🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per chi cerca una vacanza tra cultura, mare e divertimento
- Punti forti: monumenti romani ben conservati, lungomare attrezzato, parchi tematici di qualità
- Adatto a famiglie, coppie e viaggiatori solitari
- Consiglio: visita il centro storico la mattina e la spiaggia nel pomeriggio
- Da non perdere: l'Arco d'Augusto al tramonto e il Ponte di Tiberio illuminato
- Gastronomia: assaggia la piadina romagnola in uno dei chioschi sul mare
Eventi nei dintorni
Rimini è molto più che spiagge e vita notturna: è una città che affonda le radici nell'antica Roma, con monumenti come l'Arco d'Augusto e il Ponte di Tiberio che raccontano duemila anni di storia. Ma oltre al patrimonio culturale, Rimini sorprende con parchi tematici come Italia in Miniatura e Fiabilandia, perfetti per le famiglie. Questo articolo ti guida attraverso le tappe imperdibili della città, dal centro storico al lungomare, offrendoti consigli pratici per organizzare la tua visita. Che tu sia un appassionato di storia, un amante del mare o in cerca di divertimento per i bambini, Rimini ha qualcosa per tutti. Scopri i luoghi simbolo, i musei e le attrazioni che rendono questa città della Riviera Romagnola una destinazione completa.
Panoramica
- L'Arco d'Augusto, simbolo di Rimini
- Ponte di Tiberio: un salto nell'antica Roma
- Castel Sismondo: la fortezza malatestiana che oggi ospita il Fellini Museum
- Museo della Città Luigi Tonini: un viaggio nel tempo a Rimini
- Teatro Amintore Galli: un gioiello neoclassico da non perdere
- Piazza Cavour: il cuore storico di Rimini
- Fontana della Pigna: simbolo di storia e acqua viva
- Domus del chirurgo: un tuffo nella Rimini romana
- Anfiteatro Romano di Rimini: storia tra gladiatori e mare
- Porta Montanara: l'antica porta romana di Rimini
- Palazzo dell'Arengo: simbolo del libero comune riminese
- Biblioteca Civica Gambalunga: un gioiello nascosto tra i libri
- Faro di Rimini: un simbolo tra storia e mare
- Italia in Miniatura: un viaggio in scala ridotta
- Fiabilandia: il parco delle fiabe a Rimini
Itinerari nei dintorni
L'Arco d'Augusto, simbolo di Rimini
- Vai alla scheda: Arco d'Augusto: il più antico arco romano d'Italia
- Corso d'Augusto, Rimini (RN)
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Passeggiando per il centro di Rimini, ti imbatti in un monumento che ha quasi duemila anni: l’Arco d’Augusto. Costruito nel 27 a.C. dal Senato romano in onore di Ottaviano Augusto, è il più antico arco romano conservato nell’Italia settentrionale. Segnava il termine della via Flaminia, la strada che collegava Rimini a Roma, e ancora oggi è uno dei simboli della città, insieme al Ponte di Tiberio.La prima cosa che salta all’occhio è l’ampiezza del fornice: talmente larga da non poter essere chiusa con porte. Era un messaggio politico: la Pax Augustea, la pace raggiunta dopo secoli di guerre. Realizzato in pietra d’Istria, l’arco è decorato con quattro clipei (medaglioni) raffiguranti divinità: Giove e Apollo guardano verso Roma, Nettuno e la dea Roma verso la città. Su entrambi i lati spiccano due teste di bue, simbolo di forza e potenza.
Salendo con lo sguardo, noti la merlatura medievale in mattoni, aggiunta intorno al X secolo dopo che l’attico originale crollò forse per un terremoto. In origine sulla sommità c’era una statua bronzea di Augusto, oggi perduta. L’arco faceva parte delle mura cittadine, ma negli anni ’30 del Novecento fu isolato demolendo gli edifici attorno, per valorizzarlo come monumento. Per fortuna, durante la Seconda guerra mondiale un’esplosione non lo danneggiò gravemente.
Visitarlo è gratuito e si può fare in qualsiasi momento. Si trova in Largo Giulio Cesare, all’inizio di corso d’Augusto. Un dettaglio che mi ha affascinato: sulla pavimentazione al centro dell’arco c’è un chiodo che segna l’incrocio tra via Flaminia e via Emilia. Un piccolo segreto per chi ama le storie antiche.

