Faro di Capo Caccia: storia e panorami da non perdere ad Alghero

Il Faro di Capo Caccia è uno dei simboli di Alghero, arroccato sul promontorio omonimo a 186 metri d’altezza. Costruito nel 1864, emette una luce visibile fino a 34 miglia nautiche, guidando i naviganti nel Mediterraneo. Nonostante l’area sia in parte militare e l’accesso al faro sia vietato, il panorama dalla strada panoramica è spettacolare. Potrai ammirare il tramonto e la lanterna accendersi, mentre la brezza marina ti avvolge. Ecco cosa ti aspetta:
Faro storico: uno dei più antichi e potenti d’Italia, con lenti di Fresnel del 1951.
Vista mozzafiato: sulla Riviera del Corallo, la Grotta di Nettuno e l’isola Piana.
Leggende e misteri: storie di pirati, tesori e un fantasma che bussa alla porta del guardiano.
Natura protetta: l’area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana offre un ecosistema unico.


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Copertina itinerario Faro di Capo Caccia: storia e panorami da non perdere ad Alghero
Il Faro di Capo Caccia, costruito nel 1864 e alto 186 metri sul mare, è tra i più potenti del Mediterraneo. Ammiralo dalla scogliera e goditi la vista mozzafiato su Alghero e la Riviera del Corallo.

Cose da sapere


Introduzione

Il Faro di Capo Caccia non è un semplice faro: è un gigante di luce che domina il mare da 186 metri d’altezza, uno dei più potenti del Mediterraneo. Costruito nel 1864 sulla scogliera calcarea del promontorio, è un simbolo di Alghero. Non puoi entrare – è zona militare – ma ti basta vederlo da lontano per restare incantato. Di notte, il suo lampo bianco ogni 5 secondi guida i naviganti e illumina la baia. Io l’ho visto la prima volta al tramonto: la sagoma bianca contro il cielo arancione, il mare che si infrange sotto. Uno spettacolo che non dimentichi.

Cenni storici

Il faro nasce nel 1864, stesso anno del faro di Capo Sandalo. All’inizio usava acetilene, poi vapori di petrolio, infine elettricità dal 1961. L’ottica rotante con lenti Fresnel a 4 pannelli (costruita a Parigi nel 1951) è ancora in funzione, con una lampada alogena da 1000W. L’ultimo guardiano, Luigi Critelli, arrivò il 21 dicembre 1994 con la famiglia. Raccontava di strani bussolotti notturni mai spiegati. Oggi è automatizzato, ma la sua storia affascina. Ecco i momenti chiave:

  • 1864: Costruzione del faro originale
  • 1880 circa: Passaggio da acetilene a vapori di petrolio
  • 1950: Ricostruzione dopo danni bellici
  • 1961 : Elettrificazione completa
  • 1994: Arrivo dell’ultimo guardiano Luigi Critelli

Un faro da ammirare a distanza

La struttura è un edificio bianco a tre piani con torre di 24 metri, stile tipico del Genio Civile. Protetto da una gabbia di Faraday, sembra avvolto in una griglia metallica. Non si può entrare, ma la strada panoramica da Alghero porta a un’altura alle sue spalle da cui si gode una vista pazzesca: il promontorio a picco sul mare, la Riviera del Corallo, l’isola Piana. Io ci sono stato con un drone – è il modo migliore per apprezzare la posizione. Di notte, il fascio luminoso è visibile dalla città, un punto di riferimento che ti fa sentire piccolo.

Leggende e tradizioni

Il promontorio di Capo Caccia è avvolto da storie di pirati e tesori nascosti. Si dice che i corsari si rifugiassero nelle grotte sottostanti, e che qualche scrigno sia ancora lì. Poi c’è il ‘gigante dormiente’: il profilo del promontorio visto da Alghero ricorda un uomo disteso, particolarmente suggestivo al tramonto. Il faro stesso ha un’atmosfera misteriosa. Il guardiano Critelli raccontò di aver sentito bussare e parlare mentre riposava, ma al risveglio non trovò nessuno. Chissà se sono storie vere o il vento che gioca…

Perché visitarlo

Tre buoni motivi per non perderselo:

  • Tramonto da cartolina: il faro si accende proprio al calar del sole, regalando un contrasto suggestivo tra luce artificiale e naturale.
  • Punto panoramico unico: anche se non entri, la vista dalla strada o dal mare è spettacolare, con Alghero e la baia di Porto Conte sullo sfondo.
  • Vicino alla Grotta di Nettuno: dopo aver ammirato il faro, puoi scendere i 654 gradini della scala del Cabirol per visitare una delle grotte marine più famose d’Italia.

Quando andare

Il momento più bello? Il tardo pomeriggio, verso le 17-18 in estate, quando il sole comincia a scendere. La luce dorata illumina la scogliera e il faro si staglia contro il cielo. Poi, quando cala la sera, vedi il primo lampo bianco: è magico. Durante l’anno, la primavera e l’autunno offrono cieli limpidi e meno folla. Se vai d’estate, preparati al caldo ma anche a tramonti lunghissimi. Porta un binocolo o un teleobiettivo, perché da lontano il faro è piccolo ma potente.

Nei dintorni

Oltre al faro, il promontorio offre due esperienze imperdibili.

  • Grotta di Nettuno: accessibile via mare o attraverso la spettacolare scala del Cabirol (654 gradini scavati nella roccia). All’interno, stalattiti e laghi sotterranei.
  • Riserva Marina di Capo Caccia – Isola Piana: perfetta per snorkeling e immersioni, con corallo rosso e una ricca fauna marina.

Entrambi i luoghi sono raggiungibili facilmente da Alghero e completano una giornata all’insegna del mare e della natura.


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💡 Forse non sapevi che…

Tra le storie che aleggiano intorno al faro, c’è quella raccontata dall’ultimo guardiano, Luigi Critelli. Nei suoi primi mesi di servizio nel 1994, mentre riposava, sentì bussare e parlare al piano di sotto. Sceso, non trovò nessuno, e nessuno confermò di averlo cercato. Ancora oggi, il faro automatizzato veglia solitario sulla scogliera, custode di segreti e di un panorama senza tempo.