Arche Scaligere: tombe gotiche e statue equestri a Verona

Le Arche Scaligere sono uno dei monumenti più iconici di Verona, un complesso funerario gotico che custodisce le tombe della famiglia Della Scala. Situate accanto alla chiesa di Santa Maria Antica, a due passi da Piazza dei Signori, queste arche sono un capolavoro dell’arte trecentesca. La visita è un tuffo nella storia medievale veronese.
Tomba di Cangrande I con statua equestre e sarcofago sorretto da cani
Arca di Mastino II, la più fotografata, con scene bibliche e altorilievi
Arca di Cansignorio, la più decorata, opera di Bonino da Campione
Ingresso gratuito con VeronaCard o biglietto di altri musei civici


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Arche Scaligere: tombe gotiche e statue equestri a Verona
Le Arche Scaligere a Verona sono un complesso funerario gotico con le tombe di Cangrande, Mastino II e Cansignorio, statue equestri e dettagli scultorei. Visita gratuita con VeronaCard, nel cuore storico.

Cose da sapere


Un gioiello gotico nel cuore di Verona

Se passeggi per il centro di Verona, tra Piazza Erbe e Piazza dei Signori, ti imbatti in un angolo sospeso nel tempo: le Arche Scaligere. Non sono semplici tombe, ma un incredibile complesso funerario gotico che racconta la potenza della famiglia Della Scala. Qui, accanto alla chiesa di Santa Maria Antica, sarcofagi in marmo rosso e statue equestri si alzano come un cimitero monumentale. La cancellata in ferro battuto, con il motivo della scala, segna il confine tra il viavai cittadino e la memoria di un’epoca. Impossibile non fermarsi ad ammirare la tomba di Cangrande sopra la porta, con i cani che reggono il sarcofago. È un luogo che ti colpisce subito per la sua verticalità e i dettagli minuziosi, un concentrato di arte e storia a cielo aperto.

La storia in breve

La famiglia Della Scala governò Verona dal 1262 al 1387, trasformandola in una potenza politica e culturale. Già nel 1277 venne deposta la prima tomba, quella di Mastino I, semplice e senza ornamenti. Ma fu con Cangrande I (signore dal 1308, protettore di Dante) che il cimitero assunse forma monumentale: la sua arca del 1329, posta sopra l’ingresso della chiesa, costringeva i fedeli a passarvi sotto in segno di omaggio. Poi vennero le arche di Mastino II (1351) e Cansignorio (1375), sempre più elaborate. Nel 1359 fu aggiunta l’arca pensile di Giovanni. Il recinto in ferro fu voluto dall’ultimo signore, Antonio. Una timeline sintetica:

  • 1277: Tomba di Mastino I
  • 1301: Sarcofago di Alberto I
  • 1329: Arca di Cangrande I
  • 1351: Arca di Mastino II
  • 1359: Arca pensile di Giovanni
  • 1375: Arca di Cansignorio

Cangrande, Mastino e Cansignorio: tre capolavori

Le tombe di Cangrande, Mastino II e Cansignorio sono le più spettacolari. Cangrande è la più celebre: il sarcofago sorretto da quattro cani (allusione al nome ‘cane grande’) e la statua equestre in cima al baldacchino sono un’icona di Verona. Mastino II ha una struttura più complessa: pilastri, colonne, un alto baldacchino e statue delle Virtù agli angoli. Sul coperchio, Mastino è rappresentato due volte: una con viso sereno, l’altra inginocchiato. Cansignorio è la più ricca, progettata dal lombardo Bonino da Campione: base esagonale, sei tabernacoli con santi guerrieri, e una profusione di decorazioni. Costò oltre 10.000 fiorini. Ogni arca ha una copia della statua equestre all’esterno; gli originali sono al Museo di Castelvecchio.

Simboli e sculture da scoprire

Osservando con attenzione, scoprirai dettagli sorprendenti. Sull’arca di Cangrande, bassorilievi raffigurano le città conquistate – Vicenza, Padova, Feltre, Belluno, Marostica, Treviso, Verona – mentre la statua del defunto morente sul coperchio ha un sorriso enigmatico. Nell’arca di Mastino II, i timpani illustrano scene bibliche: la tentazione di Adamo ed Eva, l’uccisione di Caino, lo scherno a Noè. Cansignorio, invece, volle sei statue di santi guerrieri – Ludovico, Martino, Sigismondo, Valentino, Giorgio, Luigi di Francia – a protezione del suo sarcofago, dove sono narrati episodi evangelici. La cancellata in ferro battuto, realizzata su ordine di Antonio della Scala, presenta il motivo della scala, simbolo araldico ripetuto ovunque. Ogni elemento racconta la devozione e il potere della famiglia.

Tre buoni motivi

1) Ingresso gratuito con VeronaCard: se hai la card o il biglietto di un altro museo civico, puoi entrare senza spendere un euro. 2) Arte gotica unica: le Arche sono uno dei migliori esempi di scultura gotica in Italia, un vero museo a cielo aperto. 3) Vicinanza ad altre attrazioni: sono a due passi da Piazza dei Signori e Piazza Erbe, perfette per una pausa culturale durante il tour del centro storico. In più, la tomba di Cangrande è legata a Dante, che fu suo ospite e gli dedicò il Paradiso.

Il momento migliore

Il mio consiglio? Visita le Arche Scaligere nel tardo pomeriggio, poco prima della chiusura. La luce calda dell’autunno o della primavera accarezza il marmo rosso e le statue equestri, creando contrasti spettacolari. Inoltre, la folla di turisti si dirada e puoi goderti il silenzio. Evita il lunedì, quando il complesso è chiuso (salvo aperture straordinarie). Se sei in città per un weekend, la domenica mattina è ideale: inizi con le Arche e poi prosegui verso Piazza Erbe.

Cosa vedere vicino

A pochi passi si trovano Piazza dei Signori con la statua di Dante e il Palazzo della Ragione, e Piazza Erbe con il mercato e la Torre dei Lamberti. Non perdere la Chiesa di Santa Anastasia (con l’affresco di Pisanello) e il Museo di Castelvecchio, dove sono conservate le statue equestri originali di Cangrande e Mastino II. Se hai tempo, fai un salto all’Arena di Verona, a circa 10 minuti a piedi.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Si dice che Dante Alighieri, ospite di Cangrande I, si sia ispirato alla magnificenza delle Arche Scaligere per descrivere gli splendori del Paradiso. La statua equestre di Cangrande, ora al Museo di Castelvecchio, è considerata la più bella statua equestre del Trecento.