Ponte di Tiberio: un salto nell'antica Roma
- Vai alla scheda: Ponte di Tiberio: ponte romano del I secolo ancora percorribile a Rimini
- Viale Tiberio, Rimini (RN)
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Se c'è un posto a Rimini che ti fa viaggiare nel tempo senza bisogno di una macchina del tempo, è il Ponte di Tiberio. Costruito in pietra d'Istria tra il 14 e il 21 d.C. sotto gli imperatori Augusto e Tiberio, questo ponte romano è ancora oggi perfettamente percorribile. Con le sue cinque arcate e una lunghezza di 74 metri, sembra uscito da un film in costume. La particolarità? I piloni con speroni frangiflutti obliqui, progettati per domare la corrente del fiume Marecchia. E indovina un po'? Ha resistito a terremoti, guerre e persino al tentativo di minamento nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi è pedonale e collega il centro storico al caratteristico Borgo San Giuliano, famoso per i murales dedicati a Fellini. Nelle vicinanze, la Piazza sull'Acqua offre una vista spettacolare, e se passi di sera, ammira la nuova illuminazione che esalta ogni dettaglio. Insomma, un tuffo nella storia che non ti aspetti.
Castel Sismondo: la fortezza malatestiana che oggi ospita il Fellini Museum
- Vai alla scheda: Castel Sismondo: fortezza malatestiana e museo Fellini
- Piazza Malatesta, Rimini (RN)
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Se passi da Rimini, non puoi perderti Castel Sismondo, l'imponente rocca voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta a partire dal 1437. Progettata forse da Filippo Brunelleschi, questa fortezza-palazzo è un gioiello del Rinascimento: torri quadrate, mura a scarpa, e un'atmosfera che ti riporta indietro nel tempo. L'edificio si estende su 3.300 mq divisi in quattro parti: Palazzo di Isotta, corpo centrale, cortile grande e Maschio con scala elicoidale. Non è solo storia però: dal 2021, le sue sale ospitano un'ala del Fellini Museum, un museo immersivo dove rivivere i set dei film più iconici del regista. Tra le installazioni, la Fontana di Trevi de La dolce vita e la nebbia di Amarcord. Il castello è visitabile solo con il biglietto del museo (intero 12€, ridotto 8€), e gli orari cambiano con le stagioni: da giugno ad agosto aperto mar-dom 10-19; da settembre a maggio mar-ven 10-13 e 16-19, sab-dom 10-19. Parcheggi nei dintorni e accessibilità per disabili. Consiglio: prenota una visita guidata (8€ in più) per scoprire i segreti del passato carcerario e gli antichi affreschi. Un luogo che unisce storia, arte e cinema in modo sorprendente.
Museo della Città Luigi Tonini: un viaggio nel tempo a Rimini
- Vai alla scheda: Museo della città di Rimini Luigi Tonini: mosaici romani e Domus del Chirurgo
- Via Luigi Tonini, Rimini (RN)
- https://museicomunalirimini.it/
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Se pensi che Rimini sia solo mare e movida, il Museo della Città “Luigi Tonini” ti farà ricredere. Allestito nell’ex Collegio dei Gesuiti, un elegante edificio settecentesco progettato da Alfonso Torreggiani, questo museo è il custode della storia millenaria della città. Passeggiando tra le sue sale – inaugurate nel 1990 – ti immergi in un racconto che parte dalla preistoria e arriva fino al Novecento.Al piano sotterraneo, la sezione archeologica è una vera chicca: custodisce i reperti della Domus del Chirurgo, scoperta nel 1989 in piazza Ferrari, con oltre 150 strumenti chirurgici romani, uno dei corredi medici più completi al mondo. Accanto, mosaici pavimentari di rara bellezza, come quello che raffigura l’arrivo di navi nel porto di Ariminum. Salendo lo scalone settecentesco, la pinacoteca ti aspetta con i capolavori della Scuola Riminese del Trecento, influenzata da Giotto, e opere di Giovanni Bellini, Domenico Ghirlandaio, Guercino e Guido Cagnacci. Imperdibile la Pietà di Bellini e la pala di San Vincenzo Ferreri del Ghirlandaio.
