🧭 Cosa ti aspetta
Ideale per: un weekend culturale tra musei, castello e centro storico Punti forti: Museo Tecnico Navale, Castello San Giorgio, collezioni d'arte del Museo Lia Target: amanti della storia, dell'arte e delle passeggiate urbane Periodo migliore: primavera e autunno per temperature piacevoli Da non perdere: gli Archi di Daniel Buren e la Fontana del Dialogo
La Spezia, affacciata sul Golfo dei Poeti, è spesso citata come porta d'accesso alle Cinque Terre, ma la città merita una visita a sé. Il suo centro storico, con palazzi eleganti e piazze vivaci, ospita musei di altissimo livello. Il Museo Tecnico Navale, tra i più importanti d'Italia, racconta la storia marittima con modelli di navi, uniformi e cimeli. Il Museo Civico Amedeo Lia espone una preziosa collezione d'arte dal Medioevo al Settecento, con dipinti, sculture e ceramiche. Da non perdere il Castello San Giorgio, fortezza medievale che domina la città e offre un panorama mozzafiato sul golfo. Passeggiate tra le vie del centro, fermatevi nella Piazza Verdi e ammirate le installazioni d'arte contemporanea come gli Archi di Daniel Buren. Il Museo del Sigillo e il Centro d'Arte Contemporanea completano l'offerta culturale. La Spezia è una destinazione ideale per un weekend di cultura e relax, lontano dalle folle ma ricca di storia e bellezze. Con i suoi musei di qualità, il castello e il vivace centro, è una tappa imperdibile per chi viaggia in Liguria.
Panoramica
- Castello San Giorgio: fortezza, museo e vista mozzafiato
- Museo Tecnico Navale: Un Viaggio nella Storia Marinaresca
- Museo Civico Amedeo Lia: un tuffo nell'arte tra fondi oro e capolavori
- Centro d'Arte Contemporanea e Moderna (CAMeC)
- Teatro Civico: storia e spettacoli nel cuore di La Spezia
- Museo del Sigillo: un tuffo nella storia delle impronte
- Il monumento equestre a Garibaldi
- Palazzo De Nobili: un capolavoro barocco nel centro storico
- Piazza Giuseppe Verdi: il cuore conteso di La Spezia
- Fontana del Dialogo
- Archi di Daniel Buren: un'esplosione di colori in Piazza Verdi
Itinerari nei dintorni
Castello San Giorgio: fortezza, museo e vista mozzafiato
- Via Ventisette Marzo, La Spezia (SP)
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Arroccato sul colle del Poggio, il Castello San Giorgio è un must per chi visita La Spezia. La sua storia comincia nel 1262, quando Nicolò Fieschi ampliò una fortificazione preesistente, ma già nel 1273 fu distrutto dai genovesi di Oberto Doria. Ricostruito nel 1343, il castello subì nei secoli modifiche continue: oggi si presenta con due corpi quadrangolari, una torre alta 5,50 metri probabilmente di epoca altomedievale, e una cinta trecentesca in conci di pietra con feritoie per arcieri. A metà del Quattrocento, l’arrivo delle artiglierie portò murature a scarpa e feritoie per armi da fuoco; nel Seicento i genovesi aggiunsero ambienti voltati e riempimenti di terra per assorbire i colpi. Sotto il portale si vedono i resti del ponte levatoio medievale, mentre una torre merlata guelfa protegge l’ingresso. All’interno, il Museo Archeologico Ubaldo Formentini raccoglie reperti dalla Preistoria al Medioevo: imperdibili le statue stele della Lunigiana, risalenti a 5000 anni fa, e i reperti romani da Luni. Il percorso è ben organizzato e il personale è gentile. Salendo sulle terrazze, la vista sul Golfo della Spezia è spettacolare. Informazioni pratiche: via XXVII Marzo; orario invernale mer-dom 9:30-12:30 e 14-17; biglietto intero 6€ (solo terrazze 4€).
