ExMà Cagliari: ex mattatoio con arte contemporanea, concerti e cortili

ExMà è un ex mattatoio comunale del 1907 riconvertito in centro culturale nel cuore di Cagliari. Ospita mostre di arte contemporanea sarda e internazionale, concerti, spettacoli teatrali e festival cinematografici in un’architettura industriale con mattoni a vista e grandi hall. I cortili interni vengono utilizzati per aperitivi ed eventi, creando un’atmosfera informale e viva.

  • Architettura industriale riconvertita: struttura in mattoni rossi del 1907 con grandi arcate e hall
  • Arte contemporanea sarda: mostre temporanee con giovani artisti locali e installazioni moderne
  • Eventi culturali vari: concerti (jazz, elettronica), spettacoli teatrali, performance e festival
  • Cortili interni vivaci: spazi aperti per aperitivi, eventi e installazioni site-specific

Copertina itinerario ExMà Cagliari: ex mattatoio con arte contemporanea, concerti e cortili
ExMà a Cagliari è un ex mattatoio del 1907 trasformato in polo culturale con mostre di artisti sardi, concerti jazz ed elettronica, spettacoli teatrali e cortili per eventi. Architettura industriale in mattoni rossi nel quartiere Marina.

Cose da sapere


Un ex mattatoio che respira arte

Quando arrivi all’ExMà, non ti aspetti proprio questo. Un ex mattatoio trasformato in un polo culturale vibrante, nel cuore di Casteddu, il quartiere storico di Cagliari. L’edificio in sé è un colpo d’occhio: la struttura industriale in mattoni rossi, con quelle grandi arcate, ti parla subito di un passato diverso. Oggi, invece, è pieno di vita. Entri e senti quell’atmosfera un po’ raw, autentica, che ti fa capire subito che qui non si tratta della solita galleria d’arte asettica. È un posto dove l’arte contemporanea sarda e non solo trova casa, si mescola con la gente, con la città. Mi piace pensarlo come un polmone creativo nel centro storico, un luogo che ha saputo reinventarsi senza perdere la sua anima. Perfetto per chi, come me, cerca qualcosa di più della spiaggia o dei monumenti classici: qui si respira la Cagliari viva, quella che sperimenta e si racconta.

Da mattatoio a fabbrica di cultura

La storia dell’ExMà è una di quelle storie di riconversione urbana che funzionano. L’edificio fu costruito come mattatoio comunale all’inizio del Novecento, precisamente nel 1907, e svolse quella funzione per decenni. Poi, come tanti spazi industriali, rischiò l’abbandono. La svolta arrivò negli anni ’90, quando il Comune di Cagliari decise di trasformarlo in un centro per le arti contemporanee. Non fu una semplice ristrutturazione, ma una vera e propria rinascita. Oggi ospita mostre temporanee spesso molto interessanti, concerti (dal jazz all’elettronica), spettacoli teatrali e performance. È diventato un punto di riferimento per artisti locali e internazionali. A volte mi chiedo come doveva essere prima, con un’attività così diversa, e trovo affascinante questo contrasto tra passato e presente, tutto racchiuso tra quelle stesse mura.

  • 1907: Costruzione come Mattatoio Comunale.
  • Anni ’90: Chiusura e avvio del progetto di riconversione.
  • 1997: Inaugurazione ufficiale come ExMà – Ex Mattatoio.
  • Oggi: Polo culturale per mostre, musica e teatro contemporaneo.

Non solo mostre: i cortili e l’atmosfera

Quello che mi ha colpito, oltre alle sale espositive, sono i cortili interni. Sono spazi aperti, quasi delle piazzette, che d’estate o nelle belle serate primaverili si trasformano. Li usano per aperitivi, piccoli eventi, a volte anche per installazioni site-specific. Sedersi lì con un bicchiere in mano, circondati da quell’architettura industriale, mentre magari si ascolta della musica dal vivo, è un’esperienza che va oltre la semplice visita a una mostra. Poi c’è la sala concerti, che non è enorme ma ha un’acustica sorprendentemente buona e un’atmosfera intima. Ho visto qui concerti di artisti sardi emergenti che difficilmente avrei scoperto altrove. È questo il bello dell’ExMà: non è un contenitore statico. È un luogo che cambia pelle in continuazione, a seconda di cosa ospita. Un giorno è una mostra di fotografia sulla Sardegna, il giorno dopo un reading poetico, la settimana dopo un workshop per bambini. Ti invita a tornare.