Il museo dedica spazi anche al Novecento: la sala del Libro dei Sogni espone due album originali di Federico Fellini, pieni di schizzi e appunti che hanno ispirato i suoi film, mentre una sezione è riservata al grafico René Gruau. Nel cortile-giardino, il lapidario romano con iscrizioni dal I secolo a.C. al V d.C. è un angolo suggestivo dove a volte si celebrano matrimoni civili.
Visitarlo è semplice: orari divisi tra invernali (mar-ven 10-13 e 16-19, sab-dom 10-19) ed estivi (sempre 10-19, con aperture serali mercoledì e venerdì in luglio-agosto). Biglietto intero 7€, ridotto 5€, gratuito la prima domenica del mese. Con lo stesso ticket puoi accedere anche alla vicina Domus del Chirurgo. Un consiglio da insider: non perderti l’affresco del Giudizio Universale nella sala omonima, usata per eventi culturali.

Teatro Amintore Galli: un gioiello neoclassico da non perdere
- Vai alla scheda: Teatro Amintore Galli: storia, restauri e visite a Rimini
- Piazza Cavour, Rimini (RN)
- https://www.teatrogalli.it/
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Se passate da Rimini, il Teatro Amintore Galli merita assolutamente una visita. Inaugurato nell'estate del 1857 con il nome di Teatro Nuovo, fu subito protagonista di un evento unico: Giuseppe Verdi diresse personalmente la prima assoluta dell’opera Aroldo, composta appositamente per l’occasione. Un primato che rende questo teatro speciale (l’unico in Italia ad aver ospitato una prima verdiana). Progettato dall’architetto modenese Luigi Poletti, è un capolavoro del neoclassico, con una facciata imponente, colonne corinzie e un ampio portico. All’interno, la sala a ferro di cavallo ha quattro ordini di palchi (23 per ordine) e niente palco reale, una scelta voluta per dare respiro democratico allo spazio. Dopo i bombardamenti del 28 dicembre 1943, il teatro rimase per decenni un rudere: solo la facciata e il foyer si salvarono. Riaperto il 28 ottobre 2018, dopo una lunga e accurata ricostruzione, oggi è di nuovo il cuore culturale della città, con una stagione che spazia dalla lirica alla prosa, dalla musica alla danza. Visitandolo, noterete i dettagli restaurati, come gli stucchi e le pitture del foyer (appena ritoccati nel 2025). Potete anche accedere all’area archeologica sotto il teatro, dove durante gli scavi sono emersi i resti di una basilica paleocristiana, oggi parte di un piccolo museo multimediale. Il teatro si trova in Piazza Cavour, facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione (20 minuti) o con gli autobus (linee 11, 124, 20, METROMARE). È accessibile con rampe e servizi per disabili. Insomma, un pezzo di storia riminese che vale la pena scoprire.
Piazza Cavour: il cuore storico di Rimini
- Piazza Cavour, Rimini (RN)
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Se c'è un posto che racchiude l'anima di Rimini, è Piazza Cavour. Già dal Medioevo era il centro della vita cittadina, e ancora oggi conserva quel fascino senza tempo. Al centro spicca la Fontana della Pigna, voluta nel 1543 e ammirata da Leonardo da Vinci (sì, pare che si fermò ad ascoltare il suono delle sue quindici cannelle!). Accanto, la statua di Paolo V domina la scena: eretta nel 1614, durante l'occupazione napoleonica fu travestita da San Gaudenzio per non essere fusa.Intorno, i palazzi del potere: il Palazzo dell'Arengo (1204) con le sue finestre a polifora, il Palazzo del Podestà e l'elegante Teatro Galli, inaugurato da Verdi nel 1857 e riaperto nel 2018 dopo una lunga chiusura. Sul lato opposto, la Vecchia Pescheria del 1747: una loggia con banchi in pietra d'Istria, dove un tempo si vendeva il pesce. Oggi è circondata da caffè e locali, ed è il punto di ritrovo preferito dai giovani la sera.
La piazza è pedonale e si raggiunge facilmente a piedi dal Corso d'Augusto. Se arrivi in auto, parcheggia al Parcheggio Gramsci-Santa Rita (1,20 €/ora) o al gratuito Viale Valturio. Con i bus, le linee 1, 14, 29 fermano a pochi minuti. Insomma, non puoi non passare di qui: che sia per un caffè mattutino o per l'aperitivo, Piazza Cavour è il vero salotto di Rimini.