Museo Tecnico Navale: Un Viaggio nella Storia Marinaresca
- Vai alla scheda: Museo Tecnico Navale La Spezia: Sommergibile Toti e modelli navali nell'Arsenale
- Viale Giovanni Amendola, La Spezia (SP)
- https://www.marina.difesa.it/EN/history/museums/Pagine/museotecniconavale.aspx#
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Se sei a La Spezia, non puoi perderti il Museo Tecnico Navale della Marina Militare, il più importante museo navale d'Italia. Situato proprio accanto all'Arsenale, in Viale Amendola 1, questo museo ti porta dentro secoli di storia marinaresca. Entrando, ti accoglie una collezione incredibile di modellini di navi, dai vascelli a vela del Quattrocento alle moderne corazzate. Ma la vera chicca è la Sala delle Polene: oltre trenta sculture lignee che ornavano le prore, tra cui la misteriosa Atalanta, recuperata nell'Atlantico nel 1866, e che secondo la leggenda può stregare chi la guarda troppo a lungo.Gli appassionati di storia militare resteranno a bocca aperta nella Sala dei Mezzi d'Assalto, dove sono esposti il prototipo del famoso 'Maiale' – il siluro a lenta corsa usato durante la Seconda Guerra Mondiale – e i barchini esplosivi del Gruppo Mezzi d'Assalto. Qui trovi anche la documentazione sulle imprese di Rossetti e Paolucci, che nel 1918 affondarono la corazzata austriaca Viribus Unitis.
E non dimenticare la Sala Marconi, inaugurata nel 2017, che espone gli apparati originali usati da Guglielmo Marconi per la prima trasmissione radiotelegrafica da terra a nave, avvenuta proprio alla Spezia nel 1897. Nel giardino interno, poi, spicca l'elica della corazzata Vittorio Veneto e un monumento a Costanzo Ciano.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00), con biglietti a 5€ (ridotto 3€). Un'esperienza imperdibile per chi ama il mare e la storia.

Museo Civico Amedeo Lia: un tuffo nell'arte tra fondi oro e capolavori
- Via del Prione 232, La Spezia (SP)
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Se pensi che La Spezia sia solo un punto di partenza per le Cinque Terre, ti sbagli. Nel suo centro storico, in via del Prione 234, c’è un gioiello che merita una sosta: il Museo Civico Amedeo Lia. Inaugurato nel 1996, ha sede in un ex convento seicentesco di San Francesco di Paola, e custodisce una collezione di oltre mille opere donata dal collezionista Amedeo Lia. Entrando, sei subito accolto nella ex chiesa (Sala I) con oggetti liturgici e una Madonna col Bambino attribuita al Sassetta. Ma il vero colpo d’occhio arriva al primo piano: una delle più importanti raccolte di fondi oro d’Europa, con capolavori di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi e Lippo Memmi. Più avanti, ti trovi faccia a faccia con un presunto Autoritratto del Pontormo, un Ritratto di Gentiluomo di Tiziano e opere di Canaletto e Guardi. Al secondo piano, bronzi del Riccio e vetri archeologici (c’è una rara bottiglia a bande d’oro imperiale). Non perdere le nature morte di Fede Galizia e Baschenis. Il museo è aperto dal martedì alla domenica (10-18), chiuso il lunedì. Biglietto intero 9€, ma se sei residente a La Spezia la prima domenica dei mesi pari entri gratis. Federico Zeri lo definì 'il piccolo Louvre della Liguria' – e un motivo c’è. In più, il museo è inclusivo: offre un percorso tattile per non vedenti e una videoguida in LIS. Un consiglio spassionato: ritagliati almeno un paio d’ore, perché ogni sala merita attenzione.
Centro d'Arte Contemporanea e Moderna (CAMeC)
- Via Antonio Gramsci, La Spezia (SP)
- https://camec.museilaspezia.it/
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Se vi trovate a La Spezia e volete immergervi nell'arte del Novecento fino ai giorni nostri, il Centro d'Arte Contemporanea e Moderna (CAMeC) è tappa obbligata. Si trova in Piazza Cesare Battisti, a due passi dal centro storico, in un edificio dalla storia affascinante: nato come scuola elementare nel 1879, poi tribunale dal 1923, gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943 e ricostruito nel 1950. Dal 2004 – dopo anni di ristrutturazione – ospita le collezioni civiche d'arte contemporanea. Il CAMeC conserva tre nuclei principali: la Collezione Cozzani (oltre 1200 opere, da Espressionismo a Transavanguardia), la Collezione Battolini (legata al Premio del Golfo) e le opere del Premio del Golfo stesso, concorso ideato nel 1933 da Marinetti e Fillia. Il nuovo allestimento, inaugurato nell'ottobre 2024 dopo un restyling, conta oltre 200 opere firmate da giganti come Lucio Fontana, Andy Warhol, Marina Abramović e Roy Lichtenstein. La visita è arricchita da una Accessibility Room multisensoriale, perfetta per tutti i pubblici. In programma anche mostre temporanee: fino al settembre 2025, ad esempio, c'è l'attesissima “Morandi e Fontana. Invisibile e Infinito”. Orari: aperto da martedì a domenica 10-19, primo venerdì del mese fino alle 22, chiuso lunedì. Biglietti: intero collezione €10, gratuito per under 18 e residenti della provincia. Insomma, un luogo che sa stupire e che racconta l'arte contemporanea con uno sguardo internazionale.
