Cosa vedere a Mantova e provincia: tra Gonzaga e laghi


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per chi ama arte, storia e natura fuori dalle città affollate
  • Ciclovia del Mincio e percorsi tra colline e laghi
  • Castelli e borghi: Castiglione, Solferino, Cavriana
  • Musei tematici: Croce Rossa, Tazio Nuvolari, archeologia
  • Enogastronomia: vini e piatti tipici mantovani

Eventi nei dintorni


Se pensi a Mantova, ti viene in mente solo il centro storico? La provincia offre molto di più. Io ho percorso le strade che collegano i Gonzaga a borghi autentici come Castiglione delle Stiviere e Solferino, dove la storia si respira tra rocche e musei. Non perderti la Rocca di Solferino, simbolo del Risorgimento, e il Museo Internazionale della Croce Rossa. Per gli amanti della natura, le colline moreniche e le ciclovie lungo il Mincio regalano panorami unici. E poi l'enogastronomia: dai vini Lambrusco ai tortelli di zucca, ogni tappa è un'esperienza. In questo articolo trovi le tappe imperdibili per scoprire la provincia di Mantova, dai capolavori rinascimentali ai tesori nascosti, con consigli pratici per organizzare il tuo viaggio.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Palazzo Ducale: la reggia dei Gonzaga

Palazzo DucaleIl Palazzo Ducale di Mantova non è solo un museo: è una città nella città. Con i suoi 35.000 mq, oltre 500 stanze, 7 giardini e 8 cortili, è una delle regge più vaste d'Europa. Residenza dei Gonzaga dal 1328 al 1707, la sua costruzione va dal XIII al XVIII secolo: ogni signore ci ha messo del suo, creando un labirinto di corti, gallerie e appartamenti. Il biglietto (€18, ridotto €2) include anche la Camera degli Sposi, capolavoro assoluto di Andrea Mantegna (1465-1474): un affresco che rompe la parete con un illusionistico oculo. Ma non c'è solo Mantegna: il Ciclo di Pisanello (torneo cavalleresco) vi lascerà a bocca aperta, così come gli arazzi fiamminghi tratti da cartoni di Raffaello, lo studiolo di Isabella d'Este e la monumentale Galleria della Mostra (64 metri). Da non perdere la Sala di Manto con le storie della fondazione della città, e il Castello di San Giorgio, che custodisce le carceri dei Martiri di Belfiore. Attenzione agli orari: aperto mar-dom 8:15-19:15 (ultimo ingresso 18:15), lunedì chiuso. Prenotate online per evitare file. Il palazzo è enorme: concedetevi almeno due ore, ma anche tre per godervelo tutto. Se siete amanti del Rinascimento, qui troverete uno dei concentrati più alti d'Italia.

Palazzo Ducale

Palazzo Te: il capolavoro di Giulio Romano

Palazzo TeSe c'è un luogo a Mantova che incarna il genio del Rinascimento, è Palazzo Te. Costruito tra il 1525 e il 1535 per volere di Federico II Gonzaga come villa suburbana per l'ozio e i ricevimenti, è il capolavoro assoluto di Giulio Romano, allievo di Raffaello. Appena varcato l'ingresso di Viale Te 13, si rimane colpiti dalla sobrietà della facciata: ma è dentro che esplode la meraviglia. Il cortile d'onore, le sale affrescate... La Sala dei Giganti è un'esperienza totalizzante: le pareti e il soffitto si fondono in un'unica scena apocalittica, con Giove che fulmina i titani. Sembra di essere dentro il dipinto. La Sala dei Cavalli invece colpisce per i destrieri ritratti con un realismo straordinario, quasi ti seguano con lo sguardo. Non perdere la Camera di Amore e Psiche, dedicata ai banchetti, con affreschi mitologici che celebrano l'amore. Oltre agli affreschi, il palazzo ospita il Museo Civico con quattro collezioni permanenti: la sezione gonzaghesca con pesi e misure, la donazione Mondadori, la raccolta egizia di Giuseppe Acerbi e la collezione mesopotamica Ugo Sissa. Un'immersione nella storia lunga millenni. Dopo la visita, fermati a Spazio Te, il nuovo bistrot nel cortile, per un aperitivo con vista sul Giardino dell'Esedra. I sapori locali e l'atmosfera rilassata chiudono l'esperienza in bellezza. Il palazzo è aperto tutti i giorni: dal lunedì al venerdì e domenica dalle 9 alle 19:30, il martedì dalle 13. Il biglietto include anche l'accesso al MACA e al Tempio Alberti. Un consiglio? Prenota online perché spesso è pieno.

