Ancona a piedi in 1 giorno: 10 tappe tra archi romani e viste sul porto


Ancona a piedi in 1 giorno è un'esperienza imperdibile per chi vuole immergersi nella storia e nei panorami di questa città marchigiana. Questo itinerario di 10 tappe ti porterà dalla Porta Pia, antica porta d'accesso, fino alla Cittadella, fortezza panoramica, passando per la Mole Vanvitelliana, imponente edificio pentagonale, e l'Anfiteatro romano, testimonianza del passato. Camminerai tra archi romani, chiese barocche e piazze vivaci, con continue viste sul porto. Un percorso adatto a tutti, ricco di spunti culturali e fotografici. In sole 8 ore potrai scoprire il meglio di Ancona, tra storia, arte e mare.

🗺️ Itinerario in pillole

Un itinerario a piedi che svela Ancona in poche ore, tra storia e panorami. Perfetto per una gita fuori porta.

  • Ideale per city-breaker e appassionati di storia.
  • Punti forti: 10 tappe, viste panoramiche, monumenti unici.
  • Perché sceglierlo: percorso compatto e ricco di sorprese.

Tappe dell'itinerario


Porta Pia

Porta PiaIniziamo la nostra giornata proprio dove un tempo si entrava in città: Porta Pia. Costruita tra il 1787 e il 1789 per volere di papa Pio VI su progetto dell'anconetano Filippo Marchionni, è un arco trionfale in stile barocco che oggi si presenta isolato, ma un tempo era collegato alle mura che salivano verso la Cittadella. La facciata esterna, in pietra d'Istria, è ricca di fregi e dettagli manieristi, come mascheroni e conchiglie che ricordano la vocazione marittima della città; quella interna, più semplice, è in arenaria. Durante l'occupazione francese lo stemma papale fu scalpellato, e ancora oggi si vedono i segni delle cannonate subite nel 1860. Accanto, un'ancora monumentale ricorda i caduti del mare. Da qui si gode già una prima vista sul porto e sulla Mole Vanvitelliana. È il punto perfetto per respirare la storia e iniziare a esplorare Ancona.

Devi andarci se...

Il viaggiatore che inizia da Porta Pia è un appassionato di storia e architettura, curioso di scoprire come un arco settecentesco possa racchiudere secoli di vicende cittadine.

Porta Pia

Mole Vanvitelliana: il pentagono sull'acqua

Mole VanvitellianaLa Mole Vanvitelliana è forse il simbolo più sorprendente di Ancona. Immaginate una vasta isola artificiale a forma di pentagono che galleggia nel porto, collegata alla terraferma da tre ponticelli. Progettata da Luigi Vanvitelli tra il 1733 e il 1743, nacque come lazzaretto per mettere in quarantena merci e viaggiatori, con una capacità fino a 2000 persone. Oggi, dopo restauri iniziati negli anni '90, è un polo culturale polifunzionale: ospita il Museo Tattile Omero, mostre temporanee di fotografia e arte contemporanea, concerti, cinema all'aperto d'estate e un caffè letterario. Al centro della corte, il tempietto di San Rocco era progettato per permettere ai malati di seguire la messa senza contatto. Curiosità: durante il terremoto del 2016, qui sono state portate opere d'arte danneggiate per il restauro. Entrate gratuitamente, e non perdetevi una passeggiata sui camminamenti con vista sul porto. Un luogo che racconta secoli di storia, dal Settecento ai giorni nostri.

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Questa tappa è per chi ama le architetture che si fondono con l'acqua e la storia che si evolve, tra passato di quarantena e presente di eventi culturali.

Mole Vanvitelliana

Loggia dei Mercanti

Loggia dei MercantiDopo la Mole, ci infiliamo in una delle vie più suggestive del centro storico e arriviamo alla Loggia dei Mercanti, un gioiello quattrocentesco che racconta la potenza commerciale di Ancona. Costruita a partire dal 1442 su progetto di Giovanni Pace detto il Sodo, era il luogo dove i mercanti si riunivano per trattare affari, lontano dal trambusto della piazza. La facciata è un capolavoro di Giorgio da Sebenico (1451-1459), in stile gotico veneziano, con marmo dalmatico dell’isola di Brazza. Quattro colonne reggono statue delle virtù cardinali: Speranza, Fortezza, Giustizia e Carità, mentre al centro spicca il cavaliere con spada, simbolo della città. Originariamente aperta su entrambi i lati (via e mare), dopo l’incendio del 1556 Pellegrino Tibaldi la chiuse con infissi e affrescò la volta. Oggi è sede di rappresentanza della Camera di Commercio e ospita eventi. Non perdetevi i dettagli scolpiti e la vista sul porto dalla terrazza sul retro, un tuffo nella storia mercantile di Ancona.

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Questa tappa è per chi sa apprezzare i simboli scolpiti nella pietra e l’eleganza di un’architettura che parlava di commercio e libertà, tra dettagli gotici e affacci sul mare.

