🧭 Cosa ti aspetta
Ideale per chi ama l'arte e la storia, in una cornice di travertino. Passeggiate tra piazze, ponti romani e palazzi rinascimentali. Musei da non perdere: Pinacoteca, Archeologico e Ceramica. Panorami unici dal Forte Malatesta e dalla Torre degli Ercolani. Gastronomia: olive all'ascolana e vini del Piceno.
Ascoli Piceno è una delle città più affascinanti delle Marche, con un centro storico interamente in travertino che la rende unica. Piazza del Popolo è il cuore pulsante, ma non fermarti lì: esplora Piazza Arringo con la Cattedrale e il Battistero, il Teatro Romano e i musei come la Pinacoteca Civica e il Museo Archeologico. Il travertino domina ogni angolo, dai palazzi ai ponti. Passeggia tra Porta Gemina e Porta Solestà, scopri il Forte Malatesta e rilassati al Tempietto di Sant'Emidio Rosso. Non perdere il Museo dell'Arte Ceramica per un tuffo nell'artigianato locale. Una città che conquista al primo sguardo.
Panoramica
- Piazza del Popolo: il salotto di travertino
- Piazza Arringo: il foro romano che parlava al popolo
- Palazzo dell'Arengo: un gioiello medievale
- Teatro Romano
- Pinacoteca Civica: un tuffo nell’arte tra capolavori e arredi d’epoca
- Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno: il tesoro dei Piceni
- Palazzo dei Capitani del Popolo: il cuore medievale di Ascoli
- Forte Malatesta: storia e cultura tra le mura rinascimentali
- Ponte Romano di Solestà
- Porta Gemina: il silenzioso ingresso romano da non perdere
- Porta Solestà: storia e fascino medievale
- Fortezza Pia: storia e mistero tra le rovine
- Il Tempietto di Sant'Emidio Rosso: un gioiello nascosto
- Museo dell'Arte Ceramica: un tuffo nella tradizione ascolana
- Il Teatro Ventidio Basso: un gioiello neoclassico nel cuore di Ascoli
Itinerari nei dintorni
Piazza del Popolo: il salotto di travertino
- Vai alla scheda: Piazza del Popolo Ascoli Piceno: salotto rinascimentale in travertino con Caffè Meletti
- Ascoli Piceno (AP)
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Se c'è una cosa che mi ha lasciato senza fiato ad Ascoli Piceno, è stata la Piazza del Popolo. Non è solo bella: è un'esperienza. Immagina un grande rettangolo di 29×87 metri, tutto lastricato in travertino bianco che con la pioggia diventa uno specchio perfetto del cielo. I portici su tre lati, con colonne in travertino e volte in mattoni rossicci, ti invitano a passeggiare riparato: sono stati costruiti tra il 1507 e il 1509 per volere di papa Giulio II e del governatore Raniero de' Ranieri. Ogni arco ha una larghezza diversa, perché doveva adattarsi alle botteghe medievali preesistenti – un dettaglio che rende tutto più autentico.Al centro domina il Palazzo dei Capitani del Popolo, con la sua torre merlata che sembra vegliare sulla piazza dal XIII secolo. Di fronte, il Caffè Meletti (stile Liberty, aperto nel 1907) è una tappa obbligata: provate la loro anisetta sotto i lampadari in ottone. Il lato nord è chiuso dalla Chiesa di San Francesco, gotica e imponente, con la Loggia dei Mercanti addossata – qui, su una lastra del 1569, sono incise le misure standard per mattoni e tegole, segno che la piazza è sempre stata un centro di commercio.
Non è una piazza da visitare e basta: è un luogo da vivere. Il tramonto è magico, quando il travertino si accende di oro, e durante la Quintana (prima domenica di agosto) sembra di tornare indietro nel tempo. E poi c'è il silenzio, interrotto solo dal vociare della gente sotto i portici – molto più intimo e raccolto di altre piazze italiane. Insomma, un salotto che ti abbraccia.