Fontana della Pigna: simbolo di storia e acqua viva
- Vai alla scheda: Fontana della Pigna a Rimini: vasca rinascimentale del 1543 in marmo di Verona
- Piazza Cavour, Rimini (RN)
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In Piazza Cavour, cuore del centro storico di Rimini, sorge la Fontana della Pigna, un monumento che unisce l'eredità romana al gusto rinascimentale. La struttura è un tripudio di marmo bianco: due vasche poligonali quattrocentesche avvolgono un tamburo centrale più antico, risalente all'epoca romana e ricoperto di bassorilievi. Quindici cannelle gettano acqua nella seconda vasca, creando un'armonia che incantò persino Leonardo da Vinci. Nel 1502, di passaggio in città, annotò: «Fassi un'armonia con le diverse cadute d'acqua, come vedesti alla fonte di Rimini». Oggi la frase è incisa sul monumento, a ricordare quel genio. La fontana fu l'unica fonte di acqua potabile per la città fino al 1912, anno di inaugurazione dell'acquedotto pubblico. L'acqua arriva da un pozzo distante 900 metri: un tempo il condotto era in pietra, poi in ghisa, infine sotterraneo attraverso Castel Sismondo. La pigna in cima non è originale: sostituì nel 1809 una statua di San Paolo, danneggiata durante il periodo napoleonico (oggi conservata al Museo della Città). Restauri recenti (2002) hanno ripulito la pietra e rifatto l'impianto idrico, ma l'essenza è rimasta intatta. Ancora oggi, molti riminesi si fermano per riempire borracce: l'acqua è buona e fresca. Visitarla è gratis, sempre accessibile; in auto si arriva dall'uscita A14 Rimini Sud e si parcheggia nelle aree vicine. Se siete in centro, fate un giro: la fontana è un tuffo nella storia che scorre ancora.
Domus del chirurgo: un tuffo nella Rimini romana
- Vai alla scheda: Domus del Chirurgo a Rimini: 150 strumenti chirurgici romani originali del III secolo
- Piazza Luigi Ferrari, Rimini (RN)
- https://www.domusrimini.com/
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Se pensi che Rimini sia solo spiaggia e movida, preparati a cambiare idea. Sotto piazza Ferrari, nel cuore del centro storico, si nasconde un gioiello archeologico di valore eccezionale: la Domus del chirurgo. Scoperta quasi per caso nel 1989 durante i lavori di riqualificazione urbana, questa dimora romana del II secolo d.C. è stata riportata alla luce dopo un lungo scavo, regalandoci uno spaccato di vita quotidiana dell’antica Ariminum. Il nome deriva dal ritrovamento di oltre 150 strumenti chirurgici in bronzo e ferro, insieme a mortai e contenitori per farmaci: un corredo unico al mondo, oggi esposto al Museo della Città. Il proprietario, un medico di origine greca di nome Eutyches, come suggerisce un graffito, viveva e lavorava qui, in una taberna medica con sale per la visita e il ricovero dei pazienti. La casa, su due piani, era sontuosa: spiccano il triclinium con un mosaico a kantharos e un raro pannello in vetro raffigurante pesci, e la stanza con il mosaico di Orfeo tra gli animali, simbolo del medico che placa i dolori. Intorno al 257 d.C. un violento incendio, probabilmente durante le incursioni degli Alemanni, distrusse la domus, ma le macerie hanno preservato intatti mosaici, affreschi e arredi. Nei secoli successivi l’area fu riutilizzata: una residenza tardoantica, poi sepolture e infine abitazioni medievali. Oggi il sito è protetto da una moderna copertura in vetro e acciaio, e si visita tramite passerelle trasparenti che ti fanno camminare letteralmente sopra la storia. L’ingresso è combinato con quello del Museo della Città (biglietto unico), dove potrai ammirare gli strumenti chirurgici e la ricostruzione della stanza del medico. Orari: martedì-domenica 10-13 e 16-19 (con aperture serali estive). Un’ora basta per restare a bocca aperta.