Teatro Civico: storia e spettacoli nel cuore di La Spezia
- Via Bartolomeo Fazio, La Spezia (SP)
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Nel centro storico di La Spezia, in Piazza Mentana, sorge il Teatro Civico, il principale teatro cittadino e il terzo della Liguria per dimensioni con i suoi 940 posti. La sua storia inizia nel 1840, quando venne posata la prima pietra su progetto dell’architetto genovese Ippolito Cremona in stile neoclassico. Inaugurato nel 1846 con opere di Verdi, Donizetti e Luigi Ricci, divenne subito un punto di riferimento culturale e mondano. Negli anni Trenta del Novecento fu completamente ristrutturato da Franco Oliva con lo scultore Augusto Magli, che gli diede l’attuale aspetto déco: la cupola con i segni dello zodiaco, le statue di Bacco, Tabacco e Venere, e le eleganti decorazioni interne. Dopo un periodo come cinema e un lungo restauro dal 1989 al 1995, il teatro ha riaperto definitivamente. L’ultimo intervento, completato a ottobre 2024 grazie a fondi PNRR e della Regione Liguria, ha rinnovato l’arredo con poltrone anatomiche in rovere e rosso porpora, migliorato l’efficientamento energetico e restaurato stucchi e finiture. Oggi il Teatro Civico offre una stagione di prosa di alto livello (con spettacoli come Magnifica Presenza e Brokeback Mountain), un cartellone per ragazzi, concerti, danza e l’importante Festival Internazionale del Jazz. La biglietteria è in Corso Cavour 20, aperta dal lunedì al sabato mattina e il mercoledì pomeriggio. Un luogo che unisce tradizione e modernità, perfetto per una serata a teatro nel cuore della città.
Museo del Sigillo: un tuffo nella storia delle impronte
- Via del Prione 234, La Spezia (SP)
- http://sigillo.museilaspezia.it/
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- museo.sigillo@comune.sp.it
- +39 0187 727220
Nel cuore di La Spezia, dentro la Palazzina delle Arti (uno strano edificio neogotico degli anni '20), c'è un museo che è una vera chicca: il Museo del Sigillo. Aperto dal 2000, custodisce la collezione sfragistica più completa del mondo, donata dai coniugi Capellini. Più di 1500 pezzi, dal IV millennio a.C. ai giorni nostri. Roba da restare a bocca aperta.Il percorso espositivo segue un ordine cronologico e geografico. Si parte con sigilli in steatite e calcare dalla Mesopotamia, si passa agli scarabei egizi, agli anelli romani, ai sigilli medievali e rinascimentali. Poi esplode il bello: una sala intera dedicata ai sigilli Art Nouveau di René Lalique, in cristallo e vetro, e una sezione con i preziosi sigilli di Fabergé, compreso un fungo d'oro per il granduca russo. C'è anche un sigillo che appartenne alla regina Vittoria.
Ma il museo non è solo Europa: la terza sala è un viaggio in Oriente, con sigilli cinesi, giapponesi e islamici. Il pezzo forte? Un sigillo imperiale in giada della dinastia Qing, proveniente dalla Città Proibita, con sopra una creatura mitologica che scaccia le forze del male. Lo usava l'imperatore per i riti al Cielo. Una meraviglia.
Il museo è piccolo ma ricchissimo, e nel 2018 hanno anche inaugurato un percorso tattile per non vedenti. Orari: da martedì a domenica, 10-18. Lunedì chiuso. Biglietto cumulativo con il Museo Lia e il Castello. Consiglio: non perdetevi la terza domenica del mese, visita guidata gratuita alle 10:30. Un posto che sembra fuori dal tempo, ma che ti fa viaggiare attraverso i secoli.

