Cosa vedere a Città di Ancona: porto, storia e cultura


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per chi ama storia, arte e cultura in una città di mare.
  • Punti forti: Museo Archeologico, Arco di Traiano, Mole Vanvitelliana.
  • Itinerario compatto: tutte le tappe sono raggiungibili a piedi o con brevi spostamenti.
  • Adatto a city-breaker, famiglie e appassionati di archeologia.
  • Periodo migliore: primavera e autunno per clima mite.
  • Bonus: il Faro di Ancona regala tramonti indimenticabili.
  • Ancona ti sorprende con la sua anima di porto vivace e antica capitale della Marca. Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche custodisce reperti che raccontano millenni di storia, dall'età del ferro ai romani. Passeggiando nel centro, l'Arco di Traiano e l'Anfiteatro romano sono tappe imperdibili per gli appassionati di archeologia. La Mole Vanvitelliana, un'iconica struttura a forma di pentagono, ospita mostre e eventi. Per una pausa verde, il Parco del Cardeto offre panorami mozzafiato sul mare e resti di fortificazioni. Non perdere la Pinacoteca civica Francesco Podesti e il Museo Tattile Omero, che permette di 'toccare' l'arte. La sera, il Teatro delle Muse anima la scena culturale. Questo articolo ti guida tra le principali attrazioni di Ancona, con consigli pratici per organizzare la tua visita.

    Panoramica



    Itinerari nei dintorni


    Museo archeologico nazionale delle Marche: un viaggio nella storia

    Museo archeologico nazionale delle MarcheSe arrivi ad Ancona e vuoi capire davvero la storia delle Marche, devi entrare nel Museo archeologico nazionale. È ospitato a Palazzo Ferretti, un gioiello del Cinquecento con affreschi di Pellegrino Tibaldi e una terrazza che si affaccia sul porto – roba da mozzare il fiato. Il percorso è cronologico: partiamo al secondo piano con la Venere di Frassassi, una statuetta di 28.000 anni fa scolpita in una stalattite. Incredibile, vero? Poi si sale tra i reperti dei Piceni, con corredi funerari ricchissimi: gioielli, armi, vasi attici importati. E non dimenticare i Galli Senoni, con le loro corone d'oro di Montefortino. La sezione romana è stata riaperta recentemente, con il sarcofago del vinaio e il ritratto di Augusto. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, con orari variabili (controlla il sito perché cambiano spesso). Biglietto intero 5 euro, gratuito under 18. Consiglio: arriva con calma, perché ci sono tre piani e tante meraviglie. E se hai bambini, chiedi la scheda 'Scopri il tuo museo' alla biglietteria – trasforma la visita in una caccia al tesoro. Insomma, un tuffo nella storia che non ti aspetti.

