Cosa vedere a Bolzano: tra centro storico e castelli


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per: chi ama l'arte, la storia e la buona cucina.
  • Punto forte: il Museo Archeologico con Ötzi e i castelli medievali.
  • Consiglio: visita il centro storico la mattina e i castelli nel pomeriggio.
  • Da non perdere: la vista da Santa Maddalena e il quartiere di Gries.

Eventi nei dintorni

24/04/2026 - 03/05/2026

Se stai pianificando una visita a Bolzano, sapere cosa vedere può fare la differenza tra una gita frettolosa e un'esperienza indimenticabile. Il capoluogo altoatesino è un mix affascinante di cultura italiana e tedesca, che si riflette nell'architettura, nella cucina e nelle tradizioni. Inizia dal centro storico, dove i portici medievali ospitano negozi e caffè; non perdere il Duomo con il suo campanile a guglia e la Chiesa dei Domenicani con gli affreschi gotici. Il Museo Archeologico dell'Alto Adige è tappa obbligata per ammirare Ötzi, la mummia del Similaun. Poi sali verso i castelli: Castel Mareccio, immerso nei vigneti, e Castel Firmiano, che domina la città. Per una vista panoramica, raggiungi Santa Maddalena. Il quartiere di Gries, con la sua piazza e la chiesa barocca, offre un'atmosfera raccolta. Non mancare il Museion, museo d'arte contemporanea, e il Monumento alla Vittoria, simbolo controverso ma storico. Infine, concediti una pausa enogastronomica: Bolzano è famosa per le mele e il vino. Ecco cosa vedere a Bolzano.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Museo Archeologico dell'Alto Adige: l'incredibile Ötzi e la preistoria

Museo Archeologico dell'Alto Adige - Südtiroler ArchäologiemuseumIl Museo Archeologico dell'Alto Adige è il gioiello della preistoria a Bolzano. Qui, al civico 43 di via Museo, ti aspetta Ötzi, la mummia del Similaun, scoperta casualmente nel 1991 da due alpinisti sul ghiacciaio della Val Senales. Un ritrovamento che ha cambiato la storia. La mummia, risalente a oltre 5.300 anni fa, è conservata in una cella frigorifera al primo piano, insieme ai suoi abiti e attrezzature originali dell’età del rame. L’edificio stesso è affascinante: costruito nel 1912 come sede della Banca d’Italia, si trova all’inizio della zona pedonale del centro storico. Il percorso espositivo si sviluppa su tre piani. Al piano terra si ripercorre la storia del ritrovamento; al secondo piano, display interattivi e studi recenti svelano i segreti di Ötzi: la sua alimentazione, le ferite e persino i tatuaggi terapeutici. Un vero cold case archeologico! Non mancano reperti dal Paleolitico all’Alto Medioevo, come menhir e oggetti romani. Il museo è accessibile a persone con disabilità, adatto a famiglie e offre audioguide (€4) e visite guidate. Orari: martedì-domenica 10-18 (chiuso lunedì, tranne luglio-agosto, quando è aperto tutti i giorni). Biglietto intero €13, ridotto €10; gratis con Museumcard fino al 2025. Consiglio di prenotare online per evitare code. Se vuoi approfondire, fai un salto all’ArcheoParc Val Senales o al punto panoramico Iceman Ötzi Peak. Un’esperienza imperdibile per chi ama la storia.

Museo Archeologico dell'Alto Adige - Südtiroler Archäologiemuseum

Duomo di Bolzano: il simbolo sacro della città

Duomo di Bolzano - Bozner DomEntrare nel Duomo di Bolzano è come fare un tuffo nella storia. Non solo perché è la chiesa principale della città, ma perché sotto i tuoi piedi, letteralmente, ci sono le fondamenta di una basilica del IV secolo. Sì, hai capito bene: questo edificio gotico sorge su strati di chiese precedenti, a partire da un'antica basilica paleocristiana. La facciata mescola elementi romanici e gotici, con un rosone che cattura lo sguardo e un tetto a piastrelle verdi e dorate. Il campanile alto 65 metri è un capolavoro: progettato da Burkhard Engelberg, ha una guglia fiammeggiante che ricorda le cattedrali francesi. Non perderti la Porticina del Vino, un portale gotico con vignaioli scolpiti – pare uno dei più belli del Tirolo. All'interno, le tre navate ti accolgono con volte a crociera e stellate. Il pulpito gotico in arenaria, ricostruito dopo la guerra, è finemente intagliato. La Cappella delle Grazie, barocca, offre un contrasto interessante. Se hai tempo, visita il Museo del Tesoro del Duomo, nella vecchia prepositura: custodisce una delle più grandi collezioni di arredi sacri barocchi del Tirolo, con oltre 1000 oggetti. Un vero scrigno. Il Duomo si trova in Piazza della Parrocchia, a due passi da Piazza Walther. È generalmente aperto tutti i giorni, con orario continuato; l'ingresso è gratuito. Le messe in italiano si tengono tutti i giorni alle 8:00 e la domenica alle 19:00. Per i dettagli, meglio controllare il sito ufficiale.