Il monumento equestre a Garibaldi
- Via Aulo Flacco Persio, La Spezia (SP)
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Se passeggi per i Giardini Pubblici del centro storico di La Spezia, non puoi non notare l'imponente monumento equestre a Giuseppe Garibaldi. Realizzata in bronzo dallo scultore Antonio Garella, la statua fu inaugurata il 1° giugno 1913 dopo un concorso indetto già nel 1882. Ciò che colpisce è la rara posa del cavallo impennato, che si regge solo sulle zampe posteriori – un'impresa statica notevole, tanto che nel 2008 fu aggiunto un supporto metallico sotto la pancia per precauzione. La scultura pesa 6 tonnellate e raffigura l'Eroe dei due mondi con la sciabola sguainata, rivolto verso levante. Ma Garibaldi a La Spezia non è solo questo: la città conserva altre tracce del suo passaggio. Poco fuori, nell'insenatura delle Grazie, sorge il Lazzaretto del Varignano, dove il Generale fu prigioniero dopo gli scontri di Aspromonte (1862) e Mentana (1867). Qui una lapide del 1907 ricorda il suo arrivo il 2 settembre 1862. Sempre nel 1867, dopo l'arresto, Garibaldi pernottò all'antico Albergo della Croce di Malta in via Chiodo. Infine, nel 1869, la sua goletta fu ceduta al Regno proprio nel Golfo della Spezia, a testimonianza del legame tra l'eroe e questa città. Visitare il monumento è un tuffo nella storia del Risorgimento, ma per un quadro completo vale la pena esplorare anche gli altri luoghi garibaldini spezzini.
Palazzo De Nobili: un capolavoro barocco nel centro storico
- Via Sant'Agostino 59, La Spezia (SP)
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Se passeggi per il centro storico di La Spezia, non puoi non notare Palazzo De Nobili in Piazza Sant'Agostino. Questo palazzo nobiliare, risalente ai secoli XVII e XVIII, è un perfetto esempio di architettura barocca, realizzato da maestranze locali. La facciata ti colpisce subito per il contrasto cromatico tra il grigio chiaro della parete e il rosso vivo delle cornici e del cornicione. Ma i dettagli sono ancora più sorprendenti: fregi di conchiglioni, teste di leone e motivi floreali incorniciano porte e finestre. Il portale barocco in marmo, con colonne e timpano spezzato, è arricchito da bizzarre erme di personaggi caricaturali – un tocco ironico che non passa inosservato.Una nota curiosa: qui ha abitato la celebre contessa di Castiglione, Virginia Oldoini, una delle figure più affascinanti del Risorgimento. Sì, hai capito bene – proprio la donna che fece parlare di sé nelle corti europee. Oggi il palazzo è ancora residenza privata dei marchesi De Nobili, quindi purtroppo non si può visitare all'interno. Ma non preoccuparti: ammirarlo dall'esterno è già un'esperienza. Dopo il restauro completato nel 2020, la facciata è stata ripulita e valorizzata con un'illuminazione scenografica che la mette in risalto anche di sera. Se passi al tramonto, vedrai i dettagli illuminati e il gioco di colori diventare ancora più suggestivo.
Palazzo De Nobili faceva parte dei cosiddetti Rolli spezzini, un elenco di dimore signorili destinate a ospitare personalità in visita alla città. È uno dei tanti tesori che rendono il centro di La Spezia un luogo da girare con calma, a testa alta, per non perdersi questi dettagli. Quindi, quando sei in zona, fermati un attimo in piazza Sant'Agostino, alza lo sguardo e lasciati incantare da questo gioiello barocco.