    Museo archeologico nazionale delle Marche

    L’Arco di Traiano: il simbolo romano del porto di Ancona

    Arco di TraianoSe arrivate ad Ancona in nave o anche solo passeggiando sul lungomare, l’Arco di Traiano vi saluta dal molo. È un pezzo di Roma antica che sembra sfidare il tempo: costruito intorno al 100 d.C. dal Senato per ringraziare l’imperatore Traiano (quello della Colonna a Roma) che aveva ampliato e reso più sicuro il porto a sue spese. Progettato dal famoso architetto Apollodoro di Damasco, è interamente in marmo proconnesio, con un solo fornice affiancato da due coppie di colonne corinzie scanalate. Le sue proporzioni sono più slanciate rispetto ad altri archi romani, il che lo rende quasi elegante, arioso. Sulla chiave di volta, da un lato c’è il busto di Tellus (la Terra), dall’altro Oceanus (l’Oceano): un richiamo al suo ruolo di passaggio tra terra e mare. Originariamente era decorato con quattordici rostri di bronzo (prue di navi) e sei statue in bronzo dorato: verso il mare Nettuno, Mercurio e Portuno; verso terra Traiano, la moglie Plotina e la sorella Marciana. Purtroppo nell’839 i Saraceni asportarono tutto il bronzo, comprese le lettere delle iscrizioni. Oggi dell’antico splendore restano le tracce dei fissaggi, ma l’arco è comunque imponente. Nel Medioevo gli si appoggiò una torre (poi demolita nel 1532) e nel 1847 fu incorniciato dalla Barriera Gregoriana (anche quella scomparsa). I bombardamenti della Seconda guerra mondiale lo risparmiarono, ma l’ampliamento del porto nel dopoguerra lo allontanò dal mare, alterando il suo rapporto visivo con l’acqua. Per fortuna il restauro del 2000 ha eliminato la cancellata ottocentesca e valorizzato la sua posizione con un’illuminazione che ne esalta il profilo al tramonto. Oggi è il simbolo di Ancona, amato dai locali per i tramonti mozzafiato. È sempre visitabile gratuitamente: vi basta raggiungere il molo nord, all’indirizzo Lungomare Vanvitelli. Se siete appassionati di storia, noterete anche alcuni segni di cannonate del 1849 o 1860: piccole cicatrici che raccontano il passato turbolento della città.

    Arco di Traiano

    L'Anfiteatro romano di Ancona

    Anfiteatro romano di AnconaSe pensi che Ancona sia solo porto e traffico, l'Anfiteatro romano ti farà ricredere. Arroccato tra il colle Guasco e quello dei Cappuccini, a circa 50 metri sul mare, questo gioiello archeologico è, dopo l'Arco di Traiano, il monumento romano più importante della città. Costruito in epoca augustea (fine I sec. a.C.) e ampliato sotto Traiano, poteva ospitare tra 8.000 e 10.000 spettatori su venti gradinate disposte su tre ordini. L'ellisse misurava 93 x 74 metri, con un'arena di 52 x 35 metri. Quello che colpisce è l'abilità con cui i romani sfruttarono la pendenza naturale del terreno: la cavea poggiava a nord-est sulla roccia, mentre a sud-ovest su volte cementizie. Dalle gradinate più alte, coperte da un velarium di canapa, si godeva una vista incredibile: da un lato il mare aperto, dall'altro il porto. Oggi l'area è divisa in due settori. Quello verso piazza del Senato è il più imponente: qui vedrai un lungo tratto del muro di cinta in opus mixtum, la Porta Pompae (detta Arco Bonarelli) e resti di un edificio termale con mosaici a delfini e una piccola piscina. Nel settore verso via Birarelli lo scavo è incompleto, ma si intravedono la cavea e la Porta Libitinensis, da cui uscivano i gladiatori morti. Dopo secoli di oblio – fu riscoperto nel 1810 dall'abate Leoni – l'anfiteatro è tornato a vivere grazie agli scavi del 1930 e del 1972. Oggi, oltre alle visite guidate curate dal Museo Archeologico Nazionale delle Marche (biglietto cumulativo a 8 €), ospita in estate il festival “Echi” con teatro, musica e lirica. Un luogo che unisce storia e atmosfera, perfetto per chi cerca un tuffo nel passato con il vento del mare tra i capelli.

