Sei pronto a scoprire i Castelli Piacentini? In questo itinerario di 3 giorni ti porto tra torri, mura e musei, alla scoperta di fortezze medievali che raccontano secoli di storia. Partiamo dalla Rocca d’Olgisio, un gioiello arroccato tra le colline, per poi visitare il Castello di Monticelli e immergerci nell’arte di Palazzo Farnese e della Galleria Ricci Oddi. Un tour pensato per appassionati di storia e architettura, con tappe ben organizzate e consigli pratici per goderti ogni luogo. Dimentica le guide generiche: qui trovi dettagli reali, orari e curiosità per vivere al meglio la provincia di Piacenza. Pronto a salire in sella?
🗺️ Itinerario in pillole
Un itinerario intenso tra castelli, palazzi e collezioni d’arte, perfetto per un weekend fuori porta.
- Ideale per: appassionati di storia e architettura che vogliono un’immersione nei Castelli Piacentini
- Punti forti: tappe iconiche come la Rocca d’Olgisio e Palazzo Farnese, con musei e fortezze poco affollati
- Per chi: viaggiatori curiosi che amano itinerari brevi ma ricchi di contenuti culturali
Tappe dell'itinerario
Giorno 1 - Tappa n. 1
Rocca d'Olgisio
La prima tappa del nostro itinerario è un vero gioiello: la Rocca d'Olgisio, arroccata a 564 metri su uno sperone roccioso tra i torrenti Tidone e Chiarone. È uno dei complessi fortificati più antichi del Piacentino, con prime notizie nel 1037 quando fu donata ai monaci di San Savino. La sua storia è segnata da assedi e tradimenti: nel 1500 resistette a ben 1160 colpi di cannone dei francesi prima di cadere per un tradimento. Le mura sono imponenti: triplice cinta sul lato sud, ingresso con ponte levatoio e il motto "Arx Impavida" (fortezza impavida) scolpito sulla pietra. All'interno, un pozzo profondo 50 metri e una loggia cinquecentesca con mascheroni. Da maggio a ottobre è visitabile con guida (prima domenica del mese, biglietto 10 €). Non perderti la vista sulla pianura Padana e il vicino sentiero per le grotte preistoriche legate alle sante Faustina e Liberata.- Strada comunale Pecorara, Pianello Val Tidone (PC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 1 - Tappa n. 2
Castello di Borgonovo Val Tidone
Proseguiamo il nostro itinerario tra i castelli piacentini e arriviamo a Borgonovo Val Tidone. Qui sorge il Castello di Borgonovo, una possente fortezza in laterizio che oggi ospita il municipio. Costruito nel 1196 dal Comune di Piacenza per difendere il confine occidentale, fu distrutto e ricostruito più volte. La pianta rettangolare, le due torri angolari e il fossato asciutto, attraversato da ponti in muratura su archi a sesto acuto, raccontano la sua origine medievale. All'interno, il cortile porticato e lo scenografico scalone settecentesco sono frutto della trasformazione in residenza nobiliare voluta dai marchesi Zandemaria, che qui allestirono una pinacoteca con 240 opere di Correggio, Guercino e altri. Oggi si può visitare esternamente e, negli orari di apertura del comune, anche gli interni. Da non perdere l'androne con gli affreschi cinquecenteschi e il loggiato a tre ordini.- SS412, Borgonovo Val Tidone (PC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 1 - Tappa n. 3
Castello Malaspina Dal Verme
Saliamo a Bobbio, e il Castello Malaspina Dal Verme ci accoglie dall'alto del borgo. Voluto da Corradino Malaspina nel 1304, fu roccaforte ghibellina prima di passare ai Visconti e poi, nel 1436, ai Dal Verme, che lo trasformarono in elegante dimora. Oggi si visita il mastio a pianta rettangolare con cinque piani: saloni arredati, la Sala delle Marine con camino in pietra e stemma, e un affresco cinquecentesco della Madonna col Bambino. Salendo sulla torre, il panorama sulla Val Trebbia è stupendo. Ma il vero richiamo è la leggenda del pozzo dei coltelli, un pozzo sotterraneo le cui pareti erano rivestite di lame – si dice per gettarvi i nemici. Il castello è aperto sabato e domenica (10-13 e 15-18, biglietto 4€). Un consiglio: arrivate con calma e perdetevi tra i vicoli medievali prima di entrare.- Vicolo del Torrino 3, Bobbio (PC)
