Messina: itinerario a piedi tra 7 fontane storiche in un giorno

Scopri le fontane storiche di Messina con un itinerario a piedi di un giorno tra sette capolavori medievali e barocchi. Partendo da piazza del Duomo, ammirerai la Fontana di Orione (1553) e la Fontana del Nettuno, per poi proseguire verso la quattrocentesca Fontana Falconieri e le altre nascoste nei viali del centro. Un percorso di circa 3 km, senza dislivelli, adatto a tutti: famiglie, coppie e viaggiatori solitari. Lungo la strada, scoprirai angoli suggestivi, palazzi storici e l’animata vita di piazze come piazza Cairoli e piazza Unione Europea. Non perdere la Fontana di Gennaro e la monumentale Fontana del Montenegro, simboli della ricchezza idrica della città. Ideale per una gita fuori porta o un weekend lungo, questo tour unisce cultura, fotografia e relax. Armati di scarpe comode e macchina fotografica: ti aspetta una giornata all’insegna della bellezza e della storia, tra getti d’acqua e opere d’arte a cielo aperto.

🗺️ Itinerario in pillole

Un affascinante percorso alla scoperta delle fontane storiche di Messina, tra arte e architettura. Perfetto per chi vuole immergersi nella cultura cittadina in mezza giornata.

  • Ideale per: appassionati di storia dell’arte e viaggiatori curiosi.
  • Punti forti: itinerario ben segnalato, fontane restaurate, percorsi pedonali.
  • Per chi è: coppie, famiglie con bambini, fotografi.

Tappe dell’itinerario


Fontana di Orione: il capolavoro che apre la sfilata

Fontana di OrioneIniziamo l’itinerario proprio qui, davanti al Duomo, dove la Fontana di Orione ti accoglie con tutta la sua maestosità. Realizzata tra il 1547 e il 1553 da Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo, questa fontana monumentale fu voluta dal Senato messinese per celebrare il primo acquedotto cittadino, che portava l’acqua dei torrenti Camaro e Bordonaro. Lo storico dell’arte Bernard Berenson l’ha definita “la più bella fontana del Cinquecento europeo”, e appena la vedi capisci perché. La struttura è piramidale: in cima troneggia Orione, mitico fondatore di Messina, con il cane Sirio ai piedi. Sotto, quattro puttini cavalcano delfini, poi naiadi e tritoni reggono vasche sempre più grandi. Alla base, una vasca dodecagonale ospita le statue dei fiumi Nilo, Tevere, Ebro e Camaro, con bassorilievi ispirati alle Metamorfosi di Ovidio. L’acqua scorre ovunque, creando un suono rilassante che invita a soffermarsi. È il punto di partenza perfetto per scoprire le altre sei fontane storiche che incontrerai oggi.

Devi andarci se…

Se ami l’arte rinascimentale e la storia, questa fontana è il tuo inizio ideale. Un mix perfetto di mito, ingegneria e bellezza che ti farà innamorare di Messina.

Fontana di Orione

Fontana Senatoria: un tuffo nel Seicento

Fontana SenatoriaLasciati il Duomo alle spalle e imbocca via Consolato del Mare. Qui, accanto al municipio, ti aspetta la Fontana Senatoria. Non è仅是 una fontana: è un pezzo di storia messinese. Realizzata nel 1615 (o 1619, le fonti ballano) per volere del Senato cittadino, ha viaggiato per la città prima di fermarsi qui nel 1937. La grande vasca circolare in marmo, la tazza baccellata con sette targhe incise coi nomi dei senatori, e la pigna in cima – simbolo di immortalità – ti raccontano un passato di orgoglio civico. Occhio ai dettagli: i delfini originali sono scomparsi durante i traslochi. Ci sono stato in una mattina di sole e l’acqua che scorreva sembrava quasi sussurrare i nomi antichi. Un consiglio da viaggiatore: fermati un attimo, siediti sul bordo (se non c’è divieto) e guarda il via vai dei messinesi. È un angolo tranquillo, a due passi dal caos del centro.

Devi andarci se…

Chi sceglie di visitare la Fontana Senatoria ama scoprire il lato nascosto delle città, quello delle piccole storie dimenticate. Non è un turista frettoloso, ma un viaggiatore curioso, che sa leggere le tracce del tempo sui marmi.

Fontana Senatoria

Fontana Falconieri: Un Capolavoro Neoclassico in Piazza Basicò

Fontana FalconieriProseguendo il cammino, arrivi in piazza Basicò dove ti attende la Fontana Falconieri. Progettata da Carlo Falconieri nel 1842 per il diciottesimo centenario della Madonna della Lettera, è un gioiello neoclassico. Inizialmente in piazza Ottagona, sopravvisse al terremoto del 1908 e fu ricollocata qui nel 1957. La base ottagonale in marmo è circondata da quattro figure in ghisa della Fonderia Oretea di Palermo: sirenidi con teste di leone, uomo, grifone e delfino, simboli degli elementi. Al centro, una stele con bassorilievi animali e vegetali regge due vasche ovali, l’ultima sormontata da conchiglie da cui sgorga l’acqua. Il contrasto tra marmo bianco e ferro scuro è affascinante. Mi sono fermato a osservare i dettagli: le foglie d’acanto, i mostri marini, la raffinatezza dell’insieme. Un luogo che meriterebbe più attenzione, ma regala un’esperienza autentica a chi sa cercarla.

Devi andarci se…

Chi visita la Fontana Falconieri ama scoprire i dettagli nascosti del neoclassico siciliano. È un viaggiatore paziente, che apprezza il dialogo tra marmo e ferro, storia e leggenda.

