Parma: itinerario 3 giorni tra castelli, fortezze e rocche


Se sei un appassionato di storia e architettura medievale, questo itinerario di 3 giorni tra castelli, fortezze e rocche della provincia di Parma ti conquisterà al primo colpo. Partiamo da Castello di Tabiano, una delle fortezze meglio conservate, per poi proseguire verso Roccalanzona e il Castello di Varano de' Melegari. Ogni tappa è un tuffo nel passato: merli, torri e ponti levatoi ti faranno sentire un vero signore medievale. Non mancano le sorprese enogastronomiche, con tappe nei borghi per assaggiare i prodotti tipici locali. Il percorso è studiato per essere affrontato comodamente in auto, con brevi passeggiate tra le mura. Perfetto per un weekend lungo all'insegna della scoperta. Preparati a vivere un'avventura tra le colline parmensi, dove ogni castello racconta una storia diversa, dai Malaspina ai Rossi. Questo itinerario di 3 giorni ti porterà alla scoperta di 9 gioielli architettonici, tra i più belli d'Italia. Autentico e coinvolgente, ti farà innamorare della provincia di Parma.

🗺️ Itinerario in pillole

Vivi un viaggio nel tempo tra i 9 castelli più suggestivi della provincia di Parma. Un ciclo di 3 giorni che unisce storia, architettura e paesaggi unici.

  • Ideale per: appassionati di storia medievale e architettura fortificata.
  • Percorso: 9 castelli tra i più belli d'Italia, da Tabiano a Montechiarugolo.
  • Esperienza: itinerario in auto con tappe nei borghi, assaggi enogastronomici e passeggiate tra le mura.

Tappe dell'itinerario




Giorno 1 - Tappa n. 1

Castello di Tabiano: l’inizio del viaggio tra castelli

Castello di TabianoSi comincia da qui, dal Castello di Tabiano, arroccato su uno sperone di roccia che domina la pianura padana. Eretto tra il X e l’XI secolo dai marchesi Pallavicino, il maniero aveva il compito di sorvegliare le preziose saline di Salsomaggiore e la Via Francigena. Passeggiando tra le sue mura, si respira ancora l’atmosfera delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, con le due imponenti torri circolari del XII secolo a fare da sentinelle. Nel XIX secolo, il restauro di Giacomo e Rosa Corazza trasformò la fortezza in un’elegante dimora, arricchendo le sale con stucchi, affreschi e pavimenti pregiati. Oggi il castello è una residenza privata aperta al pubblico con visite guidate (sabato e domenica, ore 10, 11, 16, 17; ingresso 10 €). Salite sulle terrazze: il panorama spazia dalle Alpi all’Appennino, un colpo d’occhio che da solo vale il viaggio. Ai piedi del castello, l’antico borgo di Tabiano Castello ospita un relais di charme e il ristorante Il Caseificio, perfetto per un pranzo a base di prodotti locali.

Devi andarci se...

Chi visita il Castello di Tabiano è un viaggiatore curioso, appassionato di storie millenarie e panorami mozzafiato. Non cerca solo fotografie, ma emozioni autentiche tra sale affrescate e antiche leggende come quella di Solestella, l’Angelo di Tabiano.

Castello di Tabiano

Giorno 1 - Tappa n. 2

Castello di Scipione: il castello del sale dei Pallavicino

Castello di ScipioneA pochi minuti da Salsomaggiore Terme, il Castello di Scipione si staglia sulle colline del Parco dello Stirone. È il più antico castello della provincia di Parma, costruito nell'XI secolo dai Marchesi Pallavicino e ancora oggi abitato dai loro discendenti. Il nome, secondo la tradizione, deriva da una villa romana di Scipione l'Africano. Qui il sale era la ricchezza: il castello controllava i pozzi di estrazione, tanto da essere chiamato "castello del sale". La struttura medievale si fonde con eleganti aggiunte seicentesche: il loggiato panoramico, il cortile d'onore, il giardino. All'interno, soffitti a cassettoni, affreschi e arredi d'epoca raccontano secoli di storia. Da non perdere il Salotto del Diavolo, con una porticina segreta che era una via di fuga, e le prigioni quattrocentesche intatte. Il percorso guidato svela anche la Galleria degli antenati e la sala da pranzo imbandita alla russa. La visita dura circa 55 minuti e lascia incantati dalla bellezza e dalla storia che qui vive ancora. Un luogo che profuma di Medioevo e di leggende, come quelle dei fantasmi di Giangerolamo e della moglie Giacoma.

Devi andarci se...