Duomo di Bolzano - Bozner Dom

Castel Mareccio: un gioiello rinascimentale tra i vigneti di Bolzano

Schloss Maretsch - Castel MareccioA due passi dal centro di Bolzano, immerso nei vigneti Lagrein, c’è un castello che sembra uscito da una fiaba rinascimentale: Castel Mareccio. A differenza dei classici manieri arroccati sulle rocce, questo sorge in pianura, circondato dal verde e con una vista pazzesca sul Catinaccio. La sua storia inizia nel XII secolo, ma il look attuale lo dobbiamo alla famiglia Römer, che nel ’500 lo trasformò in una residenza elegante aggiungendo le quattro torri tonde e un sacco di affreschi. Entrando, il cortile coperto da una struttura in vetro è uno spazio moderno che ospita eventi, ma la vera magia è ai piani superiori. La Sala Römer è un tripudio di dipinti: Mosè con le corna (sì, proprio lui!), scene bibliche e stemmi. E poi c’è il Quadrato Magico Sator, un palindrome latino che si legge da ogni lato, visibile solo con visita guidata. Al secondo piano, la mostra di cartoline storiche “C’era una volta… Bolzano” nella Torre Mastio regala un panorama a 360° sulla città. Attenzione però: il castello è spesso chiuso per matrimoni e convegni, meglio controllare orari e date sul sito ufficiale. Il biglietto costa 5€, ultimo ingresso alle 12:00 e 16:15. Consiglio: arrivarci a piedi dalla stazione in 15 minuti, lungo la passeggiata del Lungotalvera, uno spettacolo anche solo per la vista esterna.

Schloss Maretsch - Castel Mareccio

Castello Firmiano: storia, autonomia e il MMM Firmian

Castello Firmiano - Schloss SigmundskronSe vi trovate a Bolzano, non potete perdervi il Castello Firmiano, conosciuto anche come Schloss Sigmundskron. Arroccato su una roccia porfirica rossastra a sudovest della città, è uno dei complessi castellani più grandi dell'Alto Adige. La sua storia inizia nel 945 con il nome di Formicaria, passato poi al vescovo di Trento nel 1027 e affidato a famiglie ministeriali come i Firmiani. Ma il vero protagonista è Sigismondo d'Austria, che nel 1473 lo acquistò, lo trasformò in una fortezza e lo ribattezzò Sigmundskron (Corona di Sigismondo). Dopo secoli di degrado, nel 1957 il castello divenne simbolo politico: oltre 30.000 altoatesini si radunarono qui per protestare contro la mancata attuazione dell'Accordo di Parigi, con il motto "Los von Trient" (Via da Trento), guidati da Silvius Magnago. Acquistato dalla Provincia di Bolzano nel 1996, è stato restaurato dal 2001 al 2016 e nel 2006 ha aperto il Messner Mountain Museum (MMM) Firmian, ideato da Reinhold Messner. Il museo, intitolato "La montagna incantata", esplora il rapporto tra uomo e montagna con reperti da tutto il mondo, mentre l'architettura fonde le antiche mura con elementi moderni in acciaio e vetro. Non perdetevi la vista mozzafiato sullo Sciliar e il Gruppo di Tessa, e fate una sosta al bar-ristorante. Il castello è aperto lun-dom 10:00-18:00, chiuso giovedì; biglietto intero €15. Un luogo che mescola storia, politica e alpinismo in un connubio unico.

Castello Firmiano - Schloss Sigmundskron

Chiesa dei Domenicani: un gioiello gotico tra affreschi e chiostro

Chiesa dei Domenicani - DominikanerkircheSe passi da Bolzano, la Chiesa dei Domenicani è una tappa che non puoi saltare. Non solo perché è uno dei primi esempi di gotico in Alto Adige, ma per quello che custodisce al suo interno. Costruita nel 1272 dai frati domenicani e poi rifatta nel Trecento, ti accoglie con una facciata semplice, ma appena entri capisci perché è considerata un tesoro.