Anfiteatro Romano di Rimini: storia tra gladiatori e mare
- Vai alla scheda: Anfiteatro Romano Rimini: Arena del II secolo con ingresso gratuito nel centro
- Percorso ciclo-pedonale Margherita Zoebeli, Rimini (RN)
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Se pensi a Rimini ti viene in mente il mare, il divertimento, la movida. Eppure, a due passi dalla spiaggia, c’è un pezzo di storia romana che pochi conoscono: l’Anfiteatro Romano. Costruito nel II secolo d.C. sotto l’imperatore Adriano (una moneta con la sua effigie è stata trovata nelle murature), questo impianto poteva ospitare tra i 10.000 e i 12.000 spettatori. Dimensioni enormi, paragonabili a quelle del Colosseo: l’arena misurava ben 76,40 x 47,40 metri, e la struttura esterna si sviluppava su 60 arcate alte circa 16-17 metri. Oggi, di quel colosso rimangono solo i resti del settore settentrionale – due arcate ancora in piedi, parte dei muri dell’arena e qualche gradino – ma l’atmosfera è ancora magica. Passeggiando tra i ruderi, ti sembra quasi di sentire il ruggito della folla e lo scontro dei gladiatori. E sapere che l’anfiteatro sorgeva quasi a bordo mare – per un effetto scenico mozzafiato all’arrivo delle navi – rende il sito ancora più suggestivo. Dopo secoli di abbandono (nel Medioevo qui c’era persino un lazzaretto), la zona è stata riscoperta nell’Ottocento, ma i danni della Seconda guerra mondiale e la costruzione del CEIS ne hanno nascosto buona parte. Ancora oggi non è visitabile nella sua interezza, ma quello che si vede regala un tuffo nel passato unico. E la parte migliore? L’ingresso è gratuito e il sito è sempre aperto: perfetto per una sosta improvvisa tra una giornata al mare e un giro in centro. Non aspettarti una ricostruzione perfetta, ma lasciati sorprendere dalle tracce di una Rimini antica che resiste.
Porta Montanara: l'antica porta romana di Rimini
- Vai alla scheda: Porta Montanara: l'unica porta romana di Rimini in via Garibaldi
- Via Giuseppe Garibaldi, Rimini (RN)
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Se passeggiate per via Garibaldi, a due passi da piazza Mazzini, vi imbatterete in un monumento che sembra fuori posto tra le vetrine e i locali: è Porta Montanara, l'ingresso sud della Rimini romana. Non è solo una pietra antica, ma un pezzo di storia vissuta. Costruita intorno all'82 a.C. per volere di Silla, è l'unico esempio nell'Italia settentrionale di porta urbica di età sillana giunta fino a noi. Originariamente a doppio fornice, oggi ne vediamo solo uno: l'altro arco fu murato già nel I-II secolo d.C., e la sua sagoma è ancora visibile nella pavimentazione, segnata da cubi di selce.La porta ha avuto una vita movimentata. Nel 1943 i bombardamenti la danneggiarono gravemente, e sei anni dopo si decise di demolirla. Per fortuna, fu invece smontata pietra per pietra e ricostruita prima nel cortile del Tempio Malatestiano, poi in un parcheggio, e infine nel 2004 tornò quasi al suo posto, circa 40 metri più a sud. Le pietre giallastre di arenaria, alte quasi 6 metri, raccontano la resistenza del tempo. Oggi è visitabile liberamente, sempre aperta, e offre un contrasto affascinante con il traffico moderno.
Se venite a Rimini, non perdetevi questo angolo di storia: è il punto di partenza ideale per l'itinerario romano della città, che prosegue verso l'Arco d'Augusto e il Ponte di Tiberio. Porta Montanara è anche un simbolo del Borgo Sant'Andrea, il quartiere che si sviluppa oltre il cardo massimo. Insomma, un tuffo nel passato a due passi dal mare.