Per chi ama i castelli vissuti, non solo musei: qui la storia è di casa, tra famiglie nobili ancora presenti, leggende e una vista che spazia sulle colline.

Castello di Scipione

Giorno 1 - Tappa n. 3

Castello di Bargone: un gioiello segreto tra le colline

Castello di BargoneSalendo verso la frazione di Bargone, vi imbatterete in una mole imponente che domina la vallata: è il Castello di Bargone, un maniero dalle origini antichissime, già esistente nell'846. A differenza del Castello di Scipione, questo è una residenza privata e purtroppo non è aperto al pubblico, ma la sua vista dall'esterno vale la sosta. Arroccato su un colle, presenta un rivellino d'ingresso con merlature ghibelline e un poderoso mastio. All'interno, che non possiamo visitare, si cela un cortile rinascimentale e un salone affrescato da Girolamo Magnani, lo scenografo di Verdi. Tra gli aneddoti, si narra che qui si ritirò il beato Rolando de' Medici e che il castello fosse una delle rocche più temute dei Pallavicino. Oggi, purtroppo, è in stato di abbandono dopo la morte dell'ultimo proprietario, ma ciclisti ed escursionisti lo apprezzano come punto di sosta lungo i sentieri. Se amate i luoghi carichi di storia, anche solo ammirarlo da fuori vi regalerà un'emozione.

Devi andarci se...

Per chi ama i castelli da scoprire anche solo con lo sguardo, tra leggende di fantasmi e affreschi nascosti, il Castello di Bargone è una tappa che sa di antico e di misterioso.

Castello di Bargone

Giorno 2 - Tappa n. 4

Castello di Montechiarugolo: tra storia e leggenda

Castello di MontechiarugoloUltima tappa del secondo giorno, il Castello di Montechiarugolo vi accoglie con la sua mole imponente affacciata sul torrente Enza. A differenza del precedente, qui si entra davvero: varcato il ponte levatoio, si scopre un cortile rinascimentale con statue provenienti dalla Reggia di Colorno. Il Salone delle Feste e la Camera di Mezzo conservano affreschi che spaziano dal gotico al manierismo, mentre il loggiato quattrocentesco regala una vista mozzafiato sulla valle. Curiosità: in una saletta è custodita una mummia egizia, legata alla leggenda della Fata Bema, il cui fantasma si dice appaia ancora sugli spalti ogni 19 maggio. Il castello fu anche campo di internamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi, grazie alla famiglia Marchi, è visitabile con guida: un'ora di tour che vale ogni minuto.

Devi andarci se...

Per chi ama i castelli che uniscono arte, storia e mistero, tra affreschi unici e leggende di fate, Montechiarugolo è una tappa da non perdere.

Castello di Montechiarugolo

Giorno 2 - Tappa n. 5

Castello di Castelguelfo - Noceto

Castello di CastelguelfoUltima tappa del secondo giorno, il Castello di Castelguelfo si staglia lungo la via Emilia come un gigante silenzioso. Le sue origini risalgono al XII secolo, quando era un torrione a difesa del guado sul Taro. Qui si intrecciano storie di imperatori, vescovi e condottieri: lo conquistarono i Rossi, lo distrusse Giberto III da Correggio, lo ribattezzò Ottobuono de' Terzi come Castrum Guelphum. Oggi è di proprietà privata della famiglia Rovagnati e purtroppo non è visitabile. Ma vale la pena fermarsi davanti al rivellino sulla statale per ammirarne la facciata nord con beccatelli e caditoie, le merlature a coda di rondine, e il parco che si intravede oltre il muro di cinta. Un luogo carico di fascino e mistero, che lascia immaginare la vita di corte tra i suoi torrioni.

Devi andarci se...

Per chi ama i castelli che si possono solo ammirare da fuori, sognando le storie che custodiscono tra le mura private.

Castello di Castelguelfo

Giorno 2 - Tappa n. 6

Rocca dei Sanvitale

Rocca dei SanvitaleSesta tappa del secondo giorno, la Rocca dei Sanvitale a Noceto è molto più di un castello: è il Castello della Musica. Nata nel XIII secolo come fortezza dei Pallavicino, ha visto passare Sanvitale, Visconti e Rossi, fino alla congiura del 1612 che costò la vita ad Alfonso Sanvitale. Oggi, dopo un restauro nel 2005, ospita il Museo della Liuteria con strumenti del maestro Scrollavezza e il Museo del Disco con una straordinaria collezione di 78 giri. Salite al primo piano per la Camera Ottica, unica in Italia, che proietta l'immagine capovolta di piazza Garibaldi. Il cortile interno con l'ippocastano secolare è perfetto per una pausa. E se sentite strane voci, potrebbero essere i ‘muroni’, gli spiriti dei soldati murati vivi secondo la leggenda. Un luogo che unisce storia, arte e musica in modo sorprendente.