Piazza Arringo: il foro romano che parlava al popolo
- Vai alla scheda: Piazza Arringo Ascoli Piceno: Duomo, Pinacoteca e pavimento in travertino dorato
- Ascoli Piceno (AP)
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Quando arrivi in Piazza Arringo, capisci subito che qui è nata la città. Più antica e meno simmetrica di Piazza del Popolo, è il vero cuore storico di Ascoli Piceno. Di forma rettangolare irregolare (140 metri di lunghezza, fino a 56 di larghezza), è dominata da due colossi: la Cattedrale di Sant'Emidio e il Battistero di San Giovanni, gioiello romanico con vasca battesimale a immersione. Sotto i tuoi piedi, il travertino locale racconta secoli di storia: qui sorgeva il foro romano e, nel Medioevo, il popolo si riuniva sotto un grande olmo per le “arringhe” – da cui il nome. Nel 1215 vi predicò San Francesco d'Assisi; nel 1446 San Giacomo della Marca pacificò le fazioni. Al centro, due fontane ellittiche in travertino del 1882, con cavalli marini e putti in bronzo di Giorgio Paci, aggiungono leggerezza. Sul lato sud, la lunga facciata barocca di Palazzo dell'Arengo (65 metri) accoglie la Pinacoteca Civica; accanto, Palazzo Panichi ospita il Museo Archeologico. Non mancano angoli curiosi, come l'antica chiesa di San Biagio, demolita nel 1887 per ampliare la piazza. Oggi, i lavori di riqualificazione stanno restituendo la pavimentazione in travertino: entro giugno 2026 sarà riaperto tutto il lato nord, giusto in tempo per la Quintana. Passeggia qui al mattino presto, quando la luce accarezza il duomo e l'odore del pane caldo arriva dai caffè storici. È un luogo da vivere con calma, lasciando che ogni pietra parli.
Palazzo dell'Arengo: un gioiello medievale
- Vai alla scheda: Palazzo dell'Arengo Ascoli Piceno: Architettura Medievale e Loggia del Duecento
- Piazza Arringo, Ascoli Piceno (AP)
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Se pensi che Ascoli Piceno sia solo Piazza del Popolo, ti sbagli di grosso. A due passi, in Piazza Arringo, sorge il Palazzo dell'Arengo, un edificio che è molto più di un ufficio comunale. Le sue origini risalgono al XII secolo, quando fu costruito il primo nucleo, e nei secoli successivi si è ampliato fino a diventare il complesso che vedi oggi. La facciata in blocchi di travertino è un capolavoro firmato dai Giosafatti, completato nel 1745: guarda il portico a cinque arcate, le finestre con cariatidi dal volto pensoso e i telamoni al secondo piano. Entra sotto il portico e noterai il grande portale bugnato del 1658: ti introduce a un androne che un tempo era un salone del XIII secolo, suddiviso in tre navate con volte a crociera. Lì, un tempo, si faceva mercato e si amministrava la giustizia. Oggi quel salone ospita la Pinacoteca Civica, una delle più importanti delle Marche, con opere di Van Dyck, Tiziano, Tintoretto, Guido Reni e persino Turner. Un vero tesoro. Ma non finisce qui: al pian terreno, a sinistra, c'è la sede dell'Ente Quintana con i costumi della rievocazione storica, e nella Sala dei Mercatori sono ricostruite due tombe longobarde da Castel Trosino. Insomma, ogni angolo del palazzo racconta storie diverse. E se sali al piano nobile, trovi gli uffici comunali, ma anche la sede del sindaco. Un luogo tutto da scoprire, lontano dal turismo di massa.