L'interno è a tre navate con pilastri ottagonali e volte reticolate, ma il vero spettacolo sono gli affreschi. La Cappella di San Giovanni è un capolavoro: un ciclo completo di scuola giottesca della prima metà del Trecento, con scene che vanno dalla vita di San Giovanni al suggestivo Trionfo della Morte. È uno di quei posti dove rimani a bocca aperta, a osservare i dettagli. Nella Cappella dei Mercanti, poi, c'è la Visione di Soriano del Guercino, un'opera barocca che spicca tra le volte gotiche.

Ma non finisce qui. Attiguo c'è il chiostro trecentesco, un angolo di pace con affreschi di Friedrich Pacher del 1496 che raccontano la vita di Cristo. Da lì si accede alla Cappella di Santa Caterina, con altri affreschi giotteschi del Quattrocento. Se vieni tra aprile e ottobre, il chiostro è aperto il sabato: un'occasione perfetta per goderti l'atmosfera. La chiesa è aperta tutti i giorni (lun-sab 9:30-17:00, dom 12:00-18:00) e l'ingresso è libero. Insomma, un luogo che mescola arte, storia e un po' di magia.

Chiesa dei Domenicani - Dominikanerkirche

Monumento alla Vittoria: un simbolo che divide e un museo che unisce

Monumento alla Vittoria - SiegesdenkmalPasseggiando per Bolzano, ti imbatti in una struttura imponente che non passa inosservata: il Monumento alla Vittoria, detto anche Siegesdenkmal. Progettato da Marcello Piacentini e inaugurato nel 1928, questo arco trionfale in marmo fu voluto dal regime fascista per celebrare la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale. La scritta in latino sul frontone – “HIC PATRIAE FINES SISTE SIGNA” – è ancora oggi motivo di discussione, perché rivendica un’azione civilizzatrice che la popolazione germanofona ha sempre vissuto come una provocazione.

Ma non fermarti all’esterno. Dal 2014, dentro il monumento c’è un gioiello: il percorso espositivo “BZ ’18–’45. Un monumento, una città, due dittature”. Su 700 mq di sale sotterranee, tra cui una cripta affrescata da Guido Cadorin, si racconta la storia del monumento e della città tra le due dittature, fascista e nazista. Video, documenti e installazioni ti fanno riflettere su come un’opera d’arte possa diventare strumento di divisione e, poi, di riconciliazione. L’ingresso è gratuito (da martedì a domenica, 10-18) e il percorso è senza barriere. Una tappa che ti lascerà con più domande che risposte – e forse è proprio questo il bello.

Monumento alla Vittoria - Siegesdenkmal

Museion: arte contemporanea nel cuore di Bolzano

MuseionImpossibile non notarlo. Mentre cammini lungo i prati del Talvera, lo sguardo viene attratto da un cubo di vetro trasparente che sembra galleggiare tra il centro storico e la città moderna. È il Museion, il museo d'arte moderna e contemporanea di Bolzano, inaugurato nel 2008 su progetto dello studio berlinese KSV. La facciata a doppia pelle in vetro non è solo bella: di giorno regola la luce con lamelle mobili, di notte diventa uno schermo per proiezioni e installazioni luminose. Un gioco di trasparenze che simboleggia apertura e dialogo.

Dentro, gli spazi sono fluidi e senza barriere, tutti bianchi, con pareti mobili che si adattano alle mostre. La collezione permanente conta oltre 4.500 opere, con focus su arte e linguaggio, scultura, e sguardi extraeuropei. Ma il Museion non è solo opere statiche: è un laboratorio vivente. Ogni anno propone mostre temporanee, workshop (come quelli del Museion Art Club) e attività per famiglie. Nel 2026, il programma 'Museiopolis' porterà l'arte fuori dal museo, in città e provincia.

Se passi di qui, segnati il giovedì: dalle 18 alle 22 l'ingresso è gratuito e puoi goderti le sale con calma. Il café è aperto fino a tardi e dal terzo piano la vista sulle Dolomiti è pazzesca. I bambini adorano i percorsi giocosi con il bruco del museo. Insomma, un posto che mescola arte, architettura e vita quotidiana. Da non perdere.