Piazza Giuseppe Verdi: il cuore conteso di La Spezia
- La Spezia (SP)
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Se pensi che una piazza sia solo uno spazio da attraversare, Piazza Giuseppe Verdi ti farà ricredere. Realizzata tra il 1934 e il 1938, è da sempre il centro nevralgico della città, punto di collegamento tra la parte ottocentesca e quella novecentesca. Ma ciò che la rende unica è il suo recente restyling firmato dall'architetto Giannantonio Vannetti e dall'artista francese Daniel Buren, completato nel 2014. Un progetto che ha fatto discutere: via i pini marittimi, dentro gradinate, vasche d'acqua e installazioni colorate. La pavimentazione in pietra nobile e la cosiddetta "membrana celeste" – una struttura coperta che funge da Urban Hall – trasformano la piazza in un palcoscenico a cielo aperto, con incisi sul pavimento i titoli delle opere di Verdi. Tra gli edifici che la circondano, spicca il Palazzo delle Poste (1933) di Angiolo Mazzoni, con la sua torre dell'orologio e un interno che ospita un mosaico futurista di Fillia e Prampolini sul tema della comunicazione. Poco distante, il Palazzo Boletto in stile Liberty e il Palazzo del Governo completano il quadro. Il dibattito sulla riqualificazione è stato acceso – Vittorio Sgarbi contro, un "Fronte del Sì" a favore – ma oggi la piazza è un mix riuscito di storia e contemporaneità, un luogo dove fermarsi a osservare il gioco di luce riflessa dalle vetrate colorate. Dalla piazza si raggiungono a piedi il porto, il Castello di San Giorgio e il Museo d'Arte Moderna. Un consiglio? Passeggia lentamente, perché ogni angolo racconta una storia.
Fontana del Dialogo
- Piazza Giuseppe Garibaldi, La Spezia (SP)
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Nel cuore di La Spezia, in Piazza Garibaldi, trovi la Fontana del Dialogo, inaugurata nel 2002. L'opera è firmata dallo scultore Viliano Tarabella e si sviluppa su una piattaforma d'acqua dove due grandi vele astratte in marmo di Carrara si compenetrano, uscendo dalla vasca verso l'alto. L'acqua zampilla al centro, evocando il mare come forza generatrice. Il progetto architettonico di Antonio Leone e Cesarina Zanetti ha pensato la fontana come un luogo di sosta: la balaustra liscia invita a sedersi, mentre i cubetti di marmo ruvidi del percorso circolare rallentano il passo, favorendo il dialogo. L'illuminazione notturna crea giochi di luce caldi e freddi, interrotti solo dallo zampillo. La fontana è il baricentro di un percorso ideale che collega Piazza Europa a Piazza Brin, superando la barriera visiva che separa la città dal mare. Un simbolo di connessione e rigenerazione, perfetto per una pausa riflessiva nel centro storico.
Archi di Daniel Buren: un'esplosione di colori in Piazza Verdi
- Piazza Giuseppe Verdi, La Spezia (SP)
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Se passi da La Spezia, non puoi perderti gli Archi di Daniel Buren in Piazza Verdi. È uno di quei casi in cui l'arte pubblica ti sorprende e ti fa guardare la città con occhi nuovi. L'installazione, realizzata dal celebre artista francese (Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 1986) insieme all'architetto Giannantonio Vannetti, è stata inaugurata alla fine del 2016. Una sequenza di archi colorati – primari e complementari – si allinea perfettamente lungo una passerella pedonale, creando una prospettiva che incornicia lo sfondo. I colori richiamano quelli del mosaico del vicino Palazzo delle Poste, mentre i pilastri bianco-neri scandiscono lo spazio. E non sono solo archi: gli specchi inseriti amplificano l'effetto, riflettendo le architetture circostanti e regalando infiniti rimandi visivi. La piazza stessa è stata completamente ripensata: da slargo invaso dalle auto (200x40 metri) a luogo di incontro diviso in tre zone, con un anfiteatro centrale, una fontana restaurata con pareti verdi, e nuove alberature di aranci amari. Peccato che al momento sia ancora aperta al traffico veicolare limitato, ma si spera diventi presto tutta pedonale. L'opera ha anche fatto discutere: nel 2021 l'amministrazione ha installato lampadine che coprono parzialmente gli archi, suscitando le critiche dell'artista e dell'ex sindaco. Nel 2022, invece, tre ragazzini si sono arrampicati sugli archi di notte, finendo multati. Insomma, un'opera che non lascia indifferenti. Consiglio di visitarla sia di giorno, per apprezzare i colori, sia al tramonto, quando l'illuminazione (polemiche a parte) crea un'atmosfera suggestiva. Da non perdere se ami l'arte contemporanea e gli spazi urbani reinventati.