Palazzo Te

Basilica di Sant'Andrea: il capolavoro rinascimentale di Mantova

Basilica di Sant'AndreaEntrare nella Basilica di Sant'Andrea è come fare un tuffo nel Rinascimento. Progettata da Leon Battista Alberti a partire dal 1472 per volere di Ludovico III Gonzaga, questa è la chiesa più grande di Mantova e una delle più affascinanti. La facciata, ispirata a un arco trionfale romano, ti colpisce subito per la sua solennità: un grande arco centrale affiancato da paraste corinzie giganti. Sotto, un atrio che funge da filtro tra caos esterno e sacralità. L'interno è a navata unica, con una volta a botte cassettonata che sembra abbracciarti, e cappelle laterali nascoste tra i pilastri. La luce, filtrata dall'"ombrellone" superiore, crea giochi di penombra che orientano lo sguardo verso l'altare. Nella prima cappella a sinistra c'è la tomba di Andrea Mantegna, decorata con disegni suoi realizzati dal Correggio. Ma il vero tesoro è nella cripta: i Sacri Vasi che, secondo la tradizione, contengono il Sangue di Cristo, portato a Mantova dal centurione Longino. La reliquia viene esposta solo il Venerdì Santo, ma la cripta ottagonale è visitabile tutto l'anno. E se hai un po' di fegato, sali fino al tamburo della cupola (aggiunta nel Settecento da Juvarra): da lassù, oltre a vedere da vicino la struttura, godi di una vista mozzafiato sull'interno. Per me, è il posto che meglio incarna l'ambizione dei Gonzaga: unire potere, fede e arte in un unico colpo d'occhio. Ingresso gratuito, aperto tutti i giorni 8-12 e 15-19. Consiglio di passare verso le 16, quando la luce bassa fa risaltare i lacunari della volta.

Basilica di Sant'Andrea

Castello di San Giorgio: tra fortezza e capolavoro rinascimentale

Castello di San GiorgioSe c'è un posto che a Mantova non puoi assolutamente perdere, è il Castello di San Giorgio. Costruito tra il 1395 e il 1406 per volere di Francesco I Gonzaga, con la sua pianta quadrata e le quattro torri angolari, sembra uscito da un libro di storia. Ma non lasciarti ingannare: dentro non trovi solo merli e ponti levatoi, ma uno dei gioielli del Rinascimento.

Il castello fu trasformato in residenza da Ludovico II nel 1459, e oggi si presenta con un cortile porticato e un'atmosfera che mescola potenza e raffinatezza. Il vero spettacolo è al primo piano: la Camera degli Sposi, affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. Entrare qui è come fare un salto indietro nel tempo – la volta dipinta simula un'apertura sul cielo, con putti e un'illusione prospettica che lascia senza fiato. Occhio però: la visita è limitata a 10 minuti, giusto per proteggere gli affreschi, ma ne vale ogni secondo.

Il castello ha anche un lato oscuro. Durante la dominazione austriaca divenne carcere di massima sicurezza, e qui furono rinchiusi i Martiri di Belfiore, patrioti del Risorgimento. Passeggiando per le prigioni, ancora con graffiti e tracce del loro passaggio, si respira un'emozione forte.

Info pratiche: si accede da Palazzo Ducale in piazza Sordello. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 8:15 alle 19:15. Il biglietto intero costa 12€ (include Corte Vecchia e Collezione Freddi). La prima domenica del mese è gratuito – ma ti avviso, arriva presto per evitare code infinite. Consiglio: prendi l'audioguida, perché ogni sala ha una storia che merita di essere ascoltata.

Castello di San Giorgio

Rocca di Solferino: la Spia d'Italia tra storia e panorami

Rocca di SolferinoLa Rocca di Solferino, conosciuta come Spia d'Italia, è una torre alta 23 metri costruita nel 1022 sulla cima del colle più alto della provincia di Mantova (206 m s.l.m.). Il suo soprannome non è un caso: fino al 1866, il confine tra Regno d'Italia e Impero austriaco passava qui vicino, e dalla sua sommità si poteva controllare l'intera pianura. Oggi è un luogo carico di storia, legato indissolubilmente alla battaglia di Solferino e San Martino del 24 giugno 1859, uno scontro sanguinoso che ispirò Henry Dunant a fondare la Croce Rossa.