Teatro Romano
- Vai alla scheda: Teatro Romano Ascoli Piceno: Cavea del I secolo a.C. nel centro storico
- Via Francesco Ricci, Ascoli Piceno (AP)
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Passeggiando lungo via Francesco Ricci, quasi nascosto tra gli edifici, trovi il Teatro Romano di Ascoli Piceno. Addossato al Colle dell'Annunziata, sfrutta il pendio naturale per sostenere la cavea da 95 metri di diametro. Costruito nel I secolo a.C., fu qui che – secondo la tradizione – l'uccisione di alcuni legati romani scatenò la Guerra sociale. Dopo secoli di abbandono e spoliazioni, i resti sono riemersi negli scavi tra il 1932 e il 1959. Oggi, restaurato nel 2010, è tornato a ospitare spettacoli estivi.Entrando, ciò che colpisce è l'imponenza dei muri radiali in opus reticulatum con tessere di travertino. All'ingresso ovest, un'esedra semicircolare con marmi policromi e semicolonne faceva da sala d'attesa. Dell'antica orchestra e delle gradinate rimangono tracce, mentre i sedili originali con i nomi degli abbonati sono al Museo Archeologico. La scena, purtroppo, è quasi del tutto scomparsa.
Oggi il teatro è visitabile solo su prenotazione (telefono 071 5029811), con ingresso gratuito. La visita dura circa 30 minuti, ma non è accessibile ai disabili. Ogni estate, la magia del luogo torna a vivere con drammi classici e concerti, grazie al circuito Teatri Antichi Uniti delle Marche. Io l'ho visto al tramonto, quando la luce calda accarezza i vecchi blocchi di travertino: un'atmosfera che ti riporta indietro di duemila anni. Consiglio di abbinarlo a una passeggiata fino a Porta Gemina, poco distante.

Pinacoteca Civica: un tuffo nell’arte tra capolavori e arredi d’epoca
- Vai alla scheda: Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno: capolavori dal Medioevo al Novecento
- Piazza Arringo, Ascoli Piceno (AP)
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Se pensate che ad Ascoli Piceno ci sia solo la Piazza del Popolo, vi sbagliate di grosso. La Pinacoteca Civica, ospitata nel maestoso Palazzo dell’Arengo in Piazza Arringo, è una delle raccolte d’arte più importanti delle Marche. Aperta nel 1861 grazie a Giorgio Paci e Giulio Gabrielli, custodisce opere provenienti da chiese e conventi soppressi, insieme a donazioni di collezionisti locali. Entrando, l’impressione è quella di un palazzo nobiliare: mobili marchigiani del Settecento, lampadari in vetro di Murano e specchi veneziani fanno da cornice a capolavori assoluti. Tra i pezzi forti, i polittici di Carlo Crivelli, la ‘Passeggiata amorosa’ di Pellizza da Volpedo (1901) e, unico in Italia, il Piviale di Niccolò IV (XIII secolo), un raro ricamo inglese in seta e oro. Imperdibile anche la sala dedicata a Tiziano, con le ‘Stimmate di San Francesco’. Il percorso si snoda in 15 sale, dal primo al secondo piano, con sezioni di ceramiche, numismatica e una ricca collezione di disegni (Guercino, Pietro da Cortona). Il biglietto intero costa 8 € (ridotto 5 €) e si visita dal martedì alla domenica, 10:00-19:00. Il museo è accessibile e offre audioguide. Insomma, una tappa obbligata per chi ama l’arte senza la folla delle grandi città.
Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno: il tesoro dei Piceni
- Vai alla scheda: Museo Archeologico di Ascoli Piceno: tesori piceni e romani
- Piazza Arringo 28, Ascoli Piceno (AP)
- http://musei.beniculturali.it/musei?mid=204&nome=museo-archeologico-statale-di-ascoli-piceno
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- museoarcheologicoascolipiceno@beniculturali.it
- +39 0736 253562
Se pensi di aver visto tutto ad Ascoli Piceno dopo una passeggiata in Piazza del Popolo, ti sbagli. A due passi, in Piazza Arringo, c'è un posto che ti farà viaggiare indietro di millenni: il Museo Archeologico Statale. Ospitato nello storico Palazzo Panichi (un gioiello rinascimentale con affreschi originali in facciata), il museo racconta la storia del Piceno dal Paleolitico all'epoca romana. Il percorso si snoda su tre piani: al secondo, la preistoria; al primo, il cuore della collezione – la civiltà Picena – con reperti che ti lasciano a bocca aperta. Qui trovi i famosi cinturoni femminili a losanga dalla necropoli del Salino, la raffinata parure bulinata di Monteprandone e la misteriosa Stele di Castignano, una delle prime testimonianze di scrittura italica. E poi ci sono le ghiande missili: oltre cinquemila proiettili in piombo usati durante la Guerra Sociale, alcuni con messaggi offensivi contro i Romani. Roba da brividi. Al piano terra, la sezione romana ti accoglie con un magnifico mosaico a erma bifronte proveniente da una domus sotto il Palazzo di Giustizia e un ritratto dell'imperatore Traiano. L'allestimento è moderno, con ricostruzioni scientifiche di dame e guerrieri piceni in costume. Tempo di visita consigliato: un'ora e mezza. Il museo è accessibile, ma controlla gli orari perché chiude il lunedì. Biglietto: 4 euro. Insomma, un tuffo in un passato che non ti aspetti.