Museion

Santa Maddalena - St. Magdalena: tra vino e affreschi

Santa Maddalena - St. MagdalenaA due passi dal centro di Bolzano, il borgo di Santa Maddalena (St. Magdalena) è una meta che unisce vino, storia e paesaggi da cartolina. Arroccato su una collina ricoperta di vigneti, questo piccolo paese è il cuore della produzione del Santa Maddalena DOC, un rosso fruttato a base di uva Schiava che qui si coltiva da secoli.

Il vero gioiello è la Chiesa di Santa Maddalena di Placedell, un edificio romanico già citato nel 1295. All'interno, due cicli di affreschi trecenteschi: il più antico, nell'abside, è un capolavoro del primo gotico altoatesino, mentre quello più recente mostra influssi giotteschi. Tra le scene, spicca Maria Maddalena in posizione centrale nella Crocifissione. L'altare maggiore, opera di Oswald Krad (1667), è uno dei più importanti della regione.

La posizione regala viste mozzafiato sul Catinaccio e sulle Dolomiti, specialmente al tramonto quando l’enrosadira tinge le rocce di rosso. Non a caso la collina era già un luogo di culto in epoca preistorica. Ogni anno, il 22 luglio, la sagra di Santa Maddalena anima il borgo: messa, colazione a base di krapfen, poi la Marende sudtirolese e, alla sera, degustazioni del nuovo vino.

Per info sugli orari della chiesa, contatta l’Azienda di Soggiorno. Il consiglio? Portati una bottiglia di Magdalener e goditi il panorama: qui il tempo sembra fermarsi tra filari e leggende.

Santa Maddalena - St. Magdalena

Castel Flavon: storia e gusto sullo sperone di porfido

Castel Flavon - HaselburgArroccato su uno sperone roccioso di porfido nel rione Aslago, Castel Flavon (Haselburg) domina la conca di Bolzano con una vista che spazia dall'altipiano del Salto alla Val Sarentino, fino al Renon. La sua storia inizia nel XII secolo con i Signori von Haselberg, che costruirono il primo mastio e una cinta muraria. Due secoli dopo, Leonardo II di Fiè ampliò il maniero aggiungendo le doppie arcate nell'ala est, l'ala nord e pregevoli affreschi – oggi purtroppo solo frammenti superstiti di un ciclo che raffigurava imperatori romani e scene del mito di Apollo. Dopo un crollo nell'800, il castello è stato sapientemente restaurato tra il 2001 e il 2002 dall'architetto Dietmar Dejori, riportando alla luce l'originale forma a tre ali.

Oggi Castel Flavon vive una nuova vita come ristorante e location per eventi. La cucina unisce tradizione altoatesina e mediterranea, con piatti come tortelloni e medaglioni di vitello. Il ristorante è aperto a pranzo la domenica (12:00-14:00) e dal martedì al sabato sia a pranzo che a cena (11:30-14:00 e 18:30-22:00); chiuso il lunedì. L'atmosfera è romantica ed elegante, con musica classica di sottofondo. Non perdete lo Skybar Haselburg, che ogni primo mercoledì del mese organizza la serata “Oldies but Goldies” con DJ Marlon (musica anni '70-'90). Il castello è anche una sede molto ambita per matrimoni, con cerimonie all'aperto nel cortile e feste nella torre panoramica.

Per visitarlo, parcheggiate nel bosco e seguite la breve passeggiata (circa 1,5 ore anche a piedi da Aslago). Indirizzo: Via Castel Flavon 48. Info e prenotazioni: +39 0471 402130, info@haselburg.it. La prenotazione è consigliata, soprattutto per le cene.

Castel Flavon - Haselburg

Castel Rafenstein: rovine che guardano Bolzano

RafensteinArroccato sopra la gola del Talvera, Castel Rafenstein (o Castel Sarentino) è uno di quei luoghi che ti fanno sentire la storia addosso. Costruito nel XIII secolo per volere del vescovo Federico di Vanga, serviva a controllare le vie commerciali tra nord e sud. La sua storia è turbolenta: distrutto nel 1277 da Mainardo II, venne ricostruito e ampliato più volte, fino a diventare dimora di Marx Sittich von Wolkenstein, che qui scrisse la prima descrizione del Tirolo. Oggi, dopo un lungo restauro concluso nel 2014, le rovine sono di nuovo accessibili, ma solo su richiesta per gruppi di almeno 20 persone. La salita a piedi dal centro di Bolzano è impegnativa (pendenza fino al 25%), ma il panorama che ti aspetta ripaga ogni sforzo: un'inquadratura perfetta sulla conca di Bolzano e, nelle giornate limpide, sulle Dolomiti. Accanto al castello c'è il Gasthaus Rafenstein, perfetto per una sosta con piatti tipici altoatesini. Non aspettarti un castello da fiaba, ma un rudere affascinante, carico di secoli di battaglie e silenzi.