Salendo per la rampa in legno, si attraversa la Sala dei Sovrani con i ritratti di Napoleone III e Vittorio Emanuele II, fino ad arrivare alla terrazza panoramica. Lassù, il panorama è a dir poco spettacolare: si spazia dal Lago di Garda alle Prealpi, e nelle giornate limpide si vede persino l'Appennino. Al piano terra, un piccolo museo espone cimeli, armi e documenti della battaglia, tra cui i busti dei generali francesi Auger e Dieu.

La Rocca fa parte di un complesso che include anche l'Ossario e il Museo della Battaglia. Se vuoi visitarla, sappi che dal 17 marzo al 15 ottobre è aperta tutti i giorni (chiuso lunedì) con orario 9:00-12:30 e 14:30-19:00. Il biglietto unico per Rocca e Museo costa 8€ (valido 7 giorni), oppure puoi prendere il cumulativo a 12€ che include anche il Museo di San Martino. Insomma, un tuffo nella storia che ti regala anche una vista indimenticabile.

Rocca di Solferino

Il castello di Castiglione delle Stiviere, tra storia e spiritualità

CastelloArroccato su una collina che domina il paese, il castello di Castiglione delle Stiviere è un luogo che racchiude secoli di storia. Le sue origini risalgono al IX secolo, ma fu sotto i Gonzaga che visse il suo periodo più splendente. Qui, il 9 marzo 1568, nacque San Luigi Gonzaga, il santo patrono della gioventù. A volere la struttura come dimora di famiglia fu Ferrante Gonzaga, primo marchese di Castiglione, che aggiunse anche la graziosa chiesa di San Sebastiano nel cortile, costruita in segno di ringraziamento per essere scampato alla peste del 1576. Oggi, di quell'antico splendore rimangono la possente torre d'ingresso e parte della cinta muraria; il resto venne purtroppo distrutto dai francesi in ritirata nel 1706 e i materiali riutilizzati per il duomo. Passeggiare nel cortile, ammirando la chiesetta e immaginando la vita di corte, è un'esperienza che consiglio a tutti. Negli anni '70, la comunità locale ha recuperato gli spazi, trasformandoli in un centro parrocchiale vivace, dove oggi si tengono catechismo e attività per ragazzi. Un mix di storia sacra e vita quotidiana che rende il castello unico. Il castello è oggi di proprietà di un ente religioso ed è visitabile solo esternamente, ma fa parte del circuito FAI e durante le Giornate FAI di Primavera si possono scoprire angoli solitamente chiusi. Portate la macchina fotografica: il panorama sul borgo è davvero suggestivo.

Castello

Il Castello di Castel d'Ario: storia e leggenda

Castello di Castel d'ArioSe cercate un angolo di medioevo autentico nella bassa mantovana, il Castello di Castel d'Ario è una tappa che non delude. È un maniero che sembra uscito da un libro di storia, con le sue mura pentagonali e le cinque torri che svettano nel centro del paese. La parte più suggestiva? La Torre della Fame, che deve il nome a una storia macabra: nel 1851, durante i lavori per una ghiacciaia, vennero alla luce sette scheletri. Secondo le cronache, erano i resti di tre membri della famiglia Pico della Mirandola e quattro dei Bonacolsi, lasciati morire di fame rispettivamente nel 1321 e nel 1328. Una lapide all'ingresso ricorda questi eventi. Ma non è solo leggenda: il castello è un gioiello architettonico. Costruito tra l’XI e il XIII secolo, era un baluardo di confine conteso tra Scaligeri, Bonacolsi e Gonzaga. All’interno delle mura si trova il Palazzo Pretorio, con affreschi trecenteschi di epoca scaligera: un raro esempio di pittura politica che celebra i signori di Verona. Il castello è visitabile gratis, tutti i giorni, ed è facilmente raggiungibile da Mantova. Passeggiando tra le mura, si respira un’atmosfera d’altri tempi. Attenzione però: la torre della Fame non è accessibile per motivi di sicurezza, ma la visita vale comunque la pena. Se siete fortunati, potreste imbattervi nei volontari del gruppo 'Amici del Castello' che organizzano visite guidate. Il comune ha avviato restauri per 150.000 euro, concentrati sulla torre, per rimuovere la vegetazione infestante. Un consiglio: abbinate la visita a un giro nei dintorni, tra i laghi di Mantova e le altre fortezze gonzaghesche. Castel d'Ario è un piccolo gioiello che merita una sosta.