Palazzo dei Capitani del Popolo: il cuore medievale di Ascoli
- Vai alla scheda: Palazzo dei Capitani del Popolo: Facciata Rinascimentale e Cortile Medievale ad Ascoli Piceno
- Via del Trivio, Ascoli Piceno (AP)
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Lasciati alle spalle la piazza e tuffati nella storia del Palazzo dei Capitani del Popolo. Costruito tra il XIII e il XIV secolo, questo edificio ha visto di tutto: fu sede del governo comunale, poi dei governatori pontifici e persino teatro di un incendio nel 1535 durante una rivolta nobiliare. La facciata in travertino è un capolavoro rinascimentale: il portale del 1546 di Lazzaro di Francesco è sormontato dalla statua di papa Paolo III, mentre ai lati trovi loggette con bifore del Quattrocento. Non perdere la torre medievale merlata con la campana ‘Pacifica’ rifusa nel 1547.Entra e scopri il cortile rinascimentale a tre ordini di logge, progettato da Camillo Merli nel 1549. Al primo piano la Sala della Ragione ti lascerà a bocca aperta: un affresco del XV secolo attribuito a Pietro Alamanno e 12 pannelli lignei dipinti tra Sette e Ottocento. Poco più in là, la Sala degli Stemmi conserva gli affreschi dei governatori pontifici. Se ami l’archeologia, chiedi di visitare l’area al piano terra: strutture romane e medievali sovrapposte, un vero libro di pietra.
Oggi il palazzo ospita l’Assessorato alla Cultura e mostre temporanee. L’ingresso è gratuito, ma l’area archeologica si visita su prenotazione (email: turismo@comune.ap.it). Orari: dal martedì alla domenica, 9:00-13:30. Indirizzo: Piazza del Popolo, 10. Un consiglio? Alza gli occhi verso le epigrafi sulla facciata: c’è anche un “Difficile placere multis” che sa di antico detto.

Forte Malatesta: storia e cultura tra le mura rinascimentali
- Vai alla scheda: Forte Malatesta: fortezza medievale con vista mozzafiato su Ascoli Piceno
- Ponte di Cecco, Ascoli Piceno (AP)
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Lasciati alle spalle la celebre Piazza del Popolo e dirigiti verso il torrente Castellano. Qui ti aspetta il Forte Malatesta, un'architettura fortificata che da sola vale la deviazione. Progettato da Antonio da Sangallo il Giovane nel 1540 per volere di Papa Paolo III, il forte nasconde secoli di storia: prima fu fortezza medievale, poi caserma francese, e per ben 150 anni è stato carcere giudiziario (fino al 1978). Dopo un restauro decennale (2000-2010), oggi è un polo museale polivalente. Al suo interno, il Museo dell'Alto Medioevo espone reperti longobardi da brivido: provengono dalla necropoli di Castel Trosino e includono corredi funerari completi, come quelli di una dama con gioielli in oro e fibule, e di un cavaliere con spada e finimenti. L'allestimento è moderno, con touchscreen interattivi che ti fanno entrare nella vita dei Longobardi. Ma non è tutto: fino a ottobre 2025, il forte ospita la mostra 'Vedere per credere. L'ombra di Cecco' dell'artista Antonio Marras, che gioca con ombre e luce nelle antiche sale. Visita la chiesa dodecagonale di Santa Maria del Lago, inglobata nel forte, e ammira la pianta a stella irregolare. Un consiglio: controlla gli orari (martedì-venerdì 10-13 e 15-19, sabato-domenica 11-19) e prevedi almeno un'ora e mezza. Biglietto intero 6€, ridotto 4€. Imperdibile per chi ama storia e archeologia.