    Anfiteatro romano di Ancona

    Mole Vanvitelliana: un pentagono galleggiante tra storia e cultura

    Mole VanvitellianaImpossibile non notarla: la Mole Vanvitelliana spunta proprio lì, in mezzo al porto di Ancona, come un'isola artificiale a forma di pentagono. Progettata da Luigi Vanvitelli tra il 1733 e il 1743, nasce come lazzaretto per la quarantena di merci e persone – una sorta di hub sanitario avant lettre. Camminando sulla banchina, ti colpisce subito la mole: 20.000 metri quadrati che sembrano ruotare attorno al piccolo Tempietto di San Rocco, al centro della corte. È un dettaglio geniale: quel tempietto, aperto su tutti i lati, permetteva ai ricoverati di seguire la messa restando nelle loro stanze, senza mai incrociarsi. Pura ingegneria del contagio. Oggi la Mole è tutt'altra storia: dal 1993 è un vivacissimo centro culturale. Ci trovi il Museo Tattile Omero, dove puoi toccare le sculture, e un calendario fitto di mostre, festival e concerti. Durante l'estate, il cortile si trasforma in arena cinematografica (Ancona Cinema). E se ti sale fame, il Bistrot The Mole ti aspetta con un caffè letterario. Passeggia lungo i camminamenti – la marciaronda – e goditi la vista sul porto e sul mare. Ingresso gratuito, aperto da martedì a domenica, 8-19:15. Indirizzo: Banchina Nazario Sauro 28. Un consiglio spassionato: vieni al tramonto, quando la luce accarezza la pietra d'Istria del portale e il pentagono sembra galleggiare sospeso tra passato e futuro.

    Mole Vanvitelliana

    Parco del Cardeto: un polmone verde tra storia e poesia

    Parco del Cardeto Se c’è un luogo che racchiude l’anima di Ancona, è il Parco del Cardeto “Franco Scataglini”. Con i suoi 35 ettari sulle sommità dei colli Cappuccini e Cardeto, è il più vasto parco urbano della città e regala una vista mozzafiato sul mare. Inaugurato nel 2005 e dedicato nel 2010 al poeta anconetano Franco Scataglini, unisce natura, storia e cultura in un unico percorso.

    Passeggiando tra ginestre, cipressi e antiche mura, ti imbatti in testimonianze di epoche lontane. Il Campo degli Ebrei è uno dei cimiteri ebraici più grandi d’Europa, con 178 cippi funerari dal XV al XIX secolo, inclinati verso Gerusalemme. Poco distante, il Vecchio Faro ottocentesco voluto da papa Pio IX domina la scogliera, mentre il Bastione di San Paolo del XVI secolo nasconde sotterranei affascinanti. Non mancano fortezze napoleoniche e la Polveriera Castelfidardo, oggi spazio per eventi culturali.

    Il parco è anche un luogo di poesia: lo stesso Scataglini dedicò versi al cimitero ebraico, e qui si svolgono eventi come il Festival “La punta della lingua”. Per chi ama la natura, la macchia mediterranea spontanea regala scorci unici, con fioriture di violaciocche e capperi sulle pareti soleggiate. Perfetto per una passeggiata rilassante o una corsa, è aperto tutto l’anno: d’estate fino alle 20:30, d’inverno fino alle 17:30. Insomma, un angolo di pace a due passi dal centro che non ti aspetti.

    Parco del Cardeto "Franco Scataglini"

    Pinacoteca civica Francesco Podesti: capolavori in mostra

    Pinacoteca civica La Pinacoteca civica "Francesco Podesti" è una tappa obbligata per chi ama l'arte. Situata in Palazzo Bosdari, nel cuore di Ancona, custodisce una collezione che spazia dal XIV al XX secolo. Fondata nel 1884 grazie alla donazione del pittore anconetano Francesco Podesti, la pinacoteca è oggi uno dei musei più importanti delle Marche. Il percorso espositivo ti porta attraverso capolavori assoluti: la Pala Gozzi di Tiziano, prima opera firmata e datata del maestro veneziano (1520), la Madonna con Bambino di Carlo Crivelli, e la Sacra Conversazione (detta Pala dell'Alabarda) di Lorenzo Lotto. Non mancano opere di Guercino, Sebastiano del Piombo, Andrea Lilli e molti altri. Al piano superiore, la Galleria d'Arte Moderna espone lavori di Corrado Cagli, Enzo Cucchi, Valeriano Trubbiani e altri artisti legati al Premio Marche. Dopo un lungo restauro (finanziato dal PNRR), la pinacoteca ha riaperto il 6 dicembre 2025 con un allestimento rinnovato, che valorizza le 133 opere esposte. I nuovi spazi sono completamente accessibili, con percorsi tattili per non vedenti. L'ingresso è da Vicolo Foschi 4, accanto alla chiesa di Santa Maria della Piazza. Info pratiche: Lunedì chiuso; martedì–venerdì 10:00–13:00 e 16:00–19:00; sabato e domenica 10:00–19:00. Biglietto intero €6, ridotto €3. Visite guidate su prenotazione. Consiglio di verificare gli orari sul sito ufficiale.