Castello di Castel d'Ario

Teatro all'Antica: il gioiello di Sabbioneta

Teatro all'AnticaSe pensi che il teatro moderno sia nato nei grandi palcoscenici italiani, devi assolutamente visitare il Teatro all'Antica di Sabbioneta. Costruito tra il 1588 e il 1590 per volere di Vespasiano Gonzaga, è considerato il primo teatro stabile d'Europa edificato ex novo, senza appoggiarsi a strutture preesistenti. Progettato da Vincenzo Scamozzi, allievo di Palladio, il teatro è un capolavoro di architettura rinascimentale. L'esterno è sobrio, con due ordini di finestre e lesene, ma è l'interno a lasciare senza fiato. La sala rettangolare è divisa in due quadrati: il palco e la cavea semicircolare, separati dall'orchestra. La scena fissa originaria, purtroppo distrutta nel Settecento, è stata ricostruita nel 1996 in modo fantasioso. Ammira la loggia con colonnato corinzio e le statue degli dei dell'Olimpo realizzate da Bernardino Quadri. Le pareti sono affrescate con archi di trionfo e vedute di Roma antica, tratte da incisioni del Cinquecento. Sulla cornice esterna campeggia l'iscrizione: "ROMA QVANTA FVIT IPSA RVINA DOCET" (Quanto grande fu Roma, lo insegnano le sue stesse rovine). Un omaggio alla grandezza dell'Impero che Vespasiano Gonzaga voleva emulare. Dopo la morte del duca, il teatro decadde e fu usato come granaio, magazzino e persino cinema. I restauri degli anni Cinquanta e Sessanta lo hanno riportato all'antico splendore. Oggi ospita concerti di musica antica e manifestazioni culturali. Visitarlo è come fare un tuffo nel Cinquecento: l'atmosfera è unica, tra stucchi, affreschi e quel senso di meraviglia che solo un luogo così autentico sa regalare.

Teatro all'Antica

Museo civico Goffredo Bellini: un viaggio nella storia asolana

Museo civico Goffredo BelliniSe passate da Asola, fermatevi al Museo civico Goffredo Bellini. È un posto che sorprende, ospitato nel Palazzo Monte dei Pegni, proprio in via Garibaldi 7. Il museo nasce dalla passione di Goffredo Bellini (1870-1947), che nei primi anni Venti iniziò a raccogliere di tutto: reperti archeologici, cimeli di guerra, dipinti, libri antichi, oggetti sacri. Il risultato? Una collezione eclettica che spazia dalla preistoria al Novecento. Al piano terra vi aspettano due pezzi forti: una stele funeraria egizia del Medio Regno e una kylix attica a figure nere del VI secolo a.C.. Poi via con l'archeologia, dall'età del Bronzo all'epoca romana, con un bel lapidarium. Salendo al primo piano, cambia scenario: si passa alla sezione etnoantropologica, con antichi mestieri e attrezzi, e alla sezione storica, con documenti dalla dominazione veneta alla Prima Guerra Mondiale. Non mancano le opere d'arte, tra cui dipinti di Virgilio Ripari e Serafino De Tivoli, e una sorpresa contemporanea: l'installazione Sant'Andrea e Sant'Erasmo di Stefano Arienti. Da vedere anche la sala topografica, con l'orologio dell'Ospedale e una riproduzione dell'Assedio di Asola attribuito al Tintoretto. E se vi interessa l'arte sacra, accanto c'è il Museo Parrocchiale Giovanni Battista Tosio. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì 9-13, sabato 9-12 e domenica 15:30-18:30. Biglietto intero 3 euro. Per info: 0376 733075 o museo@comune.asola.mn.it.

