII secolo a.C., era un crocevia di culture, e il museo ne custodisce le tracce: dalle ceramiche di Locri Epizefiri alle monete di Kaulon. Nel 1981, l’arrivo dei Bronzi di Riace ha trasformato il museo in una meta internazionale. Oggi, dopo un lungo restauro concluso nel 2016, le sale sono organizzate in un percorso cronologico che parte dalla preistoria e arriva all’età romana, con focus sulle colonie greche come Medma e Hipponion.

  • VIII secolo a.C.: Fondazione di Rhegion dai greci
  • 1882: Apertura del museo
  • 1972: Ritrovamento dei Bronzi di Riace
  • 1981: Esposizione permanente dei Bronzi
  • 2016: Riapertura dopo restauro

I Bronzi di Riace: un incontro ravvicinato

I Bronzi di Riace non sono solo statue: sono un’esperienza emotiva. Collocati in una sala climatizzata al piano terra, i due guerrieri – chiamati ‘A’ e ‘B’ – ti osservano con occhi di avorio e argento, e i dettagli dei loro corpi, come le vene sulle braccia e le barbe ricciolute, sono così realistici da sembrare pronti a muoversi. La posizione è studiata per permetterti di girarci intorno e ammirarli da ogni angolazione, notando le tracce degli elmi e degli scudi perduti. Accanto, pannelli spiegano le tecniche di fusione in bronzo e il loro viaggio dal mare al museo. È un momento che ti rimane dentro: qui capisci perché questi capolavori sono considerati tra i più importanti al mondo.

Il percorso nella Magna Grecia

Salendo ai piani superiori, il museo ti guida attraverso la vita quotidiana della Magna Grecia calabrese. Al primo piano, spiccano i reperti di Locri Epizefiri: le tavole di bronzo con leggi sacre e i pinakes, tavolette votive in terracotta che raccontano miti come quello di Persefone. Al secondo piano, la sezione dedicata a Medma (oggi Rosarno) mostra statuette di divinità in terracotta, mentre quella su Hipponion (Vibo Valentia) espone corredi funerari con gioielli in oro. Non perdere la sala subacquea, con anfore e ancore recuperate dallo Stretto di Messina, che testimoniano i commerci antichi. Ogni oggetto ha una storia: qui impari che la Calabria era un hub culturale già 2500 anni fa.

Perché visitarlo

Visita questo museo per tre motivi concreti. Primo: i Bronzi di Riace sono un’occasione rara per vedere da vicino capolavori greci originali, non copie. Secondo: il percorso è ben organizzato con pannelli bilingue (italiano e inglese) che spiegano ogni reperto senza appesantire, ideale per chi ha poco tempo. Terzo: il biglietto include l’accesso all’area archeologica adiacente con i resti delle mura greche, così unisci museo e storia en plein air. In più, il bookshop vende riproduzioni artigianali dei Bronzi, un ricordo autentico da portare a casa.

Quando andare

Il momento migliore per una visita è il primo pomeriggio, quando la luce del sole cala e i raggi che entrano dalle vetrate creano giochi d’ombra sui reperti, accentuando i dettagli dei Bronzi. Evita le ore di punta mattutine dei gruppi organizzati: in tarda mattinata o verso chiusura, le sale sono più tranquille e puoi fermarti senza fretta. Nei mesi estivi, approfitta del clima fresco all’interno per una pausa rigenerante dal caldo della città.

Nei dintorni

Dopo il museo, fai una passeggiata sul Lungomare Falcomatà, definito ‘il più bel chilometro d’Italia’, per ammirare la vista sullo Stretto di Messina e sull’Etna. Poco distante, visita il Duomo di Reggio Calabria, ricostruito dopo il terremoto del 1908, con la sua facciata neoromanica e le cappelle interne. Se ami l’archeologia, raggiungi l’area di Scilla per esplorare le rovine del Castello Ruffo e i miti legati a Omero.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

I Bronzi di Riace furono scoperti casualmente da un sub nel 1972 al largo di Riace Marina. Il loro ritrovamento fu così eccezionale che richiese anni di restauro prima dell’esposizione. Si dice che le statue rappresentino due guerrieri o divinità, ma la loro identità resta un mistero che affascina ancora oggi i visitatori.