Fontana Falconieri

La fontana dell’Acquario nascosta tra gli alberi

Fontana di GennaroLasciati alle spalle la Fontana Falconieri, il percorso ti conduce in una piccola piazzetta all’incrocio tra Corso Cavour e via XXIV Maggio. Qui, quasi nascosta dai rami di un albero, trovi la Fontana di Gennaro, un gioiello manierista del XVII secolo. Attribuita a Rinaldo Bonanno, raffigura un putto acquaiolo seduto sul globo celeste, cinto dalla fascia zodiacale. Dalle due anfore opposte e dai quattro mascheroni alla base sgorgava acqua, simbolo del segno dell’Acquario. Il nome “Gennaro” richiama il mese di gennaio, quando il sole entra in quella costellazione. Sopravvissuta al terremoto del 1908, fu smontata e conservata al Museo Regionale, per poi essere ricollocata qui nel 1932. Un ulteriore restauro nel 2015 le ha restituito la lucentezza. Fermati a osservare i dettagli: il globo, lo zodiaco, l’espressione serena del putto. È una fontana che parla di astronomia e mitologia, perfetta per chi ama le sorprese nascoste.

Devi andarci se…

Chi si ferma alla Fontana di Gennaro ama le storie celesti e i dettagli manieristi. È un viaggiatore curioso, che cerca monumenti fuori dai percorsi più battuti e apprezza le piccole meraviglie cittadine.

Fontana di Gennaro

Fontana della Pigna

Fontana della PignaProseguendo verso la piazza intitolata a Giuseppe Seguenza, ti accoglie la raffinata Fontana della Pigna, un capolavoro settecentesco in marmo bianco. Realizzata da artigiani locali, proviene dal cortile del vecchio seminario arcivescovile e, dopo varie peripezie tra terremoto e traffico, è approdata qui nel 1988. La fontana è un concentrato di simbologia: tre vasche sovrapposte, volute e conchiglie che ricordano il Cammino di Santiago, mascheroni da cui sgorga l’acqua e, sulla sommità, una grande pigna. Questo elemento richiama la ghiandola pineale, che Cartesio considerava la sede dell’anima, e simboleggia spiritualità e immortalità. Osserva i dettagli: le testine di delfino, i riccioli rococò, le baccellature floreali. È un angolo tranquillo, lontano dal caos, perfetto per fermarsi e riflettere. Non capita tutti i giorni di trovare un’opera d’arte che parla di filosofia e natura insieme.

Devi andarci se…

Chi si sofferma alla Fontana della Pigna ama i simboli nascosti e le storie filosofiche. È un viaggiatore curioso, che cerca la bellezza nei dettagli e apprezza la quiete di una piazza poco affollata.

Fontana della Pigna

Fontana Bios

Fontana BiosLasciata alle spalle la raffinata Fontana della Pigna, proseguo lungo il Viale della Libertà fino a imbattermi nella Fontana Bios, un’esplosione di cemento e simbolismo moderno. Realizzata nel 2005 dall’artista messinese Ranieri Wanderlingh, è stata donata alla città dal quotidiano La Gazzetta del Sud per il suo cinquantenario. Due grossi fusi di cemento armato – uno sopra l’altro – raccontano il ciclo continuo della vita: l’acqua scende dal corpo superiore a quello inferiore, che la spande nella vasca piena di ciottoli di fiume. È lunga 18 metri e alta quasi 7, e sembra volersi tuffare nello Stretto che le fa da sfondo. Il posto è perfetto per una sosta: l’aria salmastra, il rumore delle onde e il viavai di famiglie e ragazzi rendono tutto più vivo. Prima di questa, qui c’era una fontana abbandonata; oggi è un angolo di design che invita a riflettere sul rigenerarsi della natura.

Devi andarci se…

Chi cerca la Fontana Bios ha voglia di arte contemporanea e di un contatto diretto con il mare. È un viaggiatore aperto al nuovo, che apprezza i gesti di mecenatismo e ama osservare come una città si rinnova.

Fontana Bios

Fontana del Nettuno: il dominio sul mare

Fontana del NettunoChiudete l’itinerario in bellezza alla Fontana del Nettuno, in piazza Unità d’Italia (via Vittorio Emanuele II). Realizzata nel 1557 da Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo, è la più antica delle tre grandi fontane monumentali dedicate a Nettuno in Italia (anticipa quelle di Bologna e Firenze). Al centro, la statua del dio con tridente domina i mostri Scilla e Cariddi incatenati, allegoria della città che tiene a bada le forze dello Stretto. Attenzione: il Nettuno e la Scilla che vedete sono copie ottocentesche di Gregorio Zappalà e Letterio Subba; gli originali sono al Museo Regionale. La fontana era all’origine rivolta verso la terra, ma dopo il terremoto del 1908 venne spostata qui nel 1934 e ruotata di 180°: oggi guarda il mare, quasi a proteggere Messina. Una leggenda popolare vuole che in realtà raffiguri un gigante pescatore che, per scommessa, catturò i due mostri. Ma qualunque sia la storia, l’effetto è maestoso: l’acqua che scorre tra delfini, cavalli marini e stemmi imperiali vi lascerà a bocca aperta.

Devi andarci se…

Se arrivate fin qui, siete viaggiatori che amano l’arte e la storia, capaci di apprezzare un capolavoro manierista e la sua leggenda. È il finale perfetto per chi ha percorso Messina a caccia di fontane, tra curiosità e meraviglia.

Fontana del Nettuno

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