Museo civico Goffredo Bellini

MAST Museo Arte Storia Territorio: un tuffo nel passato di Castel Goffredo

MAST Museo Arte Storia TerritorioA Castel Goffredo, nel cuore dell'Alto Mantovano, il MAST (Museo Arte Storia Territorio) è una scoperta che va oltre le apparenze. Inaugurato nell'ottobre 2017, occupa due palazzi storici del XV e XVI secolo – Palazzo della Prevostura e Palazzo Negri – a due passi dalla chiesa di Sant'Erasmo. Il percorso espositivo, che si snoda su 900 mq, racconta la comunità dalla preistoria alla contemporaneità, ma il cuore è il periodo rinascimentale, quando Castel Goffredo fu capitale di un piccolo marchesato dei Gonzaga. Due temi chiave guidano la visita: l'acqua, che ha modellato l'urbanistica e l'economia locale, e la tessitura, attività antica che nel Novecento ha reso la città la “capitale della calza”. Tra le opere da non perdere, la Madonna Orante di Giovanni Zebellana (1480 circa), i rimonim ebraici trasformati in campanelli cristiani e l’incunabolo di Lattanzio del 1478. Ma il MAST non è solo oggetti: tre installazioni interattive – uno specchio parlante, un quadro animato e un ologramma – rendono la storia viva, specialmente per i più giovani. Il museo è anche un centro culturale: ospita l’Archivio Storico Parrocchiale, l’Antica Libreria del Clero e una biblioteca specializzata. Se passate da queste parti, non limitatevi a vedere solo la piazza rinascimentale: il MAST merita una sosta, magari in una delle prime domeniche del mese quando l’apertura è continuata. Piccolo consiglio: chiamate prima per verificare gli orari, specialmente in estate (solo mattina) e agosto (chiuso).

MAST Museo Arte Storia Territorio

Museo Internazionale della Croce Rossa

Museo Internazionale della Croce RossaA Castiglione delle Stiviere, nel cuore della provincia mantovana, il Museo Internazionale della Croce Rossa ti porta indietro al 1859, anno della battaglia di Solferino. Ospitato nello storico Palazzo Longhi Triulzi (fine Settecento), il museo inaugurato nel 1959 racconta come Henry Dunant, sconvolto dalle sofferenze dei feriti, fondò la più grande organizzazione umanitaria mondiale. Al piano terra, un videoallestimento immersivo ti catapulta nella battaglia; poi si sale tra sale piene di barelle, strumenti chirurgici e documenti originali. Colpisce la storia delle donne castiglionesi che, coordinate dal sacerdote Don Lorenzo Barzizza, trasformarono chiese e case in ospedali temporanei. Il percorso si snoda su quattro livelli, con un cortile interno, caffetteria e bookshop. Consiglio: non perdere la vicina Chiesa Maggiore, dove vennero curati i feriti. Info pratiche: Via Garibaldi 50, aperto da aprile a ottobre 9-18 (da novembre a marzo 9-12 e 14-17, chiuso lunedì). Biglietto intero 8€, ridotto 5€. Raggiungibile con bus APAM linea 2. Un luogo che tocca il cuore, dove la storia umanitaria prende vita.

Museo Internazionale della Croce Rossa

Museo Archeologico dell'Alto Mantovano: un viaggio tra preistoria e Risorgimento

Museo Archeologico dell'Alto MantovanoSe passate da Cavriana, non perdetevi il Museo Archeologico dell'Alto Mantovano. Ospitato in Villa Mirra, ai piedi della Rocca Gonzaghesca, questo museo è un gioiello per gli appassionati di storia. Nato negli anni '60 per iniziativa del Gruppo Archeologico Cavriana, raccoglie reperti da oltre 60 siti della zona. Il percorso si snoda in 13 sale ordinate cronologicamente: dalla preistoria (con reperti neolitici e i famosi siti palafitticoli di Bande di Cavriana e Castellaro Lagusello, patrimonio UNESCO) all'epoca romana, passando per il Medioevo e il Rinascimento, fino al Risorgimento. Tra gli oggetti più curiosi, le cosiddette 'tavolette enigmatiche' dell'Età del Bronzo: piccoli manufatti in terracotta con segni geometrici di cui ancora non si conosce il significato. Una delle sale più affascinanti è quella dove soggiornò Napoleone III durante la battaglia di Solferino – ancora arredata con mobili d'epoca. Il museo è anche molto attivo nella didattica: organizza laboratori per bambini, percorsi tattili per non vedenti e persino una rassegna internazionale di cinema archeologico. L'ingresso è gratuito con la tessera 'Amico del Museo'. Orari: martedì-venerdì 9-12, sabato e domenica anche 15-18:30. Consiglio di verificare sul sito (museocavriana.it) perché in inverno chiude per un periodo. Un luogo che racconta secoli di storia, tra misteri antichi e ricordi risorgimentali.