Ponte Romano di Solestà
- Ponte di Porta Solestà, Ascoli Piceno (AP)
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Se pensi che Ascoli Piceno sia solo Piazza del Popolo, ti sbagli. A pochi passi, il Ponte Romano di Solestà ti aspetta con la sua storia millenaria. Costruito sotto l’imperatore Augusto, questo gigante di travertino scavalca il fiume Tronto con un unico arco di oltre 22 metri di luce. Sì, hai capito bene: un solo arco, alto 25 metri dal pelo dell’acqua, capace di reggere il traffico ancora oggi. I blocchi di pietra sono messi insieme a secco, senza malta: un capolavoro di ingegneria che ha sfidato terremoti e piene per duemila anni.Passeggiandoci sopra, ti accorgi della larghezza: 6,50 metri, più che sufficiente per l’incrocio dei carri romani. Il piano stradale conserva ancora i segni delle ruote di allora, scolpiti nel travertino. Se sei curioso, puoi entrare dentro il ponte: un corridoio di ispezione (visitabile su prenotazione) ti mostra l’anima della struttura, con i blocchi originali e il moderno scheletro in cemento armato inserito negli anni ’30. Sì, perché nel 1938 l’ingegnere Viccei svuotò l’interno per mettere una anima di cemento, salvando il ponte dal traffico moderno. Un cippo ricorda quei lavori, con un’iscrizione latina cancellata nel ’43: pezzi di storia che si mescolano.
Sulla sponda, non perdere il capitello votivo del Settecento con due cariatidi e un affresco della Sacra Famiglia: un dettaglio quasi nascosto, ma che aggiunge fascino. Il ponte collega il centro al quartiere Porta Cappuccina: attraversarlo è come fare un salto indietro nel tempo, ma con i motorini che sfrecciano accanto. Un contrasto che rende tutto più vero.

Porta Gemina: il silenzioso ingresso romano da non perdere
- Piazza Cecco d'Ascoli, Ascoli Piceno (AP)
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Se ti trovi ad Ascoli Piceno e hai già visitato Piazza del Popolo, non perderti Porta Gemina. È un pezzo di storia che ti aspetta in piazza Cecco d'Ascoli, l'ingresso orientale al centro storico. Costruita nel I secolo a.C., è una delle porte romane meglio conservate della regione. I suoi due archi gemelli in travertino locale sono alti 5,70 metri e larghi 2,95 metri: dimensioni precise che hanno permesso alla struttura di restare in piedi per oltre 2000 anni. Passava di qui la Via Salaria, l'antica strada del sale che collegava Roma all'Adriatico. La porta era un punto di controllo e difesa, ma anche un simbolo di potenza. Oggi, passeggiando tra i suoi fornici, puoi ancora vedere i solchi che ospitavano le saracinesche. Nel Medioevo fu inglobata nelle mura: un torrione merlato del XIII secolo le sorge accanto, e per un periodo uno degli archi fu bloccato da una piccola chiesa, poi demolita nell'Ottocento. La struttura è stratificata: sotto i blocchi romani ci sono resti piceni in arenaria, e sopra ci sono aggiunte medievali. È un posto che invita a fermarsi, toccare la pietra scolpita, e immaginare i viandanti di duemila anni fa. Porta Gemina è accessibile tutto l'anno, gratis, e offre ottimi scorci fotografici. Per informazioni, contatta l'ufficio turistico al 07362553045 o via email a iat.ascolipiceno@regione.marche.it.