    Pinacoteca civica "Francesco Podesti"

    Il Teatro delle Muse: il gioiello neoclassico di Ancona

    Teatro delle MuseSe passi da Ancona, il Teatro delle Muse in Piazza della Repubblica è una tappa obbligata. È il teatro più grande delle Marche e il 13° d’Italia per capienza, con 1.147 posti. Inaugurato nel 1827 con due opere di Rossini, ha una facciata neoclassica con portico a cinque arcate in pietra d’Istria e un timpano scolpito con le Muse e Apollo. Dentro, dopo i restauri del 2002, convivono elementi originali come lo scalone e l’atrio con spazi moderni in legno e metallo. Il sipario tagliafuoco, opera di Valeriano Trubbiani, è unico in Europa e raffigura il trionfo di Traiano. Oggi ospita opera, balletto, concerti e prosa, con una stagione ricca da novembre ad aprile. Io l’ho trovato elegante ma accessibile, con un’acustica eccellente. Se ti va di vedere uno spettacolo, controlla il sito o chiama lo 071 52525. I biglietti partono da 15€. All’ingresso c’è un busto del tenore Franco Corelli, nato qui. Un consiglio: arriva con un quarto d’ora d’anticipo per goderti l’atmosfera del foyer. E per cena, prova l’Osteria Teatro Strabacco a due passi.

    Teatro delle Muse

    Museo Tattile Statale Omero: un’enciclopedia da toccare

    Museo Tattile Statale OmeroAncona custodisce un gioiello unico al mondo: il Museo Tattile Statale Omero, ospitato nelle sale settecentesche della Mole Vanvitelliana, una suggestiva architettura pentagonale affacciata sull’acqua. Nato nel 1993 per volontà di Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, entrambi non vedenti, il museo è diventato un punto di riferimento internazionale per l’accessibilità culturale, riconosciuto come museo statale nel 1999. Qui l’arte si vive con il tatto: la collezione permanente è un’enciclopedia tridimensionale che conta oltre 200 opere, tra cui riproduzioni di capolavori classici come la Venere di Milo e la Lupa capitolina, modelli architettonici di monumenti iconici (Partenone, Pantheon, San Pietro) e sculture originali del Novecento di artisti come De Chirico, Marini, Pomodoro e Pistoletto. Dal 2021 si è aggiunta una sezione Design con 32 oggetti iconici del made in Italy premiati al Compasso d’Oro, dalla Moka Bialetti alla Vespa Piaggio. L’ingresso al museo è gratuito (solo la sezione Design costa 5 euro), e l’ambiente è privo di barriere architettoniche, con pedane mobili per esplorare le parti più alte, descrizioni in Braille e audio guide. Il Dipartimento Educazione organizza laboratori multisensoriali per scuole e famiglie, tra cui le famose visite bendate che trasformano la percezione dell’arte. Il consiglio? Programmarsi almeno un paio d’ore per toccare, annusare e scoprire ogni dettaglio. Aperto dal martedì al sabato 15-18, domenica e festivi 10-18. Un’esperienza che cambia il modo di guardare… o meglio, di toccare l’arte.