Loggia dei Mercanti

Palazzo degli Anziani

Palazzo degli AnzianiLasciata la Loggia dei Mercanti, saliamo verso Piazza Benvenuto Stracca dove svetta il Palazzo degli Anziani, per secoli simbolo del potere cittadino. Costruito nel 1270 su progetto di Margaritone d'Arezzo, il palazzo è un abile gioco di livelli: dal lato del porto si erge maestoso con sette piani in stile gotico, con archi ogivali in pietra bianca del Conero; dal lato della piazza, invece, si presenta con un aspetto più sobrio, rimaneggiato da Pellegrino Tibaldi nel Cinquecento con finestre a timpani spezzati. Qui si riuniva il Consiglio degli Anziani della Repubblica di Ancona, e qui si firmò la Dichiarazione di Ancona per l'Iniziativa Adriatico Ionica nel 2000. Dopo i bombardamenti del 1943, il palazzo perse parte delle decorazioni, ma conserva ancora preziosi bassorilievi medievali e un orologio a sei ore. Dal 2011 il Consiglio Comunale è tornato a riunirsi nella storica sala. Non perdete l’ascensore pubblico gratuito che collega la piazza al porto: un modo pratico per passare da un'epoca all'altra.

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Chi sceglie questa tappa ama la stratificazione storica: un palazzo che guarda al mare con gli occhi del gotico e si apre sulla piazza con eleganza manierista, ideale per chi cerca il fascino di un potere antico.

Palazzo degli Anziani

Piazza Cavour: il salotto verde di Ancona

Piazza Camillo Benso Conte di CavourImponente e ariosa, Piazza Cavour accoglie il visitatore con un perfetto equilibrio tra passato e presente. Progettata nel 1862 dopo l'Unità d'Italia e inaugurata nel 1868, si estende per tre ettari al confine tra i rioni ottocenteschi e quelli moderni. Al centro domina la statua di Camillo Benso, opera di Aristodemo Costoli, con bassorilievi che celebrano il Congresso di Parigi e la Proclamazione del Regno. Originariamente circondata da un doppio filare di alberi e panchine in pietra, la piazza ha subito nel tempo diverse trasformazioni: le aiuole geometriche con palme e le panchine in ferro battuto degli anni Venti, fino al restauro del 2016 che ha ripristinato l’aiuola centrale ottagonale e introdotto nuovi lampioni. Sotto il verde dei platani e dei cedri del Libano, la piazza è oggi un salotto a cielo aperto, con bar e panchine dove fermarsi a osservare la vita che scorre. Dal 2011, il Palazzo delle Marche (sede del Consiglio regionale) si affaccia sul lato sud-ovest, mentre sul lato nord-est spiccano i tre palazzi Barducci con i loro arconi. L’atmosfera è rilassata ma viva: perfetta per una pausa prima di proseguire verso la Cittadella.

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Chi sceglie questa tappa ama i grandi spazi urbani dove la storia si mescola con la quotidianità: un luogo ideale per chi cerca un momento di pausa in un contesto ricco di fascino e verde.

Piazza Camillo Benso Conte di Cavour

Mercato delle Erbe: un gioiello liberty tra storia e sapori

Mercato delle ErbeDa Piazza Cavour, svoltando su Corso Mazzini, ci si imbatte in una struttura che sembra uscita da un'altra epoca: il Mercato delle Erbe, costruito nel 1926 con ferro e ghisa ricavati da navi austriache dismesse dopo la Prima guerra mondiale. Progettato da Federico Federiconi, è un esempio di liberty industriale che da quasi un secolo ospita il cuore pulsante del commercio anconetano. La pianta rettangolare (40×35 metri) si sviluppa su due livelli: al piano terra, tra bancarelle di frutta, verdura e pesce, l'atmosfera è quella di una piazza coperta viva e autentica. Il restauro in corso (finanziato con 5,8 milioni di euro dal PNRR) punta a modernizzare gli spazi senza stravolgere l'identità del luogo: entro giugno 2026 il mercato sarà ancora più funzionale, con nuovi box in cristallo per i pescivendoli e spazi per eventi culturali. Nonostante i lavori, l'attività prosegue tutti i giorni (tranne la domenica) dalle 7:00 alle 13:00. Da non perdere i mosaici romani del I secolo a.C. – I secolo d.C. scoperti sotto l'area, che presto saranno valorizzati. Un consiglio: arrivate presto per godervi il fermento e assaggiare i prodotti tipici marchigiani.

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Chi visita il Mercato delle Erbe cerca l'autenticità: non un semplice supermercato, ma un pezzo di storia anconetana che resiste al tempo e al restauro.