Porta Solestà: storia e fascino medievale
- Via Elisabetta Trebbiani, Ascoli Piceno (AP)
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Quando si pensa ad Ascoli Piceno, la mente corre subito alla splendida Piazza del Popolo. Ma se volete scoprire un angolo meno celebrato, Porta Solestà è una tappa obbligata. Conosciuta anche come Porta Cappuccina, questa porta medievale fu costruita nel 1230 per volere del podestà Fildesmido da Mogliano, utilizzando materiali di una preesistente porta romana del I secolo d.C. – ne restano tracce visibili nel basamento. Affacciata sul Ponte Romano, ancora oggi percorribile, è un esempio di ingegneria antica che ha resistito ai secoli. La struttura è semplice: un grande arco in blocchi squadrati di travertino, con una cornice a due listelli che corre lungo i fianchi. Sulla parete sono murate iscrizioni latine che ricordano la fondazione e la pace del 1450 con Fermo, e gli stemmi delle due città. Passeggiando sotto l'arco, noterete l'atmosfera tranquilla: qui si respira storia autentica, lontano dalle folle. Non dimenticate di visitare il piccolo museo del Sestiere di Porta Solestà, in Via De Berardinis, 18, che espone i costumi e i palii della Giostra della Quintana. Il ponte romano accanto, lungo 62 metri e con un arco di 22 metri, è un capolavoro ingegneristico: costruito in travertino a secco, ha attraversato duemila anni di storia. Una sosta qui è un tuffo nel passato, tra Medioevo e Roma antica.
Fortezza Pia: storia e mistero tra le rovine
- Viale della Fortezza Pia, Ascoli Piceno (AP)
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Se pensi che Ascoli Piceno sia solo Piazza del Popolo, ti sbagli di grosso. Salendo verso il Colle dell'Annunziata, il punto più alto della città, ti imbatti nella Fortezza Pia, un rudere che racconta secoli di battaglie e trasformazioni. Già in epoca piceno-sabina qui sorgeva un cassero, distrutto da Gneo Pompeo Strabone e poi riedificato dai Romani. La fortezza che vedi oggi deve il nome a Papa Pio IV, che nel 1560 ne ordinò la ricostruzione, aggiungendo bastioni scarpati e troniere per il fuoco incrociato. Ma la sua storia è un continuo alternarsi di demolizioni e restauri: smantellata dai Longobardi, ricostruita dal Comune tra il 1185 e il 1195, rasa al suolo da Federico II, rimessa in sesto da Galeotto Malatesta nel 1349. I lavori cinquecenteschi furono affidati a maestri lombardi, forse seguendo un progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. Poi arrivarono i francesi: nel 1799 smantellarono tutto, e per anni la fortezza divenne una cava di pietre. Oggi restano le muraglie a nord, i bastioni a est e un portale a bugne con l'iscrizione che ricorda Pio IV. Il posto è semi nascosto dalla vegetazione, ma vale la passeggiata: da qui la vista sulla città è spettacolare. L'ingresso è gratuito, ma ti consiglio di chiamare lo IAT (0736.253045) per sapere se è aperto, perché gli orari sono ballerini. Insomma, un angolo di storia che sa di avventura, lontano dal caos.
Il Tempietto di Sant'Emidio Rosso: un gioiello nascosto
- Via Berardo Tucci, Ascoli Piceno (AP)
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Se pensate ad Ascoli Piceno e vi viene in mente solo Piazza del Popolo, vi state perdendo i suoi angoli più intimi. Il Tempietto di Sant'Emidio Rosso è uno di questi: una piccola chiesa ottagonale, tutta dipinta di rosso, che sorge a due passi dal ponte Romano, nel quartiere di Porta Solestà. Il rosso non è un caso: simboleggia il sangue versato dal patrono della città, Sant'Emidio, che secondo la tradizione fu decapitato proprio qui nel IV secolo. La pietra su cui poggiò la testa è ancora conservata sotto l'altare, una reliquia venerata dai ascolani. Salite i pochi gradini e noterete il basamento in travertino liscio, l'unico elemento sobrio in una facciata che contrasta con l'azzurro del cielo. L'interno è essenziale: un unico altare con una tela che raffigura la decapitazione, e sopra il portale un'epigrafe che ricorda il vescovo Sigismondo Donati, che volle la costruzione nel 1633. Ma la storia è più complessa: già nel Cinquecento i canonici del duomo avevano sistemato un capitello votivo. Entrate e provate a immaginare la scena: il santo cefaloforo che cammina con la sua testa tra le mani. È un luogo che parla di fede popolare, lontano dai circuiti turistici. Spesso la chiesetta è aperta, ma se trovate il cancello chiuso, chiedete nei dintorni: qualcuno vi farà entrare. Non aspettatevi capolavori d'arte, ma un'autentica immersione nella devozione ascolana.