Rafenstein

Torre Druso: il misterioso mastio di Gries

Torre Druso - Gscheibter TurmSe passeggi nel quartiere di Gries, a Bolzano, ti capiterà di imbatterti in una strana torre rotonda che spunta tra le case: è la Torre Druso, nota anche come Gscheibter Turm (torre rotonda) o Torre Treuenstein. Alta 20,10 metri e con un diametro interno di 4,30 metri, questa struttura duecentesca è ciò che resta del castello di Treuenstein, scomparso. Il nome “Druso” è un falso storico del Seicento, quando un frate la collegò al generale romano Druso maggiore – in realtà è un mastio difensivo del primo XIII secolo, citato già nel 1231 come Trowenstein. Ciò che colpisce è l’accesso: l’ingresso originale si trova a 8 metri di altezza, segno che la torre non era pensata per essere abitata, ma solo per difesa. Non ci sono finestre, solo strette feritoie e merli a coda di rondine. Ai piedi si vedono ancora tracce del muro di cinta. Accanto, la cappella di Sant’Osvaldo, coeva. Nel 1862 l’allora proprietario Karl Pieschl aggiunse un maniero in stile Tudor, su progetto dell’architetto civico Sebastian Altmann, che oggi convive con l’antica torre. È un luogo che sa di mistero: ti fa chiedere come si entrasse, se con scale di corda o ponteggi. Io l’ho trovata affascinante, un pezzo di medioevo nascosto tra i vialetti di Gries.

Torre Druso - Gscheibter Turm

Castel Sant'Antonio: un gioiello privato tra storia e ceramica

Castel Sant'Antonio - Schloss KlebensteinSe passeggi lungo la Passeggiata Lungotalvera, all’altezza dei Prati del Talvera, ti imbatti in una struttura che sembra uscita da una fiaba: Castel Sant'Antonio, conosciuto anche come Schloss Klebenstein. Più che un castello, è una residenza signorile, nata nel XIII secolo come torre abitativa chiamata Karnol. Nei secoli successivi, la torre originale con tetto a piramide e feritoie è stata ampliata, e nel 1500 ha assunto l’aspetto attuale, con un muro di cinta merlato, una seconda torre e un elegante padiglione. Il nome tedesco deriva dalla famiglia Clewenstain, che lo possedette nel Quattrocento; nel 1923, con il Prontuario dei nomi locali, fu italianizzato in Sant’Antonio, dalla barocca Cappella di Sant’Antonio che sorge all’estremità del muro di cinta. Purtroppo, oggi è di proprietà privata e non visitabile all’interno, ma vale la pena ammirarlo dall’esterno, magari durante una passeggiata da Castel Roncolo. Curiosità: nella sua cantina, nel 1950, nacque il primo laboratorio della Thun, la nota fabbrica di ceramiche che ha reso famosa Bolzano nel mondo.

Castel Sant'Antonio - Schloss Klebenstein

Museo di Scienze Naturali: un tuffo nella geologia e nella barriera corallina

Museo Scienze Naturali - NaturmuseumSe pensi che un museo di scienze naturali sia roba da scolaresche, il Naturmuseum di Bolzano ti farà cambiare idea. Inaugurato nel 1997, occupa un edificio storico del Cinquecento, l'antica residenza urbana dell'imperatore Massimiliano I. Appena entri, sei accolto da un percorso che racconta la storia geologica dell'Alto Adige: dalle rocce vulcaniche alle Dolomiti, passando per le glaciazioni. Ma la vera star è l'acquario di barriera corallina da 9000 litri, che ricostruisce un ecosistema del Triassico, quando qui c'era un mare tropicale. Accanto, l'acquario Nautilus ospita veri 'fossili viventi', parenti di quelli ritrovati in Val Gardena. Il museo si sviluppa su due piani per circa 1000 mq, con terrari di rettili locali (sì, anche vipere) e modelli interattivi. Al piano terra, mostre temporanee – come quella recente su Leonardo da Vinci. Orari: martedì-domenica 10-18, chiuso lunedì (tranne festivi). Biglietto intero 7€, ridotto 5€, famiglia 14€. Si raggiunge a piedi dalla stazione in 6 minuti. Adatto a bambini e famiglie, con Wi-Fi e ristorante. Un luogo dove la scienza diventa avventura.