    Museo Tattile Statale Omero

    Faro di Ancona: storia e panorami mozzafiato

    Faro di AnconaIl Faro di Ancona, simbolo della città, si erge sul Monte Cappuccini all'interno del Parco del Cardeto. Non uno, ma due fari: il vecchio faro, costruito nel 1860 per volere di papa Pio IX su progetto di Henry Lepaute, e il nuovo faro, attivo dal 1972. Il vecchio, alto 20 metri con torre cilindrica in mattoni e scala a chiocciola in pietra d'Istria, è stato dismesso e chiuso al pubblico dal 2003, nonostante un restauro nel 2000 da parte di Legambiente che lo rese visitabile per qualche anno. Nel 2025 l'Agenzia del Demanio ha pubblicato un bando per concederlo a privati o enti del terzo settore. Il nuovo faro, invece, è ancora operativo: torre quadrata in cemento armato con strisce grigie e bianche, alta 15 metri, situata 200 metri a sud-est del vecchio. Dalla sua base a 104 metri s.l.m., emette quattro lampi ogni 30 secondi con una portata di 25 miglia nautiche (circa 46 km). Il panorama è spettacolare: si abbraccia il golfo di Ancona, il porto e il mare aperto. Vicino al vecchio faro si trova l'edificio della stazione radiotelegrafica della Regia Marina, dove nel 1904 Guglielmo Marconi condusse esperimenti sulle onde radio, dimostrando che le onde corte si propagano meglio di notte. Una targa commemorativa ricorda l'evento. Passeggiando nel Parco del Cardeto, il faro è un punto di ritrovo amato dagli anconetani, perfetto per una sosta panoramica. Peccato che il vecchio faro rimanga inaccessibile, ma il nuovo è visitabile e regala emozioni uniche.

    Faro di Ancona

    La Cittadella: fortezza rinascimentale sul colle Astagno

    CittadellaSe arrivate ad Ancona e volete respirare davvero la storia, dovete salire sulla Cittadella. Questa fortezza pentagonale progettata da Antonio da Sangallo il Giovane nel 1532 domina la città dal colle Astagno. Con i suoi 13.000 metri quadrati, è un capolavoro del fronte bastionato all'italiana, pensato per resistere ai colpi di cannone. Ma la sua storia è anche politica: fu usata da papa Clemente VII per sottomettere la libera Repubblica di Ancona.

    Oggi, dopo decenni di abbandono (e un terremoto nel 1972 che la rese inagibile), la fortezza sta tornando a nuova vita. Potete visitare il Bastione della Guardia, restaurato e sede del Segretariato dell'Iniziativa Adriatico Ionica. Lì, entrando dal portone con l'antico ponte levatoio, vi troverete nel piazzale con vista sul porto. Da non perdere la Torraccia, il punto più alto, da cui si gode un panorama a 360 gradi: da un lato il duomo, dall'altro il mare.

    Passeggiando tra le mura, noterete i capperi e la macchia mediterranea cresciuti spontaneamente durante gli anni di abbandono: un contrasto affascinante tra architettura militare e natura. All'interno, l'antica armeria conserva ancora le rastrelliere per 25.000 fucili, segno del ruolo di Ancona come piazzaforte dopo l'Unità.

    Attenzione: la maggior parte della struttura è ancora in restauro (lavori finanziati con circa 7 milioni di euro), quindi l'accesso è limitato. Verificate gli orari presso il Segretariato o il Parco della Cittadella, l'area verde attigua che è invece completamente fruibile. Considerate che Ancona sarà Capitale italiana della Cultura nel 2028, e si spera che per allora la fortezza sia completamente restaurata. Un consiglio: salite al tramonto, quando la luce accende le mura e il porto si tinge d'oro.