Museo dell'Arte Ceramica: un tuffo nella tradizione ascolana
- Vai alla scheda: Museo dell'Arte Ceramica Ascoli Piceno: Maioliche Rinascimentali e Storia Viva
- Piazza San Tommaso, Ascoli Piceno (AP)
- https://www.ascolimusei.it/siti-museali/museo-dellarte-ceramica/
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Se pensate che ad Ascoli Piceno ci sia solo la Piazza del Popolo, vi sbagliate di grosso. A due passi, nel chiostro dell'ex convento di San Tommaso, c'è il Museo dell'Arte Ceramica, inaugurato nel 2007 e già una delle raccolte più interessanti d'Europa. Più di mille pezzi vi aspettano, suddivisi in cinque sezioni che raccontano la storia della ceramica locale dal Quattrocento al Novecento. Io sono rimasto incollato davanti ai bacini in maiolica arcaica, quelli con la caratteristica colorazione verde ottenuta con l'ossido di rame: li vedete ancora oggi sulle facciate delle chiese. Poi ci sono le opere delle manifatture Paci, Matricardi e Fama – vasi, piatti, urne, caffettiere – e il legato di Antonio Ceci, un medico collezionista che donò al Comune pezzi da Deruta, Faenza, Montelupo, Savona e Genova. Ma il mio pezzo forte? Le mattonelle dipinte da Francesco e Carlo Antonio Grue e Bernardino Gentili, provenienti dal convento di Sant'Angelo Magno: roba da ceramisti stellati. Il museo ha anche un laboratorio con tornio e forni, dove a volte si organizzano dimostrazioni. Insomma, se vi piace l'artigianato, qui trovate un pezzo di storia che non vi dimenticherete facilmente.
Il Teatro Ventidio Basso: un gioiello neoclassico nel cuore di Ascoli
- Vai alla scheda: Teatro Ventidio Basso: sala neoclassica con 800 posti e acustica eccezionale ad Ascoli Piceno
- Via del Trivio 33, Ascoli Piceno (AP)
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Se dopo una passeggiata in Piazza del Popolo senti il bisogno di un tuffo nella storia e nella cultura, il Teatro Ventidio Basso è il posto giusto. A due passi dalla piazza, in via del Trivio, questo teatro neoclassico è un piccolo capolavoro che merita una visita. Intitolato a Publio Ventidio Basso, un ascolano diventato generale romano, il teatro ha una storia che affonda le radici nel lontano 1579, quando la città aveva un teatro in legno. L'attuale edificio, progettato da Ireneo Aleandri (lo stesso dello Sferisterio di Macerata), fu completato nel 1846 e inaugurato con l'opera "Ernani" di Verdi. La facciata in travertino, con il suo pronao a sei colonne ioniche, è elegantissima, ma è l'interno che ti lascia a bocca aperta: una sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi, ciascuno decorato con stucchi dorati e medaglioni di compositori. Il soffitto dipinto da Ferdinando Cicconi raffigura le Muse, mentre il sipario storico racconta la vittoria di Ventidio Basso sui Parti. Oggi il teatro è ancora pienamente attivo: ospita una stagione di prosa, danza e musica, ma anche visite guidate gratuite (dal venerdì alla domenica). L'ingresso è libero, e puoi entrare per ammirare il foyer decorato con allegorie delle arti. Se sei un appassionato di architettura o semplicemente curioso, non perdere l'occasione di sederti in platea e immaginare gli spettacoli di un tempo.