Palazzo dell'Arengo: simbolo del libero comune riminese
- Vai alla scheda: Palazzo dell'Arengo a Rimini: affreschi trecenteschi e cuore medievale in Piazza Cavour
- Vicolo San Martino, Rimini (RN)
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Affacciato su Piazza Cavour, il Palazzo dell'Arengo è il più antico e imponente dei tre palazzi storici che incorniciano la piazza. Costruito a partire dal 1204 per volere del podestà Modio de' Carbonesi, era il cuore politico del libero comune: al piano terra, sotto il portico ad archi ogivali (tra i primi in Romagna), i notai tenevano banco e si amministrava la giustizia. Qui si trovava il lapis magnum, un grosso masso su cui i debitori insolventi erano condannati a battere tre volte il sedere nudo – una pena umiliante che ancora oggi fa sorridere i visitatori. Salendo lo scalone esterno si arriva al Salone dell'Arengo, un'enorme sala di 565 mq con soffitto a capriate e bellissime finestre a polifora. Dal 1681 al 1857 la sala fu trasformata in teatro: proprio qui il giovane Carlo Goldoni, studente a Rimini, assistette a spettacoli che ne influenzarono la produzione. La torre campanaria, aggiunta nel 1296, serviva per annunciare riunioni e condanne, ma fece anche da prigione. Dopo restauri ottocenteschi e un importante intervento tra il 1919 e il 1923 che ne ripristinò l'aspetto medievale, oggi il palazzo – insieme al vicino Palazzo del Podestà – ospita i Palazzi dell'Arte Rimini (PART), un museo d'arte contemporanea. Purtroppo al momento è chiuso per lavori di riqualificazione, ma vale comunque la pena ammirarlo dall'esterno: la merlatura ghibellina a coda di rondine e il portico lo rendono una tappa imperdibile di una passeggiata a Rimini.
Biblioteca Civica Gambalunga: un gioiello nascosto tra i libri
- Vai alla scheda: Biblioteca Civica Gambalunga: la prima biblioteca pubblica d'Italia
- Via Alessandro Gambalunga 27, Rimini (RN)
- https://bibliotecagambalunga.it/
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- gambalunghiana@comune.rimini.it
- +39 0541704486;+39 0541704483
Se pensi che Rimini sia solo mare e movida, ti sbagli. Nel centro storico, tra palazzi antichi, c'è un posto che profuma di carta e storia: la Biblioteca Civica Gambalunga. È la prima biblioteca civica d'Italia, fondata nel 1619 da Alessandro Gambalunga, un avvocato che amava i libri al punto da lasciare in eredità la sua collezione e il suo palazzo alla città. Un gesto rivoluzionario per l'epoca: aperta a tutti, senza distinzioni. Oggi qui si respira ancora quell'atmosfera. Entri, e il tempo rallenta. Il cortile con il pozzo in pietra d'Istria, le sale con scaffali di noce originali del Seicento, e poi due mappamondi lignei del Seicento in cui non c'è traccia dell'Australia – perché ancora non era stata scoperta. Incredibile, vero? La biblioteca conserva oltre 286.000 volumi, tra cui 1.350 codici miniati. E non preoccuparti: l'ingresso è gratuito. Se vieni di sabato mattina, puoi visitare le sale storiche. È un luogo che parla di cultura, ma anche di vita quotidiana: studenti che studiano, ragazzi che leggono fumetti nella nuova sezione, famiglie. Non te lo aspetti, ma è una delle cose più vere di Rimini. Indirizzo: via Gambalunga 27. Orari: lun-ven 8:00-19:00, sab 8:00-13:00; in estate solo mattina. Info: 0541 704486, bibliotecagambalunga.it.
Faro di Rimini: un simbolo tra storia e mare
- Vai alla scheda: Faro di Rimini: struttura bianca e rossa del 1933 con vista sul borgo marinaro
- Via Destra del Porto, Rimini (RN)
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Il Faro di Rimini, alto oltre 27 metri, è molto più di un semplice segnale marittimo: è un pezzo di storia che si staglia sul porto canale. Edificato nel 1764 – anche se alcuni documenti indicano un completamento nel 1754 – nasce come torre di avvistamento contro le incursioni dei pirati, prima di diventare faro di atterraggio nel 1862. Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiato e poi ricostruito nel 1947. La sua torre bianca quadrangolare su base tronco piramidale e la terrazza lo rendono inconfondibile. Salendo tre rampe di scale si arriva ai piani superiori, dove un tempo riposava il guardiano; oggi ci sono moderne apparecchiature. Una scala a chiocciola conduce alla lanterna, con lenti di Fresnel e una lampada di riserva. Dalla cima si gode una vista mozzafiato sul mare, sul porto e sulle colline con il Monte Titano. Il faro è generalmente chiuso, ma apre in occasioni speciali come la Giornata del Mare (11 aprile) o eventi come la Biennale del Mare. Per visitarlo, si può contattare urp@marina.difesa.it o l'associazione "Il mondo dei fari APS". Il porto-canale attorno è perfetto per passeggiate, tra barche e la statua della "Sposa del Marinaio".