- http://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/castello-malaspina-di-bobbio
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 2 - Tappa n. 1
Castelbosco: il castello che produce energia e ospita un museo... originale
Il secondo giorno del nostro tour tra i castelli piacentini comincia con una tappa decisamente fuori dal comune. A Gragnano Trebbiense, Castelbosco è molto più di un castello medievale: qui storia e innovazione si fondono in un progetto unico. L’edificio, costruito tra il XIII e il XIV secolo dalla famiglia Scotti e più volte rimaneggiato, oggi è un’azienda agricola che alleva circa 1500 bovini e produce energia dai biodigestori. E al suo interno, dal 2015, ospita il celebre Museo della Merda, un'esposizione che esplora il ciclo degli scarti in modo artistico e didattico. Il museo, ideato da Gianantonio Locatelli, espone opere di artisti contemporanei e oggetti in 'merdacotta', un materiale innovativo. La visita è possibile solo su appuntamento, ma vale la pena prenotare per scoprire questo angolo di sperimentazione. All’esterno, il castello conserva due torri, merli e tracce del ponte levatoio: un contrasto affascinante con la modernità che brulica dentro.- Strada per Rivarossa, Gragnano Trebbiense (PC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 2 - Tappa n. 2
Castello di Calendasco: mattoni rossi e storia sul Po
Lasciatevi catturare dal fascino del Castello di Calendasco, un gioiello in mattoni rossi che sorge tra due anse del Po. La sua mole trapezoidale con quattro torri rotonde e merlatura guelfa emerge dal paesaggio, testimone di secoli di storia. Entrando si passa sotto la grande torre cilindrica, un tempo protetta da un ponte levatoio di cui restano gli incassi. Il cortile interno a doppio loggiato vi accoglie con un'atmosfera d'altri tempi. Qui, nel 1290, nacque San Corrado Confalonieri, e ancora oggi si respirano le vicende delle famiglie che lo abitarono: gli Scotti, i Confalonieri, gli Arcelli. I recenti restauri hanno riportato alla luce pavimentazioni originali in cotto e un antico camino, mentre gli affreschi cinquecenteschi decorano l'androne. Non perdete la magnifica Sala di Rappresentanza con soffitto a cassettoni. Oggi il castello è in parte comunale e in parte privato, e viene aperto in occasione di eventi culturali. Un luogo che parla di potere, di intrighi e di vita quotidiana, da scoprire con calma.- Via Castello, Calendasco (PC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 2 - Tappa n. 3
Palazzo Farnese: il gigante incompiuto
Terza e ultima tappa del giorno, vi aspetta uno dei luoghi più monumentali di Piacenza: Palazzo Farnese, iniziato nel 1558 per volontà di Margherita d'Austria e mai completato. Passeggiando nel cortile interno, rimarrete colpiti dalle eleganti logge su due piani e dalla cancellata seicentesca con i gigli farnesiani. Ma è dentro che si nasconde il vero tesoro: nove sezioni museali, tutte visitabili con un unico biglietto. Da non perdere il fegato etrusco in bronzo, unico al mondo, e il Tondo di Botticelli (Madonna adorante il Bambino con san Giovannino), esposto in una sala con illuminazione studiata. Non meno affascinanti il Museo delle Carrozze, ricco di modelli d'epoca, e la pinacoteca con opere dal XIV al XIX secolo. Il palazzo è un continuo alternarsi di sale affrescate, come l'Alcova di Elisabetta Farnese, e ambienti imponenti come la Cappella Ducale a pianta ottagonale. Se avete poco tempo, concentratevi sull'Archeologico e la Pinacoteca; ma se potete, concedetevi un paio d'ore per assorbire tutta la storia che qui si respira.- Via Campo della Fiera, Piacenza (PC)
