MIC Faenza: la più grande collezione di ceramiche al mondo

Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (MIC) è il più grande museo di ceramica al mondo, con oltre 60.000 opere che attraversano 6000 anni di storia. Situato nell’ex convento di San Maglorio, il museo offre un viaggio tra le civiltà antiche, il Rinascimento italiano e l’arte contemporanea, con opere di Picasso, Matisse, Fontana e Burri. Imperdibile il Concorso Internazionale Premio Faenza e il laboratorio didattico per bambini ispirato a Bruno Munari.
Collezione permanente con capolavori di ogni epoca e continente
– Sezione dedicata alla ceramica faentina e ai celebri “Bianchi di Faenza”
– Laboratorio “Giocare con l’Arte” per famiglie e bambini
Biblioteca specialistica e laboratorio di restauro visitabili su richiesta


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario MIC Faenza: la più grande collezione di ceramiche al mondo
Il MIC di Faenza ospita oltre 60.000 opere ceramiche dal 4000 a.C. a oggi, tra capolavori di Picasso, Fontana e antichi maestri faentini. Visita il museo in Viale Baccarini 19, aperto tutto l’anno.

Cose da sapere


Introduzione

Entrare al MIC di Faenza è come fare un viaggio nel tempo e nel mondo. Siamo in Viale Baccarini 19, e qui, tra le mura dell’ex convento di San Maglorio, si nasconde la più grande collezione di ceramiche al mondo: oltre 60.000 opere che partono dal 4000 a.C. e arrivano fino ai giorni nostri. Capolavori di Picasso, Fontana e antichi maestri faentini convivono in spazi immensi, quasi 16.000 metri quadri. Ti giri e trovi un vaso greco, un piatto rinascimentale, un’installazione contemporanea. È un posto che ti lascia senza parole, davvero.

Cenni storici

Il museo nasce nel 1908 grazie a Gaetano Ballardini, in occasione dell’Esposizione Internazionale per il terzo centenario di Evangelista Torricelli. Le donazioni degli espositori formano il primo nucleo. Poi, il 13 maggio 1944 un bombardamento distrugge gran parte del museo, ma Ballardini non si arrende: con il motto ‘Post fata Resurgo’ e l’aiuto di artisti come Picasso, Léger, Matisse e Chagall, il museo riapre già nel 1949. Da lì, una serie di donazioni private lo arricchiscono. Ecco i momenti chiave:

  • 1908: Fondazione e prime opere
  • 1944: Distruzione bellica
  • 1949: Riapertura con donazioni
  • 1938: Inizio del Concorso Internazionale (Premio Faenza)

Le collezioni imperdibili

Il percorso si snoda tra due ali: una antica e una moderna. Al piano terra, le Grandi Civiltà: ceramiche cinesi, giapponesi, precolombiane, greche, etrusche, islamiche. Al primo piano, il cuore della ceramica faentina dai ‘Bianchi di Faenza’ alla Fabbrica Ferniani, passando per il Rinascimento. Poi il Novecento: una sala intera con opere donate da Picasso, e poi Fontana, Burri, Chagall. Non perdere il Presepe Zucchini, 61 statue in terracotta al piano interrato. Ogni opera ha una storia, e le didascalie sono chiare. Io mi sono perso per ore tra i colori delle maioliche rinascimentali.

Un museo che vive: laboratori e concorsi

Il MIC non è solo un contenitore di oggetti antichi, è un laboratorio di idee. Dal 1938 organizza il Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte – Premio Faenza, biennale dal 1989, che porta opere contemporanee da tutto il mondo. E poi c’è il Laboratorio Didattico ‘Giocare con la Ceramica’ ispirato a Bruno Munari: bambini e adulti possono mettere le mani nell’argilla e capire la materia. Il museo ha anche una biblioteca specializzata con oltre 60.000 volumi e un laboratorio di restauro. Insomma, è un posto dove la ceramica si studia, si crea e si conserva.

Perché visitarlo

Motivi? Tre, concreti. Primo: è la più grande collezione di ceramiche al mondo, punto. Da nessun’altra parte vedi una tale varietà, dal vaso etrusco al piatto di Picasso. Secondo: è un museo adatto a tutti. I bambini si divertono al laboratorio Munari, gli appassionati d’arte si godono i capolavori, i curiosi scoprono tecniche antiche. Terzo: il biglietto è accessibile: 8 euro intero, 5 ridotto, gratuito sotto i 14 anni. E se vieni durante il Premio Faenza, vedrai artisti all’opera.

Quando andare

Il museo è aperto tutto l’anno, ma il momento migliore? Io direi primavera o autunno, quando Faenza non è troppo calda. In estate gli orari si allungano (10-19), in inverno chiude prima (10-14 nei giorni feriali, 10-18 festivi). Evita i lunedì (chiuso) e i giorni festivi come Capodanno, Primo Maggio, Ferragosto e Natale. Se puoi, scegli un pomeriggio infrasettimanale: meno gente e luce soffusa che filtra nel chiostro. Per i fotografi, la luce del mattino è perfetta per le ceramiche rinascimentali.

Nei dintorni

A dieci minuti a piedi dal museo, il centro storico di Faenza offre la sua Piazza del Popolo e la Cattedrale. Non perdere le botteghe artigiane che lavorano ancora la ceramica, un tuffo nella tradizione locale.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Il 13 maggio 1944 un bombardamento distrusse quasi completamente il museo. Grazie a donazioni di artisti come Picasso, Chagall e Matisse, il MIC rinacque, adottando il motto “Post fata Resurgo”. Oggi, al piano interrato, il Presepe Zucchini con 61 statue in terracotta dipinta è una delle chicche più amate dai visitatori.