Museo Archeologico dell'Alto Mantovano

Castello di Ponti sul Mincio: storia e panorami

Castello di Ponti sul MincioArroccato su una collina che domina il fiume Mincio, il Castello di Ponti sul Mincio è un gioiello medievale tutto da scoprire. Costruito tra il 1260 e il 1276 dalla signoria degli Scaligeri, faceva parte di un sistema difensivo che controllava l'accesso al Lago di Garda. Oggi è visitabile (biglietto 2€, gratis sotto i 14 anni) e regala un'esperienza autentica, lontano dalle folle. La struttura è un castello-recinto a pianta poligonale irregolare, con cinque torri. Tre di queste sono dette "scudate", cioè aperte verso l'interno: una geniale soluzione difensiva che impediva agli attaccanti di asserragliarsi. Le altre due sono chiuse: il mastio e la Torre dell'Orologio, visitabile all'interno. Da qui la vista spazia sul Mincio e sul borgo, un panorama che da solo vale la salita. Le cortine sono in ciottoli di fiume e laterizio, con merlature in parte perdute. Passeggiando tra le mura, si notano le feritoie e le tracce del ponte levatoio. Un tempo l'accesso era protetto da un rivellino, ancora visibile. Il castello non fu mai conquistato dai Mantovani: passò ai veneziani e poi ai francesi, finendo annesso alla Lombardia solo con Napoleone. Oggi, restaurato negli anni Settanta, è simbolo del paese. Attenzione: non è accessibile a sedie a rotelle e in caso di maltempo chiude. Per visitarlo, meglio prenotare (tel. 3518968121).

Castello di Ponti sul Mincio

Palazzo Gonzaga-Acerbi a Castel Goffredo

Palazzo Gonzaga-AcerbiNel cuore di Castel Goffredo, Palazzo Gonzaga-Acerbi occupa l'intero lato nord di Piazza Mazzini, incastonato tra la Torre dell'Orologio e il massiccio Torrazzo. Le sue origini risalgono al Trecento, ma è nel Cinquecento che il marchese Aloisio Gonzaga lo trasforma in una splendida corte rinascimentale, facendo di Castel Goffredo la capitale del suo marchesato. Ospiti illustri come l'imperatore Carlo V (1543) e il poeta Matteo Bandello varcarono queste soglie. Entrando, si resta incantati dalla loggia con colonne marmoree e volte affrescate a grottesche, attribuite alla scuola di Giulio Romano. Il giardino interno, voluto da Aloisio, è un angolo di pace con alberi secolari, fontana in marmo bianco e due roseti i cui sarmenti furono portati dall'Egitto dal console Giuseppe Acerbi, che qui dimorò. Nel palazzo nacque anche il patriota Giovanni Acerbi, figura dei Martiri di Belfiore, e nel 1862 fu ospite Garibaldi. La facciata, rimaneggiata in stile neoclassico da Gaspare Turbini, conserva tracce del fregio originale con amorini e il motto 'Fortitudo mea, amor populi, potentorum reverentiam'. Oggi il palazzo è di proprietà privata, ma il portico e alcune sale vengono concessi per eventi. Ingresso libero, assenza di barriere architettoniche. Un luogo che racconta secoli di storia, tra Gonzaga e Risorgimento.

Palazzo Gonzaga-Acerbi

Corte Castiglioni, la dimora del Cortegiano

Corte CastiglioniA Casatico, nel comune di Marcaria, c'è un luogo che sembra uscito da un libro di storia: Corte Castiglioni, la casa natale di Baldassarre Castiglione, l'autore del celebre Cortegiano. Il complesso quattrocentesco, circondato da un fossato e con una torre stellare progettata da Giulio Romano, è stato a lungo un gioiello nascosto. Dopo il terremoto del 2012, è rimasto chiuso per 14 anni, ma dal 2025 sono partiti i lavori di restauro finanziati con oltre 4 milioni di euro. La notizia più emozionante? Durante le indagini, è venuta alla luce una sala affrescata di scuola giuliesca, rimasta occultata per tre secoli sotto una ghiacciaia. I dipinti raffigurano nuvole, divinità e pseudoritratti, integri e senza restauri moderni. Passeggiando tra i cortili, si respira un'atmosfera che mescola vita rurale e fasti rinascimentali. La torre ottagonale, un tempo adibita a ghiacciaia, oggi è uno dei simboli del complesso. All'interno, oltre agli affreschi, spicca una sovraporta con stella, uccellini e farfalle. Quando i lavori finiranno (fine 2026), la corte diventerà un polo culturale. Per ora, si può ammirare dall'esterno, sognando quello che sarà.

Corte Castiglioni