- https://www.palazzofarnese.piacenza.it/it
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 3 - Tappa n. 1
Castello di Monticelli d'Ongina
L'ultimo giorno dell'itinerario comincia con una vera sorpresa: il Castello di Monticelli d'Ongina, uno dei più imponenti castelli di pianura dell'Emilia-Romagna. Voluto da Rolando Pallavicino nel 1420 e completato dal figlio Carlo, vescovo di Lodi, è un perfetto esempio di architettura difensiva in laterizio, con pianta quadrata, quattro torri cilindriche agli angoli e due masti con tracce degli antichi ponti levatoi. Ma il vero gioiello è la Cappella del Bembo: affrescata da Bonifacio e Benedetto Bembo intorno al 1460, custodisce un'Ultima Cena che secondo alcuni critici anticipa quella di Leonardo. Da non perdere anche i musei nelle cantine: il Museo Etnografico del Po con una piroga monossile del VII secolo, l'Acquario del Po e il Museo Archeologico. Se amate le storie di fantasmi, ascoltate la leggenda di Giuseppina, una giovane assassinata nel 1872 il cui spettro si dice ancora vaghi tra le mura. Il castello è visitabile la domenica (prenotazione obbligatoria al 338 1801426) e, con i suoi 1,3 milioni di euro stanziati dal Ministero per i restauri, promette di regalarvi un tuffo nel Medioevo.- Piazza Casali, Monticelli d'Ongina (PC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 3 - Tappa n. 2
Castello di Paderna
Il Castello di Paderna si presenta come un autentico gioiello medievale, circondato da un fossato ancora pieno d'acqua che ne esalta il fascino. Arrivando a Pontenure, vi troverete davanti a una struttura quadrata, tipica delle fortificazioni di pianura, divisa tra la zona residenziale e quella agricola. La torre d'ingresso conserva gli alloggi del doppio ponte levatoio, mentre il poderoso torrione nell'acqua faceva da ultimo rifugio. All'interno, la chiesa di Santa Maria, in stile romanico con pianta a croce greca e colonne di reimpiego romano, è un piccolo capolavoro. Oltre a esplorare l'armeria con le antiche armi, potrete passeggiare nella corte agricola, dove si respira ancora la vita rurale di un tempo. La proprietà, da oltre 500 anni della stessa famiglia, oggi è anche una fattoria didattica e ospita la celebre rassegna "Frutti del Castello" con fiori e frutti antichi. E se amate le storie di fantasmi, le leggende raccontano che di notte si sentano le urla del cavaliere Confalonieri… Un luogo che unisce storia, natura e un pizzico di mistero.- Via Firenze, Pontenure (PC)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...

Giorno 3 - Tappa n. 3
Galleria Ricci Oddi: l'arte moderna di Piacenza
L'ultima tappa del nostro tour ci porta nel cuore di Piacenza, dove la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi custodisce una collezione di oltre 700 opere dell'Ottocento e primo Novecento. Il nobile Giuseppe Ricci Oddi volle donare alla città la sua raccolta, inaugurata nel 1931 in un edificio progettato da Giulio Ulisse Arata, che fonde l'ex convento di San Siro con linee moderniste. Le diciannove sale sono organizzate per regioni e movimenti: dai macchiaioli toscani a Fontanesi, fino ai grandi del Novecento come Boccioni, Carrà e Morandi. Il vero gioiello è il Ritratto di signora di Gustav Klimt, rubato nel 1997 e ritrovato nel 2019 dopo una storia rocambolesca. Aggiungono fascino opere di Boldini, Hayez e Medardo Rosso. Da poco la galleria ha riaperto dopo un importante restauro: pareti risanate, nuovi allestimenti e audioguide. Se amate l'arte figurativa, questo è un must.- Via San Siro 13, Piacenza (PC)
- https://riccioddi.it
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini

Devi andarci se...