Museo Scienze Naturali - Naturmuseum

Teatro Comunale – Stadttheater: la scatola enigmatica

Teatro Comunale - StadttheaterSe passeggi per Bolzano e ti imbatti in una struttura a forma di ziggurat rivestita di pietra calcarea di Chiampo, sei davanti al Teatro Comunale – Stadttheater. Progettato da Marco Zanuso e inaugurato nel 1999 con la presenza di Sergio Mattarella, allora vicepremier, questo edificio è un punto di riferimento culturale per l'Alto Adige. All'esterno la scritta trilingue – italiano, tedesco, ladino – annuncia l'identità multiculturale del teatro. Dentro, la Sala Grande offre 802 posti (714 con buca d'orchestra) con un controsoffitto in legno lamellare studiato per l'acustica perfetta. Il Teatro Studio, con 272 posti (o 214 in alcune configurazioni), è ideale per spettacoli più intimi. Il foyer su tre livelli, con pavimenti in seminato e stucco veneziano, ospita spesso performance e dibattiti. La gestione è affidata alla Fondazione Teatro Comunale e Auditorium, che cura la programmazione di prosa, lirica, danza e musica sinfonica. Ogni anno, oltre 120 esibizioni tra produzioni del Teatro Stabile di Bolzano e delle Vereinigte Bühnen Bozen, affiancate dall'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano. Non perdere i festival estivi come Bolzano Danza – Tanz Bozen e il Bolzano Festival Bozen. Curiosità: nel 2022, il Teatro Studio ha ospitato lo spettacolo “Impronte dell'anima”, dedicato allo sterminio nazista delle persone disabili, un esempio di teatro civile. Per visitarlo, tieni presente che le visite guidate sono su prenotazione (email a visiteguidate@teatrocomunale.bolzano.it). La biglietteria è aperta dal martedì al venerdì, 14:30–19:00. Parcheggi comodi? Il parcheggio Bolzano Centro è a 250 metri, con tariffe agevolate per gli spettatori (2€). Il teatro è totalmente accessibile: ascensori, rampe, posti riservati in platea e galleria, bagni attrezzati. Insomma, un gioiello contemporaneo che merita una sosta, anche solo per ammirarne l'architettura da fuori.

Teatro Comunale - Stadttheater

Statua di Walther von der Vogelweide: tra leggenda e restauro

Statua di Walther von der Vogelweide - Walther-von-der-Vogelweide-DenkmalLa statua di Walther von der Vogelweide domina l'omonima piazza nel cuore di Bolzano, proprio accanto al Duomo. Realizzata in marmo bianco di Lasa dallo scultore Heinrich Natter nel 1889, raffigura il poeta medievale seduto su uno scoglio, con in mano una viella e lo sguardo meditabondo. Il monumento è in stile neoromanico, e sulla base sono incisi versi che celebrano arte, amore e giustizia. Non è solo una statua: fa parte di una fontana dal delicato gorgoglio, che nelle calde giornate estive offre un piacevole sollievo. La storia del monumento è movimentata: durante il periodo fascista, nel 1935, la statua fu rimossa e trasferita nel parco Rosegger, mentre la piazza fu rinominata in onore di Vittorio Emanuele III. Solo dopo la guerra, nel 1985, la statua è tornata nella sua collocazione originaria. Un restauro completato nel 2020 ha restituito splendore al marmo, pulito dalle incrostazioni e trattato con un impregnante protettivo. L'intervento, durato due mesi e costato circa 60.000 euro, ha anche riparato le parti lesionate e ripristinato la funzionalità della fontana. Visitare la statua è un'esperienza che unisce arte e storia: la luce gioca sulla pietra, e il rumore dell'acqua si mescola alla vita della piazza. Walther von der Vogelweide fu un importante poeta del Minnesang, e la sua figura lega Bolzano alla poesia medievale. Il monumento è un simbolo della fusione culturale tra tradizione austriaca e italiana, e rappresenta un punto di riferimento imperdibile per chi visita la città.

Statua di Walther von der Vogelweide - Walther-von-der-Vogelweide-Denkmal