Cattedrale di Sant’Eusebio: il crocifisso ottoniano e i tesori del Duomo

La Cattedrale di Sant’Eusebio è il principale luogo di culto di Vercelli, un edificio barocco che conserva un patrimonio artistico di inestimabile valore. Al suo interno troverai il celebre crocifisso ottoniano in lamina d’argento del X secolo e le tombe di alcuni duchi di Savoia. Non perdere il Museo del Tesoro del Duomo, con una ricca collezione di reliquiari e oggetti sacri.
Crocifisso ottoniano: capolavoro di oreficeria alto oltre 3 metri, risalente all’anno mille.
Cappella del Beato Amedeo IX: barocca, ospita le sepolture di Casa Savoia.
Museo del Tesoro del Duomo: custodisce reliquiari, l’evangeliario di Sant’Eusebio e il bastone pastorale in argento.
Madonna dello Schiaffo: statua marmorea del XIII secolo con una curiosa leggenda.


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Copertina itinerario Cattedrale di Sant'Eusebio: il crocifisso ottoniano e i tesori del Duomo
Visita la cattedrale di Vercelli, capolavoro barocco con il prezioso crocifisso ottoniano del X secolo, le reliquie di Sant’Eusebio e le sepolture di Casa Savoia.

Cose da sapere


Introduzione evocativa

Entrare nella Cattedrale di Sant’Eusebio è come fare un tuffo nel cuore della storia vercellese. Il crocifisso ottoniano domina la navata, un’opera in lamina d’argento alta oltre tre metri che brilla di luce propria. Intorno, cappelle barocche, reliquie preziose e le tombe dei Savoia raccontano secoli di fede e potere. Un luogo che unisce spiritualità e arte, da vivere con calma.

Cenni storici

La cattedrale sorge su una necropoli romana dove fu sepolto Sant’Eusebio nel 371. Una basilica paleocristiana sorse tra V e VI secolo, ma l’incendio del 997 la distrusse. La ricostruzione iniziò nel 1570 su progetto di Pellegrino Tibaldi, proseguendo per secoli. Nel 1860 fu aggiunta la cupola, mentre la facciata settecentesca è di Benedetto Alfieri. Ecco i momenti chiave:

Il crocifisso ottoniano: capolavoro dell’anno Mille

Appeso al centro della navata, il Crocifisso Ottoniano è il gioiello del Duomo. Realizzato tra il 998 e il 1026, è alto 3,27 metri e largo 2,36, in legno rivestito di lamina d’argento sbalzato e dorato. Raffigura il Christus Triumphans, con Cristo vivo e regale. Dopo un atto vandalico nel 1983, è stato restaurato e oggi torna a splendere, con dettagli come il sole, la luna e la Discesa al Limbo. Un pezzo unico di oreficeria ottoniana.

Cappelle e sepolture dei Savoia

Nella navata destra, la Cappella del Beato Amedeo IX è un gioiello barocco progettato da Guarino Guarini. Qui riposano Amedeo IX, Carlo I, Carlo III e altri Savoia. L’urna del beato è sormontata da una pala di Daniel Seiter. Di fronte, la Cappella di Sant’Eusebio custodisce le reliquie del patrono in un’urna d’argento, con affreschi ottocenteschi. Ogni cappella ha una storia: la Madonna dello Schiaffo, statua del XIII secolo con una misteriosa macchia sulla guancia.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti: primo, ammirare il crocifisso ottoniano, uno dei più antichi e preziosi d’Italia. Secondo, esplorare le cappelle dei Savoia, con sepolture di duchi e beati. Terzo, visitare il Museo del Tesoro del Duomo adiacente, che conserva reliquiari, il bastone pastorale in argento e la copia del crocifisso. Un percorso che unisce arte, storia e fede in un’unica esperienza.

Quando andare

Il momento migliore? Al mattino presto, quando la luce obliqua della cupola illumina il crocifisso e le cappelle laterali, creando un’atmosfera raccolta. Oppure nel tardo pomeriggio, per godere del silenzio prima della chiusura. Evitate le ore di punta delle messe (19:30 feriali, 11:30 domenica) se cercate tranquillità. La primavera regala una luce morbida, ma l’interno è suggestivo tutto l’anno.

Nei dintorni

A due passi, il Museo del Tesoro del Duomo (Palazzo Arcivescovile) espone il tesoro capitolare: reliquiari, l’Evangeliario di Sant’Eusebio e il famoso Mappamondo di Vercelli del XIII secolo (su prenotazione). Per una pausa, il centro storico di Vercelli con i suoi portici e la vicina Basilica di Sant’Andrea (romanico-gotico) completa la giornata. Un itinerario ricco di arte e storia.

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💡 Forse non sapevi che…

La tradizione racconta che la Madonna dello Schiaffo, una statua marmorea del XIII secolo, presenta una macchia sulla guancia perché un soldato, colpito dalla sua bellezza, la schiaffeggiò e la statua sanguinò. Il crocifisso ottoniano, invece, ha una storia recente: nel 1983 subì un tentativo di furto che danneggiò le lamine d’argento, ma dopo un restauro è tornato a splendere in cattedrale.