La scena artistica sarda in primo piano

Se vuoi capire cosa bolle in pentola nell’arte contemporanea sarda, l’ExMà è un ottimo punto di partenza. Le mostre spesso danno spazio a giovani artisti dell’isola, ma non in modo folkloristico. Si parla di linguaggi attuali, videoarte, installazioni, pittura che dialoga con temi globali ma con una sensibilità locale. Ricordo una personale di un artista cagliaritano che lavorava con materiali di recupero del territorio: potentissimo. Non troverai (solo) i classici quadri da cavalletto. È un approccio più sperimentale, a volte anche spiazzante, ma sempre stimolante. Inoltre, il centro ha spesso collaborazioni con festival e realtà culturali della città, come il Festival Time in Jazz o il Cagliari Festival. Diventa così un nodo importante nella rete culturale cittadina. Per me, visitarlo è stato un modo per vedere una faccia di Cagliari che non conoscevo, più underground e vitale.

Perché vale la pena una visita

Primo: per l’architettura industriale riconvertita. È un esempio concreto e riuscito di come si possa dare nuova vita a un luogo storico, ed è bello da vedere anche solo da fuori. Secondo: per scoprire l’arte contemporanea sarda fuori dai circuiti più mainstream. È un osservatorio privilegiato. Terzo: per l’atmosfera informale e viva. Non è un museo silenzioso e sacrale; è un posto dove l’arte si mescola alla vita quotidiana, dove puoi incontrare artisti, studenti, semplici curiosi. È un’esperienza culturale ‘a portata di città’, facile da inserire in una giornata di esplorazione di Cagliari.

Il momento giusto per cogliere l’anima del posto

Io ti consiglierei di andare nel tardo pomeriggio di un giorno feriale, magari di primavera o inizio autunno. Perché? La luce che filtra dalle grandi finestre e illumina i mattoni rossi è bellissima, e c’è meno folla rispetto al weekend. Puoi visitare le mostre con calma. Poi, se ti capita, resta per l’aperitivo in uno dei cortili (quando lo organizzano). È in quei momenti che il luogo mostra la sua doppia anima: spazio espositivo di giorno, luogo di socialità alla sera. D’estate può essere molto caldo all’interno, mentre d’inverno l’atmosfera è più raccolta, perfetta per concentrarsi sulle opere. Insomma, ogni momento ha il suo fascino, ma il tramonto qui ha qualcosa di speciale.

Cosa abbinare alla visita

Uscito dall’ExMà, sei nel cuore di Casteddu. Fatti due passi fino al Bastione di Saint Remy e alla Terrazza Umberto I per un panorama mozzafiato sul golfo. È il classico che non stanca mai. Se invece vuoi restare in tema ‘arte e rigenerazione urbana’, a pochi minuti a piedi c’è il quartiere di Marina, con le sue gallerie d’arte indipendenti e i locali caratteristici. Oppure, per un contrasto totale, immergiti nel mercato storico di San Benedetto, uno dei più grandi d’Italia coperti, per un’esplosione di colori, profumi e prodotti sardi. Dallo spazio per l’arte contemporanea al mercato tradizionale: in mezz’ora a piedi vedi due facce complementari della città.

💡 Forse non sapevi che…

La storia di ExMà è legata a doppio filo con quella della città. L’edificio fu progettato dall’ingegnere comunale Crescentino Caselli e inaugurato come mattatoio nel 1913, rispondendo alle esigenze igieniche dell’epoca. Ha funzionato come tale fino agli anni ’70, diventando poi un simbolo di degrado. La sua rinascita, avvenuta nei primi anni 2000, è un esempio concreto di rigenerazione urbana. Oggi, tra quelle che erano le corsie per il bestiame, risuonano note jazz durante il festival “Time in Jazz” o echi di dibattiti culturali. Un dettaglio che pochi notano: alcuni degli originari ganci per le carcasse sono ancora visibili, integrati nel design contemporaneo, a ricordare la stratificazione della memoria del luogo.