Devi andarci se...

Per chi cerca un castello vivo, dove la storia incontra la musica e la leggenda, con musei interattivi e un'atmosfera unica da esplorare a fondo.

Rocca dei Sanvitale

Giorno 3 - Tappa n. 7

Castello di Roccalanzona: l'inespugnabile Rocha Leone

Castello di RoccalanzonaUltima tappa del terzo giorno, il Castello di Roccalanzona vi aspetta su uno sperone di roccia ofiolitica al confine tra Val Ceno e Val Dordone. Poco importa che oggi sia in rovina: la sua storia è tra le più affascinanti della zona. Comparso in un documento del 1028, raggiunse il massimo splendore sotto Pier Maria Rossi nel XV secolo. Fu considerato inespugnabile e mai espugnato, nemmeno da Ludovico il Moro con le bombarde. Camminando tra i ruderi - il mastio rettangolare, le mura con feritoie, un ambiente voltato con balestriera - si respira un'atmosfera fuori dal tempo. L'antica strada di crinale Maria Longa, che porta al castello, era già strategica in epoca Longobarda e lungo di essa è stata trovata un'epigrafe del 1300. Oggi l'Associazione Rocha Leone organizza visite guidate con presentazione multimediale. Non perdetevi la leggenda di Pietra Corva: due innamorati di famiglie rivali si gettarono dalla rupe e le loro anime aleggiano ancora nelle notti di luna piena. Un finale perfetto per un itinerario tra castelli.

Devi andarci se...

Per chi ama i ruderi carichi di storia, le leggende d'amore e di guerra, e i castelli mai espugnati: un'esperienza fuori dal tempo con panorama mozzafiato.

Castello di Roccalanzona

Giorno 3 - Tappa n. 8

Castello Pallavicino, l’inespugnabile fortezza sul Ceno

Castello PallavicinoUltima tappa del terzo giorno, il Castello Pallavicino vi aspetta su uno scoglio di arenaria che domina la valle del Ceno. Già citato nel 1087, fu ricostruito dal Comune di Parma nel 1208 e poi più volte distrutto e riedificato. L’aspetto attuale è quattrocentesco, con un sistema difensivo unico: tre torri allineate verso il fiume, e il mastio sullo spigolo nord. La visita guidata, condotta da guide in abiti medievali, vi porta nella prigione di Annibale Bentivoglio, nelle cucine, nei camminamenti di ronda e nel salone d’Onore affrescato. Dalla terrazza il panorama è mozzafiato. E se vi va, cercate il fantasma di Beatrice: una giovane marchesa morta a 21 anni che, secondo la leggenda, ancora vaga tra queste mura. Un finale in grande stile per il vostro itinerario tra castelli.

Devi andarci se...

Per chi ama le fortezze con un'architettura difensiva originale, prigioni antiche e storie di fantasmi: un tuffo nella storia medievale con guide in costume.

Castello Pallavicino

Giorno 3 - Tappa n. 9

Castello di Varsi: Ultimi Scampoli di Medioevo

Castello di VarsiChiudiamo la giornata con un luogo che racconta secoli di storia, anche se oggi ne restano solo frammenti. Il Castello di Varsi, voluto dalla diocesi di Piacenza nel X secolo, fu teatro di lotte tra Malaspina e Scotti, con un assedio di 15 giorni già nel 1206. Per secoli ha dominato la valle, ma alla fine dell'Ottocento la sua struttura quadrangolare con torri circolari fu quasi del tutto demolita per far spazio a piazza Monumento. Oggi, tre torri in pietra ancora si ergono: quella isolata a ovest, quella sud con un tratto di muro e la snella torre nord addossata alla chiesa di San Pietro. Su quest'ultima, fino al 1926, batteva la campana del paese. Il castello è proprietà privata e non si visita, ma passeggiare tra questi resti è come sfogliare un libro di storia: le mura mutile, le poche feritoie, il portale settecentesco che si apre sull'ala mediana. Un finale in tono minore ma ricco di fascino per chi ama le tracce autentiche del passato.

Devi andarci se...

Per chi apprezza i luoghi di storia in stato di rovina, dove ogni pietra racconta battaglie e signorie: un tuffo nel medioevo tra torri silenziose e leggende longobarde.

Castello di Varsi

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