Mercato delle Erbe

Ex Chiesa di Sant'Agostino

Ex Chiesa di Sant'AgostinoDopo il Mercato delle Erbe, vi aspetta un'altra sorpresa: l'ex Chiesa di Sant'Agostino, che oggi è tutto fuorché una chiesa. Della sua lunga storia – iniziata nel 1341 come Santa Maria del Popolo – è rimasto solo il magnifico portale di Giorgio da Sebenico, un gioiello gotico-rinascimentale con statue di santi e un altorilievo. Il resto è stato cancellato: prima trasformato in caserma dopo l'Unità d'Italia, poi quasi raso al suolo dai bombardamenti del '43. Oggi l'edificio ospita la Sala Museale Marconi, dedicata alla storia delle telecomunicazioni, perché qui Marconi fece esperimenti nel 1904. È un contrasto affascinante: entrate e vi trovate davanti a un simulatore di sommergibile e antiche radio. L'atmosfera è quasi surreale, ma è un tuffo nella storia contemporanea. Se vi incuriosisce, la visita è su prenotazione (telefono 071 5931619). Un luogo che parla di stratificazioni e trasformazioni, proprio come Ancona.

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Chi visita Sant'Agostino ama gli intrecci inaspettati: architettura rinascimentale e storia militare, arte sacra e tecnologia radio. Un viaggiatore curioso che non si ferma alle apparenze.

Ex Chiesa di Sant'Agostino

Anfiteatro romano: storia e spettacoli

Anfiteatro romano di AnconaLasciate alle spalle l'ex Sant'Agostino e immergetevi nel passato più antico: l'anfiteatro romano, incastonato tra il colle Guasco e quello dei Cappuccini, vi accoglie con la sua imponente ellisse. Costruito in epoca augustea (fine I secolo a.C.) e ampliato sotto Traiano, poteva ospitare fino a 10.000 spettatori. Oggi, dopo gli scavi iniziati nel 1930 e proseguiti dopo il sisma del 1972, si possono ammirare la porta pompae (l'ingresso principale, detto Arco Bonarelli) e la porta libitinensis, da cui uscivano i gladiatori morti. L'arena misurava 52x35 metri, e dalle gradinate più alte si godeva una vista unica sul mare da due lati. Abbandonato nel VI secolo, fu riscoperto solo nel 1810 dall'abate Leoni. Oggi, in estate, torna a vivere con spettacoli del Teatro Antico Unico e del festival Echi. Un luogo dove la storia romana si fonde con il paesaggio, regalando emozioni autentiche.

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Chi visita l'anfiteatro romano è un viaggiatore che cerca l'essenza della storia antica, capace di immaginare gladiatori e spettacoli mentre ammira la vista mozzafiato sul porto e sul mare.

Anfiteatro romano di Ancona

Parco del Pincio: il salotto panoramico della città

Parco del PincioDall'anfiteatro romano, salendo verso il colle, si arriva al Parco del Pincio, il più antico parco pubblico di Ancona, aperto dopo il 1870. Disteso sul Colle Santo Stefano, offre un belvedere a 100 metri sul mare con una vista spettacolare: dal porto antico al Duomo di San Ciriaco, dal faro vecchio al Bastione del Cassero. All'interno, il Monumento alla Resistenza di Pericle Fazzini (1965) commemora i caduti partigiani, accompagnato da 16 lapidi in ferro con testi di Franco Antonicelli. L'ingresso è segnato dal cancello 'Vele al Vento' di Giò Fiorenzi. Il parco, gestito dal Comune, è aperto tutti i giorni ed è accessibile ai disabili. Un luogo tranquillo dove fermarsi a respirare la storia e il panorama.

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Chi visita il Parco del Pincio è un viaggiatore che apprezza le viste mozzafiato e la storia, capace di catturare con un solo sguardo il mare, i monumenti e l'eredità della Resistenza.

Parco del Pincio

Cittadella

CittadellaSalendo ancora più su, dopo il panorama del Pincio, si arriva alla Cittadella, la maestosa fortezza rinascimentale che domina Ancona dal colle Astagno. Progettata da Antonio da Sangallo il Giovane a partire dal 1532, è un capolavoro di architettura militare: a forma di stella pentagonale, con cinque bastioni imponenti e una rete di cunicoli sotterranei. Il punto più alto è la Torraccia, da cui si gode una vista a 360 gradi sul porto, sul duomo e sul mare. La fortezza ha vissuto assedi e rivoluzioni – nel 1799, 1849, 1860 – e dopo l'Unità d'Italia ospitò un'enorme armeria per 25.000 fucili (le rastrelliere originali sono ancora lì). Abbandonata dopo il terremoto del 1972, è stata in parte restaurata: il Bastione della Guardia oggi ospita il Segretariato dell'Iniziativa Adriatico Ionica, mentre il resto è ancora in restauro (2025). Il contrasto è forte: da un lato le mura antiche ricoperte di macchia mediterranea e capperi spontanei, dall'altro la vista che sconfina sull'Adriatico. Non è tutto accessibile, ma vale la pena salire fin quassù per respirare la storia e immaginare le battaglie che hanno segnato la città.

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Chi arriva fin qui è un viaggiatore curioso, disposto a cercare la bellezza anche tra impalcature e cantieri: sa che la storia più autentica si scopre nei dettagli, tra una torre e un bastione.

Cittadella

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