Museo Archeologico F. Ribezzo: bronzi e storia a Brindisi

Fondato nel 1884 e dedicato all’archeologo Francesco Ribezzo, questo museo racconta la storia di Brindisi attraverso reperti unici. Dalle ceramiche messapiche ai bronzi subacquei, ogni sala offre un tuffo nel passato. Ideale per chi ama la storia e l’archeologia.
Collezione di vasi a trozzella messapici, tra i più ricchi del Salento.
I celebri Bronzi di Punta del Serrone: statue e frammenti di età romana.
Sezione epigrafica con iscrizioni in latino, greco ed ebraico.
Mosaico romano del Labirinto con Teseo e il Minotauro.


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Copertina itinerario Museo Archeologico F. Ribezzo: bronzi e storia a Brindisi
Il Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzo a Brindisi custodisce reperti dalla preistoria all’epoca romana, con i celebri Bronzi di Punta del Serrone e una ricca sezione di vasi messapici.

Cose da sapere


Un tuffo nel passato tra bronzi e ceramiche

Appena varchi il portico dei Cavalieri Templari, senti subito il peso della storia. Il Museo Archeologico F. Ribezzo è un posto che ti sorprende: non te lo aspetti così ricco. Dai celebri Bronzi di Punta del Serrone – statue romane ripescate dal mare – ai vasi messapici decorati, ogni sala racconta un pezzo di Brindisi. La luce che filtra tra le colonne illumina reperti che vanno dalla preistoria all’età romana. È un viaggio che ti prende, tra epigrafi e statue acefale, e ti fa capire perché questa città è stata così importante.

Cenni storici

Il museo nasce nel 1884 nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro, grazie al canonico Giovanni Tarantini. Diventa presto troppo piccolo e nel 1958 apre la sede attuale, ricavata dall’antico ospedale vicino al Duomo. Intitolato all’archeologo Francesco Ribezzo, si arricchisce nel 1992 con i Bronzi di Punta del Serrone, un carico di statue naufragate. Nel 2009 viene rinnovato, ampliando gli spazi espositivi. La timeline parla da sola:

  • 1884: istituzione del Museo Civico
  • 1958: inaugurazione della nuova sede
  • 1992: scoperta dei Bronzi di Punta del Serrone
  • 2009: riapertura dopo i lavori di restauro

I Bronzi di Punta del Serrone: un tesoro dal mare

La sezione subacquea è il cuore pulsante del museo. I Bronzi di Punta del Serrone furono recuperati nel 1992 a 400 metri dalla riva, a 16 metri di profondità. Oltre 200 frammenti di statue bronzee, probabilmente il carico di una nave diretta a una fonderia. Tra i pezzi restaurati spiccano la statua di Lucio Emilio Paolo, console romano, e due teste di filosofi del IV-III secolo a.C. L’allestimento è suggestivo: ancore, anfore e un acquario ricreano l’ambiente marino. Emoziona pensare che questi bronzi hanno viaggiato per secoli sott’acqua.

Il fascino dei vasi messapici

Una delle collezioni più ricche è quella dei vasi a trozzella, tipici della civiltà messapica (VII-II sec. a.C.). Questi vasi con anse a rotella sono decorati con motivi geometrici e fitomorfi, spesso provenienti da tombe. Il museo espone anche ceramiche attiche e apule a figure rosse, come il cratere del Pittore di Efesto con scena dionisiaca. Una laminetta aurea con iscrizione greca del V secolo a.C. è un altro gioiello. La sezione preistorica completa il quadro, con reperti da Ceglie Messapico e Oria.

Perché visitarlo

Tre motivi? Primo: i Bronzi di Punta del Serrone sono unici in Puglia, un ritrovamento subacqueo che non ha confronti. Secondo: la collezione messapica è tra le più complete, con vasi che non vedrai altrove. Terzo: il mosaico del Labirinto con Teseo e il Minotauro è un capolavoro poco noto. E poi è gratuito (o quasi), quindi nessuna scusa per saltarlo.

Quando andare

Il momento migliore? Io dico prima di pranzo, quando la luce filtra dolcemente sotto il portico e le sale sono più vuote. Evita il lunedì perché è chiuso. Se vieni in autunno o primavera, godrai di temperature perfette per passeggiare nel centro storico dopo la visita. In estate, il fresco del piano interrato è un bonus gradito.

Nei dintorni

Il museo è in Piazza Duomo, quindi approfitta per visitare la Cattedrale di Brindisi (con il suo bel pavimento musivo) e il vicino Porto Vecchio, dove puoi vedere il monumento al Marinaio d’Italia. Se hai tempo, fai un salto al Castello Svevo (oggi sede della Marina Militare, ma visitabile su prenotazione). Una passeggiata sul lungomare chiude in bellezza.

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💡 Forse non sapevi che…

Una curiosità: nel 1992, un pescatore notò un piede bronzeo emergere dai fondali di Punta del Serrone. Quella scoperta portò al recupero di oltre 200 frammenti, tra cui la statua del console Lucio Emilio Paolo, vincitore della battaglia di Pidna. Ancora oggi, il museo custodisce questi tesori come testimoni del passato glorioso di Brindisi.