Se pensi che Siracusa sia solo il Teatro Greco, preparati a una sorpresa: l’Anfiteatro romano ti aspetta a pochi passi, con la sua imponente struttura ellittica e una storia che ti trasporterà nell’antica Roma. Questo monumento del III-IV secolo d.C. è perfettamente conservato e ti regala un’esperienza autentica, senza folle di turisti. La sua posizione nel Parco Archeologico della Neapolis lo rende facilmente accessibile, e i sotterranei ancora visibili ti mostrano come funzionavano gli spettacoli gladiatori. È uno di quei luoghi che ti fa capire perché Siracusa è Patrimonio UNESCO.
• Struttura ellittica ben conservata del III-IV secolo d.C.
• Sotterranei originali dove si preparavano gladiatori e animali
• Posizione nel Parco Archeologico della Neapolis, vicino al Teatro Greco
• Pochi turisti rispetto ad altri siti, ideale per una visita tranquilla
L’Anfiteatro romano di Siracusa, risalente al III-IV secolo d.C., è uno dei più importanti monumenti antichi della Sicilia orientale. Scopri la sua struttura ellittica, i sotterranei e la posizione strategica vicino al Teatro Greco.
- Via Francesco Saverio Cavallari, Siracusa (SR)
- Apri su Google Maps
- Guarda su Google Immagini Anfiteatro romano a Siracusa
Cose da sapere
Introduzione
Cenni storici
- III-IV secolo d.C.: Costruzione dell’anfiteatro in epoca tardo-romana.
- Periodo medievale: Abbandono e uso come cava di materiale (spoliazione).
- XVI secolo: Prime menzioni documentate da parte di viaggiatori.
- XIX-XX secolo: Inizio degli scavi archeologici sistematici.
- Oggi: Parte integrante e visitabile del Parco Archeologico della Neapolis.
I sotterranei: il dietro le quinte
La vista da lassù: Ortigia e il mare
Perché visitarlo
Quando andare
Nei dintorni
💡 Forse non sapevi che…
Mentre cammini tra i gradini, immagina che qui si svolgevano non solo combattimenti tra gladiatori, ma anche naumachie (battaglie navali simulate) grazie a un sistema di canalizzazione dell’acqua. L’anfiteatro fu parzialmente smantellato nel XVI secolo per costruire le fortificazioni spagnole di Ortigia, ma ciò che resta è sufficiente a capire la maestosità originaria. Un dettaglio poco noto: la cavea era divisa in settori per classi sociali, con posti migliori riservati alle autorità.