    Cittadella

    Chiesa di San Francesco alle Scale: storia e capolavori

    Chiesa di San Francesco alle ScaleAffacciata su una piccola piazza, la Chiesa di San Francesco alle Scale è uno dei luoghi più affascinanti di Ancona. Fondata il 15 agosto 1323 dai Francescani e dal vescovo Nicola degli Ungari con il nome di Santa Maria Maggiore, deve il suo nome alla grande scalinata costruita nel 1447 dal mastro Domenico su progetto di Giorgio da Sebenico. Le due rampe da 30 gradini ciascuna creano un accesso monumentale che già di per sé merita una sosta. Il portale gotico-veneziano, realizzato dallo stesso Sebenico nel 1454, è un trionfo di sculture: nella lunetta spicca San Francesco che riceve le stimmate, affiancato da Sant'Antonio, San Lodovico, San Bernardino e Santa Chiara. Entrando, l'interno a navata unica di gusto settecentesco (frutto dei rifacimenti di Francesco Maria Ciaraffoni) cela tesori assoluti: il Battesimo di Cristo di Pellegrino Tibaldi, gli Angeli che trasportano la Santa Casa di Loreto di Andrea Lilli e, dietro l'altare maggiore, l'Assunta di Lorenzo Lotto (1550), capolavoro in cui Maria, con le braccia aperte, sale al cielo tra angeli mentre gli apostoli guardano il sepolcro vuoto con petali di fiori. La chiesa ha vissuto un passato travagliato: chiusa in epoca napoleonica, adibita a ospedale e poi sede di museo e biblioteca, fino alla riconsacrazione nel 1953. Oggi è aperta al culto con ingresso gratuito. Indirizzo: Scale S. Francesco 4, orario 8:00-12:00 e 15:00-19:00 (ma meglio controllare). Un luogo che unisce arte, storia e spiritualità, perfetto per una visita che lascia il segno.

    Chiesa di San Francesco alle Scale

    Piazza del Plebiscito: storia e fascino

    Piazza del PlebiscitoPiazza del Plebiscito è il salotto buono di Ancona, un luogo che sa di storia e di vita vissuta. Aperta nel 1418 dopo la demolizione della chiesa di Sant'Egidio, è la più antica piazza della città. Con la sua forma rettangolare allungata e i suoi dislivelli, sembra un palcoscenico naturale: la scalinata monumentale, sormontata dalla Chiesa di San Domenico, e la statua di Clemente XII al centro creano un effetto scenografico che non passa inosservato. Il papa è qui ricordato per aver concesso il porto franco e ampliato il porto grazie a Luigi Vanvitelli. Gli anconetani la chiamano affettuosamente piazza del Papa. Affacciati sulla piazza il Palazzo del Governo (oggi Prefettura) con la sua torre civica, e palazzi storici come Palazzo Mengoni-Ferretti, che ospita la biblioteca. Due fontane arricchiscono lo spazio: la Fontana dei Decapitati del Quattrocento, con un fregio di teste che secondo la tradizione appartengono a giovani ribelli uccisi nel 1532, e la Fontana Emiciclica del 1817, opera di Pietro Zara. La piazza è stata teatro di eventi come la fondazione della Giovine Italia nel 1831 e il plebiscito del 1860. Oggi è un’isola pedonale, punto d’incontro per aperitivi e vita notturna, e ospita manifestazioni culturali. Scendendo le scale, trovi l’ingresso del Museo della Città, che racconta la storia di Ancona attraverso reperti e mappe. Insomma, una tappa obbligata per chi visita la città.