Italia in Miniatura: un viaggio in scala ridotta
- Vai alla scheda: Italia in Miniatura Rimini: 270 monumenti in scala con effetti sonori e attrazioni interattive
- Via Popilia 239, Rimini (RN)
- https://www.italiainminiatura.com/
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- +390541736736
Aprire le porte di Italia in Miniatura significa varcare la soglia di un sogno: dal 1970, Ivo Rambaldi ha trasformato 85.000 metri quadrati in un'Italia in scala 1:25, dove puoi passeggiare da Venezia a Pompei in pochi minuti. Le riproduzioni sono curatissime: il Colosseo, il Duomo di Milano, la Torre di Pisa e oltre 270 monumenti, tutti con dettagli incredibili. Il Canal Grande veneziano è navigabile in gondola (e Casanova ti fa da cicerone), mentre l'attrazione Venezia in miniatura ha acqua vera. Per i più piccoli, la Scuola Guida Interattiva insegna le regole della strada con macchinine parlanti – e alla fine arriva una mini-patente. Non mancano le giostre: la Monorotaia Arcobaleno regala una vista panoramica, la Vecchia Segheria è una discesa su canoe a forma di tronco tra rapide artificiali, e a Castel Sismondo si combatte con cannoni ad acqua. Sotto il sole cocente, l'ombra degli alberi bonsai (sono 5.000!) regala un po' di fresco. Attenzione agli orari: il parco apre alle 10, ma le attrazioni chiudono 45 minuti prima del parco. Il biglietto costa 23 euro, ridotto a 17 per bambini sotto 140 cm, e vale due giorni. Porta scarpe comode: ci vogliono almeno 4 ore per vedere tutto, ma il tempo vola tra un selfie alla Fontana di Trevi e un giro tra i pappagalli di Pappamondo. Insomma, è il posto perfetto per stancare i bambini (e stupire gli adulti).
Fiabilandia: il parco delle fiabe a Rimini
- Vai alla scheda: Fiabilandia: il magico parco divertimenti per famiglie a Rimini
- Via Gerolamo Cardano 15, Rimini (RN)
- https://www.fiabilandia.it/
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- +39 0541 372064
Fiabilandia è un parco divertimenti storico a Rimini, aperto nel 1965. Si estende su 150.000 mq di verde, con un lago centrale abitato da anatre e tartarughe. È diviso in aree tematiche: medievale, orientale, pirati, far west e borgo magico. Le attrazioni sono pensate per famiglie con bambini dai 2 ai 10 anni, ma anche i più grandicelli trovano il loro divertimento.Il Castello di Mago Merlino è l'icona del parco: una dark ride a bordo di gufi che ti porta in un mondo incantato. La Miniera d'Oro è un family coaster su carrelli da miniera, perfetto per i piccoli avventurieri. Per i più temerari c'è Spacemouse, uno spinning coaster con altezza minima 130 cm. E d'estate, non perdete l'area acquatica con scivoli e il Capitano Nemo Adventure, una battaglia di spruzzi.
La Baia di Peter Pan è un percorso pedonale tra scenografie, mentre la Valle degli Gnomi è un caterpillar per i più piccoli. Non mancano spettacoli dal vivo e un cinema 4D. Il parco è attento all'ambiente: collabora con WWF e organizza laboratori didattici.
Informazioni pratiche: biglietto intero 26€ in cassa (23€ online), ridotto per bambini 18€ (15€ online). Parcheggio a pagamento. Aperto da marzo a ottobre con orari variabili. Portate costume e cambio per i bambini, perché l'acqua è una tentazione! Io consiglio di arrivare presto per godersi tutto con calma. Fiabilandia è un'esperienza che unisce fantasia e natura: i miei nipotini hanno adorato il trenino e il lago. Un posto dove le fiabe prendono vita.







