Arco Bollani Udine: il capolavoro di Palladio

L’Arco Bollani è un monumento rinascimentale situato a Udine, ai piedi della salita che porta al Castello. Progettato da Andrea Palladio nel 1556, rappresenta la sua prima opera in Friuli. Commissionato dal luogotenente Domenico Bollani per celebrare la fine della peste e affermare il dominio veneziano, l’arco è caratterizzato da un bugnato rustico e una trabeazione scolpita. Sulla sommità troneggia il Leone di San Marco, simbolo della Serenissima, restaurato nel 1953 dopo la rimozione francese.

Cosa rende speciale l’Arco Bollani?
Opera di Palladio: è il suo primo lavoro in Friuli, con un’architettura che unisce forza e raffinatezza.
Storia affascinante: costruito nel 1556 per ringraziare della fine della peste e simboleggiare il potere veneziano.
Leone di San Marco: l’attuale leone in pietra di Vicenza è una copia del 1953, dopo che l’originale fu distrutto dai francesi nel 1797.
Restauro recente: nel 2022 è stato oggetto di un restauro conservativo finanziato dal Gruppo Danieli, che ha pulito e protetto le superfici lapidee.

Copertina itinerario Arco Bollani Udine: il capolavoro di Palladio
L’Arco Bollani, progettato da Andrea Palladio nel 1556, è la porta d’accesso al Castello di Udine. Ammira il bugnato rustico e il Leone di San Marco, simbolo della Serenissima, recentemente restaurato.

Cose da sapere


Introduzione

Ecco l’Arco Bollani, una porta che sembra uscita da un sogno rinascimentale. Progettato da Andrea Palladio nel 1556, è l’ingresso monumentale al Castello di Udine. Mi ha colpito subito il contrasto tra la ruvida pietra del bugnato rustico e la delicatezza del cornicione scolpito. In cima, il Leone di San Marco ti guarda fiero: è un simbolo della Serenissima che qui ritrovi intatto. Non è solo un arco, è un pezzo di storia veneziana incastonato nel cuore del Friuli.

Cenni storici

L’arco fu voluto dal luogotenente veneziano Domenico Bollani nel 1556 per ringraziare della fine di un’epidemia di peste e per affermare il dominio veneto. I lavori, iniziati ad aprile, finirono in quattro mesi con l’installazione del leone in rame. Palladio, al suo esordio in Friuli, curò anche la strada di salita nel 1563. Nel 1797 i Francesi rimossero il leone originale. Solo nel 1953, dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale, fu ricollocato un nuovo leone, scolpito da Emilio Caldana. Negli anni Duemila ci sono stati restauri: il più recente nel 2022 grazie a una donazione di Danieli & C.

  • 1556: costruzione dell’arco
  • 1797: rimozione del leone da parte dei Francesi
  • 1953: ricollocazione del leone dopo la guerra
  • 2022: restauro conservativo

Il bugnato e il cornicione

La vera forza di quest’arco sta nei dettagli. Il bugnato rustico è così marcato che quasi te lo senti addosso: ogni pietra sembra scolpita con energia. Poi guardi in alto e scopri il cornicione, con triglifi, patere e bucrani che si alternano in un ritmo perfetto. È il tocco di Palladio, che sapeva unire potenza e grazia. Da vicino, noti anche le tracce del restauro del 2022: la pietra è stata pulita e trattata, ma senza cancellare i segni del tempo. Un equilibrio tra storia e conservazione.

Il leone marciano: storia e simbolo

Sull’arco troneggia un leone che non è l’originale. Quello del 1556, con le ali di rame, fu distrutto dai Francesi nel 1797. Per quasi 150 anni l’arco rimase mutilo. Poi, nel 1953, il direttore dei Civici Musei Carlo Someda de Marco commissionò a Emilio Caldana un nuovo leone, ricavato da un blocco di pietra di Vicenza di tre metri cubi. Pesa 35 quintali e oggi veglia sulla città. È l’ultimo leone di San Marco tornato al suo posto a Udine: gli altri due sono sulla Torre dell’Orologio e sulla colonna in piazza.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi? Primo: è l’unica opera di Palladio in Friuli, e vale la pena vederla dal vivo per capire la maestria dell’architetto. Secondo: è il simbolo del legame tra Udine e Venezia, con quel leone che racconta storie di potere e pestilenze. Terzo: la posizione è perfetta per una foto: incornicia la salita al castello e si staglia contro il cielo. Se ti piace l’architettura, lo apprezzerai; se no, goditi l’atmosfera di piazza Libertà, una delle più belle d’Italia.

Quando andare

Se vuoi evitare la folla, passa nel tardo pomeriggio, quando il sole basso illumina il bugnato e il leone sembra dorato. La mattina presto è tranquilla, ma l’arco è in ombra fino a metà giornata. In primavera e autunno il clima è mite e la luce è più morbida. Evita l’estate a mezzogiorno: il sole picchia e la pietra scotta. Comunque, l’arco è visitabile da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, ma anche da fuori si gode benissimo.

Nei dintorni

Appena oltre l’arco, sali al Castello di Udine: il museo civico è interessante e la vista sulla città è spettacolare. Prima di salire, girovaga per piazza Libertà: la Loggia del Lionello, la Torre dell’Orologio e la fontana sono tutte a pochissimi passi. Se hai tempo, visita anche il Duomo, a due minuti a piedi. Tutto il centro storico è un gioiello, con portici e caffè dove fermarti per un aperitivo.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Pochi sanno che l’attuale Leone di San Marco sull’Arco Bollani è stato l’ultimo a tornare nella sua collocazione originaria tra i tre leoni marciani di Udine. Il 6 luglio 1953, sotto la direzione di Carlo Someda de Marco, fu issato con una gru mentre la città guardava. Il leone, scolpito da Emilio Caldana da un blocco di tre metri cubi, pesa 35 quintali. La sua installazione segnò la rinascita del monumento dopo i danni della guerra.