    Piazza del Plebiscito

    Santa Maria di Portonovo: un gioiello romanico a picco sul mare

    Santa Maria di PortonovoSe c'è un luogo che incarna la magia della Riviera del Conero, è la Chiesa di Santa Maria di Portonovo. Arroccata su una scogliera di calcare bianco, questa abbazia benedettina dell'XI secolo è un vero capolavoro di architettura romanica. La sua pianta a croce greca con cinque navate e la cupola ottagonale di ispirazione bizantina la rendono unica. Pensate: per quasi 700 anni è stato l'unico edificio della baia, dopo che il monastero fu distrutto da un'incursione turca nel 1518. Dentro, l'atmosfera è raccolta e meditativa. La luce filtra dalle bifore e dalle monofore, creando giochi di ombre sulle pareti spoglie. Il pavimento originale in cotto e pietra giallo-ocra racconta secoli di storia. Da non perdere l'icona moderna di Santa Maria Stella del Mare, donata dalla famiglia Fumasoni Biondi, che colpì anche il regista Andrej Tarkovskij. Per gli appassionati di storia, una lapide con versi di Dante (Paradiso, XXI) ricorda il soggiorno di San Pier Damiani. La chiesa è gestita da Italia Nostra e visitabile gratuitamente, ma gli orari variano a seconda della stagione; contattate ancona@italianostra.org per info. D'estate, una navetta vi porta fin qui; d'inverno, una camminata di 4 km regala panorami mozzafiato. Venite al tramonto: il mare diventa una tavolozza di colori e vi sentirete sospesi tra cielo e terra.

    Santa Maria di Portonovo

    Arco Clementino, il trionfo sul porto

    Arco ClementinoSe arrivi ad Ancona via mare, la prima cosa che vedi è l’Arco Clementino. Non è un caso: fu costruito proprio per fare bella figura con i mercanti stranieri appena sbarcati. Progettato da Luigi Vanvitelli nel 1738, è un arco di trionfo a un solo fornice in pietra d’Istria sul lato mare e in mattoni a vista dalla parte della città. Sì, ha due facce – una elegante, l’altra più umile – perché all’epoca il prospetto principale era rivolto verso l’esterno. L’arco segna il punto in cui il molo nuovo si innesta su quello romano di epoca traianea, a pochi passi dall’Arco di Traiano. Vanvitelli giocò con le prospettive: se guardi attraverso l’arco, vedi proprio l’arco romano e, sullo sfondo, la Cattedrale di San Ciriaco. Sembra un cannocchiale. Pensato per accogliere i visitatori, l’arco doveva avere sulla sommità la statua di papa Clemente XII, ma era troppo pesante: oggi la trovate in piazza del Plebiscito. L’opera rimase incompiuta alla morte di Vanvitelli e fu completata da Filippo Marchionni sotto Benedetto XIV. È sempre aperto, gratis. Fermati qualche minuto: da lì lo sguardo corre dal mare alla collina, un perfetto selfie della storia di Ancona.

    Arco Clementino

    Palazzo degli Anziani: il cuore medievale di Ancona

    Palazzo degli AnzianiSe c'è un edificio che racchiude la storia di Ancona, è il Palazzo degli Anziani. Già sede del consiglio cittadino dal Medioevo fino al 1947, oggi è tornato a ospitare le riunioni del Comune. E che storia, ragazzi: pare che le fondamenta risalgano addirittura al 425 d.C., quando l'imperatrice Galla Placidia volle una residenza senatoria. Poi distrutto dai Saraceni nell'839, venne ricostruito nel 1270 da Margaritone d'Arezzo in stile gotico, con quella bellissima pietra bianca del Conero che vedi ancora oggi sulla facciata verso il porto. La particolarità? Il palazzo ha due fronti completamente diversi: quello inferiore, che guarda il mare, è slanciato su sette piani con archi ogivali e bifore romaniche; quello superiore, su piazza Stracca, è più basso e fu rimaneggiato nel Cinquecento da Pellegrino Tibaldi in stile manierista, con finestre a timpani spezzati e logge murate. Passeggiando, non puoi non notare l'orologio a sei ore e i bassorilievi medievali sulla facciata, come il Peccato Originale e Lamech che saetta Caino (gli altri sono stati messi al sicuro in Pinacoteca). Entra se puoi: all'interno c'è uno scalone seicentesco e il Salone d'Onore. Un consiglio pratico: usa l'ascensore pubblico gratuito che dal piano del porto ti porta direttamente in piazza Stracca (funziona dal 2014). Sotto il palazzo, poi, c'è un'area archeologica con un sacello bizantino del XII secolo. Ingresso libero, ma per gli orari meglio chiamare (071 2222001).

    Palazzo degli Anziani